UNA SERATA CON THE INVASION A FORLI’

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Altro appuntamento con il nostro The Invasion – A Coypumentary sabato 8 ottobre a Forlì (FC), in via Hercolani 5, alle ore 19:30.
“Nutrie: tutta un’altra storia” sarà il primo di un ciclo di incontri organizzati da Franco Lombini e Mario Tadiello, con l’intento di approfondire la conoscenza dell’essere umano e di altre specie animali. La serata sarà interamente dedicata alla nutria.
In apertura sarà offerto un piccolo rinfresco, dopodichè alle ore 20 avrà inizio la proiezione del documentario, preceduta da una breve presentazione di Ilaria Marchini.
Seguirà un intervento di Annalisa Donati, che grazie alla sua conoscenza diretta delle nutrie spiegherà alcune caratteristiche comportamentali e abitudini quotidiane di questi animali.
Infine il veterinario Fabio Dall’Osso illustrerà quali possono essere le strategie di convivenza e come risolvere eventuali problematiche di gestione della nutria.
A conclusione della serata, si aprirà un dibattito con il pubblico e gli ospiti presenti saranno a disposizione per rispondere ad ogni dubbio o curiosità.
Per maggiori informazioni potete contattare direttamente gli organizzatori tramite la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/128063754320461/

THE INVASION TORNA AL VEGFEST DI GAMBETTOLA

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La prossima proiezione del nostro documentario sarà sabato 24 settembre alle ore 18 al Parco Fellini di Gambettola (FC) in occasione del VEGfest, giunto alla sua settima edizione.
L’evento, organizzato da “Back in Veg”, ha l’obiettivo di promuovere lo stile di vita vegan attraverso il divertimento di una grande festa, ricca di conferenze, laboratori, musica e intrattenimento.
Già nel 2013 eravamo stati ospiti del VEGfest, quando ancora il nostro “The Invasion” era in fase di realizzazione, e siamo lieti di potervi partecipare di nuovo per presentare il documentario finito.

Per tutta la durata del festival saranno attivi i mercatini con vari prodotti cruelty free, gli stand delle associazioni no-profit e l’area relax. Saranno inoltre presenti stand di gastronomia e street food con menù 100% vegan. Al centro del festival sarà allestita un’area dedicata a esposizioni con mostre fotografiche, video e installazioni.

Sabato 24 settembre le conferenze cominceranno alle 14:45 con Earth Riot (Convivenza Pacifica) “L’ Antispecismo ai tempi dell’ industria”. Earth Riot è una realtà antispecista nonviolenta per la liberazione animale, umana e della Terra che rifiuta ogni tipo di oppressione.

Subito dopo, alle 15:45 seguirà la conferenza di Agripunk Onlus dal titolo “Liberiamoci”. Agripunk è un luogo dove gli animali da ex schiavi possono rinascere, è un luogo dove la terra lentamente riprende i suoi spazi, un piccolo pezzo di mondo privo di gabbie fisiche e mentali.

Alle 16:30 Il Prato dei Conigli ONLUS-Gioconda la coniglia della rotonda, con la conferenza “Non sono un giocattolo, rispetta la mia vita”, parlerà di come, troppo spesso, i conigli vengono trattati come oggetti per compiacere i desideri dei bambini o per appagare la brama di possedere un animale “carino e coccoloso” da ammirare o addestrare a piacimento, a discapito della loro natura.

Alle 17:00 Ilaria Marchini presenterà il documentario The Invasion – A Coypumentary, per approfondire il caso della nutria, animale che, come ben sappiamo, viene trattato alla stregua di un danno da eliminare.

Alle 18:30 Annalisa Malerba, docente e chef di cucina naturale, presenterà “Eleganti e profumate: erbe aromatiche in tavola e non solo!”, un laboratorio con degustazione guidata di ricette inedite

Seguirà alle 19:30 il DJ set a cura di Dj Evil (Rock, Hard Rock, Alternative) e musica live dalle 21:30 con i Marcabru (Folk Randagio).

La sintesi del programma della domenica è la seguente:

10:30 – 11:00 Premiazione del Concorso fotografico “Comunicazione degli animali”
11:00 – 12:00 Maurizio racconta “Come diventare vegan a sessanta anni mi ha salvato la vita”
12:00 – 12:45 Alessandro Ortolan, Carrellini del Mago “La mia seconda occasione”
14:00 – 15:00 “Dagli allevamenti ai Santuari: il ritorno verso la libertà.” A cura della Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia (al Veg Fest con Ippoasi).
15:00 – 16:00 Laboratorio “Pillole di ecocosmesi: come realizzare una crema viso e corpo naturale” a cura di Simona Casalboni
16:00 – 17:00 “Le indagini negli allevamenti intensivi” a cura di Simone Montuschi portavoce di Essere Animali
17:00 – 18:00 Gara di dolci vegan. Nella prima mezz’ ora la giuria assaggerà i dolci in gara e nella seconda parte premierà i primi tre classificati.
18:00 – 19:00 Show Cooking

Tutte le conferenze e i laboratori sono gratuiti e aperti a tutti.
Potete visionare il programma completo sul sito www.vegfest-fc.weebly.com

Per ulteriori informazioni sul festival potete inviare una mail a info@vegfest-forlicesena.it

NUTRIA SPANK, SIAMO AMICI IO E TE

Dopo Willy, Cillo, Mariah, Céline, Myo, Maho, Kiwi… oggi vogliamo raccontarvi la storia di Vanessa e della sua amicizia speciale con Spank, una bellissima nutria albina. Si tratta di un’importante testimonianza di condivisione e di affetto, con un epilogo particolare.
Vi lasciamo alla lettura dell’intervista a Vanessa, che ringraziamo moltissimo per la disponibilità.

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Ciao Vanessa, grazie esserti resa disponibile a concederci questa intervista. Presentati pure ai nostri lettori.
Ciao a tutti, ho 45 anni, sono sposata e faccio l’impiegata amministrativa in una ditta che si occupa di recupero e lavorazione per il riutilizzo di rifiuti non pericolosi. Fin da piccola ho sempre avuto una passione smodata per gli animali, che con il passare degli anni si è trasformata in un vero e proprio stile di vita che mi ha portato ad averne tanti, circa una quarantina, la maggior parte roditori di cui sono innamorata, parecchi dei quali adottati da abbandoni o rinunce di proprietà.
Oltre al piacere di godere della loro compagnia e dell’immenso affetto che questi animali sanno dare, la mia è una vera e propria curiosità di capire come gestiscono il rapporto con noi, loro che sono definiti animali insoliti da compagnia, ma che non sono inferiori ai più classici cani e gatti. Tutto questo nel loro più assoluto rispetto e attenzione alle loro esigenze : proprio per questo loro vivono quasi sempre liberi in casa e in habitat che io e mio marito abbiamo creato per loro, proprio per il fatto che non riusciamo, se non in casi di necessità, a vederli rinchiusi in piccole gabbie.

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Come è stato il tuo primo incontro con Spank? Come ti sei convinta ad adottarlo? Era un cucciolo quando l’hai portato a casa?
La passione per le nutrie è nata anni fa, grazie a una coppia fantastica che voi conoscete molto meglio di me. Si tratta del famoso ‘castorologo’ Samuele Venturini e di Willy, la nutria che in seguito alla morte della sua mamma è stata allevata sin da piccolissima da Samuele ed è diventata a tutti gli effetti una nutria da compagnia. Ho quindi fatto diverse ricerche per anni sulle nutrie e tante domande a Samuele perché il mio sogno era di averne una, scoprendo diverse cose tra cui che in sudamerica sono molto diffuse nelle case delle persone come animali domestici. Così una volta sposati e trasferiti in campagna, mi sono messa alla ricerca della mia nutria!
Finché un bel giorno ho visto un post su Facebook di un allevatore di varie specie del centro Italia dove si vedeva una foto di un gruppetto di piccole nutrie in vendita: nonostante lo scetticismo di mio marito ho deciso di acquistarne una (tengo a precisare che allora non sapevo che ci sono associazioni che le danno in adozione). Ed è stato così che nel maggio del 2015, dopo un lungo viaggio da Roma a Piacenza, è arrivato Spank, cucciolo di due mesi e io ancora non ci credevo dalla felicità!

03 07Com’è stata l’esperienza di curare e veder crescere Spank? Era affettuoso?
I primi giorni con Spank sono stati un trauma sia per lui che per noi…… Era spaventatissimo e faceva dei suoni tipo lamenti e ringhi e soffi appena ci avvicinavano più del dovuto…. Dopo un po’ di tempo abbiamo scoperto il segreto per tranquillizzarlo….. Le carote! Così ha cominciato a prendere le carote dalle nostre mani e giorno dopo giorno la paura passava e si faceva un piccolo passo avanti… Non nascondo che i primi periodi sono stati duri… Ho passato tanto tempo con lui ma non mi sono mai pentita perché vedevo ogni giorno un piccolo miglioramento nel nostro percorso di socializzazione…. E sapevo che sarebbe diventato quello che adesso è: un intelligentissimo coccolone e giocherellone….

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So che hai anche altri animali. Spank andava d’accordo con loro?
Con tutti gli altri componenti della nostra numerosa famiglia non ha avuto nessun problema di socializzazione, non ha mai mostrato segni di aggressività verso nessuno, dal più piccolo al più grande. Le scene più dolci e che mi strappano ancora un sorriso erano vedere giocare Spank con la nostra cagnolina, Dafne, tra inseguimenti e corse a perdifiato…

 

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So che recentemente hai scelto di portare Spank in un’area protetta, dove può continuare la sua vita con altre nutrie, all’aperto e in semi-libertà. Per te è stata una scelta difficile e sofferta, però l’hai fatto per il suo bene. Puoi raccontarci qualcosa di più? Come sta ora Spank?
Con il passare dei mesi Spank è cresciuto fino a raggiungere quasi i 10 chili e diventando sempre più attaccato a me. Quando rientravo da una giornata in ufficio lui mi richiamava raspando con le zampe e mordendo il cancello della stanza dove lui stava rinchiuso quando noi eravamo fuori.. Così dovevo correre a portargli coccole e cibo! Con il passare del tempo, mi affezionavo sempre di più ma allo stesso tempo ho cominciato a chiedermi se stavo facendo la cosa giusta tenendolo rinchiuso tutto il giorno in una stanza e facendogli fare il bagno, di cui loro hanno un bisogno quotidiano, in una bacinella che diveniva sempre più piccola man mano che lui cresceva. Noi abbiamo un piccolo cortile con giardino, però io non mi sono mai fidata a costruirgli un habitat esterno, sia per paura che fuggisse dato che le nutrie sono abili scavatori e arrampicatori, sia per paura che qualcuno venisse volontariamente a fargli del male, vista l’opinione che la stragrande maggioranza delle persone ha di questi animali….
Così, quasi per curiosità e per nulla convinta di quello che stavo facendo, ho cominciato a fare ricerche su strutture idonee dove Spank avrebbe potuto vivere in uno stato di semilibertà, ma protetto da ogni pericolo e dalla cattiveria delle persone, anche nell’eventualità di portarlo in pensione nel caso in cui per qualsiasi motivo avessimo dovuto assentarci da casa. Così, dopo varie ricerche e dopo mesi, quasi per caso ho scoperto una fattoria didattica non troppo distante da casa nostra, dove ci sono tanti animali, tanto verde, ma soprattutto un laghetto fantastico dove vive un’altra numerosa famiglia di nutrie! E inoltre i proprietari di questo paradiso sono persone innamorate di questi fantastici animali, proprio come me. Già dal primo colloquio telefonico con loro e dal loro entusiasmo ho capito che poteva essere un luogo adatto a Spank. Abbiamo così deciso di andare la settimana dopo a vederlo personalmente, e sia io che mio marito ci siamo letteralmente innamorati del posto… Non vi dico le settimane successive che indecisione, che ansia e che dolore dovere prendere una decisione così importante…. Lo portiamo o lo teniamo con noi?

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C’è qualche episodio particolare della tua vita con Spank che desideri raccontarci?
C’è stato un episodio che mi ha fatto prendere in un istante la decisione definitiva…. Siccome abbiamo un’unica vasca da bagno con il piccolo lusso di essere anche idromassaggio e quindi piuttosto grande, un pomeriggio ho deciso di provare a fargli fare il consueto bagnetto nella nostra vasca (nella quale avevo il divieto assoluto da parte di mio marito di far nuotare Spank!). Osservandolo mi sono resa conto dal suo entusiasmo e dalla sua agilità in acqua, le nutrie sono animali nati per nuotare e non potevo continuare a fargli fare il bagno in una bacinella o in una piscinetta. Così la decisione è venuta da sé e appena dopo Pasqua abbiamo portato il nostro Spank in ‘villeggiatura’.
Mio marito non sa ancora come ho preso la decisione, ora lo leggerà e saranno guai! Vi confesso che dover tornare a casa senza di lui è stato un conflitto di sentimenti pazzesco: da una parte dolore come per la perdita di un familiare, dall’altra sollievo per avergli dato una vita migliore. Con i nuovi ‘genitori’ di Spank ci sentiamo regolarmente e dopo il primo periodo di normale spaesamento per il cambio di ambiente, ora mi dicono che ogni giorno si ambienta di più e si gode i bagni di acqua e di sole insieme ai suoi simili. Andrò a trovarlo presto, appena sarò in grado di rivederlo senza piangere, e poi lo faremo regolarmente come si fa con i parenti più stretti, perché lui è rimasto uno di famiglia!

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Vuoi lasciare un messaggio ai lettori del nostro blog?
Vorrei far capire a tutti i lettori e al resto del mondo che i pregiudizi che ci sono sulle nutrie sono tutti infondati. Non sono aggressive, non sono devastatrici, non sono portatrici di chissà quali malattie, al contrario sono animali straordinari, docili, intelligenti come pochi e possono essere ottimi animali domestici, ma solo se si ha un ambiente idoneo dove farli vivere che non siano solo ed esclusivamente le mura di una casa… Il flagello della natura non sono le nutrie, bensì l’inquinamento, la deforestazione, e tutti i disastri simili di cui solo l’uomo è responsabile, quindi difendiamole, proteggiamole e amiamole!
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I PROSSIMI NUTRI-APPUNTAMENTI CON THE INVASION

CAGLIARI – Giovedì 12 maggio – ore 17:30

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La serata è organizzata dalla LAV di Cagliari presso la MEM (Mediateca del Mediterraneo), in via Mameli 164, nell’ambito della mostra LAV “Gli indesiderabili”. Il programma prevede alle 17,30 l’intervento di Massimo Vitturi, Responsabile nazionale LAV Animali Selvatici. A seguire verrà proiettato il nostro The Invasion – A Coypumentary.
Per informazioni, potete scrivere a lav.cagliari@lav.it oppure chiamare i numeri 338 3924715 – 3316019666.
Link all’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/271812739828644/

CREMA – Venerdì 20 maggio – ore 21:00

L’evento è patrocinato dal Comune Di Crema e organizzato da Le Grandi Orecchie Onlus, Associazione Antispecista neocostituita, nata per la realizzazione di un Rifugio per Animali Liberi, che ovviamente guarda con attenzione a tutte le specie viventi e alla situazione civile ed evolutiva della nostra società.
La proiezione sarà alle ore 21:00 presso la Sala Alessandrini, in via Matilde di Canossa n. 20. Saranno ospiti la regista Ilaria Marchini ed il biologo Samuele Venturini, entrambi a disposizione per rispondere alle domande del pubblico dopo la proiezione.
Per informazioni potete contattare l’Associazione direttamente sulla pagina facebook oppure scrivere a legrandiorecchie@gmail.com
Link all’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/271812739828644/

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Ricordiamo a tutti i nostri lettori che è possibile richiedere una proiezione pubblica del documentario inviando una mail a info@theinvasion.it oppure compilando il modulo che trovate qui: https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/organizza-una-proiezione/

NUDI COME ANIMALI: INTERVISTA AD ELISABETTA XSAVAR

Abbiamo intervistato la bravissima artista e fotografa Elisabetta Xsavar, autrice di “Naked like Animals”, un progetto destinato ad avere risonanza internazionale.
Ecco cosa ci ha raccontato…

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Elisabetta, grazie per essere sulle pagine di The Invasion. Puoi presentarti ai nostri lettori?

Salve a voi lettori! Mi chiamo Elisabetta Xsavar e sono una fotografa professionista e un’artista poliedrica, da sempre con una passione particolare per la fotografia. La fotografia è l’Arte con la quale mi sento più in armonia.. quando creo e quando lavoro.
Credo che un essere umano dovrebbe vivere in armonia con se stesso facendo azioni coerenti con il proprio credo e le proprie capacità. Un artista è chiamato a farlo ancora di più o non sarebbe tale.
Io “uso” l’arte non solo perchè è una mia esigenza interiore ma anche per dare il mio contributo, e con forza, a ciò in cui credo: la salvaguardia della Natura e degli animali.

La fotografia è un potente mezzo per informare ma anche per far conoscere la bellezza nascosta. Tu cosa cerchi nei tuoi scatti?

Nei miei scatti cerco la Bellezza. Più precisamente quella comunione tra essenza e materia, cerco di cogliere quell’attimo preciso. E quando lo colgo so che a vederlo, ogni parola o filosofia cade. Perchè immortalando certi attimi, hai tutto e la spiegazione di tutto, senza bisogno di parole.08

Mi piace molto la tua scelta del bianco e nero, perchè a mio avviso permette di enfatizzare lo scatto. Quando hai scelto questa tipologia artistica e perchè?

Adoro il bianco e nero, ma fotografo anche a colori. Per quel che riguarda il bianco e nero, lo scelgo spesso perchè permette di andare al di là. Una foto a colori indirizza la mente a delle emozioni precise. Definite. Il colore altera la percezione delle cose. E di per se, è un’illusione ottica. Per quanto meravigliosa. Il bianco e nero lascia che le emozioni di chi guarda siano più reali. Più interiori, come dire… più riflessive e autentiche. Tra le ombre e i chiaroscuri ci si perde, in un mondo che è profondamente dentro di te.

“Naked like Animals” è il nome sotto cui sono racchiusi una serie di scatti molto particolari che hai realizzato. Ci puoi parlare di questa scelta e spiegarci le ragioni che ti hanno spinto alla realizzazione di questo percorso artistico?

“Naked Like Animals” (“Nudi come Animali”) è un lavoro originale e lunghissimo.
Ci lavoro da anni, per me è stato un percorso personale molto forte. Devo ancora terminarlo, ma siamo ormai alla fine. “Naked Liked Animals” è destinata ad essere una mostra davvero forte e discussa, che avra la sua prima reale apparizione a Chicago. A meno che il comune di Roma o Milano non si decida a prendere in considerazione ed ad appoggiare artisti veri che affrontano problematiche reali, attuali e di vero tramite con la società… Ma torniamo prettamente a questo lavoro: dicevo che è un lavoro lungo perchè gli animali vengono tutti da situazioni particolari ma finite bene per loro. Allevamenti intensivi, vivisezione, zoo, salvataggi da parte dell’essere umano. Alcuni di loro da maltrattamenti nei circhi, e purtroppo alcuni non potranno essere reimmessi in natura. Ma almeno non vengono più usati e maltrattati.
Ho iniziato questa lavoro chiedendomi: ma noi esseri umani possiamo realmente essere comparati agli animali? Chi siamo noi? Chi siamo di fronte alla natura e agli animali? A dire il vero non ho ancora una risposta completa…. ma sono in cammino, e in questo cammino ho scoperto molte cose che mi hanno dato un po di luce. Prima fra tutte, mi sento di dire che con gli animali abbiamo poco a che vedere. E non parlo di aspetto ma di qualcosa di più profondo a partire dal pensiero. Ed è per questa profonda diversità che ripartirei da capo. Tutto quello che facciamo e abbiamo creato, è deleterio per noi stessi. Perchè andiamo anche inconsciamento verso un comportamento, così innaturale? E’ solo per la superbia e per la sete di soldi e di potere? E prima dei soldi e del potere cos’altro c’è? Perchè noi, che non possiamo vivere in un bosco e all’aria aperta senza proteggerci con vestiti o armi, dovremmo sentirci superiori? Il discorso e le domande sono tante… ma partirei dal fatto di guardare l’essere umano cosi com’è realmente, messo a confronto con gli animali. Quando scatto le foto e riguardo queste immagini, mi balenano nella testa tantissime emozioni e quesiti. Per quel che riguarda questa esperienza, sicuramente sottolineo che l’uomo è diverso dagli animali. Nel profondo. E credo che quello che dovrebbe ritrovare non è l’animale che è in se o ricordarsi di quando era puro come loro: non lo è mai stato. Dovrebbe ricordarsi senza tanti discorsi, e allungamenti, e percorsi intellettuali e filosofici, di una cosa sola: IL RISPETTO per le altre creature e per il proprio habitat. Quindi “Naked like Animals” sarà una mostra importante, profonda… forse troppo. Spero che queste foto lancino dei forti segnali a tutti.

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Come è stato fotografare la nutria Mariah? Avevi mai visto uno di questi animali dal vivo prima?

Mariah…. sarò sincera nel dirti che non ne avevo mai vista una e che la mia mente era condizionata da tutto quello che fin da piccola sentivo dire sulle nutrie, un po mi impauriva l’idea di accarezzarla. Sarò ancora più schietta,mi schifava… Lo so è brutto da dire, ma è cosi ed è per questo che ho voluto incontrare anche loro da vicino. Quello che ho incontrato invece è un’essere dolcissimo e sereno, capace di ricevere amore e di darne a suo modo. La sua storia mi ha commossa particolarmente.
Chi avrebbe salvato da morte certa, accolto a casa sua e amato sebbene paralizzata alle gambe una Nutria, proprio una “schifosissima nutria pericolosa e infestante che crea problemi all’ambiente” cosi come purtroppo viene definita e denigrata ingiustamente dalle persone che non la conoscono?
Mariah vive felice, e lo scambio tra Angelica Benazzi (la sua salvatrice ed amica) e lei è qualcosa che lascia senza parole. Allora mi sono detta: non cè mai fine al male, è vero. Ma neanche al bene. Pensiamoci.

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Noi nel 2014 abbiamo organizzato un piccolo concorso fotografico dedicato alla Nutria, per incoraggiare le persone ad avvicinarsi e a conoscere meglio questo animale troppo spesso bistrattato, e a breve ne riproporremo una seconda edizione. Pensi anche tu che la fotografia sia un buon mezzo per smuovere e sensibilizzare le persone?

Ottima iniziativa, certo. La fotografia è uno dei mezzi più potenti per parlare alle persone nel cuore. E’ un documento storico, un’attimo di realtà immortalato e indelebile, che racconta una storia. Anche in un solo scatto. Questo per me è la fotografia, ed è per questo che non uso Photoshop, criticata ovviamente da molti colleghi fotografi che lo usano “a tutta birra” hahha che bello non usavo questo temine dagl’anni 80! Ottima occasione. Dicevo, come si può fare una bella foto e poi andare a violentare la realtà immortalata con un programma che altera quella realtà più di quanto faccia già una macchina fotografica? Mah! Comunque sì, la fotografia è molto importante e utile per affrontare temi come l’animalismo, l’antispecismo, la realtà in genere. Infatti quando fotografo in ogni dove, di infestante vedo solo l’uomo. Le nutrie non hanno nemmeno la colpa per il fatto di essere in Italia, furono importate dall’America per farvi pellicce. Poi nessuno volle più le pellicce di nutria e le liberarono creando i problemi che conosciamo. Problemi che potrebbero essere risolvibili tranquillamente senza l’uso di veleni o cacciatori o altra cattiveria umana. Basta informarsi, come sempre…

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Ti ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, buona fortuna per i tuoi progetti!

Grazie a voi per l’opportunità di dire la mia, lo ritengo sempre un lusso potersi esprimere ed essere ascoltati da molta gente.

 
Vi invitiamo a seguire Elisabetta sulla sua pagina facebook e sul suo sito.

Vi ricordiamo inoltre un importante evento cui Elisabetta sarà ospite, che si svolgerà a Bologna il 27 maggio prossimo:
https://www.facebook.com/events/1230738783610496/09

 

THE INVASION CON “I WANT THE BEARS FREE”

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Venerdì sera 12 febbraio si è svolto l’evento “I WANT THE BEARS FREE”, organizzato da Oipa Verona.
Al Blocco Music Hall è stato tempo di musica nel nome dell’orsa Daniza con la band ILNERO, guidata da Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba dal 1999 al 2006.
Durante la serata, fatta di ottimo cibo vegano e di corroborante musica, la regista Ilaria Marchini è intervenuta parlando del documentario The Invasion – A Coypumentary al pubblico presente.

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Ringraziamo Alessandro, Susanna e gli altri volontari di Oipa Verona per lo spazio che ci hanno concesso e speriamo di essere ancora loro ospiti in futuro.
Ricordiamo che su Produzioni Dal Basso i ragazzi di “I Want the bears free” hanno aperto una raccolta fondi per l’organizzazione delle prossime serate. Se volete contribuire il link è il seguente: https://www.produzionidalbasso.com/project/i-want-the-bears-free

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A MANTOVA, SALA PIENA PER THE INVASION

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Una sala gremita di gente ha accolto, lo scorso mercoledì 10 febbraio al cinema Mignon di Mantova, la proiezione del nostro documentario The Invasion – A Coypumentary.
La serata, presentata dal giornalista Nicola Artoni, è iniziata con le relazioni di alcuni esponenti che quotidianamente si confrontano con i cittadini in cerca di risposte concrete ai problemi gestionali delle nutrie.
I consiglieri provinciale Franco Tiana e regionale Andrea Fiasconaro hanno esposto i dettami normativi ed amministrativi di riferimento, che in meno di due anni hanno registrato profondi cambiamenti. L’ultimo dei quali è stato l’approvazione del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, che ha riportato la gestione delle nutrie all’interno dei parametri fissati dalla normativa nazionale, dalla quale la nutria era stata esclusa a luglio 2014.
Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore Animali selvatici della Lav, ha delineato il quadro che ha portato alla presenza delle nutrie – animali alloctoni – sul territorio nazionale. Gli animali, di origine sudamericana, sono stati infatti importati in Italia allo scopo di utilizzarli nell’industria della pellicceria: se una responsabilità deve quindi essere individuata, è agli allevatori e ai pellicciai che ci si dovrebbe rivolgere, anche chiedendo che si facciano carico delle spese.
Infine il geologo Daniele De Togni ha illustrato la tecnologia delle reti di difesa arginale, quale sistema estremamente efficace per prevenire i danni provocati dalle nutrie lungo le sponde maggiormente esposte al rischio.

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E’ inziata poi la proiezione del documentario, cui il pubblico in sala ha assistito con vivo interesse, tanto che alla fine le domande si sono susseguite ben oltre l’orario previsto per la chiusura dell’evento. Molti gli agricoltori che, estremamente frustrati dall’incertezza determinata dalle altalenanti scelte politiche, hanno espresso il loro malcontento chiedendo concrete soluzioni ai problemi determinati dalla presenza delle nutrie. E’ emersa in particolare la necessità di costruire dei tavoli di confronto tra la politica ed i portatori di interesse, allo scopo di individuare soluzioni concrete e condivise. Molto interessante l’intervento in sala di un agricoltore che ha raccontato di aver individuato una soluzione incruenta ed efficace per garantire la solidità degli argini che fanno da confine ai suoi terreni: anzichè aspettare l’intervento degli enti preposti – ha raccontato – è sufficiente dotarsi di una pala meccanica e semplicemente riassettare le zone dove gli animali hanno scavato le loro tane. Questo garantisce l’allontanamento degli animali e la garanzia di non subire danni per un periodo di tre anni: una soluzione decisamente efficace ed economica.

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La Lav, in chiusura della serata, ha riportato il tema della gestione delle nutrie all’interno di un più complesso sistema di gestione delle popolazioni di animali selvatici. Un sistema che ancora oggi si basa su piani di abbattimento degli animali attuati dai cacciatori, ma che negli anni ha dimostrato tutta la sua inefficacia. “E’ ora che le amministrazioni cambino prospettiva – ha detto la Lav – i metodi  che si basano sull’incremento della mortalità degli animali hanno dimostrato chiaramente la loro inefficacia, è necessario ripensare il sistema basandolo sul contenimento della natalità”. Un approccio già utilizzato con successo da decenni nel nord degli Stati Uniti che, utilizzando uno specifico vaccino, consente di rendere sterili le femmine dei mammiferi per un periodo di tre-cinque anni.“E’ tempo che le amministrazioni contribuiscano concretamente allo sviluppo di metodologie analoghe – ha concluso la Lav – che consentirebbero finalmente di raggiungere una soluzione efficace, economica ed incruenta, a qualsiasi problema determinato dalle relazioni tra i normali processi eto-biologici degli animali selvatici e gli interessi economici di alcune categorie di cittadini”.
Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti, rendendo questa serata un’importante occasione di incontro e di scambio di opinioni. Un sentito ringraziamento anche a Lav Mantova per la preziosa collaborazione nell’organizzare l’evento e al Cinema Mignon per l’ospitalità.