DA DOVE ARRIVANO LE NUTRIE?

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L’immagine che vedete qua sopra è presa da un trattato riguardante l’allevamento del castorino.

Circa la provenienza e la successiva massiccia diffusione delle nutrie, in sede di intervista abbiamo raccolto le risposte più fantasiose: mutazioni genetiche, immissioni volontarie ad opera di animalisti fanatici, bizzarri incroci fra le specie più improbabili.

La verità, sebbene ancora poco conosciuta, è molto semplice: a partire dagli anni ’20 del secolo scorso, le nutrie sono state importate in Italia dal Sud America (così come in tutta Europa e nel resto del mondo) per la produzione di pellicce.

Ben adattabili al nostro clima, relativamente economiche da mantenere e tali da fornire pellicce di particolare pregio, le nutrie per gli allevatori hanno rappresentato un’incredibile opportunità di guadagno nell’arco di decenni.

La moda però, si sa, è destinata modificarsi nel tempo: a partire dagli anni ’60 e ’70 del secolo scorso le pellicce di castorino non erano più così in voga. I primi nuclei naturalizzati di questa specie furono perciò costituiti da animali liberati volontariamente dagli imprenditori, i quali per disfarsene finirono per scegliere questo tipo di soluzione.

A riprova di quanto sostenuto, pubblichiamo alcune importanti testimonianze tratte dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce.

Questo incredibile Cinegiornale del 04/11/1948 mostra il Centro di Allevamento Nazionale di castorini di Pelliccia, con sede a Roma. Nella sequenza, vediamo uomini, donne e bambini che si recano in visita presso il Centro per vedere gli animali e dar loro da mangiare. Vediamo inoltre intere ceste di castorini vivi che vengono rovesciate nell’acqua di una piscina. Notevole l’ironia del commentatore “…nell’ora del bagno nemmeno un capriccio: e pensare che potrebbero permetterselo, ci portano una ricchezza! Le loro pellicce splendide daranno all’Italia un primato nelle mostre zootecniche straniere e nei mercati internazionali”:

Altro Cinegiornale del 21/02/1941 che mostra un allevamento con sede a Tortona. L’immagine iniziale mostra un paesaggio innevato con alcuni addetti che spostano le nutrie prendendole per la coda. Dopodichè vediamo altre sequenze in cui gli animali vengono accarezzati e viene preparato loro un pasto a base di verdure. Anche in questo caso il commento è molto interessante, in particolare nel passaggio in cui afferma “… all’industria dei cappelli fornisce il suo primo pelo, ai pellicciai procura con la sua pelliccia il cosiddetto castorino e la sua carne è eccellente e saporita come quella del capretto”:

Questo documento risale invece al 1934 e in esso vediamo illustrata la vita dei castorini all’interno di un allevamento:

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