L’ABBANDONO DELLE TARTARUGHE ACQUATICHE

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Le tartarughe acquatiche di origine alloctona più diffuse nei negozi di acquariofilia appartengono alle specie Trachemys Scripta, Graptemys pseudogeographica, Pseudemys nelsoni, Ocadia sinensis.
Purtroppo nei decenni scorsi accadeva che queste specie di tartarughe venissero vendute come “premio” ai giochi dei luna park, cosa che ha comportato un’ampia serie di adozioni irresponsabili.
In assenza di informazioni circa le loro esigenze, le tartarughe venivano generalmente poste all’interno di “tartarughiere” in plastica con le finte palmette, un tipo di alloggio per nulla adeguato al loro benessere. Quando poi le tartarughe crescevano, arrivando a raggiungere dimensioni anche ragguardevoli, la sconsiderata scelta dei proprietari era quella di abbandonarle al loro destino, in prossimità di canali o corsi d’acqua.
In seguito queste tartarughe esotiche sono riuscite ad adattarsi molto bene al nostro clima, al punto da riuscire a riprodursi e a crescere di numero, con conseguenze negative per la nostra fauna locale (i pesci, gli anfibi, gli insetti, i molluschi e i piccoli degli uccelli acquatici).
Ma a risentirne è soprattutto la specie autoctona di tartaruga palustre chiamata Emys Orbicularis, già in serio pericolo di estinzione a causa dell’inquinamento ambientale. A differenza delle tartarughe alloctone, più aggressive e voraci, questa specie ha un temperamento molto mite e schivo, che la porta a soccombere nella competizione alimentare.
Oggi le legge punisce con pesanti ammende e fino a 12 mesi di reclusione l’abbandono di ogni specie esotica nel nostro habitat.
L’associazione no profit Tarta Club Italia gestisce dal 2007 un centro di recupero per le tartarughe acquatiche alloctone che ha sede a Cesenatico (FC). Si tratta di un impianto del Consorzio di Bonifica Savio-Rubicone, costituito da un grande bacino di 3500 mq, che riceve acqua dal Canale-Emiliano-Romagnolo (CER). E’ stato creato un ambiente idoneo al mantenimento degli esemplari, con zattere e reti metalliche sulle pareti inclinate per permettere i bagni di sole. Il bacino è inoltre dotato di sponde in cemento, per impedire alle tartarughe la deposizione delle uova con conseguente riproduzione.
La raccolta degli esemplari è operativa l’ultima settimana di ogni mese, a partire da aprile fino a settembre. Per maggiori informazioni in merito alla procedura di ritiro è possibile consultare il sito www.tartaclubitalia.it
Il Tarta Club Italia ha come finalità principale la tutela e la salvaguardia delle tartarughe, sia in natura che in cattività. Si occupa di divulgare la conoscenza delle specie per un corretto allevamento, bandire ogni pratica deleteria per tutti i generi di tartarughe, favorire l’adozione degli esemplari abbandonati o sequestrati.
Da questo link è possibile osservare mediante una webcam le tartarughe all’interno del centro di recupero di Cesena:
http://www.tartaclubitalia.it/webcam

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