NUDI COME ANIMALI: INTERVISTA AD ELISABETTA XSAVAR

Abbiamo intervistato la bravissima artista e fotografa Elisabetta Xsavar, autrice di “Naked like Animals”, un progetto destinato ad avere risonanza internazionale.
Ecco cosa ci ha raccontato…

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Elisabetta, grazie per essere sulle pagine di The Invasion. Puoi presentarti ai nostri lettori?

Salve a voi lettori! Mi chiamo Elisabetta Xsavar e sono una fotografa professionista e un’artista poliedrica, da sempre con una passione particolare per la fotografia. La fotografia è l’Arte con la quale mi sento più in armonia.. quando creo e quando lavoro.
Credo che un essere umano dovrebbe vivere in armonia con se stesso facendo azioni coerenti con il proprio credo e le proprie capacità. Un artista è chiamato a farlo ancora di più o non sarebbe tale.
Io “uso” l’arte non solo perchè è una mia esigenza interiore ma anche per dare il mio contributo, e con forza, a ciò in cui credo: la salvaguardia della Natura e degli animali.

La fotografia è un potente mezzo per informare ma anche per far conoscere la bellezza nascosta. Tu cosa cerchi nei tuoi scatti?

Nei miei scatti cerco la Bellezza. Più precisamente quella comunione tra essenza e materia, cerco di cogliere quell’attimo preciso. E quando lo colgo so che a vederlo, ogni parola o filosofia cade. Perchè immortalando certi attimi, hai tutto e la spiegazione di tutto, senza bisogno di parole.08

Mi piace molto la tua scelta del bianco e nero, perchè a mio avviso permette di enfatizzare lo scatto. Quando hai scelto questa tipologia artistica e perchè?

Adoro il bianco e nero, ma fotografo anche a colori. Per quel che riguarda il bianco e nero, lo scelgo spesso perchè permette di andare al di là. Una foto a colori indirizza la mente a delle emozioni precise. Definite. Il colore altera la percezione delle cose. E di per se, è un’illusione ottica. Per quanto meravigliosa. Il bianco e nero lascia che le emozioni di chi guarda siano più reali. Più interiori, come dire… più riflessive e autentiche. Tra le ombre e i chiaroscuri ci si perde, in un mondo che è profondamente dentro di te.

“Naked like Animals” è il nome sotto cui sono racchiusi una serie di scatti molto particolari che hai realizzato. Ci puoi parlare di questa scelta e spiegarci le ragioni che ti hanno spinto alla realizzazione di questo percorso artistico?

“Naked Like Animals” (“Nudi come Animali”) è un lavoro originale e lunghissimo.
Ci lavoro da anni, per me è stato un percorso personale molto forte. Devo ancora terminarlo, ma siamo ormai alla fine. “Naked Liked Animals” è destinata ad essere una mostra davvero forte e discussa, che avra la sua prima reale apparizione a Chicago. A meno che il comune di Roma o Milano non si decida a prendere in considerazione ed ad appoggiare artisti veri che affrontano problematiche reali, attuali e di vero tramite con la società… Ma torniamo prettamente a questo lavoro: dicevo che è un lavoro lungo perchè gli animali vengono tutti da situazioni particolari ma finite bene per loro. Allevamenti intensivi, vivisezione, zoo, salvataggi da parte dell’essere umano. Alcuni di loro da maltrattamenti nei circhi, e purtroppo alcuni non potranno essere reimmessi in natura. Ma almeno non vengono più usati e maltrattati.
Ho iniziato questa lavoro chiedendomi: ma noi esseri umani possiamo realmente essere comparati agli animali? Chi siamo noi? Chi siamo di fronte alla natura e agli animali? A dire il vero non ho ancora una risposta completa…. ma sono in cammino, e in questo cammino ho scoperto molte cose che mi hanno dato un po di luce. Prima fra tutte, mi sento di dire che con gli animali abbiamo poco a che vedere. E non parlo di aspetto ma di qualcosa di più profondo a partire dal pensiero. Ed è per questa profonda diversità che ripartirei da capo. Tutto quello che facciamo e abbiamo creato, è deleterio per noi stessi. Perchè andiamo anche inconsciamento verso un comportamento, così innaturale? E’ solo per la superbia e per la sete di soldi e di potere? E prima dei soldi e del potere cos’altro c’è? Perchè noi, che non possiamo vivere in un bosco e all’aria aperta senza proteggerci con vestiti o armi, dovremmo sentirci superiori? Il discorso e le domande sono tante… ma partirei dal fatto di guardare l’essere umano cosi com’è realmente, messo a confronto con gli animali. Quando scatto le foto e riguardo queste immagini, mi balenano nella testa tantissime emozioni e quesiti. Per quel che riguarda questa esperienza, sicuramente sottolineo che l’uomo è diverso dagli animali. Nel profondo. E credo che quello che dovrebbe ritrovare non è l’animale che è in se o ricordarsi di quando era puro come loro: non lo è mai stato. Dovrebbe ricordarsi senza tanti discorsi, e allungamenti, e percorsi intellettuali e filosofici, di una cosa sola: IL RISPETTO per le altre creature e per il proprio habitat. Quindi “Naked like Animals” sarà una mostra importante, profonda… forse troppo. Spero che queste foto lancino dei forti segnali a tutti.

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Come è stato fotografare la nutria Mariah? Avevi mai visto uno di questi animali dal vivo prima?

Mariah…. sarò sincera nel dirti che non ne avevo mai vista una e che la mia mente era condizionata da tutto quello che fin da piccola sentivo dire sulle nutrie, un po mi impauriva l’idea di accarezzarla. Sarò ancora più schietta,mi schifava… Lo so è brutto da dire, ma è cosi ed è per questo che ho voluto incontrare anche loro da vicino. Quello che ho incontrato invece è un’essere dolcissimo e sereno, capace di ricevere amore e di darne a suo modo. La sua storia mi ha commossa particolarmente.
Chi avrebbe salvato da morte certa, accolto a casa sua e amato sebbene paralizzata alle gambe una Nutria, proprio una “schifosissima nutria pericolosa e infestante che crea problemi all’ambiente” cosi come purtroppo viene definita e denigrata ingiustamente dalle persone che non la conoscono?
Mariah vive felice, e lo scambio tra Angelica Benazzi (la sua salvatrice ed amica) e lei è qualcosa che lascia senza parole. Allora mi sono detta: non cè mai fine al male, è vero. Ma neanche al bene. Pensiamoci.

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Noi nel 2014 abbiamo organizzato un piccolo concorso fotografico dedicato alla Nutria, per incoraggiare le persone ad avvicinarsi e a conoscere meglio questo animale troppo spesso bistrattato, e a breve ne riproporremo una seconda edizione. Pensi anche tu che la fotografia sia un buon mezzo per smuovere e sensibilizzare le persone?

Ottima iniziativa, certo. La fotografia è uno dei mezzi più potenti per parlare alle persone nel cuore. E’ un documento storico, un’attimo di realtà immortalato e indelebile, che racconta una storia. Anche in un solo scatto. Questo per me è la fotografia, ed è per questo che non uso Photoshop, criticata ovviamente da molti colleghi fotografi che lo usano “a tutta birra” hahha che bello non usavo questo temine dagl’anni 80! Ottima occasione. Dicevo, come si può fare una bella foto e poi andare a violentare la realtà immortalata con un programma che altera quella realtà più di quanto faccia già una macchina fotografica? Mah! Comunque sì, la fotografia è molto importante e utile per affrontare temi come l’animalismo, l’antispecismo, la realtà in genere. Infatti quando fotografo in ogni dove, di infestante vedo solo l’uomo. Le nutrie non hanno nemmeno la colpa per il fatto di essere in Italia, furono importate dall’America per farvi pellicce. Poi nessuno volle più le pellicce di nutria e le liberarono creando i problemi che conosciamo. Problemi che potrebbero essere risolvibili tranquillamente senza l’uso di veleni o cacciatori o altra cattiveria umana. Basta informarsi, come sempre…

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Ti ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, buona fortuna per i tuoi progetti!

Grazie a voi per l’opportunità di dire la mia, lo ritengo sempre un lusso potersi esprimere ed essere ascoltati da molta gente.

 
Vi invitiamo a seguire Elisabetta sulla sua pagina facebook e sul suo sito.

Vi ricordiamo inoltre un importante evento cui Elisabetta sarà ospite, che si svolgerà a Bologna il 27 maggio prossimo:
https://www.facebook.com/events/1230738783610496/09

 

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