NUTRIAMAN: IL SUPEREROE DEL POLESINE

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La Taiant Pictures è nata negli anni ’90, fondata da Michele Pezzolato con un gruppo di appassionati di cinema. Il nome nasce dal paese di Taglio Di Po (RO), nel Polesine. Molti film sono stati realizzati con passione e divertimento da questi ragazzi, che dopo i primi film recitati italiano hanno deciso di tornare alle loro radici utilizzando il dialetto. Una scelta vincente, sebbene criticata, perchè ha permesso di intensificare il rapporto fra storie raccontate e territorio, riuscendo ad appassionare un elevato numero di persone. Una scelta che ha inoltre reso più spontanea la recitazione degli attori, che nei film mantengono anche i loro nomi reali.
Poi un giorno è nata l’idea del film Nutriaman, che racconta la nascita del nuovo supereroe del Polesine, impegnato nella difesa dei deboli. Nutriaman è divenuto in seguito una trilogia.
Ecco cosa ci ha raccontato Michele di questa avventura…

Da quale supereroe hai tratto ispirazione per Nutriaman?

Per la caratterizzazione di Nutriaman ho preso spunto da Spiderman della Marvel.

Per quale motivo è stata scelta la nutria come animale che ha dato origine alla mutazione?

E’ stata scelta la nutria perchè dalle nostre parte quest’animale non è sempre esistito. Un giorno sono apparsi pochi esemplari e poi c’è stata l’esplosione demografica. Qui è una specie che viene vista quasi come una leggenda, o forse come essere abbastanza misterioso. Qualcuno li scambia per castori ma non sono proprio come castori. Qualche danno lo creano, comunque si presenta come un animale simpatico.

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Chi ha creato i costumi?

Il primo costume l’ho fatto io, perchè lavoro nel settore dell’abbigliamento, quindi l’ho tagliato e cucito io, infatti si vede che il risultato è molto artigianale.
Nel secondo film c’è un “upgrade” del costume, grazie ai poteri del Maestro di Nutriaman. Per il costume del secondo film abbiamo chiamato Alessandro Marafante, ragazzo molto tecnico, fantasioso ed appassionato di creazione di costumi.
Anche nel terzo episodio abbiamo effettuato un piccolo restyling, sempre grazie al lavoro di Alessandro (che cura anche gli effetti visivi dei nostri film).
Il costume è di lycra ed è anche microforato, quindi consente alla pelle di traspirare anche se indossato per ore. L’unico problema è il fatto che è leggero: alcune le riprese si erano prolungate fino alla fine di ottobre e Manuel si era “congelato”. Sono i rischi del mestiere. 

Come è nato il grido di Nutriaman?

Il protagonista doveva avere qualcosa di caratteristico quando entrava in scena e anche nei momenti più “epici”. Quindi ho detto a Manuel di inventare qualcosa. Ha fatto un po’ di esperimenti finchè è uscito questo verso, che è carino. Manuel è bizzarro quindi il verso gli riusciva molto bene. Io cerco sempre di affidarmi all’estro degli attori.
Di solito scrivo tutti i dialoghi, però quando nella recitazione esce una battuta o qualcosa di diverso la tengo perchè mi piace di più. La spontaneità è un’ottima cosa.

Quali sono stati i riscontri alla trilogia di Nutriaman?

I riscontri della trilogia sono stati estremamente positivi. Quando abbiamo fatto le proiezioni di Nutriaman 3 c’era una coda lunghissima fuori, non me l’aspettavo anche perchè era passato molto tempo dal primo episodio, invece si era creato un piccolo gruppo di fans, tanto che sono accorse più di 3000 persone; abbiamo dovuto aumentare il numero di proiezioni da 6 a 8. Poi internet ha facilitato molto le cose, aumentando la conoscenza dei film successivi. Si è veramente creato un mito qui dalle nostre parti. Tutti nel Polesine hanno visto Nutriaman.
Il primo Nutriaman è quello che ci ha fatto conoscere ed è stato il più sorprendente, anche perchè è uscito prima ancora del boom di internet quindi la conoscenza del film è circolata attraverso il passaparola. Trovavamo gente che ci fermava per strada dicendo che avevano visto la vhs o che qualcuno aveva prestato loro il film. C’è chi ha ancora la videocassetta: è un reperto storico oramai, che ha del valore!
Un lato che ci ha sorpreso è che c’è chi si è preso la briga di sottotitolarlo. Ci sono stati emigranti veneti in Piemonte che mi hanno scritto perchè grazie al film si sono ricordati con affetto del dialetto polesano e di quando abitavano nel polesine e quindi del periodo della loro infanzia.
Addirittura una persona mi ha scritto da New Orleans e mi mandato un filmato di casa sua mentre guardava Nutriaman.
Le proiezioni sono sempre state fatte a Porto Viro, il primo film in una sala concessaci dal comune, gli altri due al cinema sempre nello stesso paese. Il comune ci ha sempre appoggiato: tende ad incoraggiare molto i giovani che provano a creare qualcosa di nuovo.
Ho avuto una risposta incredibile dai bambini: per loro Nutriaman esiste davvero e ad Halloween o a Carnevale vanno a cercare il costume di Nutriaman. Il negoziante qui in paese mi dice sempre che gli devo fare i costumi altrimenti i bambini piangono perchè lo vogliono! E io dico “Mi dispiace, ma di costume di Nutriaman ce n’è uno!”.
Manuel nei panni di Nutriaman era anche richiesto per le feste di compleanno, ora è da un po’ che non ci partecipa più. Nel terzo film la scena della festa in cui lui viene cacciato coi forconi non è stata ricreata, abbiamo colto l’occasione di una vera festa di compleanno e abbiamo chiesto ai partecipanti di recitare. È così che nascono le cose!

Come ti è venuta in mente l’idea del finale del secondo film?

L’idea del finale del secondo film, con la dedica alla nutria attraverso la canzone “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini, viene da un mio amico, un mio compagno di lavoro che ora sfortunatamente non c’è più. Aveva avuto l’idea vedendo le immagini. Era un ragazzo di cuore ed aveva molto intuito. È nelle cose semplici che le persone d’animo trovano degli spunti particolari. Infatti è un “Tributo alla nutria” che ci stà molto bene.
Tendo a non fare finali semplici buttati lì, cerco di “spiazzare” e tanti mi dicono che non si aspettavano un finale di un certo tipo. Per me è un complimento perchè vuol dire che sono riuscito nel mio intento, cioè fare una cosa non prevedibile, che il pubblico non si aspetta.

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Veniamo al mio personaggio preferito: il Maestro. Puoi raccontarci qualcosa circa la sua origine?

Dopo il successo di Nutriaman abbiamo realizzato il film S.F.I.G.A., che io non volevo girare, però ho accontentato la voglia di cambiamento degli altri.
In realtà stavo già “macinando” la storia del sequel perchè non volevo che Nutriaman finisse così: era troppo bello per farlo finire, bisognava creare una trilogia per dare un po’ di profondità al personaggio.
Abbiamo quindi giocato sul fatto che nel primo episodio Manuel viene morso, però non si vede da chi, quindi abbiamo inventato questa storia del maestro per mostrare che questi uomini nutria esistevano da anni nel Polesine.
In più abbiamo trovato Raffaele che ha il pregio di essere così come lo vedi, a lui il copione non lo dò neanche, gli spiego la scena e lui improvvisa. Devo riprendere due ore per avere 5 minuti buoni, ma ne vale la pena perchè è molto spontaneo e divertente. Bisognerebbe conoscerlo perchè è sicuramente il più bizzarro della compagnia!
La scena della morte, nel secondo film, siamo riusciti a registrala per un pelo! Raffaele continuava a fare battute e noi a fermarlo perchè stava arrivando il temporale. La scena così come si svolge nel film è stata inventata da lui al momento, era troppo bella per non lasciarla!
A Raffaele io tendo quindi a creare le situazioni, perchè lui è così anche in compagnia: quando usciamo assieme è sempre uno dalla battuta pronta. Avere di questi caratteristi è una fortuna!

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Le scene di combattimento sono state seguite da un esperto?

Per le scene di combattimento (in Nutriman 2 e 3) avevamo Manuele Priami, maestro di kung fu, figura indispensabile per rendere credibili le scene di combattimento.
Nel primo Nutriman la lotta l’hanno inventata Fabio (mio fratello) e Manuel in modo molto semplice: li ho portati sulla location e ho detto loro “Picchiatevi che vi riprendo”.
Dal secondo film in poi i combattimenti li ha sempre seguiti Priami e provati in pre-produzione per andare poi sicuri durante le riprese. Per gli attori non è stato tanto difficile, Fabio aveva fatto arti marziali quindi era avvantaggiato rispetto a Manuel, che nel terzo aveva la sua bella controfigura, come ogni buon attore che si rispetti! Anche perchè nel terzo le doveva prendere di santa ragione e ci voleva uno che sapesse incassare, meglio prevenire prima di trovarmi l’attore con le gambe spezzate! Nel secondo film qualche calcio l’ha preso e la scena è risultata ancora più realistica.

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Hai mai pensato di trasformare Nutriman in un fumetto?

Nutriaman in fumetto? Non ci avevo mai pensato, potrebbe essere un’idea che riscoute interesse!
Vedrei bene come disegnatore Alessandro Marafante (il creatore dei costumi) che potrebbe fare al caso. Quando ci siamo presentati per l’ideazione del secondo costume (perchè volevo un costume migliore di quello che avevo realizzato io) mi ha disegnato uno schizzo perfetto in 30 secondi.

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Il tuo essere regista è quindi solo un hobby oppure pensi un giorno di trasformarlo in lavoro?

Lo faccio per passione e basta. Temo che se diventasse una professione potrebbe perdere quel calore che riesco a dedicargli. E’ tutto nato per passione ed è giusto che rimanga così. Purtroppo i soldi complicano sempre tutto. In tutte le scene che giriamo chiedo un piacere a tutti, e vedo che la gente mi ha sempre aiutato e sono sempre stati disponibili, anche perchè è una cosa che si fa per divertire.
E’ ovvio che il cinema americano lo vediamo come irraggiungibile, ma al giorno d’oggi abbiamo la tecnologia che ci aiuta, poi sapendo scovare le persone giuste anche noi possiamo avere la nostra “piccola Hollywood”. Ci divertiamo così, restando coi piedi per terra, senza montarci la testa ma essendo contenti dei risultati ottenuti.

C’è qualche altra produzione di Taiant Pictures di cui ti va di parlarci?

L’ultimo film che abbiamo realizzato è stato Polesine Bastardo: è il tipo di film che ho sempre voluto fare, molto “tarantiniano”. È un mio esperimento perchè l’ho scritto, girato e montato come volevo per capire se era Nutriaman o la Taiant Pictures che funzionava e alle proiezioni abbiamo avuto la conferma che era la Taiant Pictures che funzionava.
Durante le proiezioni di Polesine Bastardo mi sono nascosto dietro i sedili per sentire i commenti di chi veniva al cinema e la gente era soddisfatta. Naturalmente la cosa ci ha fatto molto piacere, ci ha fatto capire che forse siamo “bravetti”.
Polesine Bastardo è una storia che si discosta molto dal solito canovaccio sui supereroi, visto che tratta di vita e problemi normali. E’ una storia che potrebbe benissimo essere vera, trattata con ironia.
La gente viene a vedere i nostri film per ridere, rilassarsi e divertirsi, poi se sono fatti bene tecnicamente tanto meglio. Il riscontro è stato quindi oltre le nostre aspettative.

Avete in programma altre produzioni?

Attualmente sto girando dei videoclip musicali, per tenermi rodato. Abbiamo cambiato la strumentazione tecnica, in vista della nuova produzione, per migliorare ancora di più la qualità video e audio. La nuova storia a cui stiamo lavorando è al momento al 50%, quindi non sono ancora sicuro della sua resa. Sarà una commedia italiana in stile Pieraccioni, ambientata nei nostri luoghi: vediamo cosa riusciamo a tirare fuori dal cappello.
Ho anche un’idea per una storia di fantascienza ma non siamo ancora pronti, dobbiamo ancora crescere tecnicamente. Comunque sarà sicuramente realizzata in prospettiva futura.

C’è qualcos’altro che desideri aggiungere a quanto detto?

Vi ringrazio per avermi dato questo spazio. Noi abbiamo trattato ironicamente il tema della nutria, però è una buona cosa che venga trattato anche in modo serio, come nel vostro documentario.
La nutria necessita di attenzione ed è un animale che a modo suo può risultare anche dolce.

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4 pensieri su “NUTRIAMAN: IL SUPEREROE DEL POLESINE

  1. Progetto geniale! Grazie, Ilaria, per la bella intervista ai simpatici creatori di Nutriaman. Il docu-film sta crescendo, inglobando come un vortice anche altre produzioni sul tema. L’intertestualità sta dunque rivelandosi l’idea vincente dell’intero progetto. Brava, continua su questa strada. G.B.

  2. Nutriaman me lo ricordo, ho visto le prime due puntate parecchi anni fa e… quanto ho riso!! Anche se con ironia, fa pur sempre riflettere su quanto questo animale sia ingiustamente trattato con disprezzo. E sono dell’idea che la cultura “popolare” sia il mezzo più efficace per parlarne, quindi evviva Nutriaman e anche Nane Nutria, bravi!!

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