THE INVASION A TORINO PER UN MERCOLEDì EXTRA-ORDINARIO

Locandina Mercoledì Extraordinari

Dopo una lunga pausa, la prossima proiezione del nostro The Invasion –  A Coypumentary sarà a Torino il 9 maggio, alle ore 22 in via Baltea 3.

Si tratta dell’ultimo appuntamento della stagione 2018 della serie dei Mercoledì eXtra-Ordinari, ciclo di incontri ideati da Arianna Abis ed Elisabetta Molinario, finalizzati ad offrire ai partecipanti opportunità di spunto e di approfondimento sul tema della Liberazione Animale, Umana e della Terra. Ciascuna serata consiste in una cena a base vegetale, con proposte diverse a seconda del tema, seguita da una post-cena culturale.

La cena del 9 maggio inizierà alle ore 20 e sarà dedicata alle erbe spontanee, da cui il titolo della serata “QUANDO SELVATICO FA RIMA CON ETICO, anno VI – L’utilizzo delle erbe selvatiche in cucina: gustosi piatti vegani per assaporare ciò che la terra spontaneamente ci offre.”

La seconda parte della serata, dal titolo “Invasiva a chi? Approfondimento sulla Nutria con il documentario “The Invasion – A Coypumentary” sarà ovviamente dedicata alla proiezione del nostro documentario, a partire dalle ore 22. Presente la regista Ilaria Marchini.

Per informazioni e prenotazioni: mercolediextraordinari@gmail.com o 3475423760
Oppure via facebook al seguente link: https://www.facebook.com/events/2002453563338140/

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UNA SERATA CON THE INVASION A FORLI’

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Altro appuntamento con il nostro The Invasion – A Coypumentary sabato 8 ottobre a Forlì (FC), in via Hercolani 5, alle ore 19:30.
“Nutrie: tutta un’altra storia” sarà il primo di un ciclo di incontri organizzati da Franco Lombini e Mario Tadiello, con l’intento di approfondire la conoscenza dell’essere umano e di altre specie animali. La serata sarà interamente dedicata alla nutria.
In apertura sarà offerto un piccolo rinfresco, dopodichè alle ore 20 avrà inizio la proiezione del documentario, preceduta da una breve presentazione di Ilaria Marchini.
Seguirà un intervento di Annalisa Donati, che grazie alla sua conoscenza diretta delle nutrie spiegherà alcune caratteristiche comportamentali e abitudini quotidiane di questi animali.
Infine il veterinario Fabio Dall’Osso illustrerà quali possono essere le strategie di convivenza e come risolvere eventuali problematiche di gestione della nutria.
A conclusione della serata, si aprirà un dibattito con il pubblico e gli ospiti presenti saranno a disposizione per rispondere ad ogni dubbio o curiosità.
Per maggiori informazioni potete contattare direttamente gli organizzatori tramite la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/128063754320461/

THE INVASION TORNA AL VEGFEST DI GAMBETTOLA

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La prossima proiezione del nostro documentario sarà sabato 24 settembre alle ore 18 al Parco Fellini di Gambettola (FC) in occasione del VEGfest, giunto alla sua settima edizione.
L’evento, organizzato da “Back in Veg”, ha l’obiettivo di promuovere lo stile di vita vegan attraverso il divertimento di una grande festa, ricca di conferenze, laboratori, musica e intrattenimento.
Già nel 2013 eravamo stati ospiti del VEGfest, quando ancora il nostro “The Invasion” era in fase di realizzazione, e siamo lieti di potervi partecipare di nuovo per presentare il documentario finito.

Per tutta la durata del festival saranno attivi i mercatini con vari prodotti cruelty free, gli stand delle associazioni no-profit e l’area relax. Saranno inoltre presenti stand di gastronomia e street food con menù 100% vegan. Al centro del festival sarà allestita un’area dedicata a esposizioni con mostre fotografiche, video e installazioni.

Sabato 24 settembre le conferenze cominceranno alle 14:45 con Earth Riot (Convivenza Pacifica) “L’ Antispecismo ai tempi dell’ industria”. Earth Riot è una realtà antispecista nonviolenta per la liberazione animale, umana e della Terra che rifiuta ogni tipo di oppressione.

Subito dopo, alle 15:45 seguirà la conferenza di Agripunk Onlus dal titolo “Liberiamoci”. Agripunk è un luogo dove gli animali da ex schiavi possono rinascere, è un luogo dove la terra lentamente riprende i suoi spazi, un piccolo pezzo di mondo privo di gabbie fisiche e mentali.

Alle 16:30 Il Prato dei Conigli ONLUS-Gioconda la coniglia della rotonda, con la conferenza “Non sono un giocattolo, rispetta la mia vita”, parlerà di come, troppo spesso, i conigli vengono trattati come oggetti per compiacere i desideri dei bambini o per appagare la brama di possedere un animale “carino e coccoloso” da ammirare o addestrare a piacimento, a discapito della loro natura.

Alle 17:00 Ilaria Marchini presenterà il documentario The Invasion – A Coypumentary, per approfondire il caso della nutria, animale che, come ben sappiamo, viene trattato alla stregua di un danno da eliminare.

Alle 18:30 Annalisa Malerba, docente e chef di cucina naturale, presenterà “Eleganti e profumate: erbe aromatiche in tavola e non solo!”, un laboratorio con degustazione guidata di ricette inedite

Seguirà alle 19:30 il DJ set a cura di Dj Evil (Rock, Hard Rock, Alternative) e musica live dalle 21:30 con i Marcabru (Folk Randagio).

La sintesi del programma della domenica è la seguente:

10:30 – 11:00 Premiazione del Concorso fotografico “Comunicazione degli animali”
11:00 – 12:00 Maurizio racconta “Come diventare vegan a sessanta anni mi ha salvato la vita”
12:00 – 12:45 Alessandro Ortolan, Carrellini del Mago “La mia seconda occasione”
14:00 – 15:00 “Dagli allevamenti ai Santuari: il ritorno verso la libertà.” A cura della Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia (al Veg Fest con Ippoasi).
15:00 – 16:00 Laboratorio “Pillole di ecocosmesi: come realizzare una crema viso e corpo naturale” a cura di Simona Casalboni
16:00 – 17:00 “Le indagini negli allevamenti intensivi” a cura di Simone Montuschi portavoce di Essere Animali
17:00 – 18:00 Gara di dolci vegan. Nella prima mezz’ ora la giuria assaggerà i dolci in gara e nella seconda parte premierà i primi tre classificati.
18:00 – 19:00 Show Cooking

Tutte le conferenze e i laboratori sono gratuiti e aperti a tutti.
Potete visionare il programma completo sul sito www.vegfest-fc.weebly.com

Per ulteriori informazioni sul festival potete inviare una mail a info@vegfest-forlicesena.it

NUTRIA SPANK, SIAMO AMICI IO E TE

Dopo Willy, Cillo, Mariah, Céline, Myo, Maho, Kiwi… oggi vogliamo raccontarvi la storia di Vanessa e della sua amicizia speciale con Spank, una bellissima nutria albina. Si tratta di un’importante testimonianza di condivisione e di affetto, con un epilogo particolare.
Vi lasciamo alla lettura dell’intervista a Vanessa, che ringraziamo moltissimo per la disponibilità.

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Ciao Vanessa, grazie esserti resa disponibile a concederci questa intervista. Presentati pure ai nostri lettori.
Ciao a tutti, ho 45 anni, sono sposata e faccio l’impiegata amministrativa in una ditta che si occupa di recupero e lavorazione per il riutilizzo di rifiuti non pericolosi. Fin da piccola ho sempre avuto una passione smodata per gli animali, che con il passare degli anni si è trasformata in un vero e proprio stile di vita che mi ha portato ad averne tanti, circa una quarantina, la maggior parte roditori di cui sono innamorata, parecchi dei quali adottati da abbandoni o rinunce di proprietà.
Oltre al piacere di godere della loro compagnia e dell’immenso affetto che questi animali sanno dare, la mia è una vera e propria curiosità di capire come gestiscono il rapporto con noi, loro che sono definiti animali insoliti da compagnia, ma che non sono inferiori ai più classici cani e gatti. Tutto questo nel loro più assoluto rispetto e attenzione alle loro esigenze : proprio per questo loro vivono quasi sempre liberi in casa e in habitat che io e mio marito abbiamo creato per loro, proprio per il fatto che non riusciamo, se non in casi di necessità, a vederli rinchiusi in piccole gabbie.

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Come è stato il tuo primo incontro con Spank? Come ti sei convinta ad adottarlo? Era un cucciolo quando l’hai portato a casa?
La passione per le nutrie è nata anni fa, grazie a una coppia fantastica che voi conoscete molto meglio di me. Si tratta del famoso ‘castorologo’ Samuele Venturini e di Willy, la nutria che in seguito alla morte della sua mamma è stata allevata sin da piccolissima da Samuele ed è diventata a tutti gli effetti una nutria da compagnia. Ho quindi fatto diverse ricerche per anni sulle nutrie e tante domande a Samuele perché il mio sogno era di averne una, scoprendo diverse cose tra cui che in sudamerica sono molto diffuse nelle case delle persone come animali domestici. Così una volta sposati e trasferiti in campagna, mi sono messa alla ricerca della mia nutria!
Finché un bel giorno ho visto un post su Facebook di un allevatore di varie specie del centro Italia dove si vedeva una foto di un gruppetto di piccole nutrie in vendita: nonostante lo scetticismo di mio marito ho deciso di acquistarne una (tengo a precisare che allora non sapevo che ci sono associazioni che le danno in adozione). Ed è stato così che nel maggio del 2015, dopo un lungo viaggio da Roma a Piacenza, è arrivato Spank, cucciolo di due mesi e io ancora non ci credevo dalla felicità!

03 07Com’è stata l’esperienza di curare e veder crescere Spank? Era affettuoso?
I primi giorni con Spank sono stati un trauma sia per lui che per noi…… Era spaventatissimo e faceva dei suoni tipo lamenti e ringhi e soffi appena ci avvicinavano più del dovuto…. Dopo un po’ di tempo abbiamo scoperto il segreto per tranquillizzarlo….. Le carote! Così ha cominciato a prendere le carote dalle nostre mani e giorno dopo giorno la paura passava e si faceva un piccolo passo avanti… Non nascondo che i primi periodi sono stati duri… Ho passato tanto tempo con lui ma non mi sono mai pentita perché vedevo ogni giorno un piccolo miglioramento nel nostro percorso di socializzazione…. E sapevo che sarebbe diventato quello che adesso è: un intelligentissimo coccolone e giocherellone….

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So che hai anche altri animali. Spank andava d’accordo con loro?
Con tutti gli altri componenti della nostra numerosa famiglia non ha avuto nessun problema di socializzazione, non ha mai mostrato segni di aggressività verso nessuno, dal più piccolo al più grande. Le scene più dolci e che mi strappano ancora un sorriso erano vedere giocare Spank con la nostra cagnolina, Dafne, tra inseguimenti e corse a perdifiato…

 

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So che recentemente hai scelto di portare Spank in un’area protetta, dove può continuare la sua vita con altre nutrie, all’aperto e in semi-libertà. Per te è stata una scelta difficile e sofferta, però l’hai fatto per il suo bene. Puoi raccontarci qualcosa di più? Come sta ora Spank?
Con il passare dei mesi Spank è cresciuto fino a raggiungere quasi i 10 chili e diventando sempre più attaccato a me. Quando rientravo da una giornata in ufficio lui mi richiamava raspando con le zampe e mordendo il cancello della stanza dove lui stava rinchiuso quando noi eravamo fuori.. Così dovevo correre a portargli coccole e cibo! Con il passare del tempo, mi affezionavo sempre di più ma allo stesso tempo ho cominciato a chiedermi se stavo facendo la cosa giusta tenendolo rinchiuso tutto il giorno in una stanza e facendogli fare il bagno, di cui loro hanno un bisogno quotidiano, in una bacinella che diveniva sempre più piccola man mano che lui cresceva. Noi abbiamo un piccolo cortile con giardino, però io non mi sono mai fidata a costruirgli un habitat esterno, sia per paura che fuggisse dato che le nutrie sono abili scavatori e arrampicatori, sia per paura che qualcuno venisse volontariamente a fargli del male, vista l’opinione che la stragrande maggioranza delle persone ha di questi animali….
Così, quasi per curiosità e per nulla convinta di quello che stavo facendo, ho cominciato a fare ricerche su strutture idonee dove Spank avrebbe potuto vivere in uno stato di semilibertà, ma protetto da ogni pericolo e dalla cattiveria delle persone, anche nell’eventualità di portarlo in pensione nel caso in cui per qualsiasi motivo avessimo dovuto assentarci da casa. Così, dopo varie ricerche e dopo mesi, quasi per caso ho scoperto una fattoria didattica non troppo distante da casa nostra, dove ci sono tanti animali, tanto verde, ma soprattutto un laghetto fantastico dove vive un’altra numerosa famiglia di nutrie! E inoltre i proprietari di questo paradiso sono persone innamorate di questi fantastici animali, proprio come me. Già dal primo colloquio telefonico con loro e dal loro entusiasmo ho capito che poteva essere un luogo adatto a Spank. Abbiamo così deciso di andare la settimana dopo a vederlo personalmente, e sia io che mio marito ci siamo letteralmente innamorati del posto… Non vi dico le settimane successive che indecisione, che ansia e che dolore dovere prendere una decisione così importante…. Lo portiamo o lo teniamo con noi?

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C’è qualche episodio particolare della tua vita con Spank che desideri raccontarci?
C’è stato un episodio che mi ha fatto prendere in un istante la decisione definitiva…. Siccome abbiamo un’unica vasca da bagno con il piccolo lusso di essere anche idromassaggio e quindi piuttosto grande, un pomeriggio ho deciso di provare a fargli fare il consueto bagnetto nella nostra vasca (nella quale avevo il divieto assoluto da parte di mio marito di far nuotare Spank!). Osservandolo mi sono resa conto dal suo entusiasmo e dalla sua agilità in acqua, le nutrie sono animali nati per nuotare e non potevo continuare a fargli fare il bagno in una bacinella o in una piscinetta. Così la decisione è venuta da sé e appena dopo Pasqua abbiamo portato il nostro Spank in ‘villeggiatura’.
Mio marito non sa ancora come ho preso la decisione, ora lo leggerà e saranno guai! Vi confesso che dover tornare a casa senza di lui è stato un conflitto di sentimenti pazzesco: da una parte dolore come per la perdita di un familiare, dall’altra sollievo per avergli dato una vita migliore. Con i nuovi ‘genitori’ di Spank ci sentiamo regolarmente e dopo il primo periodo di normale spaesamento per il cambio di ambiente, ora mi dicono che ogni giorno si ambienta di più e si gode i bagni di acqua e di sole insieme ai suoi simili. Andrò a trovarlo presto, appena sarò in grado di rivederlo senza piangere, e poi lo faremo regolarmente come si fa con i parenti più stretti, perché lui è rimasto uno di famiglia!

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Vuoi lasciare un messaggio ai lettori del nostro blog?
Vorrei far capire a tutti i lettori e al resto del mondo che i pregiudizi che ci sono sulle nutrie sono tutti infondati. Non sono aggressive, non sono devastatrici, non sono portatrici di chissà quali malattie, al contrario sono animali straordinari, docili, intelligenti come pochi e possono essere ottimi animali domestici, ma solo se si ha un ambiente idoneo dove farli vivere che non siano solo ed esclusivamente le mura di una casa… Il flagello della natura non sono le nutrie, bensì l’inquinamento, la deforestazione, e tutti i disastri simili di cui solo l’uomo è responsabile, quindi difendiamole, proteggiamole e amiamole!
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I PROSSIMI NUTRI-APPUNTAMENTI CON THE INVASION

CAGLIARI – Giovedì 12 maggio – ore 17:30

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La serata è organizzata dalla LAV di Cagliari presso la MEM (Mediateca del Mediterraneo), in via Mameli 164, nell’ambito della mostra LAV “Gli indesiderabili”. Il programma prevede alle 17,30 l’intervento di Massimo Vitturi, Responsabile nazionale LAV Animali Selvatici. A seguire verrà proiettato il nostro The Invasion – A Coypumentary.
Per informazioni, potete scrivere a lav.cagliari@lav.it oppure chiamare i numeri 338 3924715 – 3316019666.
Link all’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/271812739828644/

CREMA – Venerdì 20 maggio – ore 21:00

L’evento è patrocinato dal Comune Di Crema e organizzato da Le Grandi Orecchie Onlus, Associazione Antispecista neocostituita, nata per la realizzazione di un Rifugio per Animali Liberi, che ovviamente guarda con attenzione a tutte le specie viventi e alla situazione civile ed evolutiva della nostra società.
La proiezione sarà alle ore 21:00 presso la Sala Alessandrini, in via Matilde di Canossa n. 20. Saranno ospiti la regista Ilaria Marchini ed il biologo Samuele Venturini, entrambi a disposizione per rispondere alle domande del pubblico dopo la proiezione.
Per informazioni potete contattare l’Associazione direttamente sulla pagina facebook oppure scrivere a legrandiorecchie@gmail.com
Link all’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/271812739828644/

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Ricordiamo a tutti i nostri lettori che è possibile richiedere una proiezione pubblica del documentario inviando una mail a info@theinvasion.it oppure compilando il modulo che trovate qui: https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/organizza-una-proiezione/

NUDI COME ANIMALI: INTERVISTA AD ELISABETTA XSAVAR

Abbiamo intervistato la bravissima artista e fotografa Elisabetta Xsavar, autrice di “Naked like Animals”, un progetto destinato ad avere risonanza internazionale.
Ecco cosa ci ha raccontato…

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Elisabetta, grazie per essere sulle pagine di The Invasion. Puoi presentarti ai nostri lettori?

Salve a voi lettori! Mi chiamo Elisabetta Xsavar e sono una fotografa professionista e un’artista poliedrica, da sempre con una passione particolare per la fotografia. La fotografia è l’Arte con la quale mi sento più in armonia.. quando creo e quando lavoro.
Credo che un essere umano dovrebbe vivere in armonia con se stesso facendo azioni coerenti con il proprio credo e le proprie capacità. Un artista è chiamato a farlo ancora di più o non sarebbe tale.
Io “uso” l’arte non solo perchè è una mia esigenza interiore ma anche per dare il mio contributo, e con forza, a ciò in cui credo: la salvaguardia della Natura e degli animali.

La fotografia è un potente mezzo per informare ma anche per far conoscere la bellezza nascosta. Tu cosa cerchi nei tuoi scatti?

Nei miei scatti cerco la Bellezza. Più precisamente quella comunione tra essenza e materia, cerco di cogliere quell’attimo preciso. E quando lo colgo so che a vederlo, ogni parola o filosofia cade. Perchè immortalando certi attimi, hai tutto e la spiegazione di tutto, senza bisogno di parole.08

Mi piace molto la tua scelta del bianco e nero, perchè a mio avviso permette di enfatizzare lo scatto. Quando hai scelto questa tipologia artistica e perchè?

Adoro il bianco e nero, ma fotografo anche a colori. Per quel che riguarda il bianco e nero, lo scelgo spesso perchè permette di andare al di là. Una foto a colori indirizza la mente a delle emozioni precise. Definite. Il colore altera la percezione delle cose. E di per se, è un’illusione ottica. Per quanto meravigliosa. Il bianco e nero lascia che le emozioni di chi guarda siano più reali. Più interiori, come dire… più riflessive e autentiche. Tra le ombre e i chiaroscuri ci si perde, in un mondo che è profondamente dentro di te.

“Naked like Animals” è il nome sotto cui sono racchiusi una serie di scatti molto particolari che hai realizzato. Ci puoi parlare di questa scelta e spiegarci le ragioni che ti hanno spinto alla realizzazione di questo percorso artistico?

“Naked Like Animals” (“Nudi come Animali”) è un lavoro originale e lunghissimo.
Ci lavoro da anni, per me è stato un percorso personale molto forte. Devo ancora terminarlo, ma siamo ormai alla fine. “Naked Liked Animals” è destinata ad essere una mostra davvero forte e discussa, che avra la sua prima reale apparizione a Chicago. A meno che il comune di Roma o Milano non si decida a prendere in considerazione ed ad appoggiare artisti veri che affrontano problematiche reali, attuali e di vero tramite con la società… Ma torniamo prettamente a questo lavoro: dicevo che è un lavoro lungo perchè gli animali vengono tutti da situazioni particolari ma finite bene per loro. Allevamenti intensivi, vivisezione, zoo, salvataggi da parte dell’essere umano. Alcuni di loro da maltrattamenti nei circhi, e purtroppo alcuni non potranno essere reimmessi in natura. Ma almeno non vengono più usati e maltrattati.
Ho iniziato questa lavoro chiedendomi: ma noi esseri umani possiamo realmente essere comparati agli animali? Chi siamo noi? Chi siamo di fronte alla natura e agli animali? A dire il vero non ho ancora una risposta completa…. ma sono in cammino, e in questo cammino ho scoperto molte cose che mi hanno dato un po di luce. Prima fra tutte, mi sento di dire che con gli animali abbiamo poco a che vedere. E non parlo di aspetto ma di qualcosa di più profondo a partire dal pensiero. Ed è per questa profonda diversità che ripartirei da capo. Tutto quello che facciamo e abbiamo creato, è deleterio per noi stessi. Perchè andiamo anche inconsciamento verso un comportamento, così innaturale? E’ solo per la superbia e per la sete di soldi e di potere? E prima dei soldi e del potere cos’altro c’è? Perchè noi, che non possiamo vivere in un bosco e all’aria aperta senza proteggerci con vestiti o armi, dovremmo sentirci superiori? Il discorso e le domande sono tante… ma partirei dal fatto di guardare l’essere umano cosi com’è realmente, messo a confronto con gli animali. Quando scatto le foto e riguardo queste immagini, mi balenano nella testa tantissime emozioni e quesiti. Per quel che riguarda questa esperienza, sicuramente sottolineo che l’uomo è diverso dagli animali. Nel profondo. E credo che quello che dovrebbe ritrovare non è l’animale che è in se o ricordarsi di quando era puro come loro: non lo è mai stato. Dovrebbe ricordarsi senza tanti discorsi, e allungamenti, e percorsi intellettuali e filosofici, di una cosa sola: IL RISPETTO per le altre creature e per il proprio habitat. Quindi “Naked like Animals” sarà una mostra importante, profonda… forse troppo. Spero che queste foto lancino dei forti segnali a tutti.

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Come è stato fotografare la nutria Mariah? Avevi mai visto uno di questi animali dal vivo prima?

Mariah…. sarò sincera nel dirti che non ne avevo mai vista una e che la mia mente era condizionata da tutto quello che fin da piccola sentivo dire sulle nutrie, un po mi impauriva l’idea di accarezzarla. Sarò ancora più schietta,mi schifava… Lo so è brutto da dire, ma è cosi ed è per questo che ho voluto incontrare anche loro da vicino. Quello che ho incontrato invece è un’essere dolcissimo e sereno, capace di ricevere amore e di darne a suo modo. La sua storia mi ha commossa particolarmente.
Chi avrebbe salvato da morte certa, accolto a casa sua e amato sebbene paralizzata alle gambe una Nutria, proprio una “schifosissima nutria pericolosa e infestante che crea problemi all’ambiente” cosi come purtroppo viene definita e denigrata ingiustamente dalle persone che non la conoscono?
Mariah vive felice, e lo scambio tra Angelica Benazzi (la sua salvatrice ed amica) e lei è qualcosa che lascia senza parole. Allora mi sono detta: non cè mai fine al male, è vero. Ma neanche al bene. Pensiamoci.

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Noi nel 2014 abbiamo organizzato un piccolo concorso fotografico dedicato alla Nutria, per incoraggiare le persone ad avvicinarsi e a conoscere meglio questo animale troppo spesso bistrattato, e a breve ne riproporremo una seconda edizione. Pensi anche tu che la fotografia sia un buon mezzo per smuovere e sensibilizzare le persone?

Ottima iniziativa, certo. La fotografia è uno dei mezzi più potenti per parlare alle persone nel cuore. E’ un documento storico, un’attimo di realtà immortalato e indelebile, che racconta una storia. Anche in un solo scatto. Questo per me è la fotografia, ed è per questo che non uso Photoshop, criticata ovviamente da molti colleghi fotografi che lo usano “a tutta birra” hahha che bello non usavo questo temine dagl’anni 80! Ottima occasione. Dicevo, come si può fare una bella foto e poi andare a violentare la realtà immortalata con un programma che altera quella realtà più di quanto faccia già una macchina fotografica? Mah! Comunque sì, la fotografia è molto importante e utile per affrontare temi come l’animalismo, l’antispecismo, la realtà in genere. Infatti quando fotografo in ogni dove, di infestante vedo solo l’uomo. Le nutrie non hanno nemmeno la colpa per il fatto di essere in Italia, furono importate dall’America per farvi pellicce. Poi nessuno volle più le pellicce di nutria e le liberarono creando i problemi che conosciamo. Problemi che potrebbero essere risolvibili tranquillamente senza l’uso di veleni o cacciatori o altra cattiveria umana. Basta informarsi, come sempre…

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Ti ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, buona fortuna per i tuoi progetti!

Grazie a voi per l’opportunità di dire la mia, lo ritengo sempre un lusso potersi esprimere ed essere ascoltati da molta gente.

 
Vi invitiamo a seguire Elisabetta sulla sua pagina facebook e sul suo sito.

Vi ricordiamo inoltre un importante evento cui Elisabetta sarà ospite, che si svolgerà a Bologna il 27 maggio prossimo:
https://www.facebook.com/events/1230738783610496/09

 

THE INVASION CON “I WANT THE BEARS FREE”

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Venerdì sera 12 febbraio si è svolto l’evento “I WANT THE BEARS FREE”, organizzato da Oipa Verona.
Al Blocco Music Hall è stato tempo di musica nel nome dell’orsa Daniza con la band ILNERO, guidata da Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba dal 1999 al 2006.
Durante la serata, fatta di ottimo cibo vegano e di corroborante musica, la regista Ilaria Marchini è intervenuta parlando del documentario The Invasion – A Coypumentary al pubblico presente.

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Ringraziamo Alessandro, Susanna e gli altri volontari di Oipa Verona per lo spazio che ci hanno concesso e speriamo di essere ancora loro ospiti in futuro.
Ricordiamo che su Produzioni Dal Basso i ragazzi di “I Want the bears free” hanno aperto una raccolta fondi per l’organizzazione delle prossime serate. Se volete contribuire il link è il seguente: https://www.produzionidalbasso.com/project/i-want-the-bears-free

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A MANTOVA, SALA PIENA PER THE INVASION

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Una sala gremita di gente ha accolto, lo scorso mercoledì 10 febbraio al cinema Mignon di Mantova, la proiezione del nostro documentario The Invasion – A Coypumentary.
La serata, presentata dal giornalista Nicola Artoni, è iniziata con le relazioni di alcuni esponenti che quotidianamente si confrontano con i cittadini in cerca di risposte concrete ai problemi gestionali delle nutrie.
I consiglieri provinciale Franco Tiana e regionale Andrea Fiasconaro hanno esposto i dettami normativi ed amministrativi di riferimento, che in meno di due anni hanno registrato profondi cambiamenti. L’ultimo dei quali è stato l’approvazione del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, che ha riportato la gestione delle nutrie all’interno dei parametri fissati dalla normativa nazionale, dalla quale la nutria era stata esclusa a luglio 2014.
Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore Animali selvatici della Lav, ha delineato il quadro che ha portato alla presenza delle nutrie – animali alloctoni – sul territorio nazionale. Gli animali, di origine sudamericana, sono stati infatti importati in Italia allo scopo di utilizzarli nell’industria della pellicceria: se una responsabilità deve quindi essere individuata, è agli allevatori e ai pellicciai che ci si dovrebbe rivolgere, anche chiedendo che si facciano carico delle spese.
Infine il geologo Daniele De Togni ha illustrato la tecnologia delle reti di difesa arginale, quale sistema estremamente efficace per prevenire i danni provocati dalle nutrie lungo le sponde maggiormente esposte al rischio.

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E’ inziata poi la proiezione del documentario, cui il pubblico in sala ha assistito con vivo interesse, tanto che alla fine le domande si sono susseguite ben oltre l’orario previsto per la chiusura dell’evento. Molti gli agricoltori che, estremamente frustrati dall’incertezza determinata dalle altalenanti scelte politiche, hanno espresso il loro malcontento chiedendo concrete soluzioni ai problemi determinati dalla presenza delle nutrie. E’ emersa in particolare la necessità di costruire dei tavoli di confronto tra la politica ed i portatori di interesse, allo scopo di individuare soluzioni concrete e condivise. Molto interessante l’intervento in sala di un agricoltore che ha raccontato di aver individuato una soluzione incruenta ed efficace per garantire la solidità degli argini che fanno da confine ai suoi terreni: anzichè aspettare l’intervento degli enti preposti – ha raccontato – è sufficiente dotarsi di una pala meccanica e semplicemente riassettare le zone dove gli animali hanno scavato le loro tane. Questo garantisce l’allontanamento degli animali e la garanzia di non subire danni per un periodo di tre anni: una soluzione decisamente efficace ed economica.

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La Lav, in chiusura della serata, ha riportato il tema della gestione delle nutrie all’interno di un più complesso sistema di gestione delle popolazioni di animali selvatici. Un sistema che ancora oggi si basa su piani di abbattimento degli animali attuati dai cacciatori, ma che negli anni ha dimostrato tutta la sua inefficacia. “E’ ora che le amministrazioni cambino prospettiva – ha detto la Lav – i metodi  che si basano sull’incremento della mortalità degli animali hanno dimostrato chiaramente la loro inefficacia, è necessario ripensare il sistema basandolo sul contenimento della natalità”. Un approccio già utilizzato con successo da decenni nel nord degli Stati Uniti che, utilizzando uno specifico vaccino, consente di rendere sterili le femmine dei mammiferi per un periodo di tre-cinque anni.“E’ tempo che le amministrazioni contribuiscano concretamente allo sviluppo di metodologie analoghe – ha concluso la Lav – che consentirebbero finalmente di raggiungere una soluzione efficace, economica ed incruenta, a qualsiasi problema determinato dalle relazioni tra i normali processi eto-biologici degli animali selvatici e gli interessi economici di alcune categorie di cittadini”.
Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti, rendendo questa serata un’importante occasione di incontro e di scambio di opinioni. Un sentito ringraziamento anche a Lav Mantova per la preziosa collaborazione nell’organizzare l’evento e al Cinema Mignon per l’ospitalità.

ORSI, NUTRIE E ROCK’N’ROLL

12661811_783768345061906_8400731639236334617_nVenerdì 12 febbraio saremo ospiti dell’evento “I WANT THE BEARS FREE” che si svolgerà presso Il Blocco Music Hall di San Giovanni Lupatoto (VR).
Il programma prevede in apertura (ore 19:30) un rinfresco vegan a cura della veg chef e delegata di Oipa Verona Susanna Salaorni.
A seguire verrà proiettato il trailer del nostro “The Invasion – A Coypumentary”, che sarà presentato dalla regista Ilaria Marchini.
Infine, verso le 22, arriverà il grande rock’n’roll di Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba ed oggi alla guida della fantastica band Il Nero.
Durante la serata avremo un nostro piccolo spazio informativo, se siete in zona vi aspettiamo!

THE INVASION A MANTOVA

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Mercoledì 10 febbraio 2016, a partire dalle ore 20,30 presso il Cinema Mignon (via Benzoni 22, Mantova) si terrà una serata  interamente dedicata alla “questione nutria”.
Verrà presentato per la prima volta nella provincia mantovana il nostro The Invasion – A Coypumentary.
L’evento, che sarà ad ingresso gratuito, è organizzato da LAV Mantova in collaborazione con Silos Production, al fine di creare un’occasione di approfondimento e di dialogo sul tema in oggetto.
“The Invasion” è un documentario che introduce il tema delle specie alloctone, animali “alieni” che vivono vicino a noi: piccoli e grandi stranieri che si sono adattati a vivere lontano dal loro ambiente di origine, definiti “invasivi” anche se la loro presenza nel nostro territorio è stata causata dall’uomo. Quali sono le ripercussioni che queste specie possono avere sulla biodiversità e sugli ecosistemi? In che modo l’uomo le percepisce e vi si pone in relazione?
Il documentario, in modo imparziale ed analitico, cerca una risposta a queste domande andando ad approfondire proprio il caso della nutria (Myocastor Coypus): attraverso l’apporto degli esperti, “The Invasion” punta alla diffusione di una corretta conoscenza di questo animale. La nutria è infatti un animale odiato, temuto, talvolta anche amato, oggetto di infinite discussioni nonchè di fantasiose leggende metropolitane.
“The Invasion” è anche un’inchiesta che tratta le problematiche derivanti dall’elevato numero di nutrie presenti nel nostro territorio, le modalità di gestione applicate nel corso degli ultimi due decenni, i relativi costi, i risultati ottenuti e le possibili soluzioni ecologiche.
Saranno ospiti dell’evento:
Andrea Fiasconaro, Consigliere della Regione Lombardia, che fornirà uno sguardo sulla normativa regionale e situazione attuale.
Franco Tiana, Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Mantova, che parlerà degli interventi effettuati e delle proposte presentate in ambito provinciale.
Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale LAV settore Caccia e fauna selvatica, che parlerà di Specie alloctone e del caso della “nutria espiatoria”.
Daniele De Togni, geologo, esperto in problematiche di difesa del suolo,  che illustrerà l’applicazione della rete metallica a doppia torsione per il controllo della diffusione della nutria lungo le sponde arginali. Condurrà Nicola Artoni, giornalista.
Dopo la proiezione verrà dato spazio alle domande che il pubblico vorrà rivolgere alla regista del documentario e ai relatori.
Seguirà un piccolo rinfresco.

Per informazioni scriveteci a info@theinvasion.it

THE INVASION SBARCA SU “DISTRIBUZIONI DAL BASSO”

A partire da lunedì 18 gennaio 2016 il nostro documentario è disponibile on demand su Distribuzioni dal basso, il portale nato per la distribuzione dei documentari e dei film indipendenti.
Tutte le opere pubblicate sul sito sono registrate secondo la licenza libera del Creative Commons e sono state finanziate grazie al crowdfunding.
Potete richiedere la vostra copia in digitale o in dvd cliccando qui: http://www.distribuzionidalbasso.com/the-invasion/
E’ possibile inoltre organizzare una proiezione mediante l’apposito form che trovate nella nuova sezione del nostro sito dedicata alla Distribuzione.
Ringraziamo nuovamente tutti coloro che hanno contribuito e reso possibile la realizzazione di questo nostro progetto.
Un sentito grazie anche tutti gli utenti che ci seguono con regolarità sulla nostra pagina facebook.

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NUTRIAUGURI DI BUONE FESTE!

Carissimi,

questo 2015 pieno di impegno e di soddisfazioni è quasi giunto al termine. Prima degli auguri di rito è giusto tracciare un resoconto di questi intensi mesi:

–       Il documentario è finito ed è stato presentato a Bergamo lo scorso 26 novembre. Potete leggere il report alla serata qui: https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/2015/11/28/linvasione-a-bergamo-report-della-prima/

–       A tutti i sostenitori sono stati spediti i dvd ed i rewards previsti dalla campagna di crowdfunding

–       Stiamo vagliando un paio di ipotesi di distribuzione, che speriamo di definire nell’arco di qualche settimana: intanto se volete fare vostra una copia del dvd potete contattarci a info@theinvasion.it

–       Le date per le prossime proiezioni e presentazioni del documentario si stanno man mano delineando: per rimanere sempre aggiornati seguiteci sulla pagina facebook e sul sito

–       E’ notizia di poche ore fa che la legislazione sulla nutria è cambiata di nuovo, andando a complicare un quadro di per sé già complesso. Come sempre vi terremo informati passo passo sugli sviluppi, continuate a seguirci sulla nostra pagina facebook

 

Vi auguriamo Buon Natale e Felice 2016 con la bellissima gif animata realizzata da AliceMuskat, creatrice di tutte le animazioni del nostro documentario: una nutria TRAVOLTA dal Natale 🙂

 

 

LA STORIA DI NATASCIA E DI KIWI LA NUTRIA

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Fino a non molti anni fa, chi mai avrebbe creduto che una nutria potesse diventare un animale da compagnia? Molti di voi già hanno conosciuto, anche attraverso il nostro sito e la nostra pagina facebook, le storie di Willy il castorino, di Mariah, di Cillo, di Myo, di Maho… e di altre nutrie che hanno vissuto a stretto contatto con coloro che le hanno salvate e che in seguito se ne sono presi cura. In Sardegna però ancora non era stato documentato alcun un caso di questo genere.
Oggi vogliamo raccontarvi la storia eccezionale della piccola nutria Kiwi e della sua salvatrice Natascia. Una storia che ha conquistato il web e che si è purtroppo conclusa il 9 dicembre scorso a causa di un tragico incidente.
Abbiamo intervistato Natascia, ed ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Natascia, grazie per averci dato la disponibilità a rispondere a questa intervista.
In quali circostanze hai trovato Kiwi?

Ho trovato Kiwi tramite la pagina facebook La Cricca di Molentargius… una ragazza l’aveva trovata abbandonata in un parcheggio, quindi l’aveva presa e portata a casa. L’ho contattata di lunedì, lei abita a Musei (vicino a Inglesias), mi ha detto che sarebbe potuta venire a Quartu per portarmi la piccola solo il sabato successivo. Alla fine non ho potuto aspettare e sono salita io da lei già il martedì.

Come è stato il tuo primo incontro con lei?

E’ stato amore a prima vista, era una piccola pallina di 10 cm al massimo, la ragazza che me l’ha consegnata la teneva dentro una scatola. Io l’ho presa dalla scatola ho pensato di chiamarla Kiwi.
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Si è adattata bene alla vita domestica? Andava d’accordo con gli altri animali?

Kiwi subito si è adattata alla vita domestica, mi seguiva sempre e sapeva come farsi capire. Mi tirava il pigiama per avere la sua colazione, quando voleva essere presa in braccio si metteva in piedi su due zampe. Poi l’ho inserita poco alla volta anche nella vita dei miei cani, non l’hanno accettata subito, ma piano piano si sono abituati alla sua presenza. Alla fine mangiavano anche assieme.

Com’è stato averla in famiglia? Era affettuosa?

Kiwi era un’amore, si faceva amare da tutti essendo la piccola e “la diversa” della famiglia. Era la mia ombra, difficile che io riuscissi a stare senza di lei: dormiva a fianco al mio letto, senza di me non andava da nessuna parte.

Kiwi era abituata anche a viaggiare con te?

Kiwi ha sempre amato la macchina, era curiosa nei confronti di tutto quello che non conosceva e non aveva per niente paura. In macchina stava sempre in braccio e voleva il finestrino aperto per tenere fuori la testa e guardare il paesaggio.

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Grazie alle foto sulla pagina facebook Kiwi la nutria di Quartu, hai avuto modo mostrare le nutrie in un’accezione positiva e diversa da ciò che si legge sui giornali. Ci sono stati problemi o la maggior parte delle persone hanno scritto commenti positivi?

Molta gente scettica, seguendo la pagina facebook di Kiwi si è ricreduta sulle nutrie. Almeno il 99% delle persone che seguono la pagina hanno cambiato idea. Prima vedevano le nutrie come topi giganti pericolosi e dannosi… con il passare del tempo si sono ricreduti e mi sono stati molto vicini anche quando Kiwi è venuta a mancare.

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C’è qualche episodio o qualche aneddoto della tua vita con Kiwi che desideri raccontarci?

Un giorno sono stata invitata in un pub. La padrona del locale seguiva sempre la pagina facebook di Kiwi e mi ha chiesto di fargliela conoscere: il marito di questa signora aveva la fobia, quasi sveniva al pensiero che avrei portato lì una nutria! Quando l’ha vista, ha iniziato subito a coccolarla e dopo 5 minuti che la teneva in braccio, non me la voleva più ridare! L’ha tenuta in braccio e lei poi si è addormentata… poi però quando si è svegliata mi cercava: Kiwi era e rimane la mia piccolina.
Quest’anno è stato un anno davvero brutto, ho perso i cuccioli del mio cane a causa della gastrointerite. Kiwi mi stava vicina quando facevo le notti in bianco per stare accanto ai cuccioli, non mi lasciava mai sola, sentiva che stavo soffrendo. La sua presenza mi è stata tanto di aiuto in quel momento.

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Ho visto che dopo la scomparsa di Kiwi, hai adottato un altro cucciolo. Vuoi dirci qualcosa di lui?

Dopo la perdita di Kiwi ero (e sono tutt’ora) veramente a pezzi. Io e il mio compagno avevamo già deciso di prendere un’altra nutria che facesse compagnia a Kiwi. Quando purtroppo è venuta a mancare, abbiamo chiesto un incontro con le persone che hanno trovato Minù… che poi si è rivelata essere un maschio e ora si chiama Leo. Quando l’ho visto sono scoppiata a piangere, mi ricordava tanto Kiwi e subito non lo volevo, il dolore era ed è troppo forte. Poi ho capito che aveva bisogno di qualcuno che potesse prendersene cura, avendo problemi alle zampe posteriori e alla spina dorsale. Ora vive con me a casa… non è Kiwi e non prenderà mai il suo posto, però mi sto affezionando a lui piano piano.

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C’è un messaggio che vorresti lasciare ai lettori del nostro blog?

Le nutrie sono animali fantastici. Se fanno danni è perché hanno bisogno anche loro di vivere. Se si mostrano aggressive è perché qualcuno le minaccia o minaccia i loro piccoli (tutte le mamme vedendo il proprio piccolo minacciato corrono a proteggerlo). In molte regioni è consentito l’abbattimento di questi animali … perché invece di farne una strage non mettono l’obbligo a tutti i contadini di recitare il proprio terreno? In questo modo le nutrie non entrerebbero e non farebbero danni. Rispettate ciò che madre natura ha creato! Il problema del mondo non sono gli animali, ricordiamo che noi uomini siamo ospiti qui, lasciamo in pace ciò che madre natura ha creato!

Ringraziamo Natascia per averci rilasciato questa intervista e vi invitiamo a continuare a seguire la pagina di Kiwi la nutria di Quartu.

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L’INVASIONE A BERGAMO: REPORT DELLA PRIMA

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La prima di “The Invasion” a Bergamo, organizzata dalla sezione LAV locale, è stata un successo sotto molti punti di vista: in primis per la buona affluenza di pubblico, che ha potuto gustarsi in prima visione il documentario e visitare l’interessante mostra “Gli Indesiderabili” di cui fa ovviamente parte anche la nutria. La serata è stata anche impreziosita dall’intervento di Massimo Vitturi (responsabile settore caccia e fauna selvatica LAV) che ha spiegato in modo semplice e comprensibile il perché dell’odio dell’uomo comune verso gli animali protagonisti della mostra, che risultano capri espiatori e pagano colpe non loro.

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Altre gradite ospiti sono state la nutria domestica Mariah con la sua accompagnatrice Angelica Benazzi: prima della visione del documentario Angelica ha raccontato la storia del ritrovamento e della cura di Mariah e dello splendido rapporto che si è creato fra loro.

La visione di “The Invasion – A Coypumentary” è stata seguita da un momento di incontro con la regista Ilaria Marchini: un ottimo piano di riscontro per la riuscita della serata, visto che i presenti hanno seguito prima con interesse il documentario e poi hanno rivolto alla regista domande pertinenti, che hanno dimostrato che la visione del documentario ha suscitato curiosità e aperto nuovi dubbi sull’intervento umano verso questo animale.

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Ringraziamo Donato Ceci, presidente di LAV Bergamo, per aver realizzato con i suoi collaboratori questa prima perfettamente riuscita: invitiamo voi che leggete a seguirci sempre qui sul blog e sulla pagina facebook in modo da restare informati su nuove proiezioni e su tutte le altre news targate “The Invasion”.

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LA PRIMA DI THE INVASION

Il nostro “The Invasion – A Coypumentary” è pronto a debuttare a Bergamo all’Auditorium di Lab80, in Piazza della Libertà 2, giovedì 26 novembre. L’ingresso sarà su offerta libera.

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Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente chi ha contribuito al crowdfunding. Un sincero e sentito GRAZIE ai più di 100 sostenitori che hanno reso possibile, mattone dopo mattone, la realizzazione di questo nostro importante progetto.

La proiezione del documentario avverrà all’interno della mostra itinerante della LAV “Gli Indesiderabili”, allestita da Lav Bergamo con la collaborazione di Lab80 film. L’esposizione, visitabile dal 23 al 29 novembre, si pone l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione comune presentando gli animali definiti “problematici” per quel che sono: esseri viventi con una serie di caratteristiche e necessità etologiche, non corpi a perdere da annientare. I soggetti fotografici, accompagnati da illustrazioni ironiche e dalla descrizione delle abitudini e dei comportamenti degli animali protagonisti, invitano i visitatori a riflettere su pregiudizi e false credenze, fornendo stimoli per nuovi punti di vista e promuovendo una reale conoscenza di questi animali.

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“ANDAR PER PENSIERI” CON LE NUTRIE

Gillipixel è un blogger poliedrico, in grado di colpire il lettore con riflessioni e ragionamenti che toccano, in maniera trasversale, vari aspetti della nostra vita.

Il blog Andar Per Pensieri è lo specchio, cristallino e limpido, in cui si specchiano i pensieri, le domande e le riflessioni di Gillipixel.
Noi di The Invasion l’abbiamo scoperto per le sue vignette dal titolo Ma robe da nutria, in cui il nostro Myocastor Coypus è utilizzato (insieme alla sempre tagliente arma dell’ironia) per farci riflettere su alcune storture del pensare comune.
Tutte le nutrie protagoniste delle strisce a fumetti di Gillipixel, a partire dal capostipite Nonno NutriUno (che sostiene di essere ancora uno dei vecchi castorini venuti dal Sud America), osservano la realtà stonata da cui sono circondate.

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Ecco come l’autore del blog ha risposto ad alcune domande che gli abbiamo posto:

Ciao Gillipixel, grazie innanzitutto per il tempo che ci concedi. Come è nata l’idea del blog Andar Per Pensieri?

Ciao ragazzi, grazie di cuore a voi (e in particolare a Ilaria) per il vostro interessamento ad Andarperpensieri. E grazie per le bellissime parole introduttive che avete voluto dedicare al mio blog. Il mio spazio web di “scribacchiamenti” assortiti festeggia giusto in questi giorni il suo settimo compleanno.
Di fatto, Andarperpensieri è nato grazie a un’amica blogger: Rosalucsemblog. Lei conosceva e apprezzava i miei scritti, e aveva esperienza nel mondo dei blog. Mi suggerì di provare e mi spiegò i passi tecnici fondamentali da fare. Fu una cosa molto estemporanea, nella pratica. In un pomeriggio di inizio estate del 2008, via chat, Rosa mi diede le direttive e io aprii il blog. Anche il nome lo improvvisai sul momento. Sembrerà strano, ma in tutto questo tempo non ho ancora capito se il titolo del mio blog mi piace o no. Però ormai il blog era associato a quel nome e così è rimasto. Come un tale che venga battezzato Genoveffo, e a forza di sentirsi chiamare così, un po’ ci si affeziona (…d’accordo, Andarperpensieri è molto meno terribile di Genoveffo…). Ci tengo invece tanto al mio nome da blogger, Gillipixel. Mi piace proprio un sacco. Quello lo coniò la stessa Rosalucsemblog e mi è molto caro. Perché condensa mille significati: Gillipixel infatti di base sono io, ma al tempo stesso è un “non-me”, un alter-ego letterario-narrante, a tratti surreale, che materializza la sua esistenza immateriale sull’onda evanescente dei pixel telematici.
Se mi giro indietro a guardare il tempo trascorso, non solo dall’inizio del blog, ma anche prima, fin dal periodo delle scuole (se non addirittura dell’asilo), mi accorgo che alla base di tutto c’è sempre stata la passione per le parole in generale e per la scrittura in particolare. Il punto è che ci ho messo un bel po’ di anni per rendermene conto. Che mi piacesse (e anche tanto) scrivere, l’ho capito piano piano, nel tempo. Il blog ha rappresentato una tappa importante nella conferma e nel rafforzamento di questa consapevolezza. Spero che simili affermazioni non suonino come delle banalità di facciata. Quando dico passione per la scrittura, non parlo di una specie di hobby o passatempo. Intendo proprio una dimensione che entra con grande intensità fra le componenti fondamentali della vita. Scrivere è tante cose: è una sorta di autoterapia mentale, è una forma di esplorazione interiore. E’ gioco, rito, meditazione, esplorazione, avventura, è libertà sconfinata. Nella scrittura sta celato un tipo di “sacralità” profondissima, forse la più profonda. E’ possibilità di ritirarsi in un proprio mondo fantastico, fatto di parole che al tempo stesso posseggono capacità vastissime di incidere sulla “realtà realizzata e realizzante”. La scrittura fornisce uno dei mezzi di trasporto più potenti che esistano: scrivendo puoi viaggiare laddove nessun altro veicolo ti potrà mai condurre. Scrivere tira fuori la bellezza che hai dentro. Quando scrivo provo gioia, mi commuovo, mi esalto, godo, provo un senso di espansione, di “ulteriorità”, di annullamento delle barriere e dei limiti. E, come mi piace dire spesso un po’ per scherzo, la cosa più bella è che tutti questi effetti li puoi ottenere senza drogarti e senza bere nemmeno un goccio: è sufficiente mettersi alla tastiera, o davanti a un foglio con la biro in mano, e partire a scrivere.

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Per te cosa rappresenta scrivere nel blog?

Come accennavo prima, nel blog ho trovato la possibilità di dare un tipo di coronamento particolare, alle tante idee, emozioni, suggestioni riguardanti la scrittura, che già da tempo nutrivo dentro. Il blog ha amplificato un po’ tutto, in un certo senso. Non credo molto a chi sostiene di scrivere solo per se stesso. In larga parte è anche così, ci mancherebbe, altrimenti mi contraddirei rispetto ai pregi della scrittura che ho elencato prima. Ma secondo me, in fondo in fondo, si scrive per arrivare agli altri. E anche per sentirsi dire che si è bravi a scrivere, non lo si può negare. O meglio, per sentirsi dire che qualcosa, nell’intimo del lettore, grazie a un nostro scritto, è stato sfiorato e messo in luce.
A mio avviso, la forza del blog sta nell’offrirti questa e altre possibilità del genere, in una forma potenziata. Scrivi un testo e pochi attimi dopo puoi arrivare ad un numero virtualmente elevato di lettori. Che poi nella realtà (almeno, nel mio caso) questo non accada quasi mai, è un altro discorso. Internet è un “mare magnum” indicibilmente dispersivo, non c’è bisogno che lo ricordi io. Ma l’importante è sapere che il tuo scritto non è stato messo a raccogliere polvere in un cassetto. Sai che potrà sempre passare di lì qualcuno che viene catturato dalla tua scrittura. E’ questa la “magia” del blog.
C’è da aggiungere che il mio modo di scrivere confligge alquanto con le regole di internet, le quali prevedono velocità, immediatezza, sintesi estrema, capacità di fare colpo in pochi attimi, semplificazione dei concetti ai fini di una loro maggiore “appetibilità” comunicativa. Di questi fattori, ho sempre tenuto conto solo in minima parte. In questa prospettiva, il mio è un blog molto anomalo. Scrivo sempre come se scrivessi nell’ottica di pubblicare su carta. E’ una sorta di piccolo “autoinganno” che mi infliggo volentieri, pur di non rinunciare al mio modo di intendere la scrittura. Quando scrivo, voglio divertirmi, nel senso più nobile del termine. Voglio che sia un’operazione gioiosa, il cui risultato, possibilmente, giunga a donare qualche scintilla di bellezza a chi leggerà. Tutto ciò si ottiene solo con la lentezza, con la sedimentazione dei concetti, con la riflessione che si prende il tempo necessario. Non mi importa, se così facendo, perdo per strada potenziali lettori. Tanto per dire: la metà di chi aveva iniziato a leggere queste mie risposte, sarà ormai seduta su una panchina ai giardinetti, col cane già “pisciato”; un altro quarto avrà acceso la tele su RaiGulp; buona parte dei rimanenti starà cercando un paio di infradito a nolo su “trading-fuffa-online.it”; ma è per quei tre che hanno avuto la pazienza di continuare ad ascoltarmi, che mi piace scrivere e mi piace pensare di continuare a scrivere.
Con questo, non intendo dipingermi come il martire dell’idealismo narrativo, e nemmeno dedicarmi a pratiche di snobismo applicato. Ogni volta che l’uomo si produce in una qualche forma di “espressione”, intendendo il concetto nel senso più vasto possibile (dal contadino che vanga un quadrato d’orto per seminare i peperoni, a Michelangelo che dipinge la volta della Sistina) il fine da perseguire deve essere sempre la bellezza (fatti salvi gli aspetti di utilità e convenienza del caso). Non scrivo come scrivo, dunque, per fare lo snob o l’originale a tutti i costi. Lo faccio solo perché sento che la mia via al raggiungimento di qualcosa di bello, passa per questi modi di fare. Magari sbaglierò; magari i risultati non saranno sempre lusinghieri; magari nel tempo cambierò idea e prospettiva. Ma per il momento, così mi sento di fare.
Di fatto, Andarperpensieri è sempre stato un blog seguito da pochi lettori, ma c’è un risultato di cui vado molto fiero: il gradimento maggiore l’ho sempre ricevuto da parte delle donne. Se uno si prende la briga di passare in rassegna i miei scritti, andando indietro sino a quelli più “remoti”, noterà che i commenti più lusinghieri sono stati lasciati da esponenti del lato femmineo del “corpo lettorale”. Questo fatto mi suscita curiose e buffe riflessioni. Da una parte, mi domando se ciò sia dovuto a una particolare sensibilità presente nelle cose che scrivo e nella forma in cui le scrivo (forse non sarà così, ma almeno mi piace pensarlo…). Per altri versi invece, non posso non constatare la singolarità del fenomeno: potete credermi se vi dico che nella realtà, sono tutt’altro che uno sciupafemmine. Così, mi ha sempre fatto un po’ sorridere questo interesse femminile che suscito, quando vesto i panni della mia “identità scritta”. Tanto che spesso mi viene da pensare: “…Ah…se le persone fossero fatte non di corpi, voci e movenze, ma solo di parole scritte…beh, che gran playboy che sarei!!!…”.

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Quali sono le tematiche che ti stanno più a cuore?

Se mi è concesso di sfoderare per un attimo il mio miglior tono da fanfarone, ti rispondo così: tutte. Non c’è una tematica che non mi stia a cuore, in teoria. Ma al di là delle intenzioni facete, credo che anche in questa battuta ci sia qualcosa di vero, e tra l’altro sta celato proprio nel nome del blog, Andarperpensieri. Nel senso: se “vai per pensieri” con mente aperta e atteggiamento di ascolto, ogni argomento che ti passa per la testa diventa buono per riflessioni e considerazioni in merito.
Parlavo prima del “divertimento”, che ritengo ingrediente necessario del mio scrivere, nell’auspicio di riuscire a trasmetterlo a chi legge. Non dimentichiamo che “divertire” da un punto di vista etimologico deriva da “di-vertere”, ossia “deviare”, “volgere altrove, a partire da”. In generale, dunque, per ogni argomento che mi capita di affrontare, è più l’atteggiamento di fondo a cui tengo: ossia, ogni volta mi sforzo di inseguire i pensieri che mi portano a osservare le cose del mondo e della vita da punti di vista non comuni.
Detto questo, per rispondere in modo più ortodosso alla domanda, aggiungo che anche il mio blog ha i suoi argomenti prediletti. Prima di tutto la letteratura; poi l’arte; e poi la filosofia. E non necessariamente in quest’ordine d’importanza. Molti dei miei scritti nascono da passi interessanti letti su libri. Chi nutre passione per la scrittura, è inevitabilmente anche un lettore accanito. Tendenzialmente, leggo tutto ciò che di scritto mi capita sotto gli occhi. Ho sempre fatto così, fin da piccolo. L’ho raccontato anche sul blog: essendo io campagnolo d’origine, ricordo ancora molto vivamente lo stupore che mi prendeva, in occasione delle rare spedizioni in città, sul sedile dietro della macchina di mio babbo. Questo stupore mi derivava dalla marea di scritte che vedevo in ogni strada: nomi di negozi, cartelloni, segnali…leggevo tutto come fossero frasi di un racconto, o di un romanzo, magari spesso anche senza capire il senso di quelle parole, il che ne amplificava probabilmente il fascino misterioso ai miei occhi di bimbo. La mia scrittura dunque si forma spesso come continuazione “naturale” delle mie letture.
Una categoria del blog alla quale sono stato abbastanza fedele nel tempo è quella da me individuata con l’etichetta “epifanie del lettore”. Con “epifanie” intendo quei momenti in cui, durante la lettura di un libro, rimani come folgorato da un concetto, da un’immagine, da un’idea, la quale finisce poi per mettersi in risonanza con altre tue riflessioni già fatte, altre considerazioni già visitate. E’ così che a mio parere si alimenta la nostra conoscenza e si forma in noi la nostra visione del mondo.
C’è poi una specie di regoletta che cerco di rispettare: in generale, tendo a evitare gli argomenti sui quali sento di non avere la necessaria competenza, o che ritengo eccessivamente complessi per le mie capacità di analisi (leggi in particolare le questioni politiche o i grandi temi d’attualità). E’ anche vero che l’Italia rimane pur sempre la patria dei milioni di commissari tecnici, e il diritto di prodursi in argomentazioni da bar non è negato a nessuno. Magari sarà successo anche a me di scrivere dei bei luoghi comuni con tutti i crismi, ma se appena posso, mi sforzo di mettere, in ogni scritto, almeno una mia riflessione personale, qualcosa che, anche se modesta, sento di poter dire solo io, evitando di fare l’eco ad affermazioni che si potrebbero sentire comunemente e banalmente al termine di una briscola con annesso bianchino d’ordinanza sul tavolo.
A volte, per via di questa “scelta”, temo di apparire al lettore una persona fuori dal mondo e indifferente alle cose che accadono intorno a me. Ma posso garantire che non è assolutamente così. Nel mio piccolo, sto attento all’attualità e m’interesso di politica, cerco di rimanere informato un po’ su tutto. Nessuno può permettersi di ignorare le dinamiche del mondo in cui vive. Tuttavia, diciamo che col mio blog, ricerco la “profondità” percorrendo altre strade.
Nel corso di sette anni di blog, ci sono stati anche momenti di forte calo dell’ispirazione, ho pensato più volte che la mia “vena narrativa” si fosse inaridita. Ma poi sono intervenute delle specie di “sorprese”, che mi hanno dato nuova linfa ed entusiasmo per continuare. Una di queste belle iniezioni di fiducia è venuta dalla collaborazione con Kika, curatrice del blog “Le muse di Kika”. Ci sono capitato su un giorno, non ricordo come, e subito mi ha affascinato un gioco proposto da Kika ogni venerdì: lei prende un quadro, di autore più o meno celebre, nel quale è ritratta una donna, si studia l’abbigliamento del soggetto e lo ripropone in chiave rivisitata, con tanti riferimenti anche all’ambientazione e all’atmosfera dell’opera. Mi è piaciuta così tanto questa cosa, che mi sono messo a commentare, proponendo un gioco nel gioco: ogni volta, suggerivo una possibile sosia della donna ritratta, pescata fra i volti famosi dello spettacolo, del cinema, ecc. Kika mi ha suggerito di farne un appuntamento fisso in parallelo sul mio blog, ed è così che è iniziata la rubrichetta del venerdì “Le muse di Kika van per pensieri”.

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Come è nata l’idea di “Ma robe da Nutria”? Hai sentito una spinta interiore per schierarti dalla parte delle nutrie?

Ecco, anche l’idea delle vignette dedicate alle nutrie mi ha fornito una buona dose di linfa creativa nuova per il blog. Più che schierarmi io dalla parte delle nutrie, sono state loro ad adottarmi. Nel senso che conoscevo questo animaletto più che altro per sentito dire e soltanto sulla base dei luoghi comuni che girano sul suo conto. Ma è da quando ho creato le prime vignette di “Ma robe da nutria”, che sono venuto a conoscenza di una realtà più ampia, riguardante questa “anomalia faunistica”.
Anche se mi piace mantenere in sospeso l’identità di Gillipixel, collocandolo nel suo ideale territorio denominato Gillipixiland, si sarà capito che vivo poco distante dal Grande Fiume, in una zona dove la fatidica bestiola abbonda. Non ci avevo mai riflettuto più di tanto, ma se abiti in questi posti, non puoi non accorgerti della presenza di questo animaletto. E’ una realtà che spesso ti viene spiattellata nei denti in modo drammatico, con le troppo frequenti carcasse di poveri esemplari investiti lungo le strade più trafficate. Oppure si manifesta in una sorta di anarchica esuberanza distorta e proliferante, quando capita di notare veri e propri reggimenti di questi toponi king-size, sulle rive dei fossi o di altri piccoli specchi d’acqua.
Se la si considera con attenzione, la storia della nutria irresponsabilmente introdotta dall’uomo in queste zone, è una fonte inesauribile di storture e contraddizioni. Che dietro questa storia si celasse un potenziale narrativo interessante, lo pensavo già da un po’. L’idea più “antica” di farne una vignetta, venne fuori fra le chiacchiere fatte con delle amiche, alcuni anni fa. La cosa rimase allora a livello di vago spunto, ma l’idea mi è ronzata in testa a lungo. Mi aveva sempre frenato la questione grafica: non ho abilità da disegnatore tali da permettermi di corredare le mie “sceneggiature” con immagini degne di questo nome. Alla fine però, ho pensato che questa mia “carenza” poteva essere in qualche modo ribaltata in una specie di pregio. Mi sono inventato questa forma grafica piuttosto ripetitiva e “burocratica”, che in qualche modo riflette come le nutrie vengono percepite nel distratto immaginario comune di chi le osserva senza sapere più di tanto sul loro conto, magari vedendole solo passando in macchina sulla provinciale o avendone sentito parlare in piazza, da qualcuno che ne sa ancora meno. La nutria nella pianura padana (che, non dimentichiamolo, insieme alla Ruhr tedesca, è il territorio più inquinato d’Europa) rappresenta a suo modo un frutto dell’industrializzazione, o per meglio dire, un suo effetto collaterale indesiderato. In questo senso, mi è parso di poter rendere bene questa nutria intesa come “prodotto industriale”, con la mia grafica standardizzata e monotona, in una forma di raffigurazione che in qualche modo riflette l’inquinamento mentale (oltre che fisico) connesso a tante realtà attuali del territorio padano.
Come accennavo prima, ho cominciato a fare le vignette, conoscendo solo poche generiche informazioni riguardo alle nutrie. Da questo punto di vista, sono state proprio le nutrie ad “adottarmi”, perché, soprattutto da quando ho deciso di trasportare le mie vignette su Facebook nella pagina “Ma robe da nutria” (che ora va di pari passo coi contenuti di Andarperpensieri), con mio stupore ho attirato l’attenzione di alcuni fan della pellicciosa bestiola (com’è successo con voi), e ho cominciato a imparare cose nuove in merito. La parte più sorprendente è stata quando ho saputo che le nutrie si possono addomesticare e ogni volta che ne vedo una in un video, mentre segue il “padrone” come un cagnetto o si fa fare i grattini come un micio, rimango sbalordito, pensando soprattutto a quanto poco ero informato su questa bestiola.

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Come mai la scelta della vignetta comica?

Un po’ tutto il blog è percorso da una vena di ironia di sottofondo, che mi viene abbastanza naturale quando scrivo. Se ci si guarda un po’ intorno e si considera la realtà in cui siamo immersi, possono venire in mentre tre diverse reazioni. La prima, sarebbe dotarsi di un arsenale di tutto rispetto e cominciare a far fuoco. La seconda, rivolgere le medesime armi contro se stessi e farla finita una volta per tutte. La terza, è armarsi invece di massicce dosi di ironia che aiutino a sopportare il non-senso straripante da cui siamo circondati. Siccome sono sempre stato una persona propensa alle soluzioni pacifiche, non ho fatto fatica a scegliere la terza alternativa. A parte le battute (il che è a sua volta una battuta, in una frase del genere…), considero l’ironia e l’umorismo come dimensioni fra le più nobili e alte esprimibili dall’animo umano. L’ironia è l’elemento costitutivo di una delle forme espressive più peculiari della modernità, “l’arte del romanzo”, che non a caso da molti critici viene fatta iniziare con il Don Chisciotte di Miguel De Cervantes.
Per tornare a noi: la vicenda delle nutrie nei nostri territori trabocca di insensatezza e quindi più che mai mi sembrava opportuno trattare il tema da un punto di vista ironico. La nutria è un animaletto maldestramente trapiantato in un territorio che non era il suo: qui viene perseguitato con ferocia, e tutto per l’irresponsabilità iniziale dell’uomo. Se si tiene in sospeso per un attimo la drammaticità del fatto che è in gioco la vita di un essere vivente, ne risulta una storia dai tratti davvero surreali.
La vignetta comica mi ha sempre affascinato, come forma espressiva. Nelle mani di grandi autori, ha raggiunto livelli geniali. Per me la vetta insuperata rimangono Charlie Brown, Linus Van Pelt, Snoopy e compagnia. Per certi aspetti, le mie nutrie (come sarà anche evidente) traggono indegna ispirazione proprio dai Peanuts. Se non per altro, almeno per la struttura a quattro riquadri, che mi sono accorto essere congeniale ad un modo di “sceneggiare” le storie, rapido e condensato con la giusta misura dei “tempi comici”. Le mie nutrie però sono lievemente più “cattive” dei Peanuts, e a volte si concedono battutacce alquanto ruvide. Questo credo sia dovuto all’altro mio grande modello di riferimento, per quel che riguarda l’umorismo fumettistico: Alan Ford e il Gruppo TNT, della mai troppo lodata ditta Magnus & Bunker. Ovviamente, guardo a questi grandi come a fari lontanissimi e irraggiungibili sul mio orizzonte. Ma anche se i miei risultati sono al confronto soltanto dei flebili e rozzi tentativi comici, ritengo importante in ogni caso fare riferimento sempre a modelli alti.
Accenno ancora solo ad un ultimo aspetto delle mie nutrie al quale tengo, e che forse rappresenta anche il loro tratto più originale. Fin dall’inizio, mi è piaciuta l’idea di renderle con un certo alone intellettualoide da strapazzo. In questo vedo una sorta di risposta al non-senso della loro condizione, emblematica di tanti altri non-sensi più generali, diffusi sul territorio in cui loro malgrado si sono ritrovate a vivere. Le mie nutrie si comportano come un tizio che, vedendosi circondato da pazzi, non trovi miglior soluzione se non rifugiandosi in una follia ulteriore, ma di qualità più raffinata e portatrice di valori molto più sottili. E’ come se, essendo nate e vissute da sempre in un mondo di matti, non potessero fare a meno di esserlo anche loro, perché non hanno mai avuto l’esempio di una creatura normale in vita loro.
Concludendo, è quasi superfluo dire che le mie nutrie non hanno “pretese animaliste”: non potrebbero nemmeno permetterselo, perché non ho le competenze necessarie per poter parlare con cognizione di causa di un simile problema ambientale, così complesso e sfaccettato. Però, spero che con il loro stile bizzarro, con la stramberia, con l’ingenuità spiazzante sprizzata da ogni pelo, contribuiscano nel loro piccolo a tener viva l’attenzione su questo animale fin troppo ingenerosamente bistrattato.
Con questo mi congedo e vi saluto, cari amici di The Invasion, ringraziandovi ancora tanto per la vostra gentile ospitalità. Mi scuso se sono stato “leggermente prolisso” (il virgolettato è da leggersi con intonazione Villaggesca-Fantozziana…) e do appuntamento a tutti con le nuove avventure in compagnia di Nutrifolato, NutriABS, NutriSteso e tutta l’allegra brigata di “Ma robe da nutria”.

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ONALIM E LA NUTRIA DI EXPOSONG

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Nel videoclip di “ExpoSong”, canzone molto ironica e sagace dedicata a Expo 2015, a fare da filo conduttore è una simpatica nutria-mascotte.
Abbiamo intervistato la blogger Isabella di Onalim, che ha scritto e ideato la canzone assieme al cantautore Pablo Ciallella.

Ciao Isabella! Sul tuo blog ami raccontare le tante anime di Milano: ironica, sentimentale, buffa, colorata, solidale e imperfetta. Quando è nato il blog? Per quale motivo le tue muse ispiratrici sono “le papere del naviglio che nuotano controcorrente”?

Il blog è nato quattro anni fa per raccontare una Milano al contrario che quasi non esisteva. Milano negli ultimi anni ha invertito rotta ed è diventata molto più accogliente e quindi oggi Onalim è più un racconto sereno della città. Proprio quando nasceva il blog avevo notato che le papere del naviglio nuotavano controcorrente, che seguivano la loro personalissima strada incuranti delle mode milanesi. Sono diventate subito le muse ispiratrici del blog.

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Lo scorso anno hai vinto la prima edizione di Explog, concorso indetto da Milano ODD, con il post “Expo 2015 sarà per Milano un’occasione straordinaria”. Ed è proprio da quel post e dall’incontro con il cantautore Pablo Ciallella che è nata “ExpoSong”. Raccontaci qualcosa di più…

Sì, un anno fa ancora nessuno parlava di Expo, era troppo presto. E così avevo deciso di scrivere un post composto solo da domande, alcune ispirate alla cronaca e altre surreali. Dopo qualche mese ho conosciuto Pablo. Eravamo in stazione centrale quando gli ho chiesto “Vuoi scrivere una canzone partendo da un mio testo?”. Pablo mi ha chiamato tre giorni dopo, l’aveva scritta. Me l’ha cantata ed era bellissima. Pablo aveva compreso lo spirito. Ero commossa. Poi ha posato la chitarra e guardandomi spaesato mi ha chiesto “Isabella, ma cos’è l’Expo?” Pablo ha talento, non avrei mai voluto fare questa canzone con un altro.

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Sei tu ad aver curato la realizzazione dei bellissimi disegni animati che si vedono nel videoclip della canzone? Perché è stata scelta proprio la nutria come mascotte?

Sì, li ho fatti io. Ho passato due mesi a disegnare giorno e notte. La nutria è un animale che vive a Milano, buffo, pacifico, poco conosciuto e ingiustamente maltrattato. Mi sembrava perfetto per il ruolo da protagonista.

Abbiamo letto che una tua foto con la nutria di “ExpoSong” è ora esposta alla mostra “People of Expo”. Ci sono state altre occasioni di celebrità per la nutria-mascotte?

Sì la nutria di ExpoSong dal naviglio della Martesana è approdata nel salotto buono di Milano. Le occasioni, se ci saranno, ci troveranno sull’attenti.

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Leggendo il tuo blog, abbiamo visto che le nutrie sono un soggetto che più volte ha animato la tua curiosità. Ne vedi molte lungo i navigli? Dove le hai incontrate per la prima volta?

E’ stato sul naviglio della Martesana. Ho visto una nutria nuotare usando una fetta di pane come una tavoletta da piscina e poco più avanti una colonia di nutrie lavarsi energicamente pancia e schiena mostrando i dentoni arancioni. Sono rimasta folgorata. La prima volta che ho visto le nutrie le ho scambiate per delle pantegane. Per farmi perdonare dovrò portarne almeno una fino al red carpet.

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Ringraziamo Isabella e vi lasciamo all’ascolto e alla visione del videoclip di Exposong:

 

Potete leggere il testo della canzone cliccando qui http://www.onalim.it/2015/01/20/exposong-cosa-succedera-a-milano-durante-lexpo/

UNA VIDEO DEDICA PER MAHO IL PIRATA

 

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Oggi vi proponiamo un video su Maho il Pirata, nutria di cui avevamo già parlato in precedenza in un’intervista alla sua salvatrice Moni, che potete rileggere qui: https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/2014/06/05/il-pirata-maho/
Nel documento filmato potete ammirare il Pirata che ancora oggi di tanto in tanto torna a salutare la sua umana preferita.
Buona visione!

LA NUTRIA IN UN CLICK: ECCO I VINCITORI!

Ed eccoci, come promesso, alla proclamazione dei vincitori del concorso fotografico “La Nutria In Un Click”. 

Prima di tutto grazie ai nostri giurati Deborah Spina, Massimiliano Mattioni, Massimo Laurenzi e Samuele Venturini per aver valutato con imparzialità e professionalità tutte e 114 le foto pervenuteci.

La votazione ha dato luogo a due ex-aequo: abbiamo infatti due vincitori assoluti e due fotografi al secondo posto. Per cui la decisione più logica è stata quella di premiare 5 partecipanti anzichè i classici tre.

Ecco le foto vincitrici:

1° classificati, con punteggio 34/40:
“Lotta” di Alessandro Silvestri

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“Che noia che barba!” di Stefano Zanetti
79 - Che noia che barba!2° classificati con punteggio 33/40:
“Le coccole” di Angelo Blasioli
14 - Le coccole“In posa” di Andrea Mattiuzzo
101 - In Posa
3° classificato con punteggio 32/40:
“Senza titolo” di Angelo Gabelli

21 - senza titolo

I vincitori verranno contattati in privato ad inizio 2015 per concordare la consegna dei rispettivi premi, che sono attualmente in fase di preparazione.
Ricordiamo che tutte le foto in concorso saranno pubblicate prossimamente in un apposito album sulla nostra pagina facebook, inoltre verranno inserite nel dvd del documentario.
Ancora complimenti ai vincitori e grazie a tutti i partecipanti!

 

BUONE FESTE… CON LE BELLE FOTO DI JULIANE MEYER

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Nell’augurarvi Buon Natale e felice anno nuovo, vi regaliamo l’ultimo articolo di blog del 2014: un’intervista alla bravissima fotografa Juliane Meyer.

Ciao Juliane, presentati ai lettori del nostro blog

Mi chiamo Juliane Meyer e vivo in Germania, nella bella landa di Luneburgo. Quando non sono in giro con i miei animali, mi dedico alle mie due professioni: sono un Ingegnere in idraulica e geotecnica e poi sono anche una fotografa naturalista.

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C’è un feeling particolare che ti lega a gatti, cavalli e nutrie? O sei legata a tutti gli animali in generale?

Mi piacciono tutti gli animali: i serpenti e i ragni mi attirano come i gatti, i cani oppure le nutrie. Ma i “pelosi” mi piacciono particolarmente.

 

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Chi ti ha trasmesso la passione per gli animali? Quanti ne hai?

Ho sempre amato gli animali. Fin da bambina li osservavo e trascorrevo il mio tempo nelle stalle delle fattorie oppure nei pascoli con cavalli, maiali e buoi. Per me una vita senza animali è impensabile! Viviamo con 3 cani, 2 gatti, 2 maialini nani e 2 nutrie. Usano l’intero spazio della nostra proprietà e si rispettano a vicenda.

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Le tue fotografie riescono a catturare appieno la sintonia fra animali e uomo. Cosa pensi che si possa fare per migliorare il rapporto uomo natura?

Con le mie foto cerco di esprimere alla gente l’ anima, la passione e l’ umore che è in ogni animale. Oltre alle nutrie, anche i maiali sono tra i miei animali preferiti. Quando si entra in relazione con gli animali, non si può non amarli.

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Come è nata l’idea di fare un calendario 2015 con le nutrie? Come si può ordinare?

E’ da tempo che ricevo richieste di calendari con nutrie, con maiali e pappagalli ara. Così li ho realizzati quest’anno attraverso la piattaforma Calvendo. Sono stati accettati e possono essere ordinati anche su Amazon.

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Cosa ci puoi dire della nutria Nuki? Come è entrata nella tua vita?

Dunque, Nuki è, per così dire, una vittima dell’alluvione del fiume Elbe dell’estate 2012. Fu portato al parco animale Nindorf e allevato da Tanja Askani (esperta di lupi). Nel giugno 2012 il piccolino venne da me perchè Tanja cercava un bel posto per lui. Fummo subito d’accordo: non poteva restare da solo. In agosto Tanja ricevette la nutria Mummel in un parco animale, che da allora è la compagna di Nuki. Nuki è stato sterilizzato e da allora i due vivono insieme nel nostro giardino con lago e con tutti gli altri. Ogni tanto vengono anche in casa per “spolverare” un po’ di pane secco e banane… sempre carote dietetiche e insalata sono noiose!

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Ringraziamo Juliane per la sua testimonianza, tesa a rimarcare come il rapporto uomo/nutria può essere proficuo per entrambe le specie. Per chi fosse interessato, il calendario è acquistabile su Amazon a questo link: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=Funny+Nutrias&rh=i%3Aaps%2Ck%3AFunny+Nutrias

Ringraziamo inoltre la nostra amica Pro Nutria per la traduzione dal tedesco.

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LA NUTRIA IN UN CLICK: ORA TOCCA ALLA GIURIA

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La prima fase del concorso fotografico “La Nutria In Un Click” si è conclusa, e siamo molto soddisfatti!!
Sono infatti più di 40 le persone che si sono iscritte al nostro concorso, anche con felici parentesi internazionali dalla Germania e dal Giappone.
A breve la giuria comincerà a vagliare gli scatti inviati, che sono stati ben 114!! Un’ottimo traguardo per un animale così poco conosciuto ed amato.
Ringraziamo ProgEco – Ambiente & Natura, GEKO Studio Fotografico e tutti coloro che ci supporteranno in quest’ultima fase.
Le foto del concorso saranno rese pubbliche, successivamente alla premiazione, sulla nostra pagina facebook e raccolte in un album con l’indicazione del partecipante in didascalia. Inoltre verranno inserite nei contenuti speciali del DVD di “The Invasion – A Coypumentary”!
Vi esortiamo a rimanere collegati per seguire gli sviluppi sia del concorso fotografico che del documentario.

LA NUTRIA DAMOCLE E LA CRICCA DI MOLENTARGIUS

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Abbiamo intervistato Michele The Sea, autore di divertenti strisce a fumetti con protagonisti gli abitanti del Parco Molentargius-Saline, in Sardegna. Il suo è uno stile che ricorda un po’ Lupo Alberto di Silver, troviamo infatti personaggi eterogenei: la nutria Damocle, l’anatra Germano, il fenicottero Pericle, il gongilo Maciste e molti altri.

Ciao Michele! Presentati ai lettori del nostro blog.

Innanzitutto un saluto a tutti gli amici di “The Invasion”. Io mi chiamo Michele Dessì, in arte Michele The Sea e cerco di occuparmi di illustrazione, uso il verbo “cerco” in quanto ho iniziato relativamente da poco a impegnarmici seriamente, e purtroppo ho notato che è un campo non molto facile, ma per fortuna sono abbastanza testardo e non demordo facilmente quando qualcosa mi piace. Finora mi sono ritrovato a fare diversi tipi di lavori e saltuariamente mi capitano anche lavoretti di grafica, che vanno dalle T-shirt alle stampe su tela, dalle illustrazioni scientifiche ai fumetti, insomma dove c’è da disegnare io ci sto a fagiolo! La mia formazione è autodidatta.

Da quanto tempo disegni? Come è nato questa tua passione?

Disegno da che ho memoria, e come tutti i bambini ho iniziato a scarabocchiare appena sono riuscito a tenere in mano un pastello, e da quel giorno non ho più smesso.
La passione per il disegno è nata probabilmente per merito dell’amore che provo per gli animali, infatti passavo molto tempo a copiare dalle enciclopedie animali di qualsiasi genere; carnivori o erbivori, pelosi o squamati, volanti o striscianti, viventi o estinti.

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Oltre al web, ci sono state pubblicazioni cartacee delle tue striscie a fumetti? I tuoi soggetti sono stampati anche su t-shirts?

Purtroppo ancora niente di cartaceo, come dicevo poc’anzi ho iniziato da poco, quindi chissà, magari in un futuro prossimo, e la cosa non mi dispiacerebbe affatto.
Per quanto riguarda le T-shirt invece ci sto lavorando, qualche grafica è già disponibile, ma per quanto riguarda i personaggi de “La cricca di Molentargius” bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

Il tuo fumetto “La cricca di Molentargius” da dove trae ispirazione? Come è nata l’idea? Di che cosa parla?

Il mio fumetto trae ispirazione dal Parco Naturale Regionale di Molentargius, ritenuto una delle aree umide più importanti d’Europa, e la mia fortuna è averlo a neanche 10 minuti da casa, quindi tra una passeggiata e l’altra, tra un fenicottero ed un germano reale la fantasia è continuamente stuzzicata e stimolata a rendere omaggio alla meraviglie del parco. L’idea quindi è quella di parlare del parco sia nel bene che nel male, e far notare le qualità ma anche le cose che non vanno, e trovo che, soprattutto queste ultime, se denunciate da un abitante del parco peloso, coi dentoni arancioni e alto una quarantina di centimetri rimanga più impresso.

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Quindi la nutria Damocle esiste realmente! L’hai davvero incontrata?

Sì, Damocle o Damy, come ormai tutti la chiamano, esiste davvero. Qualche tempo fa fu avvistato accanto ad una delle tante fermate dell’autobus che costeggiano il parco, e la cosa divertì tanto la gente che fu fotografato e postato sulla pagina facebook di Spotted Quartu, e da lì poco passò che fu battezzato e ritratto in un fumetto.

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Quindi deduco che anche in Sardegna sono presenti le nutrie. Sono numerose? Come sono percepite dalle persone?

A Molentargius le nutrie ci sono da circa 8 anni, ma ammetto che non ne ho mai vista una prima di un anno e mezzo fa circa, quindi credo che non ce ne siano tante, anche perché gli avvistamenti successivi sono stati abbastanza radi per quanto mi riguarda.
Purtroppo c’è chi le accusa di essere portatrici di malattie e devastatrici di habitat delle specie autoctone, ma per fortuna in tanti sembrano vederle di buon occhio e spero che Damocle aiuti a far apprezzare maggiormente questo animaletto, che già in passato ne ha viste abbastanza.

Come hai scoperto la pagina di Willy il Castorino? Cosa ne pensi?

Visto l’argomento del fumetto volevo saperne di più sulle nutrie, quindi cercando su youtube sono incappato in un video che aveva Willy come protagonista, e l’amore è nato praticamente a prima vista. Da lì ho scoperto la pagina facebook e non ho potuto che condividere il messaggio che vuole trasmettere.

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Ringraziamo Michele The Sea per il contributo e vi invitiamo a dare un’occhiata ai suoi recapiti web!
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/MTSs-stuff/534197330035033
Portfolio: http://michelethesea.daportfolio.com/
Canale youtube: https://www.youtube.com/channel/UCgtQkhnH_HMSWeIEPGdr2xQ

CONCORSO FOTOGRAFICO “LA NUTRIA IN UN CLICK”

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Ci siamo!

Per supportare l’uscita del documentario “The Invasion – A Coypumentary” abbiamo deciso di promuovere un concorso fotografico sulla nutria.

“LA NUTRIA IN UN CLICK” si propone lo scopo di puntare l’attenzione sul Myocastor Coypus come soggetto fotografico per i fotografi, professionisti e non, che amano la natura e gli animali.

Qui di seguito trovate il regolamento del concorso. Cosa aspettate? Non vediamo l’ora di ammirare le vostre fotografie.

SCARICA QUI IL REGOLAMENTO -> Concorso Fotografico La Nutria In Un Click

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE -> [NIUC] – SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

 

CONCORSO FOTOGRAFICO: “LA NUTRIA IN UN CLICK”

Art. 1: ORGANIZZAZIONE
Il concorso è organizzato dallo staff creativo di Silos Production in collaborazione con l’Associazione ProgEco – Ambiente & Natura e GEKO Studio Fotografico di Roncoferraro (Mn) e rientra fra le iniziative collegate a “The Invasion – A Coypumentary”.

Art. 2: TEMA E OBBIETTIVI DEL CONCORSO
Il tema proposto è “LA NUTRIA IN UN CLICK” ed è riferito alle fotografie di animali della specie Myocastor Coypus.
Il concorso vuole essere soprattutto un modo per attrarre l’attenzione dei partecipanti verso questa specie, nei confronti della quale c’è ancora poca conoscenza: si tratta dunque di un incentivo ad avvicinare questi animali mediante la fotografia.
Verranno premiati i primi tre classificati.
Tutte le foto partecipanti saranno rese pubbliche, successivamente alla premiazione, sulla pagina facebook “The Invasion – A Coypumentary” e raccolte in un album con l’indicazione del partecipante in didascalia, inoltre verranno inserite nei contenuti speciali del DVD del documentario “The Invasion – A Coypumentary”.

Art. 3: PARTECIPANTI
Il presente concorso è aperto a tutti, appassionati o professionisti di tutte le età senza vincolo di nazionalità, previa compilazione del modulo di partecipazione in ogni sua parte e nel rispetto di tutte le regole sotto presentate.
Ogni partecipante può presentare da 1 a un massimo di 3 scatti.

Art. 4: CARATTERISTICHE DELLE FOTO
Le foto dovranno rigorosamente ritrarre nutrie viventi.
Non sono ammesse foto con evidenti ritocchi, fotomontaggi, o con scritte grafiche.
La risoluzione è libera ma con dimensione non inferiore a 1024x768px.
La fotografia può essere candidata soltanto da parte dell’autore, il quale dovrà dichiarare e garantire:
-di possedere tutti i diritti sull’opera;
-che l’opera non lede alcun diritto di terzi;
-che l’opera non viola alcuna legge vigente;
-di essere titolare di ogni diritto morale e patrimoniale d’autore.
In ogni caso, l’autore solleva gli organizzatori da tutte le responsabilità.
La Giuria si riserva il diritto, a sua discrezione, di escludere ogni immagine pervenuta che non sia in linea con i requisiti indicati nel regolamento. Il giudizio della Giuria è insindacabile ed inappellabile.

Art. 5: REGOLAMENTO
Inviare il modulo compitato in ogni sua parte, e le foto (al massimo 3 per ciascun partecipante), all’indirizzo info@theinvasion.it, entro e non oltre il 31 ottobre 2014.
La comunicazione dei vincitori sarà fatta sulla pagina facebook “The Invasion – A Coypumentary” entro e non oltre il 31 dicembre 2014.
Eventuali indicazioni e informazioni sul concorso fotografico e sul presente regolamento potranno essere richiesti a info@theinvasion.it

Art. 6: RISULTATI GENERALI E PREMI
Ogni foto sarà valutata dalla Giuria di fotografi, biologi e naturalisti. La Giuria sarà composta da almeno tre membri.
I primi tre vincitori saranno coloro che otterranno i punteggi migliori ed avranno rispettato tutte le regole del concorso.
Ogni giurato voterà in modo privato, senza consultazioni con gli altri membri, fino al termine del concorso.
Tutte i premi in palio saranno spediti per mezzo di raccomandata con l’inoltro in privato del codice di rintracciabilità.
Le decisioni della Giuria sono definitive e insindacabili.
La comunicazione dei vincitori sarà fatta sulla pagina facebook “The Invasion – A Coypumentary” entro e non oltre il 31 dicembre 2014.
Verranno premiati i primi tre classificati.
La Giuria si riserva la possibilità di aggiudicare altri premi speciali, a suo insindacabile giudizio.

Art. 7: PRIVACY E RESPONSABILITA’ MATERIALE INVIATO
Ogni autore autorizza ad usare le immagini per scopi promozionali ed anche redazionali, con il vincolo di indicare nella pubblicazione il nome dello stesso.
I candidati autorizzano espressamente l’organizzazione al trattamento dei propri dati ai sensi del D. Lgs.196/2003 e successive modificazioni e integrazioni. Il conferimento dei dati ed il consenso al relativo trattamento sono condizioni necessarie per la partecipazione al concorso.

NON SOLO NUTRIA: IL CANE DELLA PRATERIA

Nuovo articolo per la sezione “Non Solo Nutria”: dopo i furetti, ora è il momento di dare spazio ai cani della prateria.

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Si tratta di bellissimi roditori originari delle praterie americane, il cui nome è dovuto al suono, simile a un latrato, che emettono in caso di pericolo. A proposito dei loro vocalizzi, è estremamente interessante uno studio condotto dal professor Slobodchikoff: pare che dalla combinazione di diversi fonemi, i cani della prateria derivino una  forma di “linguaggio”. Sono inoltre eccellenti ingegneri: costruiscono gallerie fino a 6 metri di lunghezza e 3 di profondità. Vivono in grandi colonie, formate da un elevato numero di famiglie.

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Il loro habitat è oggi fortemente modificato dall’uomo a causa dell’estensione dell’uso delle praterie per il pascolo. Inoltre anche la caccia indiscriminata, spesso solo per “diletto”, ne sta mettendo a rischio la sopravvivenza.
I Cani della Prateria sono animali molto socievoli e simpatici e recentemente stanno prendendo piede come animali da compagnia. Questo, considerando il provvidenziale blocco al commercio internazionale, ne incentiva l’allevamento in cattività, proteggendo così la specie dall’estinzione.

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L’Associazione Italiana Cani della Prateria (AICDP) si occupa di fornire informazioni e assistenza su quanti vogliano conoscere meglio i cani della prateria e i citelli.
Abbiamo intervistato Vittorio Pisano, segretario di AICDP, per farci raccontare di più riguardo a questi bellissimi animali.

Ciao Vittorio, benvenuto sulle pagine del nostro blog. Come è nato il tuo amore per i cani della prateria?

È nato tutto per caso. Da sempre amante dei roditori esotici e non, era mia abitudine “cambiare” il tipo di animale quando quello avuto fino a quel momento attraversava il “ponte dell’arcobaleno”. Il nome cane della prateria mi incuriosì quando lessi un articolo su questo animaletto su una rivista veterinaria, un giorno che ero in sala d’attesa di uno studio veterinario appunto. Decisi quindi che sarebbe stato il prossimo roditore che avrei avuto a casa con me.

Come si adatta a vivere con l’uomo?

Non è corretto dire che si adatta a vivere con l’uomo, in quanto animale ancora a tutti gli effetti “selvatico”, da troppo poco tempo è entrato a fare parte dei cosiddetti PET, quindi mantiene intatte ancora tutte le sue caratteristiche di animale selvatico.
Diciamo che “accetta” di vivere con l’uomo non appena la famiglia dei cani della prateria presente in casa decide di allargarsi e accettare l’animale bipede come uno della loro famiglia. Avvenuto questo, il cane della prateria ha con l’uomo gli stessi atteggiamenti che ha in natura con i propri simili, sia in positivo che in negativo. Da quel momento in poi bisogna cercare di inserirsi nel punto più alto della loro gerarchia, in modo da essere considerato il capobranco se si vuole avere un controllo più adeguato possibile su di loro, e far sì che possano in qualche modo “prendere ordini” da chi considerano il capo.

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Servono particolari accorgimenti per tenerlo in casa?

Servono ben più che particolari accorgimenti, gestire una coppia di cani della prateria non è impossibile ma molto impegnativo, impegno che però viene ampiamente ripagato dall’amore e dalla simpatia che questi animali dimostrano di dare.
NON possono girare liberamente per tutta la casa, a meno che questa non sia stata messa in totale sicurezza (cosa impossibile) conviene perciò decidere in quali stanze/locali pensiamo di farli vivere con noi e mettere in sicurezza quella parte, di solito l’entrata e la cucina sono i luoghi più facili da “modificare” secondo le loro esigenze. Non devono avere a portata di denti fili elettrici o tubature in gomma o plastica, non devono infilarsi sotto i mobili e soprattutto NON DEVONO ARRAMPICARSI (si arrampicano anche sui muri se questi sono appena ruvidi) da nessuna parte, NON hanno il senso dell’altezza per cui una volta saliti su una sedia, sul tavolo, o peggio su un mobile, si butteranno giù pensando di essere sul pavimento.
Naturalmente devono essere sempre tenuti a vista e non possono essere lasciati liberi in nostra assenza, per questo è necessario comunque avere a disposizione una gabbia che abbia uno sviluppo di calpestabile di almeno 2 mq, e questa la si può ottenere con una gabbia di perimetro 100×50 alta 1,60 creando 4 piani e facendo attenzione che il pavimento ricopra l’intera area del piano con solo un foro di passaggio da un piano all’altro.
Altra cosa essenziale sarebbe una grossa scatola 100x50x50 piena di terra e con il coperchio, per dare modo ai cani della prateria di scavare, che è quello che amano di più.

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Consigli un cane della prateria anche chi non ha dimestichezza con gli animali?

Il cane della prateria NON è un animale adatto a bambini piccoli, proprio per la sua indole ancora selvatica potrebbe interpretare male un gesto del bambino, o viceversa il bambino potrebbe non capire l’atteggiamento che sta tenendo in quel momento il cane della prateria, per cui l’animale potrebbe attaccare e mordere, magari anche solo credendo di doversi difendere. Per lo stesso motivo è sconsigliato farlo convivere con altri animali, specialmente se con istinti predatori: potrebbe instaurarsi un rapporto conflittuale con un mammifero preda.

Qual’è la sua alimentazione?

Il CDP è strettamente erbivoro, mangia erba (fieno) in prevalenza assoluta, si può integrare giornalmente con un paio di foglie di verdure e in certi periodi (muta- calore- gravidanza-svezzamento- allattamento ecc.) si deve aumentare l’apporto proteico sia di natura vegetale, utilizzando una percentuale di erba medica, sia di natura animale, grilli- cavallette- camole della farina

Quali sono le malattie più comuni a cui si deve far fronte?

Questa è una fra le domande più difficili a cui rispondere sia perché , come d’altronde anche tutte le altre risposte che ho dato, si rischia di essere ben poco esaustivi e precisi e sia perché è inappropriato creare una lista di malattie più o meno comuni, il CDP soffre delle malattie di cui possono soffrire altri roditori e la cadenza/frequenza in cui i nostri beniamini si ammalano è variabilissima, quindi sarebbe troppo complicato anche solo fare delle statistiche.
Possiamo dire con certezza però quale è la malattia di cui, se ne vengono colpiti, è maggiore la difficoltà di cura e guarigione, che è l’odontoma, o il grande O come la chiamano in America. E’ un tumore benigno che si sviluppa alla radice degli incisivi (specialmente in quelli superiori) che ingrossandosi va ad occludere le vie respiratorie per cui, se non viene eliminato, il pelosetto morirà per asfissia. NON ci sono cure oltre all’operazione chirurgica che, nonostante si siano fatti passi importantissimi nel mettere a punto nuove tecniche che ad oggi portano ad una percentuale di successo fino a un paio di anni fa impensabili, rimane sempre un’operazione ad alto rischio: maggiore è la precocità in cui si scopre la malattia e maggiori possibilità ci sono di riuscita. Teniamo presente che il primo passo per combattere questa malattia è la prevenzione, far sì che tutte le cause o concause che possono portare allo sviluppo dell’odontoma non si vengano a creare. Il secondo importantissimo passo è il costante controllo radiografico: solo così si può scoprire la malattia allo stadio iniziale, perchè quando si hanno i primi sintomi visibili nell’animale, l’odontoma è sicuramente già in stato avanzato.


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E’ difficile trovare un veterinario che li curi?

Si è abbastanza difficile, ma non impossibile, ci sono alcune cose però da tenere presenti. Un veterinario che cura animali esotici NON è automatico che conosca i cani della prateria o i citelli, c’è da accertarsi che il veterinario abbia una conoscenza ed esperienza diretta su questo particolare tipo di animale. Quindi è meglio cercare un veterinario esperto in cdp e citelli PRIMA di quando se ne deve avere bisogno, magari anche per una emergenza: non si sarebbe lucidi per farlo al momento e si rischierebbe di affidare il pelosotto al “primo” veterinario che si trova a disposizione.
Sul sito dell’associazione si può trovare una lista di veterinari che sicuramente hanno competenza per curare i cani della prateria. Sul forum poi c’è una lista di veterinari “referenziati” da soci o almeno padroncini di cdp e citelli, che hanno avuto esperienze dirette con tali dottori. NON è detto poi che non ce ne siano altri che non conosciamo, ma consigliamo vivamente di accertarsi della conoscenza di questo animale da parte del medico a cui lo affideremo.
Meglio fare qualche km in più che non essere sicuri di dare le cure giuste al proprio piccolo.

Ci sono ulteriori precisazioni che ritieni doveroso fare?

Qualche precisazione per concludere e ringraziare il blog per questa opportunità: le risposte che ho dato, TUTTE, sono solo la minimissima parte di quello che si doveva in realtà rispondere, ma sarebbe stato veramente troppo lungo dare le risposte con le informazioni precise e circostanziate su ogni argomento trattato, per cui spero che nessuno dopo aver letto solo queste risposte si senta pronto per mettersi in casa una coppia di questi splendidi animaletti, NON SI PUO’ ESSERLO.
In caso ci si volesse avvicinare a questo mondo, vi consiglio di chiedere informazioni a chi ha o ha avuto esperienza diretta con i cani della prateria, ci sono poi siti specializzati, forum, gruppi facebook dove trovare tutte le informazioni necessarie, inoltre è uscito proprio ad inizio anno un libro/manuale sul cdp e citello di circa 400 pagine, scritto a cura dell’associazione italiana cani della prateria, ed è ad oggi il manuale più completo sul mercato.
NON prendete per oro colato ciò che vi consiglia il negoziante che vi vende il cucciolo, sono quasi inesistenti i negozianti che allegano alla vendita di un animale esotico una scheda informativa sull’animale in questione (mentre dovrebbe essere una regola). Spesso, vuoi per semplice ignoranza o per negligenza o addirittura per il proprio interesse, il negoziante vi darà informazioni insufficienti, incomplete, se non addirittura sbagliate.
La regola è: rivolgetevi a chi NON ha interesse a vendervi l’animale e quindi vi darà le informazioni SOLO nell’interesse dell’animale stesso.

Ringraziamo Vittorio Pisano per la disponibilità nel rispondere alle nostre domande e per averci concesso l’utilizzo delle foto tratte dal forum di AICDP.

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THE INVASION: CE L’ABBIAMO FATTA!

Cari sostenitori, cari amici e nutria-lovers: ce l’abbiamo fatta!

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Ieri si è chiusa la campagna di crowdfunding con il raggiungimento del budget di 5000 euro. Un grande traguardo per noi, che ci permette di dare il via alla fase finale della post-produzione!
E’ la fase più complessa di tutto il percorso perché ci porterà ad avere la versione definitiva del documentario, mettendo al lavoro altri professionisti che ci affiancheranno.

E tutto questo sarà possibile grazie all’aiuto, al supporto e all’affetto di tutti voi!

Contiamo di avere il documentario pronto entro fine anno: naturalmente continueremo a tenervi aggiornati sia su questo blog, sia attraverso la pagina facebook, sia sul nostro profilo twitter.

Continuate a seguirci!!!

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LE NUTRIE ALL’UNIVERSITA’

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Le nutrie del fiume Bisenzio sono state protagoniste di un video realizzato dagli studenti del Campus dell’Università del New Haven, nella città di Prato.

I ragazzi americani hanno scelto la nutria come soggetto del loro video per il test finale di lingua italiana. Il risultato è un documentario che mischia ironia a una buona osservazione dell’animale.

Abbiamo intervistato Jacob Nemec, uno degli autori, che nel film interpreta il Re Nutria. Buona lettura!

Come è nata l’idea di fare un video divertente su nutria?

L’idea di fare il video è venuta dalla mia classe di italiano. Per la nostra prova finale potevamo scegliere se parlare con il nostro professore di italiano oppure fare un video in lingua italiana, così io e due amici abbiamo deciso di fare un documentario-commedia sulla nutria. Dopo essere stati a Prato per ben tre mesi, ci siamo molto affezionati alle nutrie, perciò abbiamo pensato che sarebbe stato divertente fare un video su di loro.

Perché proprio le nutrie?

Abbiamo scelto le nutrie perché sono carine e adorabili. Ogni volta che avevamo del cibo in avanzo, andavamo in riva al fiume Bisenzio per portarlo a una colonia di nutrie. In America gli animali selvatici di solito scappano dagli esseri umani, quindi per noi era incredibile constatare come le nutrie non avessero paura di noi, addirittura si avvicinavano al punto che le potevo accarezzare.

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Come avete realizzato il video?

Abbiamo osservato le nutrie e abbiamo trascorso un po’ di tempo con loro. Quando portavo loro del pane da mangiare, restavo lungo il fiume per oltre un’ora. Spesso gli abitanti di Prato e i loro bambini venivano da me incuriositi, così io davo loro un po’ del pane che avevo portato, e anche loro lo davano da mangiare alle nutrie.
Sono anche le situazioni come questa che mi ha fatto sentire molto benvenuto a Prato, durante la mia avventura di studio all’estero! Abbiamo fatto tutte le riprese con mio iPhone 5S e il mio amico Tim ha fatto il montaggio del video, che è venuto molto bene!


Come è nata l’idea del “Re Nutria”?

L’idea del “Re Nutria” è stata mia. Questo documentario doveva essere comico, quindi ho pensato che sarebbe stato divertente se mi fossi vestito come una grande nutria: il “Re Nutria”. Per il mio costume ho usato il maglione di un amico, carote per i miei denti e una vecchia cintura per la mia coda.  

 

Vi lasciamo ora alla visione del simpaticissimo documentario realizzato dai ragazzi americani:

 

 

POETICAMENTE NUTRIA

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Pubblichiamo oggi due poesie inviate dai nostri lettori.
La prima poesia è di Silvia Cipollina, poetessa presente nella Grande antologia virtuale del Club degli autori. Silvia è un’amante degli animali, di tutti gli animali. Si è dedicata molto ai rospi, visto che la loro presenza negli anni si è ridotta. Per questo  ha pubblicato un libro di poesie intitolato Mondo Anfibio, per sensibilizzare le persone, ed in primis i bambini, alla scoperta del mondo degli animali anfibi. Silvia infatti ritiene che anche animali come rospi e tritoni vadano rispettati come tutti gli altri esseri viventi. Non è quindi un caso che Silvia abbia composto anche una poesia sulla nutria, che potete leggere qui di seguito:


INCONTRO CON LA NUTRIA

Andavo in gran fretta
in bicicletta, una mattina,
quando accadde una cosa
assai carina.
Lei era lì, di fronte a me,
di colpo frenai
e stupita la guardai!
La poverina aveva
un occhio bianco, cieco
e un’aria di paura,
allora chiesi a lei
qual strana creatura fosse
…lei mi rispose:
Sono una nutria
sfuggita al cacciatore,
or lasciami passare
per favore,
tu che riesci ad ascoltare
il mio cuore,
ho i cuccioli alla tana
che aspettano il mio latte
e grata ti sarò per essere mia amica!
Ella riprese la sua strada
e lieta mi lasciò d’averla conosciuta!
Spesso si teme ciò che non si conosce…
Ma vi assicuroche una nutria
è linda, gentile e dolce
e all’uomo non nuoce!

Silvia Cipollina

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Passiamo ora alla poesia di Nelson King Affuso, utente del Forum di Loggia Cricetale. Il sito, di taglio ironico e satirico, è basato sull’adorazione di criceti ed altri roditori affini (quindi anche le nutrie): idolo di questa community è “il sommo Affuso”, che è un cane della prateria bello paffuto. Il culto della Loggia Cricetale non si fa mancare nemmeno il fantomatico libro sacro chiamato “Multàd”. I non adoratori di questa “religione” sono definiti “non-cricètidi” o più semplicemente “pagani”.
Se siete spiritosi e volete farvi qualche arguta risata, vi invitiamo a visitare il sito della Loggia Cricetale. Vi lasciamo ora alla lettura della “Canzone folk della nutria”, ricordandovi che “La comicità è la percezione dell’opposto, del diverso; l’umorismo ne è il sentimento.” (Umberto Eco)

CANZONE FOLK DELLA NUTRIA

Fredda è la notte
le nutrie a frotte

vanno nel campo scuro
da dentro un buco nel muro

Allegre le nutrie fanno razzia
per scacciare la sorte ria

uno sparo, uno schioppo
la nutria scappa dietro al pioppo

uno fratello è stecchito
tra le spighe è spirato

hey contadino
brutto assassino
per una pannocchia
brutto pezzo di indrocchia

hey zoticone
ora sei contentone?
una nutria hai accoppato
uno fratello hai fernuto

per una pannocchia
figlio di indrocchia
figlio di indrocchia

ma le nutrie non ci stanno
domani ritorneranno
e svelte di mano
ti prenderanno tutti i sacchi di grano

Nelson King Affuso

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Ringraziamo Loggia Cricetale per le foto.

 

LE NUTRIE IN UN FUMETTO

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Si intitola “Spine” ed è un fumetto del collettivo Manticora Autoproduzioni, uscito nel 2013.

La travagliata e rocambolesca giornata di un istrice, costellata di incontri non proprio piacevoli, diviene l’occasione per riflettere sulle “spinose” problematiche della natura e dei suoi abitanti, compresi anche quegli “animali stranieri” che ben conosciamo, fra i quali le nutrie.

Abbiamo intervistato Ivan Lodi e Anna Ferrari, autori dei testi e dei disegni.

Ciao Ivan e Anna, benvenuti sulle pagine del nostro blog. Vi va di presentarvi ai nostri lettori?

Ivan: Ciao a tutti! Provengo Da un piccolo paesino romagnolo, Lugo, e sostanzialmente disegno sin da quando ero piccino; ora sono un energumeno di un metro e novantacinque ma ho conservato il desiderio di imbrattare fogli di carta con disegni di animali (estinti e non). Ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna e sono molto attratto dal mondo della grafica, dell’illustrazione e del fumetto.

Anna: Ciao a tutti. Anch’io vengo da un microscopico paesino, però sperduto tra le montagne trentine. Ho studiato grafica pubblicitaria prima, e frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna poi. Da sempre ho due grandissime passioni che mi accompagnano, quella per il disegno e quella per gli animali. Mi piacciono moltissimo gli insetti, gli animali “brutti” e adoro disegnare alberi.

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Vi siete uniti in questo “contenitore” chiamato Manticora Autoproduzioni: come è nato? Di cosa si occupa?

Anna: Manticora è un progetto nato tra i corridoi dell’Accademia di Belle Arti dove io, Ivan e gli altri ragazzi che fanno parte del gruppo ci siamo conosciuti. Il gruppo è legato da un denominatore comune: volevamo disegnare, volevamo raccontare e volevamo farlo a modo nostro.
Così nel 2012 nasce “Sindrome”, il nostro primo esperimento di fumetto autoprodotto, seguito poi nel 2013 da “Instrumenta”, “Tenebre” e “Spine”. Attraverso la narrazione disegnata Manticora si occupa di raccontare le nostre storie, le nostre suggestioni e, come nel caso di “Spine”, trasmettere anche qualcosa di prettamente realistico come possono essere le tematiche ambientali.

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Ho letto Spine e lo trovo molto arguto e al contempo profondo, frutto di studio sulle problematiche ambientali. Come è nata l’idea di questo fumetto?

Ivan: Tutto è nato dalla ricerca di una parola chiave attorno alla quale sarebbe stata costruita l’idea di fondo del volume; dopo aver compilato una lista, abbiamo optato per “Spine”. Dato che entrambi nutriamo un forte interesse per la natura e gli animali, abbiamo deciso di lavorare su questi argomenti, scegliendo nello specifico di affrontare alcune tematiche “pungenti” sulle quali siamo molto sensibili, come bracconaggio e importazione di animali alloctoni. Per rendere più completa la storia Anna ha pensato di raccontare nella seconda metà dell’albo i cruenti retroscena dei personaggi, con l’intento di creare un forte contrasto con la prima parte di storia, realizzata da me e decisamente più “frivola”.

Anna: si, la mia parte di storia è sicuramente meno divertente ma volevo parlare di tematiche delicate, spesso ignorate o sconosciute, e volevo farlo in maniera chiara, senza retorica.

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E’ molto bello che la storia sia narrata dal punto di vista di un istrice e di una pulce. La pulce saggia ricorda un po’ l’anime Inuyasha. Come è nata l’idea dei protagonisti?

Anna: Inizialmente, durante la fase di brainstorming, avevamo deciso di sviluppare il progetto basandoci su un’unica parola, “spine” appunto. Di conseguenza, Ivan propose di utilizzare come protagonista un istrice, dai vistosi e caratteristici aculei.
L’idea della pulce è stata successiva. Avevamo già imbastito la struttura della storia quando si è affacciato il problema di dover affiancare all’istrice un personaggio spalla, magari anche ironico per smorzare un po’ i toni del racconto. In realtà non sapevamo proprio che animale scegliere. Tutte le soluzioni ci sembravano forzate finchè non ci venne in mente l’unico animale che avrebbe avuto un valido motivo per seguire l’istrice nel suo pellegrinaggio: una pulce!

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Ci sarà un seguito di Spine? Magari incentrato su uno degli animali incontrati, per raccontare meglio la follia dell’uomo perpetrata sugli animali?

Ivan: Sinceramente non abbiamo mai pensato ad un seguito anche se, come dici tu, si potrebbe partire dai singoli personaggi per creare delle nuove storie. Probabilmente punterei maggiormente alla comicità pur senza trascurare la visione “ecologista” che caratterizza Spine.
Ad ogni modo, al quartier generale di Manticora stiamo lavorando a un nuovo progetto in cui, seppur in maniera diversa, si parla comunque del triangolo uomo-natura-animali.

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Ringraziamo Ivan e Anna per averci concesso questa intervista.

Vi invitiamo a visitare le pagine dei tre autori del fumetto:

Francesca Piscitelli (colorista del volume): http://francescapiscitelli.blogspot.it/

Vi invitiamo inoltre a visitare anche il blog di Manticora Autoproduzioni:
http://gruppo-manticora.blogspot.it/

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UN ALBERO PER GIORGIO CELLI

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Sabato 14 giugno siamo stati ospiti dell’evento intitolato alla memoria di Giorgio Celli, famoso etologo, entomologo, scrittore e docente universitario, oltre che politico e conduttore televisivo molto amato per le sue trasmissioni sugli animali.
Nel Giardino Del Baraccano a Bologna è stato piantato un Tasso (Taxus baccata) per ricordare il grande scienziato e artista, le cui ultime volontà furono: “Devi dire che chi vuole potrà onorare la mia memoria piantando un albero o adottando un gatto”.

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L’evento ha preso il via da questa iniziativa per poi dipanarsi in una serata in cui il figlio Davide, insieme al dott. Roberto Marchesini, ha reso omaggio al padre attraverso vari interventi.

E’ stato consegnato un premio a tutti i volontari che hanno contribuito alla realizzazione della corposa biblioteca Giorgio Celli, che a breve aprirà i battenti a Monzuno (BO) e ospiterà gli oltre quarantamila volumi raccolti nel corso di tutta la vita dall’etologo bolognese.
In seguito l’associazione Salviamo Gli Orsi della Luna (che ha organizzato l’evento) ha presentato il progetto Peace by Piece dell’associazione Animals Asia, il più grande salvataggio mai intrapreso al mondo per oltre 130 orsi nella città di Nanning, in Cina.

Infine è stato consegnato il Premio Giorgio Celli 2014, che è andato a pari merito a due persone che si sono distinte per l’impegno verso gli animali.
E’ stata premiata Barbara Balanzoni, Ufficiale della Riserva Selezionata che nel 2012, durante una missione italiana militare in Kosovo, ha salvato la vita di una gatta che stava partorendo, contravvenendo al divieto firmato dal comandante della base di avvicinare animali randagi. E’ stata in seguito processata con l’accusa di disobbedienza aggravata e continuata, e recentemente è stata assolta.
Successivamente è stato premiato il dott. Samuele Venturini, che si è distinto per la sua opera di divulgazione e di difesa delle nutrie, animali che come sappiamo sono presi sovente di mira come capro espiatorio.
Dopo la consegna del premio, è stato mostrato il trailer ufficiale di The Invasion – A Coypumentary e Ilaria Marchini ha parlato al pubblico del nostro documentario e della campagna di raccolta fondi tutt’ora in corso.

Nella seconda parte della serata sono stati proiettati il cortometraggio surrealista “Il Giardino Delle Esperidi” di Alessandro Capitani, interpretato da Giorgio Celli e sceneggiato da Claudio Beghelli, e il documentario “Animali in città”.

Ringraziamo Davide Celli per averci invitato all’evento e l’associazione Salviamo gli Orsi della Luna per l’organizzazione.

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THE INVASION A PARMA ETICA

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Sabato 7 giugno abbiamo partecipato alla prima edizione del Parma Etica Festival, dedicato alle tematiche della salute, degli animali e dell’ambiente.

L’evento si è svolto all’interno del Parco Ex Eridania nell’arco del fine settimana dal 6 all’8 giugno, con numerosi stand provenienti da tutta Italia e un ampio spazio dedicato alle associazioni.

Si sono inoltre susseguite conferenze, mostre, laboratori, corsi e spettacoli, finalizzati a sensibilizzare verso un approccio diverso alla Vita e alla salute.

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Nell’arco della giornata di sabato, grazie al supporto e alla disponibilità di ENPA Parma, abbiamo allestito un nostro stand assieme all’associazione ProgEco – Ambiente & Natura.

Abbiamo avuto così l’opportunità di poter informare molte persone riguardo alla nutria, alle specie alloctone e alla tutela della biodiversità. E’ stata un’esperienza molto utile e costruttiva.

Ringraziamo tutte le persone che si sono intrattenute per dialogare con noi e per guardare il trailer e le anticipazioni tratte da The Invasion – A Coypumentary.

Uno speciale ringraziamento ai ragazzi di ENPA Parma per la perfetta organizzazione, per l’accoglienza e per la gentilezza.

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IL PIRATA MAHO

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Il suo nome è Maho, però Moni lo chiama affettuosamente anche “il Pirata” oppure  “Don Juan” o anche “Rusty il selvaggio”. Tutti noi chiamiamo gli animali domestici con tanti nomi e nomignoli: è quasi proporzionale a quanto vogliamo loro bene.
Però Maho non è domestico: è una nutria selvatica, che ha instaurato con Moni una speciale relazione. Infatti lui la riconosce, si fida di lei e talvolta si lascia seguire.
Ecco cosa ci ha raccontato Moni:

Maho era probabilmente uno dei cuccioli che viveva in una roggia piuttosto distante da dove abito. Ci sono state un paio di notti in cui hanno fatto gli abbattimenti con arma da fuoco, quindi le nutrie si sono spostate qua vicino. Poco tempo dopo infatti ho iniziato a notare delle tane di nutrie nella roggia vicina a casa mia.
D’inverno si avvicinavano camminando sulla roggia ghiacciata per venire in cerca cibo. Così ho iniziato a dar loro da mangiare e si sono abituate: ogni giorno le chiamavo e loro venivano.
Un giorno vado lì a vedere se ci sono e… trovo solo questo cucciolo (già piuttosto cresciuto), di fronte a casa mia in attesa. Gli ho dato del pane e mi sono accorta che si trascinava le zampe posteriori. L’ho osservato a lungo: in acqua riusciva a nuotare, ma quando doveva andare nella tana si trascinava. Mi sono preoccupata molto e ho fatto un video, l’ho inviato al dott. Venturini e poi gli ho telefonato. Seguendo i suoi consigli, ho cercato di prenderlo con la gabbia del gatto ma non sono riuscita, allora ho provato a prenderlo nell’acqua (con stivali e guanti appositi), facendomi aiutare dai miei amici Ivan e Leonia. Alla fine siamo riusciti a prenderlo. Poi ho chiesto su facebook un aiuto economico per farlo visitare.
L’ho portato alla Clinica Veterinaria San Michele, dal dottor Offer Zeira che è bravissimo con gli arti: aveva salvato anche il mio gatto, tutti volevano sopprimerlo ma lui era riuscito a salvarlo.
Il veterinario gli ha fatto una risonanza magnetica e ha visto lo spostamento della colonna vertebrale (aveva un problema simile a quello della nutria Mariah), per cui non poteva dire con sicurezza se sarebbe guarito o no.
Io ho seguito le sue indicazioni e l’ho tenuto in una gabbia tipo nursery per i gatti per 15 giorni in tutto. Aveva poco spazio per muoversi e mi disturbava vederlo in gabbia, però in questo modo non ha sforzato la spina dorsale. Questo riposo gli ha fatto bene e lo ha rimesso in sesto. Quando ho visto che iniziava a spostare le zampe posteriori mi sono sentita strafelice, perché ho capito che stava guarendo.
Poi alcuni amici mi hanno aiutata a costruire una gabbia più grande dove tenerlo, in attesa che si rimettesse del tutto. “Per ora lo metto lì poi vediamo”, mi dicevo.
Poi ho iniziato a cercare persone cui affidarlo, che avessero uno spazio sicuro e all’aperto, in cui Maho avrebbe potuto vivere tranquillo. Però non ho trovato nessuno che mi convincesse del tutto.

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Quindi gli ho creato uno spazio apposito nel giardino. Il mio coinquilino disegna barche e ne aveva qui alcune in vetroresina: io ne ho usata una che gli avrebbe potuto fare da riparo, poi ho disposto attorno una rete.
Maho andava dentro e sotto la barca, poi controllava la situazione all’esterno mettendo il muso fuori dall’oblo. Però tutte le sere piangeva, quindi ad un certo punto mi sono resa conto che non potevo più trattenerlo, anche se volevo proteggerlo. Tutti gli animali sono sociali, per cui dovevo fare una scelta: o lo addomesticavo o lo lasciavo libero di andarsene, augurandomi che non sarebbero state fatte altre campagne di abbattimento nella zona.
Ho fatto un buco nella rete per consentirgli di entrare e uscire liberamente. Lui è andato e poi, quando per la prima volta è tornato, sono stata felicissima. Ho provato anche a seguirlo per vedere dove andava, ma poi andava troppo lontano e ho desistito. Lui ovviamente associa la mia presenza al cibo, quindi o lo seguo con del cibo oppure si indispone.
Tutti gli animali sono soggetti come noi, con caratteri diversi fra di loro. Le nutrie sono animali selvatici: “Se mi porti la pappa ne approfitto, altrimenti io e te che relazione possiamo avere?”. Noi umani non possiamo certo parlare la loro lingua! Dovremmo imparare dagli animali a vivere il presente e a goderci quello, senza essere sempre bloccati da passato e futuro.
Da quando ho recuperato e curato Maho è trascorso più di un anno!
Sono contenta perchè di tanto in tanto il mio ciuffolotto vagabondo viene a trovarmi, quando sente la mia voce mi viene incontro, si mette sulle zampe dietro e comincia a mordere la rete in attesa che gli porti il pane, la frutta, la carota, la polenta e altre leccornie.
Si fa accarezzare ma ogni tanto mi soffia… però è normale, io ho voluto che restasse selvatico quindi è giusto così. Quando l’avevo trovato non era adulto però almeno otto mesi li aveva, quindi era giusto che potesse continuare a vivere la sua vita in libertà.

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Ringraziamo Moni per averci raccontato questa bellissima storia!
Grazie anche ad Emanuela e a Maria Teresa per le foto!

L’INVASIONE IN TV, IN RADIO E LIVE!

Maggio è stato un mese intenso per lo staff di “The Invasion – A Coypumentary”: nell’ultimo periodo si sono concentrate molte buone novità e occasioni per far conoscere il documentario a sempre più persone. La raccolta fondi prosegue in modo positivo e per questo vi ringraziamo!
Ma veniamo alle ultime news.

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Lo scorso 14 maggio Ilaria Marchini è stata intervistata da Radio Stonata durante la trasmissione “Crowdfunding”.
Qui potete ascoltare la registrazione https://www.mixcloud.com/radiostonata/radiostonatacrowdfunding14052014myzhartbottakeoffcrowdfundingsilosproductionpdb/
Ringraziamo Elisabetta Casarin per lo spazio che ci ha dedicato.  E’ importante che anche in radio si parli del fenomeno del crowdfunding, dando spazio ai progetti che scelgono di utilizzare questa modalità di finanziamento.

Sempre Ilaria Marchini, il 17 maggio scorso è stata ospite, assieme al biologo Samuele Venturini, della trasmissione “Cani, Gatti & Co.” di Telecolor, condotta da Barbara Fogazzi. Tra i vari argomenti trattati nel corso della puntata, il libro del dott. Venturini “Etobioevoluzione”, l’attività dell’associazione Progeco – Ambiente & Natura, il lavoro di ideazione e di realizzazione del documentario The Invasion – A Coypumentary, il Parco Faunistico La Torbiera e i relativi progetti di conservazione e riproduzione delle specie a rischio di estinzione.
Potete vedere qui l’intera puntata:

Sabato 24 maggio siamo stati a Montelupo Fiorentino (FI) ospiti del “Vivascienza Night”, evento dedicato agli animali notturni e organizzato da Vivascienza – Gruppo Toscano Scienze Naturali. All’interno della Galleria di Corso Garibaldi, negli spazi del Centro Didattico Terra Incognita e anche all’interno del Tesla Science Bar si sono ritrovate assieme varie realtà e associazioni, legate alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione circa la corretta gestione e il benessere degli animali non convenzionali.
Nel pomeriggio abbiamo tenuto una conferenza dal titolo “La nutria tra leggenda e realtà”, nel corso della quale abbiamo proiettato alcuni estratti del documentario. Si sono poi susseguite altre conferenze estremamente interessanti. Nel corso dell’evento si è svolto anche un Open Lab dedicato ai più piccoli: ciascun partecipante poteva fermarsi ad ogni postazione, ascoltare le storie di scienza e natura raccontate dagli esperti e ottenere infine il Diploma in Scienze Notturne.
E’ stato bello stare a contatto con così tante realtà diverse, tutte legate dalla voglia di informare in modo corretto e scientifico.
Un’esperienza da rifare, per la quale ringraziamo tutti i ragazzi dell’organizzazione!

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Ringraziamo per le foto l’Associazione Un furetto in famiglia e il Centro Didattico Terra incognita.

THE INVASION AL “VIVASCIENZA NIGHT”

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Sabato 24 maggio saremo a Montelupo Fiorentino (FI), ospiti del Vivascienza Night, una serata tutta dedicata alla natura e agli animali della notte.

L’evento, organizzato dal gruppo Vivascienza e dal Centro Didattico Terra Incognita, sarà un contenitore di open lab, seminari e giochi dedicati a grandi e piccini!

The Invasion sarà dedicata una conferenza sulla nutria e un banchetto informativo con raccolti fondi per il documentario.

Saranno presenti anche i ragazzi dell’associazione Un furetto in famiglia, persone competenti ed appassionate, pronte a farvi scoprire la bellezza della famiglia dei Mustelidi.

Non mancate!!!!!

L’INVASIONE DELLE PAPER-NUTRIE

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A Pasqua i fans di The Invasion hanno ricevuto in regalo la “Paper-Nutria”, creata esclusivamente per noi da Cinzia Carpene. Un modo simpatico e carino per fare gli auguri e al contempo vedere l’animale da un altro punto di vista.

Vi siete persi il Paper Model? Niente paura!

Ecco i link per scaricare la Paper-Nutria del colore che più vi piace:

img_ico_pdf nutria bianca

img_ico_pdf nutria grigia

img_ico_pdf nutria marrone

Ed ecco il video-tutorial per realizzarla:

A questo punto, aspettiamo solo i vostri riscontri e le foto delle vostre Paper-Nutrie, che pubblicheremo su facebook insieme a quelle già arrivate…

Quindi, armatevi di pazienza e… buon Paper-Lavoro!

Mandateci le vostre foto a info@theinvasion.it

 

DAL SASSO ALLA NUTRIA: GioCo Coi Sassi

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Gioia Cozzani è un’artista mantovana con la passione per l’arte di dipingere i sassi: la sua curiosità l’ha portata a realizzare anche le nutrie-sasso, quindi noi di The Invasion non potevamo di certo farci scappare l’occasione di intervistarla…

Ciao Gioia, grazie per averci concesso questa chiacchierata. Quali sono le principali soddisfazioni che ti dà questa esperienza?

Prima di tutto grazie per l’intervista. Una delle piccole soddisfazione è aver imparato che il sasso non è qualcosa di inerme ma è qualcosa di vivo. Amo le persone che mi vengono a trovare ai vari mercatini, che si fermano alla mia bancarella e hanno la pazienza di chiedere informazioni e di imparare. E’ bellissimo quando la gente vede la forma di un animale dietro al sasso grezzo, perché mi rendo conto che non solo io ma anche altri vedono quello che la pietra ispira. E’ un po’ come il gioco delle nuvole che si faceva da bambini!
Provo soddisfazione nel capire cosa il sasso nasconde. Infatti più il sasso è particolare, più mi ingegno per capire cosa rappresenta. Ci sono persone che hanno le attrezzature per modificare i sassi, ma così fanno un lavoro semplificato. Io appena lo raccolgo ci vedo cosa fare, e per me è una sfida quella di usare il sasso nella sua natura senza trasformarlo. Provo soddisfazione al termine di ogni mio lavoro, quando dipingo il punto luce nell’occhio del soggetto, ed è come se il sasso “prendesse vita”.

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Come è nata la tua passione per il disegno sui sassi?

Io ho iniziato come artista di strada e come madonnara, all’inizio dipingevo in piano sull’asfalto, poi è arrivata la pietra. Ho visto su un libro e da lì ho iniziato. Le mie prime esperienze sono state le case di pietra sui sanpietrini, prima semplici poi man mano sempre più personalizzate. Ogni volta aggiungevo un dettaglio sempre nuovo. Poi sono passata ai fiori e infine sono arrivati gli animali. Pinguino, criceto, leone, gatto, cane… oggi faccio tutti gli animali! Li faccio prendendo immagini da foto o libri, oppure mi commissionano anche ritratti di animali domestici. All’inizio era proprio una mia espressione artistica, non facevo mercatini o fiere. Solo in questi ultimi 10 anni ho iniziato a fare i mercatini, spinta da amici e parenti che mi dicevano di provare. Mi dicevano che dovevo fare mostre e partecipare ai mercatini dell’artigianato, perciò ho seguito il loro consiglio. All’inizio rendeva abbastanza bene, poi purtroppo è iniziata la crisi, anche perché la gente è abituata alle cose fatte in serie. Il lavoro fatto a mano è libertà di espressione e di creare, molte volte ci sono errori, ma alcuni difetti valorizzano l’oggetto artigianale.

Dove li trovi i sassi per le tue creazioni?

Il sasso lo raccolgo ovunque, sia nelle nostre strade che in montagna, al mare, al lago… ogni sasso ha la sua predisposizione per diventare casa, animale, fiore. Le pietre di lago, già spigolose, possono diventare ottime case e piante.
La pietra più è liscia più sembra reale e rende meglio il lavoro. Una pietra porosa viene scartata perché, oltre che rovinare la punta del pennelli, col tempo può assorbire i colori e quindi far sbiadire il lavoro.
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Come riesci ad abbinare le diverse forme dei sassi agli animali che raffiguri?

Si parte dal sasso e si capisce che cosa può rappresentare. Il bello del sasso è che si può prendere, girare. E’ già la pietra che ti chiama e ti fa vedere la forma.
Una pietra dipinta si presta some soprammobile o fermaporta.
Io voglio perfezionarmi negli animali, mi danno più soddisfazione e riesco a renderli più espressivi.

Com’è stato il tuo primo impatto con le nutrie come soggetti? Ti è piaciuto disegnarle?

Per me è stata un’esperienza nuova, perché era un animale che non avevo mai dipinto. Per me è stata l’occasione di cimentarmi con un nuovo soggetto… l’ho presa come una nuova sfida! Sono partita dal castoro come base, da cui la nutria varia solo per il colore dei denti e per la coda, che è lunga e affusolata anzichè essere a spatola.
Per me la nutria è un animale simpatico. E’ vista come animale dannoso e brutto, che ti aggredisce… però chiunque abbia un minimo di buon senso dovrebbe sapere che una nutria selvatica non va istigata!
Per me è stato forte lo stupore nel vedere Willy nel trailer di “The Invasion – A Coypumentary”: una nutria adottata come fosse un gatto o un cane, che risponde quando la chiami, mi ha fatto vedere anche il lato positivo dell’animale. Quando espongo i gadgets che ho realizzato ai mercatini artigianali e di hobbystica cui partecipo, le persone mi dicono “La nutria?! Beh che schifo!”. Poi io spiego e racconto ed è divertente vedere come un’espressione scettica e diffidente, ad un certo punto si intenerisce. Personalmente sto cercando di conoscere meglio questo roditore, di informarmi e di farlo a mia volta conoscere meglio. Ho lo stupore di una bambina di 5 anni!

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Ti piacerebbe incontrare una nutria?

Sì certo, mi piacerebbe seguire ed incontrare una nutria in natura: come tutti gli animali, preferirei vederla in libertà. Amo il silenzio della natura, amo i boschi, mi piace girare per i parchi nazionali.
In Irlanda mi è capitato di vedere il cervo. Mi sono emozionata tantissimo, l’avevo sempre visto solo in foto! Là ho visto anche una volpe, mentre dalle nostre parti non sono mai riuscita a vederla.

Ringraziamo Gioia per l’intervista e vi invitiamo a guardare le sue creazioni sulla pagina facebook GioCo Coi Sassi.
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UN INTENSO WEEKEND TARGATO THE INVASION

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Quello appena trascorso è stato un weekend impegnativo sul fronte della promozione! Venerdì 11 aprile Ilaria Marchini (insieme al biologo Samuele Venturini) è stata ospite della puntata “Ciack si gira!” sulla web tv C-100 di Cento (Fe). Nella trasmissione in diretta, della durata di un’ora, la conduttrice Antonella Cardone (direttore di Sulpanaro.net) ha dato ampio spazio a The Invasion e alla questione nutrie, con il faro puntato sulla recente alluvione nel modenese.
Ringraziamo Antonella e tutto lo staff di C-100 per averci invitato, nonchè per la professionalità e gentilezza dimostrati.

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Domenica 13 aprile, per la rassegna Mente Locale (documentari e incontri sul legame tra arte, vita e territorio), siamo stati al Teatro delle Ariette (loc. Castello di Serravalle – Valsamoggia BO) per presentare il trailer e parlare di The Invasion. E’ stata un’ottima opportunità poterci confrontare sia con il pubblico che con altri autori, oltre che un’occasione di crescita e di spunto per nuove idee. Ringraziamo l’organizzatrice Giorgia Boldrini e tutto il suo appassionato staff per l’accoglienza e lo spazio che ci hanno concesso.

NON SOLO NUTRIA: IL FURETTO

Con questo articolo inauguriamo la sezione “Non Solo Nutria”, un piccolo spazio dedicato ad altri animali poco conosciuti. Oggi nello specifico parleremo di furetti (Mustela putorius furo).

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Il blog dell’Associazione “Un Furetto In Famiglia” è molto utile per chi ha (o magari vorrebbe) un furetto: infatti al suo interno sono presenti articoli nati dall’esperienza dei vari membri dei team. Una risorsa così importante su questi animali, ricca di ottime informazioni e gestita da appassionati, non è facile da trovare. Abbiamo quindi deciso di rivolgere alcune domande alla Vicepresidente dell’associazione Federica Repossi, per saperne di più su questi animali simpatici e particolari.

Puoi raccontarci quando e come è nato il blog?

Il blog nasce da un gruppo di appassionati, che si sono resi conto che mancava una vera e propria informazione sul furetto e sulle sue caratteristiche che andasse al di là delle brevi guide di gestione che si possono trovare comunemente in rete. Avevamo voglia di condividere le nostre esperienze sia dal punto di vista della gestione, sia anche per quanto riguarda tutti quei momenti più difficili della vita del furetto, con particolare riguardo alla salute. E’ per questa ragione che sin dall’inizio abbiamo coinvolto nei nostri progetti i veterinari esperti in furetti e abbiamo richiesto l’appoggio costante del dott. Marco Salvadori, medico veterinario che da anni cura i nostri piccoli amici che è quindi diventato il nostro veterinario ufficiale, il nostro “veterinario in famiglia”.

Da quanto tempo siete anche associazione?

Dopo la nascita del blog abbiamo avuto la grande opportunità di partecipare ad un grande evento fieristico di Verona. Abbiamo deciso quindi di organizzare un concorso di bellezza per furetti, poiché all’interno del gruppo potevamo vantare l’esperienza di 4 giudici, due dei quali con qualifica ed esperienza internazionale. La partecipazione all’evento è stata altissima, con 86 furetti iscritti, e ci siamo resi conto che il nostro blog, benché fosse attivo da soli 3 mesi, era sulla strada giusta per l’obiettivo che ci eravamo prefissati: fare tanta informazione. Per continuare il nostro lavoro in maniera efficace, contattando le autorità per essere davvero incisivi sulla questione “furetto” in Italia, abbiamo avvertito la necessità di costituirci associazione. A giugno 2013 abbiamo quindi completato le pratiche e siamo diventati a tutti gli effetti Associazione senza scopo di lucro, regolarmente registrata all’Agenzia delle Entrate.

Tu personalmente da quanto hai un furetto? Hai anche altri animali in casa?

Io ho furetti dal novembre 2008, quando arrivò il nostro primo piccolo amico, Marcus. Si dice che i furetti sono come le ciliegie, e per consentirgli di potersi rapportare quotidianamente con i suoi simili, (parte molto importante nella vita di un furetto) nel giro di otto mesi sono arrivati tre suoi fratelli e compagni di gioco, Dom, Ororo e Hiro. La squadra è quindi sin da subito stata composta da 4 furetti. Ad agosto 2011 è arrivato Artù, un meticcio proveniente dal Rifugio Fratelli Minori della LIDA di Olbia. La scelta di prendere anche un cane è stata ben ponderata, poiché il timore che anche solo per gioco potesse ferire i furetti era alto.

Ci puoi descrivere come è addomesticare un furetto?

Innanzitutto bisogna precisare che il furetto è un animale domestico, riconosciuto come tale dall’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica nel 2003. La sua addomesticazione risale a 2000 anni fa, quando la puzzola europea iniziò ad essere utilizzata dall’uomo per la caccia in tana. Il furetto entra nelle case italiane come pet a partire dalla metà degli anni ’90.

Come è visto il furetto in Italia?

Ci sono ancora tanti luoghi comuni sul furetto in Italia: molti non sanno che si tratta di un animale domestico che in natura non esiste e non vi riesce a sopravvivere. Spesso viene scambiato con i suoi cugini mustelidi quali donnole, puzzole, faine, ecc., con il retaggio di animali aggressivi che si portano dietro. Viene talvolta definito come animale puzzolente e mordace: per quanto riguarda l’odore è indubbio che un furetto intero in calore emani un forte odore pungente, che dipende dalle ghiandole sebacee che ricoprono la sua cute (e non come si credeva fino a qualche anno fa dal liquido secreto dalle ghiandole perianali, che venivano spesso asportate per diminuirne l’odore, con gravi conseguenze sulla sua salute). Però se sterilizzato questo forte odore svanisce completamente. Per quanto riguarda la mordacità, bisogna considerare che si tratta di animali strettamente carnivori, con una dentatura atta a dilaniare le prede: questo fa sì che il morso di un furetto possa essere davvero doloroso, ma un furetto allevato e cresciuto (o rieducato) in maniera corretta imparerà a controllare il morso, che utilizza spesso come “arma” di gioco.

Credi che il vostro blog possa aiutare la gente a conoscere meglio questo animale?

Noi questo ce lo auguriamo! Devo dire che il blog è molto seguito, e tanta gente si sta avvicinando a questo mondo anche grazie a noi e ai nostri eventi nei quali l’informazione fa da regina. Partecipando ad eventi che contano fino a 25.000 ingressi, come il Pets Festival 2013, abbiamo modo di far conoscere da vicino questi animali, aumentando sempre di più la consapevolezza su di loro, ma anche aiutando chi ne possiede già a prendersene cura nel miglior modo possibile.

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Ha caratteristiche comuni con altri pet? Possono vivere insieme ad altri animali domestici?

Il furetto è un animale che vive benissimo in casa e impara a sporcare nella cassettina come il gatto (anche se non è così preciso). Può inoltre essere portato tranquillamente a spasso con il guinzaglio come il cane e viaggia senza problemi adattandosi ai nuovi ambienti (con gli opportuni accorgimenti che possano rendere ogni ambiente sicuro per i furetti).
La convivenza con gli altri animali va sempre ben ponderata. Con cani e gatti, e la dovuta sorveglianza, riesce a convivere bene, a patto che si tenga sempre conto del fatto che si tratta di animali il cui istinto a volte ha la meglio. Per questa ragione è bene, anche in convivenze super collaudate, non lasciare mai da soli il furetto con cani e gatti.
Essendo un predatore è invece a rischio la convivenza con altri piccoli animali (conigli, cavie, ratti, criceti, uccellini, ecc) che si possono trasformare in facili prede o che avvertendo la presenza del predatore domestico possono esserne disturbati.

Sono animali molto delicati?

Diciamo che sono animali molto robusti, con una capacità incredibile di adattamento e di ripresa in seguito ad interventi o malattie, ma allo stesso tempo soffrono di alcune patologie tipiche della loro specie (linfomi, tumori delle ghiandole surrenali e del pancreas), che vanno affrontate nella maniera migliore sotto la guida di un veterinario esperto in animali esotici.

Quali sono i consigli fondamentali che daresti ad una persona alle prese con il suo primo furetto?

Innanzitutto prima di prendere il furetto bisogna informarsi per ponderare bene la decisione, sono animali che richiedono parecchie attenzioni che bisogna mettere in conto. Non sono animali da gabbia e hanno bisogno di poter girare liberi per casa (o in una stanza sicura) per molte ore durante la giornata. Sicuramente cercare di conoscere qualcuno che ha già furetti può essere un buon modo per capire se l’animale fa al caso nostro oppure no.
Se effettivamente il furetto è l’animale che si desidera, io consiglio principalmente due cose: un’ottima alimentazione e un ottimo veterinario esperto in furetti (anche se saremo costretti a fare un po’ di strada per raggiungerlo): in questa maniera possiamo garantire il miglior tenore di vita ai nostri piccoli amici.

Ringraziamo Federica per la gentilezza e vi invitiamo a visitare il sito web dell’associazione: http://unfurettoinfamiglia.wordpress.com/

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UNA NUTRIA A POIS!

La grande Mina cantava “Una Zebra a Pois” tanti anni fa: noi di The Invasion pensiamo anche ai più piccoli, dando loro la possibilità di realizzare “la Nutria a pois”!
Come? Stampando l’immagine sotto e unendo i puntini da 1 a 44:

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Sempre per i vostri bambini, abbiamo trovato anche una bellissima nutria da colorare online, in due versioni:

1) Nutria che nuota > http://www.supercoloring.com/color-online/pages/coypu-nutria/

2) Nutria che cammina > http://www.supercoloring.com/color-online/pages/nutria-rat/

Il procedimento è semplice, basta selezionare lo strumento preferito nella colonna di sinistra e scegliere ciascun colore nella colonna di destra. Infine potete anche salvare l’immagine cliccando sul pulsante “Save as Picture” in alto a sinistra!
Se l’idea vi è piaciuta, fatecelo sapere inviando una mail a info@theinvasion.it
Mandateci anche i vostri disegni, li pubblicheremo sulla nostra pagina facebook!
Questo è un primo esempio:

Nutria colorata

Buon nutria-divertimento!

CASTORO O NON CASTORO? QUESTO E’ IL DILEMMA!

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Ebbene sì, è un vero dilemma! Circa la presunta “parentela” tra nutria e castoro sono nate svariate controversie, che auspichiamo di poter chiarire in questo articolo.

La nutria (Myocastor coypus) è attualmente ascritta alla famiglia monofiletica Myocastoridae. In passato è stata classificata sotto varie nomee come Myopotamus coypus, Hydrimys coypus, Mus castorides, Mus coypus, Mastonotus, Potamys.

Nel territorio di provenienza la nutria è denominata “coypu”, termine che deriva dalla lingua mapuche, antico idioma tutt’ora parlato in Cile e in piccole porzioni dell’Argentina. La nutria è conosciuta anche con il nome di “castorino”, “castoro sudamericano” o “castoro di palude”. A prima vista infatti nutrie e castori sono molto simili tra loro, sia da un punto di vista anatomico che fisiologico e comportamentale.

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La differenza fondamentale tra le specie risiede nel numero di cromosomi: la nutria ne possiede 42 (2n), il castoro canadese ne ha 40 (2n) e quello europeo 48 (2n).

I castori propriamente detti vivono in regioni biogeografiche con climi più rigidi e di conseguenza le loro dimensioni sono maggiori rispetto alla nutria. Castori e coypu costruiscono zattere galleggianti e tane lungo le sponde dei corsi d’acqua. I castori però, vivendo lungo fiumi anche piuttosto grandi, costruiscono le famose dighe.

Le due differenze morfologiche tra coypu e castori riguardano la coda e la palmatura delle zampe posteriori.

I castori hanno una coda piatta che funge da timone e facilita il nuoto dove le correnti fluviali sono forti. Diversamente, la coda della nutria è cilindrica, adatta al nuoto in corsi d’acqua, stagni, paludi, dove le correnti sono più deboli.

Il castoro presenta le 5 dita delle zampe posteriori tutte unite da una membrana interdigitale. Le zampe della nutria hanno invece 4 dita legate dalla membrana interdigitale e il quinto dito libero.

Lo schema seguente illustra le differenze tra castoro, nutria e topo muschiato:

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In conclusione, nutrie e castori sono, biologicamente parlando, specie molto affini, che hanno sviluppato adattamenti specifici per l’habitat in cui vivono. In passato le nutrie erano considerate a livello filogenetico come facenti parte della famiglia dei castori. In effetti, considerate le caratteristiche, potrebbero essere raggruppate nel medesimo sottordine “Castorimorpha”, anche se a tutt’oggi le troviamo ascritte al sottordine “Hystricomorpha”.

Va comunque puntualizzato che la sistematica è una disciplina in continua evoluzione, la cui indiscussa utilità è quella di “fare ordine” nel mondo dei viventi, in modo da facilitare lo studio e la gestione della natura.

“ALIENI SULLA PROPRIA TERRA”

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Venerdì 7 marzo si è svolto a Milano il convegno della LAV dal titolo Alieni sulla propria terra, incentrato sulla tematica delle specie provenienti da altri territori, definite appunto “aliene” o “alloctone”.

Nella mattinata è stato presentato un dossier realizzato da Barbara Bacci e Massimo Vitturi (responsabile LAV Caccia e Fauna selvatica), in cui sono elencati e descritti i casi più rilevanti di invasione da parte di “specie animali aliene”, seguiti da un’analisi circa le contromisure attivate per contrastare il proliferare di questi animali nei nuovi territori.

In coda alla presentazione del dossier, è stato proiettato il trailer di “The Invasion – A Coypumentary”: ne approfittiamo per ringraziare gli organizzatori per averci dato l’opportunità di parlare del nostro progetto in un contesto così prestigioso.

Il convegno ha visto successivamente la partecipazione di esperti di fama internazionale.

Il dottor Mauro Ferri del Servizio veterinario AUSL Modena, ha ripercorso la storia ultraventennale dell’introduzione della nicarbazina per il controllo della fertilità dei colombi. Si tratta di un metodo che, applicato parallelamente ad interventi di tipo ambientale, ha dato risultati positivi. Ciononostante, per la gestione dei colombi urbani si persevera nel raccomandare altri metodi tecnicamente inefficienti ed economicamente svantaggiosi.
Il dottor Ferri ha parlato altresì della problematica connessa alla presenza di una cospicua popolazione di daini nella Riserva Naturale del Gran Bosco della Mesola (Ferrara), che competono con i cervi autoctoni. Nell’arco degli ultimi vent’anni è stato messo in pratica un piano di abbattimento dei daini, con l’obbiettivo di eradicarli dalla zona. I daini sono però tutt’ora presenti, dunque sono state avanzate proposte per sostituire e/o integrare i metodi già applicati con un programma di immuno-contraccezione basato su un vaccino già collaudato in USA per i cervidi. Tali proposte non sono state però prese in considerazione nell’ambito delle linee guida.

La dott.ssa Giovanna Massei (York, UK), ricercatrice presso AHVLA (Animal Health and Veterinary Laboratories Agency), ha parlato dei recenti progressi nella ricerca sul controllo della fertilità degli animali selvatici. Mediante esempi tratti dai recenti studi condotti in Italia e in altri paesi, in particolare l’applicazione del vaccino GonaCon per la sterilizzazione dei cinghiali, ha spiegato i vantaggi e i limiti di tali metodi.

Il dottor Allen Rutberg (USA), del dipartimento di Scienze Biomediche della Facoltà di Medicina Veterinaria della Tufts-Cumming School (North Grafton, Massachussets) ha parlato dell’immunocontraccezione mediante il vaccino PZP, sperimentato a partire dal 1991 negli Stati Uniti su cavalli selvatici, cervi e bisonti. Può richiedere richiami o annuali oppure, per l’emulsione “a rilascio”, ogni 2-3 anni. Può inoltre essere somministrato anche a distanza con l’uso di dardi e funziona anche su cervi, pecore, capre, altri mammiferi ungulati, orsi, foche ed elefanti.

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Nel 2016 dovrebbe entrare in vigore la “Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio recante disposizioni volte a prevenire e a gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”. Tale proposta prende spunto dalla constatazione che l’immissione di piante e animali in un ambiente in cui non sono solitamente presenti è in costante aumento, anche a seguito dell’espansione degli scambi commerciali, dei flussi turistici nonché dei cambiamenti climatici.

Le disposizioni che dovranno essere approvate dal Parlamento Europeo, comprendono:

-il divieto totale di importazione, allevamento, vendita delle specie considerate più problematiche, definite “specie prioritarie”
-l’attivazione di un sistema di controllo e sorveglianza alle frontiere dei paesi dell’Unione Europea
-la predisposizione delle misure necessarie a tenere sotto controllo la diffusione delle specie invasive già presenti nei paesi dell’UE

E’ possibile visionare una cartina che illustra la distribuzione sul territorio italiano di nutrie, scoiattoli grigi, tartarughe Trachemys scripta, visoni americani e procioni a questo link: http://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/distribuzione%20principali%20specie%20aliene%20Italia%20ok.pdf

UN VIDEO TRIBUTO A WILLY IL CASTORINO

Pubblichiamo oggi un video dedicato a Willy il castorino.

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Lo abbiamo incontrato per la prima volta quando aveva quasi due anni, in seguito abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di seguirlo in più di un’occasione.
Nel video vediamo tante diverse situazioni: la fase di svezzamento, una passeggiata al parco, il bagno nella roggia, le coccole, l’esplorazione della casa, la sua inesauribile curiosità.
Vediamo anche il primo incontro con il castorino Myo e la loro successiva interazione, fino ad arrivare anche all’incontro con la nutria Mariah.
Willy è scomparso a luglio 2013 all’età di 5 anni, la sua vita è stata tutta un’inno alla possibile coesistenza pacifica fra uomo e nutria.

E’ doveroso precisare che la legge n. 157/92 non consente di prelevare animali selvatici e addomesticarli: Willy è un caso particolare perché è stato recuperato e salvato da cucciolo, in una circostanza che altrimenti lo avrebbe portato ad una morte sicura (trovate qui la sua storia). Lo stesso vale anche per le altre nutrie domestiche citate in precedenza: si tratta di animali recuperati, per i quali il veterinario ha stabilito che non avrebbero saputo adattarsi a sopravvivere una volta reimmessi in natura. Precisiamo inoltre che il nostro intento non è certamente quello di incoraggiare la domesticazione delle nutrie: un animale selvatico ha il diritto di stare nel proprio habitat.

Parlare di Willy serve però a far conoscere meglio e più da vicino questi animali, mostrandoli al contempo in una luce diversa.
Vi lasciamo ora alla visione del video, che vi invitiamo a commentare:

Il video tributo a Willy è stato presentato in anteprima alla trasmissione Su la zampa di TRC Modena.

THE INVASION IN TV E IN RADIO!

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La scorsa settimana il messaggio di “The Invasion – A Coypumentary” è arrivato in tv e in radio. Venerdì Ilaria Marchini, assieme al biologo Samuele Venturini, è stata ospite di TRC Modena nella trasmissione “Su La Zampa”, a cura di Elena Benassi. La trasmissione sarà mandata in onda domenica 09 marzo: chi non riceve TRC Modena potrà seguire la trasmissione in diretta streaming sul sito dell’emittente televisiva (http://www.trc.tv/mo/#.UxWwe_R5Pwp).
Domenica invece Ilaria Marchini e Fabio Rancati sono stati ospiti in diretta della trasmissione radiofonica Mystery Tour su Radio Onda D’Urto, condotta da Mickey E. Vil. E’ possibile riascoltare il podcast della puntata a questo indirizzo http://www.mixcloud.com/mysterytour/domenica-2-marzo-2014/

Rimanete sintonizzate per nuove news!

L’ARTE DI FRANCESCA LU’: UNA STRAORDINARIA EMPATIA

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Iniziamo da ora a parlarvi dei gadgets esclusivi dedicati a “The Invasion – A Coypumentary”, già presentati in anteprima ad alcuni eventi cui abbiamo partecipato.
Francesca Romana Luzi, conosciuta nel web come Francesca Lù, è la prima di una serie di giovani artiste che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, ed è l’autrice delle bellissime illustrazioni che hanno la nutria come soggetto, realizzate su shoppers, pochettes e piccoli portamonete.

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Francesca Lù è un’artista poliedrica, capace di spaziare tra le più diverse tecniche pittoriche, dal carboncino al pennello cinese, passando per gli acquerelli e i colori acrilici.
Creatrice del marchio registrato Fermenti Attivi, che ha come logo un bacillo, è anch’essa in continuo “fermento” artistico, pronta a lanciarsi in nuove sfide. Il suo percorso è infatti estremamente ricco e variegato.
Dopo il liceo classico e l’Università di lingue e letterature straniere a Roma, l’amore per l’arte, il disegno, la pittura e la grafica emerge in maniera prepotente. Frequenta quindi un corso di grafica visualizer e grafica di desktop publishing e un corso di web designer, iniziando successivamente a lavorare come art director di campagne pubblicitarie delle più note agenzie del settore: McCann, Leo Burnett e Publicis.
Dopo 7 anni però, incapace di mettere da parte la sua vera passione per il disegno, sceglie di rimettersi in gioco!
Frequenta la Scuola Romana del Fumetto e per due anni studia disegno dal vero, nudo e tecniche pittoriche. Comincia a dedicarsi al disegno a 360 gradi: illustra libri ed esegue lavori commissionati da privati, quali la realizzazione di magliette, disegni su carta e tela, personalizzazioni di borse e shopper, e mille altre espressioni della sua fantasia!

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I suoi soggetti preferiti sono gli animali, con una vera passione per i gatti, i cui ritratti variano dallo stile naif al realismo.
Passiamo ora la parola a lei, con l’intervista che ci ha rilasciato:

Come è nata la tua passione per il disegno?

La mia passione per il disegno è nata con me. Fin da piccola inseguivo la suora all’asilo e la maestra alle elementari (entrambe talenti con le matite) per cercare d’imitare la loro tecnica, la loro bravura e la loro capacità di riportare il mondo che vedevano, sulla carta. Ogni foglietto era colonizzato dalle mie matite e quando esplose la “anime mania” con Candy Candy, Lalabel, Bia ecc… mi ritrovai al settimo cielo nel copiare, reinterpretare e creare storie a fumetti di mia invenzione.
Ogni cosa era un’ispirazione, ma devo ammettere che la cultura giapponese coi suoi manga mi ha aperto il meraviglioso mondo delle matite e dei colori e nella prima fase della mia vita l’ha fatta da padrona. Crescendo i talenti italiani sono stati i miei ispiratori, tra tutti Milo Manara che considero una specie di alieno per il suo tratto. Adoro Renato Guttuso perchè mi lascia a bocca aperta la sua capacità di stare a suo agio tra mondi di tecniche diversissime tra loro e vado in estasi di fronte alla pittura raffinata rinascimentale e barocca italiana, dove le due dimensioni si trasformano e ti lasciano entrare nel quadro.

Come è avvenuto il tuo ritorno al disegno dopo i 7 anni di lavoro nelle agenzia di pubblicità?

La mia formazione è stata molto variegata, perchè da studi classici sono passata a corsi presso accademie specializzandomi nelle arti visive. Dopo sette anni nelle agenzie di pubblicità come art director, il richiamo del disegno e dell’arte assoluta è stato più forte. Il richiamo della foresta appunto, delle sensazioni di un linguaggio più alto.
Era destino che riprendessi in mano quelle matite che avevo accantonato per troppo tempo, digitando tasti e disegnando con strumenti digitali. E ne sono fiera e felice.

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Quali tecniche utilizzi e su quali supporti realizzi le tue creazioni?

Utilizzo diverse tecniche. Quando le scopri e le esplori o ne diventi ossessionato o le scarti subito. Sono sempre alla ricerca di quella che mi farà stare con il blocco in mano fino a tarda notte.
Mi sbizzarrisco tra i carboncini, le sanguigne, gli acquerelli, gli acrilici, gli olii e disegno su diversi supporti, non solo sulla classica carta di diverse grammature o tela. Dipingo su borse di ecopelle, su shopper e magliette di cotone perchè voglio fare in modo che tutto possa diventare una tela basculante, è un po’ come portarsi un’opera d’arte sempre appresso.

Riesci a raffigurare animali domestici realizzando dei veri e propri ritratti. E’ incredibile il modo in cui riesci a renderli somiglianti, cogliendone anche la personalità e il carattere! E’ un’abilità notevole: qual è il tuo segreto?

Innanzi tutto grazie! E poi… qui spiego quello di cui è fatta la mia persona, il mio cuore, la parte davvero vitale che è in me: l’amore per gli animali. Sento un legame con loro, un’empatia che mi sembra viaggi a livelli più alti di quelli del linguaggio umano tanto poco esplicito a volte. Certe vibrazioni non hanno bisogno di parole, sono pura sintesi. La loro intelligenza parallela alla nostra e per nulla inferiore mi fa sentire viva e quando li guardo negli occhi capisco il loro stato d’animo, o almeno spero. Ovviamente ho davanti agli occhi soprattutto i miei gatti, sia quelli che vivono a casa con me che i miei adorati mici di colonia, serviti e riveriti come se fossero di casa. Ma uno dei miei sogni è abbracciare un leone come Kevin Richardson, ho i brividi quando li vedo comunicare e viversi letteralmente. Un’altro grande sogno è quello di nuotare con un delfino e… beh, qua la “serie” potrebbe essere interminabile!
Il segreto per ritrarli così bene, così “vivi”? Li guardo e mi metto a loro disposizione, sento le loro vibrazioni e mi limito ad amarli da impazzire.

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Com’è stato il tuo primo impatto con le illustrazioni delle nutrie? Ti sono piaciute come soggetti?

Ho adorato disegnare le nutrie, fin dal primo momento, cosa che ho immediatamente comunicato alla simpatica Ilaria! Hanno un aspetto tenerissimo e molto dolce, e come tutti gli esseri viventi sono degne di vivere, anche se l’orrore antropocentrico dell’uomo riesce spessissimo a rovinare tutto.
Le nutrie hanno una linea del corpo bellissima, soprattutto quando si mettono quasi in piedi sulle zampe posteriori, creando una curva bellissima e massiccia, ma nello stesso tempo elegante perchè compatta, minimale. Una linea che svela un’eccellente muscolatura da grandi nuotatrici.

Da dove viene il tuo nome d’arte Francesca Lù?

Mi chiamo in arte Francesca Lù perchè 5 anni fa, quando scoprii facebook, ero molto titubante nell’esporre il mio vero nome per intero, ossia Francesca Romana Luzi, come molti altri temevo il “mostro” facebook. Allora mi registrai così in velocità, spinta da un collega che mi diceva che dovevo assolutamente conoscere facebook. Da allora è rimasto questo nome. Ho anche un marchio registrato che si chiama Fermenti Attivi.

Ho conosciuto Francesca sul web e sono rimasta conquistata non solo dalla sua squisita persona, ma dai suoi disegni che ho trovato fin da subito molto belli, in particolare per la loro straordinaria vivacità. La sua forza è, a mio avviso, la capacità di spaziare nei generi più diversi e nell’utilizzo delle tecniche più variegate. E anche nel suo spirito curioso, capace di dare forma alla richieste più diverse, con risultati sempre molto apprezzabili!
Si può immaginare un mestiere più bello che dare forma e colore ai sogni delle persone?

Se voleste vedere le sue creazioni andate sulla pagina Facebook Illustrazioni Francesca Lù oppure sul suo sito www.fermentiattivi.it
Se voleste contattarla alla sua mail è fra@fermentiattivi.it.

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“ALIEN WARNING – GLI (ANIMALI) ALIENI SONO TRA NOI”

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Domenica 16 febbraio si è svolto, presso il Centro Didattico Terra Incognita a Montelupo Fiorentino (FI), il primo appuntamento di “Alien Warning – Gli (animali) alieni sono tra noi!“, serie di incontri per parlare delle cosiddette “specie aliene”, ovvero gli animali originari di altre parti del mondo e introdotti dall’uomo nel nostro ambiente.
La nutria, animale “alieno” tra i più rappresentativi, è stata scelta come protagonista della prima conferenza, ed è stato chiamato come esperto in materia il biologo Samuele Venturini. Naturalmente eravamo presenti anche noi con alcune anticipazioni tratte da “The Invasion – A Coypumentary”, scelte appositamente per integrarsi con l’intervento del dott. Venturini.
La giornata prevedeva anche un laboratorio didattico per i più piccoli, con attività creative finalizzate a far conoscere la nutria nella sua morfologia.

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L’evento ha visto la presenza di un folto pubblico di curiosi ma anche di esperti (tra i quali biologi e veterinari), che hanno seguito con molto interesse la conferenza. E’ comprovato che le nutrie possono causare danni ai sistemi ecologici e all’economia agricola: conoscerle meglio è il primo passo per arrivare ad elaborare e ad applicare le soluzioni adeguate (che non devono necessariamente essere le stesse in ogni contesto).
L’evento, patrocinato dal comune di Montelupo Fiorentino (FI), è stato organizzato dal gruppo Vivascienza, che ringraziamo sentitamente per la gentilezza e disponibilità.
Ci complimentiamo inoltre per il meraviglioso spazio del Centro Didattico Terra Incognita, una realtà nata con lo scopo di rendere fruibile a tutti quella scienza che non può essere esclusiva solo del mondo accademico. Il museo è una “Wunderkammer” contemporanea, suddivisa nelle tre aule Micro Titan Zoo, Insecta-Herbarium e Tempo & Pietra: si tratta di affascinanti cornici naturalistiche, che permettono l’uso di reperti reali a supporto di una didattica di tipo esperienziale.
Vi invitiamo a partecipare ai prossimi appuntamenti di “Alien Warning – Gli (animali) alieni sono tra noi!“:
Domenica 9 marzo > “Allarme Anfibi!!!!”, con la collaborazione di Legambiente Sesto Fiorentino
Domenica 6 aprile > “Testuggini e gamberi killer!”, con la collaborazione della Fondazione Paolo Malenotti

TGR LOMBARDIA “COME DIFENDERSI DALLE NUTRIE”

Ieri 6 febbraio 2014 all’interno di Buongiorno Regione Lombardia (a cura della TGR Rai) è andato in onda un servizio dal titolo “Come difendersi dalle nutrie”: nei circa quattro minuti sono stati intervistati il biologo Samuele Venturini e l’ Onorevole Gianni Fava.
Si è parlato di danni, di possibili soluzioni e sono state mostrate alcune immagini esclusive tratte da “The Invasion – A Coypumentary”.
In attesa dell’imminente partenza del crowdfunding, aiutateci a far circolare questo video che dimostra come l’interesse per la tematica stia man mano aumentando in Italia…

CONFERENZA: I DAINI E GLI ALTRI ANIMALI SELVATICI

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Sabato 1 febbraio si è tenuta a Ravenna la conferenza dal titolo “I Daini e gli altri animali selvatici”, organizzata da Essere Animali e Lav Forlì Cesena, con il patrocinio del Comune di Ravenna e della Provincia di Ravenna.
Molte persone (tra cui alcuni amministratori locali) hanno seguito con interesse e partecipazione gli interventi del veterinario Fabio Dall’Osso e del biologo Samuele Venturini.
I due relatori hanno portato la loro esperienza in modo da fornire, sia ai cittadini sia alla pubblica amministrazione, una corretta conoscenza della fauna selvatica, indispensabile per poter sviluppare comportamenti virtuosi e non cruenti per una corretta gestione faunistica.
A seguire abbiamo presentato una breve anticipazione da The Invasion – A Coypumentary, realizzata per l’occasione. Ringraziamo tutti i partecipanti che si sono intrattenuti con noi per chiedere informazioni riguardanti il documentario e il crowdfunding, che partirà a breve.

LA NUTRIA ESPIATORIA

A proposito dell’emergenza conseguente all’esondazione del Secchia, pubblichiamo un articolo tratto da Gli Appunto del Paz83:

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“A margine dell’argine, con la falla sul Secchia che in queste ore è stata tamponata (per ripristinarla totalmente credo ci vorrà ancora parecchio tempo) e con la conta enorme dei danni ancora da iniziare, fa riflettere la velocità con cui la colpa è stata scaricata su Nutrie e animali vari colpevoli, secondo glli esperti, di aver indebolito le sponde del fiume con i loro tunnel e tane. Ora, il sistema fluviale della pianura padana è vasto e complesso. Non è una novità, non sono una novità eventi di questo tipo come non è una novità la presenza degli animali lungo le sue sponde. Sono tutti elementi noti. Non si può cadere dalle nuvole. Altrettanto non si può, in tutta fretta e furia, addossare la responsabilità su un animale. Partendo da questi fattori mi chiedo allora perché chi dovrebbe monitorare il sistema fiumi e lavorare per la sua integrità sia stato sorpreso con le braghe calate. E infatti il dito puntato contro il simpatico topone castoro e i suoi amici pelosi non regge, tanto che la procura ha aperto un’inchiesta per determinare se ci siano responsabilità. Passo sul Secchia quasi tutti i giorni durante tutto l’anno, così come sul Panaro, e guardando giù, lungo gli argini mi son spesso detto: quel punto andrebbe pulito. Quelle erbacce forse andrebbero tolte. Penso anche molti di voi abbiamo posto nel loro cervello le stesse perplessità. E in parecchi si sono lamentati, hanno segnalato. Vai in un qualsiasi paese della zona e l’argomento esce una volta ogni dieci discorsi. Ci si campa sui fiumi da queste parti. Poi c’è la questione delle casse di espansione (sia del Secchia che del Panaro), del loro stato, dei controlli, collaudi o meno che vengono (o non vengono fatti) e che poi in un modo o nell’altro finiscono per incidere. Ci sono agenzie, come l’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), che sarebbe il vecchio Magistrato del PO,  a cui spetta il monitoraggio e soprattutto la manutenzione, tra cui quella del fiume Secchia, in quanto, da quel che so, i comuni non possono effettuare nessun intervento sulle arginature dei fiumi, figuriamoci i privati cittadini. Possiamo aggiungere l’inquinamento e la sporcizia di una zona parecchio industrializzata come la pianura, che finiscono nei fiumi destabilizzandone l’integrità (e questa è anche colpa nostra, non solo delle agenzie preposte). Poi c’è la politica, che, non per fare facili populismi, ma è peggio di un qualunque esercito di nutrie quando si tratta di minare il territorio su cui viviamo. Insomma, la catena delle responsabilità è lunga, e alla fine potenzialmente coinvolge tutti. E un po’ tutti dovremmo assumercele. La nutria però, davvero, non si meritava tutto questo.”

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Fonte: La nutria a margine dell’argine

CINZIA E LA NUTRIA WRITER

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Pare proprio che la nutria sia un soggetto amato da molti disegnatori!
Abbiamo intervistato Cinzia Carpene, che ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics a Firenze.
Cinzia ci ha parlato della sua esperienza e formazione e di un affresco che ha realizzato nel  2007… che ritrae una nutria writer!

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Come è nata la tua passione per il disegno? Riesci ora a metterla in pratica attraverso il tuo lavoro?

La passione per il disegno è nata per ammirazione verso gli anime giapponesi e anche un po’ come passatempo. Ho trascorso diversi pomeriggi estivi e diverse lezioni tra scarabocchi su quaderni. Per quel poco che ho fatto fino ad ora (sono ancora una novizia…) devo dire che sono riuscita ad applicare il disegno un po’ dappertutto. Ho fatto alcuni mesi ad animare spot, poi ho realizzato degli storyboards, qualche volantino e ho curato l’impaginazione di cataloghi. Chi fa il mio mestiere lo sa: bisogna prendere tutto quello che arriva! 

C’è qualcosa che ci puoi dire riguardo alle tecniche di animazione?

In questi anni l’animazione si è evoluta molto, dalla carta al digitale. Non discrimino i cartoni in 3D o flash, quando sono fatti bene meritano complimenti. Però con la semplificazione dei programmi a computer e la velocità acquisita, ho l’impressione che molta gente ne approfitti per vendere sempre più prodotti, anche ad una qualità scadente.
Avendo sempre visto fin da bambina anime giapponesi e cartoni animati della Disney… mi infastidisco un po’ nel vedere queste nuove animazioni, spesso troppo “sintetiche e pupazzose”.

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Quando hai iniziato a disegnare le nutrie come soggetti?

Le nutrie sono diventate i miei soggetti preferiti alle superiori, quando prendevo la corriera la mattina presto e le vedevo scorrazzare sull’argine e in riva ai fossi. Tutti le associano ai topi e fanno questo tipo di ragionamento: “nutria=topo=malattia=peste=pestilenza=morte per atroce sofferenza”… C’è un po’ di esagerazione! Sopratutto se pensiamo che porterebbero malattie solo per il fatto che abitano in una zona contaminata dall’inquinamento prodotto dall’uomo. Al tempo le stimavo molto, perchè per i contadini e i cacciatori era difficile prenderle o ucciderle e li sentivo spesso lamentarsi, mentre io ridevo sotto ai baffi. Spianare il terreno è facile, tagliare un albero pure… ma la nutria? Come la prendi?

Per quale ragione ti piaceva disegnarle?

Purtroppo abitiamo in una zona dove nel nome del progresso umano, abbiamo distrutto tutto a nostro piacimento. Quando i miei amici mi chiedono dove abito, rispondo “Nella terra di Mordor, dove c’è una grandissima desolazione e… manca solo la torre con l’occhio fiammeggiante sopra!”. Per questo motivo ho pensato che queste bestiole fossero una specie di “simbolo” della natura che sfida l’uomo.

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Cosa puoi raccontare a proposito del tuo affresco al Bar Plaza? Con quale tecnica è stato realizzato?

L’affresco al Plaza è stato realizzato nel 2007, era stato fatto un concorso per la scelta del soggetto da raffigurare sulla parete accanto ai biliardi. Io ho spedito due bozze, quella con la nutria era la principale. La tecnica è semplice vernice passata con il pennello: ho prima steso la vernice bianca, poi ho fatto la bozza a matita e infine ho colorato. Per concludere il lavoro ho impiegato circa un mese.

Quali sono stati i riscontri?

Nonostante quando si parla della nutria la gente usi un tono dispregiativo “da caccia alle streghe”, alla fine tutti hanno sorriso vedendola nel mio affresco. Nelle iconografie animali la gente prova simpatia per la nutria, poi si mette a gridare appena ne vede una. Misteri umani! 

Come sei venuta a conoscenza della storia di Willy?

Willy è stata una conoscenza casuale, gironzolavo su youtube alla ricerca di informazioni su alcune cose da disegnare e così l’ho trovato.
Ho visto alcune scene della sua vita con il suo tutore umano… non potevo credere che potesse vivere come un comune animale domestico e dormire ai piedi del letto. È stata per me una grande scoperta! Ed è stato bello soprattutto scoprire che ci sono persone si interessano e studiano le nutrie e perchè no, le amano pure.

Ringraziamo Cinzia Carpene per l’intervista e vi invitiamo a dare un’occhiata ai suoi disegni nella pagina facebook Ci-jins e nel suo portfolio su Carbonmade.

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NUTRIAUGURI DA “THE INVASION”!

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Ciao a tutti!
Il 2013 è quasi finito, è quindi d’obbligo fare un breve riepilogo riguardante il progetto “The Invasion – A Coypumentary”.
Molta strada è stata fatta dallo scorso aprile fino ad oggi: tra pubblicazioni di trailer, presenza a convegni, dibattiti e stand illustrativi in varie fiere ci siamo davvero fatti in quattro per far conoscere il documentario a più persone possibili.
Quest’anno purtroppo ha visto anche momenti tristi come la scomparsa, lo scorso luglio, di Willy il castorino: la sua vita è stata tutta un’inno alla possibile coesistenza pacifica fra uomo e nutria, anzi è stato il fulgido esempio di come tutti gli animali siano in grado di dare e ricevere amore. Non dimenticheremo mai i momenti allegri trascorsi in sua compagnia e cercheremo il più possibile di contribuire a mantenere sempre vivo il suo ricordo!
Ci auguriamo che il 2014 possa essere l’anno di pubblicazione per “The Invasion – A Coypumentary”: per rendere possibile ciò abbiamo bisogno del contributo di tutti voi.
Svariate vicissitudini ci hanno portati a dover posticipare la partenza della campagna di crowdfounding (raccolta fondi online), tappa fondamentale per poter dare alla luce il documentario. Abbiamo bisogno anche del vostro aiuto e supporto per far sì che “The Invasion” possa essere pubblicato: spargete la voce, parlate anche ai vostri amici di questo progetto e continuate a seguirci!
Ora il vostro apporto è veramente determinante per poter offrire la giusta informazione sulla nutria, abbattendo i pregiudizi.

Ringraziamo tutti per l’aiuto e ne approfittiamo per mandarvi i nostri migliori auguri di Natale e di un “nutrioso” 2014, con questo simpatico disegno realizzato da Alice Rossi 🙂

 

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