THE INVASION A TORINO PER UN MERCOLEDì EXTRA-ORDINARIO

Locandina Mercoledì Extraordinari

Dopo una lunga pausa, la prossima proiezione del nostro The Invasion –  A Coypumentary sarà a Torino il 9 maggio, alle ore 22 in via Baltea 3.

Si tratta dell’ultimo appuntamento della stagione 2018 della serie dei Mercoledì eXtra-Ordinari, ciclo di incontri ideati da Arianna Abis ed Elisabetta Molinario, finalizzati ad offrire ai partecipanti opportunità di spunto e di approfondimento sul tema della Liberazione Animale, Umana e della Terra. Ciascuna serata consiste in una cena a base vegetale, con proposte diverse a seconda del tema, seguita da una post-cena culturale.

La cena del 9 maggio inizierà alle ore 20 e sarà dedicata alle erbe spontanee, da cui il titolo della serata “QUANDO SELVATICO FA RIMA CON ETICO, anno VI – L’utilizzo delle erbe selvatiche in cucina: gustosi piatti vegani per assaporare ciò che la terra spontaneamente ci offre.”

La seconda parte della serata, dal titolo “Invasiva a chi? Approfondimento sulla Nutria con il documentario “The Invasion – A Coypumentary” sarà ovviamente dedicata alla proiezione del nostro documentario, a partire dalle ore 22. Presente la regista Ilaria Marchini.

Per informazioni e prenotazioni: mercolediextraordinari@gmail.com o 3475423760
Oppure via facebook al seguente link: https://www.facebook.com/events/2002453563338140/

16114612_1902359910000102_4688481471632725690_n

UNA SERATA CON THE INVASION A FORLI’

14370063_10209361934198610_478282113820703748_n
Altro appuntamento con il nostro The Invasion – A Coypumentary sabato 8 ottobre a Forlì (FC), in via Hercolani 5, alle ore 19:30.
“Nutrie: tutta un’altra storia” sarà il primo di un ciclo di incontri organizzati da Franco Lombini e Mario Tadiello, con l’intento di approfondire la conoscenza dell’essere umano e di altre specie animali. La serata sarà interamente dedicata alla nutria.
In apertura sarà offerto un piccolo rinfresco, dopodichè alle ore 20 avrà inizio la proiezione del documentario, preceduta da una breve presentazione di Ilaria Marchini.
Seguirà un intervento di Annalisa Donati, che grazie alla sua conoscenza diretta delle nutrie spiegherà alcune caratteristiche comportamentali e abitudini quotidiane di questi animali.
Infine il veterinario Fabio Dall’Osso illustrerà quali possono essere le strategie di convivenza e come risolvere eventuali problematiche di gestione della nutria.
A conclusione della serata, si aprirà un dibattito con il pubblico e gli ospiti presenti saranno a disposizione per rispondere ad ogni dubbio o curiosità.
Per maggiori informazioni potete contattare direttamente gli organizzatori tramite la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/128063754320461/

THE INVASION TORNA AL VEGFEST DI GAMBETTOLA

vegfest

La prossima proiezione del nostro documentario sarà sabato 24 settembre alle ore 18 al Parco Fellini di Gambettola (FC) in occasione del VEGfest, giunto alla sua settima edizione.
L’evento, organizzato da “Back in Veg”, ha l’obiettivo di promuovere lo stile di vita vegan attraverso il divertimento di una grande festa, ricca di conferenze, laboratori, musica e intrattenimento.
Già nel 2013 eravamo stati ospiti del VEGfest, quando ancora il nostro “The Invasion” era in fase di realizzazione, e siamo lieti di potervi partecipare di nuovo per presentare il documentario finito.

Per tutta la durata del festival saranno attivi i mercatini con vari prodotti cruelty free, gli stand delle associazioni no-profit e l’area relax. Saranno inoltre presenti stand di gastronomia e street food con menù 100% vegan. Al centro del festival sarà allestita un’area dedicata a esposizioni con mostre fotografiche, video e installazioni.

Sabato 24 settembre le conferenze cominceranno alle 14:45 con Earth Riot (Convivenza Pacifica) “L’ Antispecismo ai tempi dell’ industria”. Earth Riot è una realtà antispecista nonviolenta per la liberazione animale, umana e della Terra che rifiuta ogni tipo di oppressione.

Subito dopo, alle 15:45 seguirà la conferenza di Agripunk Onlus dal titolo “Liberiamoci”. Agripunk è un luogo dove gli animali da ex schiavi possono rinascere, è un luogo dove la terra lentamente riprende i suoi spazi, un piccolo pezzo di mondo privo di gabbie fisiche e mentali.

Alle 16:30 Il Prato dei Conigli ONLUS-Gioconda la coniglia della rotonda, con la conferenza “Non sono un giocattolo, rispetta la mia vita”, parlerà di come, troppo spesso, i conigli vengono trattati come oggetti per compiacere i desideri dei bambini o per appagare la brama di possedere un animale “carino e coccoloso” da ammirare o addestrare a piacimento, a discapito della loro natura.

Alle 17:00 Ilaria Marchini presenterà il documentario The Invasion – A Coypumentary, per approfondire il caso della nutria, animale che, come ben sappiamo, viene trattato alla stregua di un danno da eliminare.

Alle 18:30 Annalisa Malerba, docente e chef di cucina naturale, presenterà “Eleganti e profumate: erbe aromatiche in tavola e non solo!”, un laboratorio con degustazione guidata di ricette inedite

Seguirà alle 19:30 il DJ set a cura di Dj Evil (Rock, Hard Rock, Alternative) e musica live dalle 21:30 con i Marcabru (Folk Randagio).

La sintesi del programma della domenica è la seguente:

10:30 – 11:00 Premiazione del Concorso fotografico “Comunicazione degli animali”
11:00 – 12:00 Maurizio racconta “Come diventare vegan a sessanta anni mi ha salvato la vita”
12:00 – 12:45 Alessandro Ortolan, Carrellini del Mago “La mia seconda occasione”
14:00 – 15:00 “Dagli allevamenti ai Santuari: il ritorno verso la libertà.” A cura della Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia (al Veg Fest con Ippoasi).
15:00 – 16:00 Laboratorio “Pillole di ecocosmesi: come realizzare una crema viso e corpo naturale” a cura di Simona Casalboni
16:00 – 17:00 “Le indagini negli allevamenti intensivi” a cura di Simone Montuschi portavoce di Essere Animali
17:00 – 18:00 Gara di dolci vegan. Nella prima mezz’ ora la giuria assaggerà i dolci in gara e nella seconda parte premierà i primi tre classificati.
18:00 – 19:00 Show Cooking

Tutte le conferenze e i laboratori sono gratuiti e aperti a tutti.
Potete visionare il programma completo sul sito www.vegfest-fc.weebly.com

Per ulteriori informazioni sul festival potete inviare una mail a info@vegfest-forlicesena.it

NUDI COME ANIMALI: INTERVISTA AD ELISABETTA XSAVAR

Abbiamo intervistato la bravissima artista e fotografa Elisabetta Xsavar, autrice di “Naked like Animals”, un progetto destinato ad avere risonanza internazionale.
Ecco cosa ci ha raccontato…

01

Elisabetta, grazie per essere sulle pagine di The Invasion. Puoi presentarti ai nostri lettori?

Salve a voi lettori! Mi chiamo Elisabetta Xsavar e sono una fotografa professionista e un’artista poliedrica, da sempre con una passione particolare per la fotografia. La fotografia è l’Arte con la quale mi sento più in armonia.. quando creo e quando lavoro.
Credo che un essere umano dovrebbe vivere in armonia con se stesso facendo azioni coerenti con il proprio credo e le proprie capacità. Un artista è chiamato a farlo ancora di più o non sarebbe tale.
Io “uso” l’arte non solo perchè è una mia esigenza interiore ma anche per dare il mio contributo, e con forza, a ciò in cui credo: la salvaguardia della Natura e degli animali.

La fotografia è un potente mezzo per informare ma anche per far conoscere la bellezza nascosta. Tu cosa cerchi nei tuoi scatti?

Nei miei scatti cerco la Bellezza. Più precisamente quella comunione tra essenza e materia, cerco di cogliere quell’attimo preciso. E quando lo colgo so che a vederlo, ogni parola o filosofia cade. Perchè immortalando certi attimi, hai tutto e la spiegazione di tutto, senza bisogno di parole.08

Mi piace molto la tua scelta del bianco e nero, perchè a mio avviso permette di enfatizzare lo scatto. Quando hai scelto questa tipologia artistica e perchè?

Adoro il bianco e nero, ma fotografo anche a colori. Per quel che riguarda il bianco e nero, lo scelgo spesso perchè permette di andare al di là. Una foto a colori indirizza la mente a delle emozioni precise. Definite. Il colore altera la percezione delle cose. E di per se, è un’illusione ottica. Per quanto meravigliosa. Il bianco e nero lascia che le emozioni di chi guarda siano più reali. Più interiori, come dire… più riflessive e autentiche. Tra le ombre e i chiaroscuri ci si perde, in un mondo che è profondamente dentro di te.

“Naked like Animals” è il nome sotto cui sono racchiusi una serie di scatti molto particolari che hai realizzato. Ci puoi parlare di questa scelta e spiegarci le ragioni che ti hanno spinto alla realizzazione di questo percorso artistico?

“Naked Like Animals” (“Nudi come Animali”) è un lavoro originale e lunghissimo.
Ci lavoro da anni, per me è stato un percorso personale molto forte. Devo ancora terminarlo, ma siamo ormai alla fine. “Naked Liked Animals” è destinata ad essere una mostra davvero forte e discussa, che avra la sua prima reale apparizione a Chicago. A meno che il comune di Roma o Milano non si decida a prendere in considerazione ed ad appoggiare artisti veri che affrontano problematiche reali, attuali e di vero tramite con la società… Ma torniamo prettamente a questo lavoro: dicevo che è un lavoro lungo perchè gli animali vengono tutti da situazioni particolari ma finite bene per loro. Allevamenti intensivi, vivisezione, zoo, salvataggi da parte dell’essere umano. Alcuni di loro da maltrattamenti nei circhi, e purtroppo alcuni non potranno essere reimmessi in natura. Ma almeno non vengono più usati e maltrattati.
Ho iniziato questa lavoro chiedendomi: ma noi esseri umani possiamo realmente essere comparati agli animali? Chi siamo noi? Chi siamo di fronte alla natura e agli animali? A dire il vero non ho ancora una risposta completa…. ma sono in cammino, e in questo cammino ho scoperto molte cose che mi hanno dato un po di luce. Prima fra tutte, mi sento di dire che con gli animali abbiamo poco a che vedere. E non parlo di aspetto ma di qualcosa di più profondo a partire dal pensiero. Ed è per questa profonda diversità che ripartirei da capo. Tutto quello che facciamo e abbiamo creato, è deleterio per noi stessi. Perchè andiamo anche inconsciamento verso un comportamento, così innaturale? E’ solo per la superbia e per la sete di soldi e di potere? E prima dei soldi e del potere cos’altro c’è? Perchè noi, che non possiamo vivere in un bosco e all’aria aperta senza proteggerci con vestiti o armi, dovremmo sentirci superiori? Il discorso e le domande sono tante… ma partirei dal fatto di guardare l’essere umano cosi com’è realmente, messo a confronto con gli animali. Quando scatto le foto e riguardo queste immagini, mi balenano nella testa tantissime emozioni e quesiti. Per quel che riguarda questa esperienza, sicuramente sottolineo che l’uomo è diverso dagli animali. Nel profondo. E credo che quello che dovrebbe ritrovare non è l’animale che è in se o ricordarsi di quando era puro come loro: non lo è mai stato. Dovrebbe ricordarsi senza tanti discorsi, e allungamenti, e percorsi intellettuali e filosofici, di una cosa sola: IL RISPETTO per le altre creature e per il proprio habitat. Quindi “Naked like Animals” sarà una mostra importante, profonda… forse troppo. Spero che queste foto lancino dei forti segnali a tutti.

07

Come è stato fotografare la nutria Mariah? Avevi mai visto uno di questi animali dal vivo prima?

Mariah…. sarò sincera nel dirti che non ne avevo mai vista una e che la mia mente era condizionata da tutto quello che fin da piccola sentivo dire sulle nutrie, un po mi impauriva l’idea di accarezzarla. Sarò ancora più schietta,mi schifava… Lo so è brutto da dire, ma è cosi ed è per questo che ho voluto incontrare anche loro da vicino. Quello che ho incontrato invece è un’essere dolcissimo e sereno, capace di ricevere amore e di darne a suo modo. La sua storia mi ha commossa particolarmente.
Chi avrebbe salvato da morte certa, accolto a casa sua e amato sebbene paralizzata alle gambe una Nutria, proprio una “schifosissima nutria pericolosa e infestante che crea problemi all’ambiente” cosi come purtroppo viene definita e denigrata ingiustamente dalle persone che non la conoscono?
Mariah vive felice, e lo scambio tra Angelica Benazzi (la sua salvatrice ed amica) e lei è qualcosa che lascia senza parole. Allora mi sono detta: non cè mai fine al male, è vero. Ma neanche al bene. Pensiamoci.

11

Noi nel 2014 abbiamo organizzato un piccolo concorso fotografico dedicato alla Nutria, per incoraggiare le persone ad avvicinarsi e a conoscere meglio questo animale troppo spesso bistrattato, e a breve ne riproporremo una seconda edizione. Pensi anche tu che la fotografia sia un buon mezzo per smuovere e sensibilizzare le persone?

Ottima iniziativa, certo. La fotografia è uno dei mezzi più potenti per parlare alle persone nel cuore. E’ un documento storico, un’attimo di realtà immortalato e indelebile, che racconta una storia. Anche in un solo scatto. Questo per me è la fotografia, ed è per questo che non uso Photoshop, criticata ovviamente da molti colleghi fotografi che lo usano “a tutta birra” hahha che bello non usavo questo temine dagl’anni 80! Ottima occasione. Dicevo, come si può fare una bella foto e poi andare a violentare la realtà immortalata con un programma che altera quella realtà più di quanto faccia già una macchina fotografica? Mah! Comunque sì, la fotografia è molto importante e utile per affrontare temi come l’animalismo, l’antispecismo, la realtà in genere. Infatti quando fotografo in ogni dove, di infestante vedo solo l’uomo. Le nutrie non hanno nemmeno la colpa per il fatto di essere in Italia, furono importate dall’America per farvi pellicce. Poi nessuno volle più le pellicce di nutria e le liberarono creando i problemi che conosciamo. Problemi che potrebbero essere risolvibili tranquillamente senza l’uso di veleni o cacciatori o altra cattiveria umana. Basta informarsi, come sempre…

04

Ti ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, buona fortuna per i tuoi progetti!

Grazie a voi per l’opportunità di dire la mia, lo ritengo sempre un lusso potersi esprimere ed essere ascoltati da molta gente.

 
Vi invitiamo a seguire Elisabetta sulla sua pagina facebook e sul suo sito.

Vi ricordiamo inoltre un importante evento cui Elisabetta sarà ospite, che si svolgerà a Bologna il 27 maggio prossimo:
https://www.facebook.com/events/1230738783610496/09

 

THE INVASION CON “I WANT THE BEARS FREE”

P_20160212_223119 copy P_20160212_232232 copy

 

 

 

 

 

 

Venerdì sera 12 febbraio si è svolto l’evento “I WANT THE BEARS FREE”, organizzato da Oipa Verona.
Al Blocco Music Hall è stato tempo di musica nel nome dell’orsa Daniza con la band ILNERO, guidata da Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba dal 1999 al 2006.
Durante la serata, fatta di ottimo cibo vegano e di corroborante musica, la regista Ilaria Marchini è intervenuta parlando del documentario The Invasion – A Coypumentary al pubblico presente.

SAMSUNG DIGITAL CAMERASAMSUNG DIGITAL CAMERA

 

 

 

 

 

 

Ringraziamo Alessandro, Susanna e gli altri volontari di Oipa Verona per lo spazio che ci hanno concesso e speriamo di essere ancora loro ospiti in futuro.
Ricordiamo che su Produzioni Dal Basso i ragazzi di “I Want the bears free” hanno aperto una raccolta fondi per l’organizzazione delle prossime serate. Se volete contribuire il link è il seguente: https://www.produzionidalbasso.com/project/i-want-the-bears-free

SAMSUNG DIGITAL CAMERAP_20160212_223053 copy

 

 

A MANTOVA, SALA PIENA PER THE INVASION

IMG_3296 copy 943938_951680384911434_7938595321932670945_n copy

 

 

 

 

 

Una sala gremita di gente ha accolto, lo scorso mercoledì 10 febbraio al cinema Mignon di Mantova, la proiezione del nostro documentario The Invasion – A Coypumentary.
La serata, presentata dal giornalista Nicola Artoni, è iniziata con le relazioni di alcuni esponenti che quotidianamente si confrontano con i cittadini in cerca di risposte concrete ai problemi gestionali delle nutrie.
I consiglieri provinciale Franco Tiana e regionale Andrea Fiasconaro hanno esposto i dettami normativi ed amministrativi di riferimento, che in meno di due anni hanno registrato profondi cambiamenti. L’ultimo dei quali è stato l’approvazione del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, che ha riportato la gestione delle nutrie all’interno dei parametri fissati dalla normativa nazionale, dalla quale la nutria era stata esclusa a luglio 2014.
Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore Animali selvatici della Lav, ha delineato il quadro che ha portato alla presenza delle nutrie – animali alloctoni – sul territorio nazionale. Gli animali, di origine sudamericana, sono stati infatti importati in Italia allo scopo di utilizzarli nell’industria della pellicceria: se una responsabilità deve quindi essere individuata, è agli allevatori e ai pellicciai che ci si dovrebbe rivolgere, anche chiedendo che si facciano carico delle spese.
Infine il geologo Daniele De Togni ha illustrato la tecnologia delle reti di difesa arginale, quale sistema estremamente efficace per prevenire i danni provocati dalle nutrie lungo le sponde maggiormente esposte al rischio.

IMG_3314 copy IMG_3322

 

 

 

 

 

 

E’ inziata poi la proiezione del documentario, cui il pubblico in sala ha assistito con vivo interesse, tanto che alla fine le domande si sono susseguite ben oltre l’orario previsto per la chiusura dell’evento. Molti gli agricoltori che, estremamente frustrati dall’incertezza determinata dalle altalenanti scelte politiche, hanno espresso il loro malcontento chiedendo concrete soluzioni ai problemi determinati dalla presenza delle nutrie. E’ emersa in particolare la necessità di costruire dei tavoli di confronto tra la politica ed i portatori di interesse, allo scopo di individuare soluzioni concrete e condivise. Molto interessante l’intervento in sala di un agricoltore che ha raccontato di aver individuato una soluzione incruenta ed efficace per garantire la solidità degli argini che fanno da confine ai suoi terreni: anzichè aspettare l’intervento degli enti preposti – ha raccontato – è sufficiente dotarsi di una pala meccanica e semplicemente riassettare le zone dove gli animali hanno scavato le loro tane. Questo garantisce l’allontanamento degli animali e la garanzia di non subire danni per un periodo di tre anni: una soluzione decisamente efficace ed economica.

IMG_3323 IMG_3304

 

 

 

 

 

La Lav, in chiusura della serata, ha riportato il tema della gestione delle nutrie all’interno di un più complesso sistema di gestione delle popolazioni di animali selvatici. Un sistema che ancora oggi si basa su piani di abbattimento degli animali attuati dai cacciatori, ma che negli anni ha dimostrato tutta la sua inefficacia. “E’ ora che le amministrazioni cambino prospettiva – ha detto la Lav – i metodi  che si basano sull’incremento della mortalità degli animali hanno dimostrato chiaramente la loro inefficacia, è necessario ripensare il sistema basandolo sul contenimento della natalità”. Un approccio già utilizzato con successo da decenni nel nord degli Stati Uniti che, utilizzando uno specifico vaccino, consente di rendere sterili le femmine dei mammiferi per un periodo di tre-cinque anni.“E’ tempo che le amministrazioni contribuiscano concretamente allo sviluppo di metodologie analoghe – ha concluso la Lav – che consentirebbero finalmente di raggiungere una soluzione efficace, economica ed incruenta, a qualsiasi problema determinato dalle relazioni tra i normali processi eto-biologici degli animali selvatici e gli interessi economici di alcune categorie di cittadini”.
Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti, rendendo questa serata un’importante occasione di incontro e di scambio di opinioni. Un sentito ringraziamento anche a Lav Mantova per la preziosa collaborazione nell’organizzare l’evento e al Cinema Mignon per l’ospitalità.

ORSI, NUTRIE E ROCK’N’ROLL

12661811_783768345061906_8400731639236334617_nVenerdì 12 febbraio saremo ospiti dell’evento “I WANT THE BEARS FREE” che si svolgerà presso Il Blocco Music Hall di San Giovanni Lupatoto (VR).
Il programma prevede in apertura (ore 19:30) un rinfresco vegan a cura della veg chef e delegata di Oipa Verona Susanna Salaorni.
A seguire verrà proiettato il trailer del nostro “The Invasion – A Coypumentary”, che sarà presentato dalla regista Ilaria Marchini.
Infine, verso le 22, arriverà il grande rock’n’roll di Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba ed oggi alla guida della fantastica band Il Nero.
Durante la serata avremo un nostro piccolo spazio informativo, se siete in zona vi aspettiamo!

THE INVASION A MANTOVA

12304425_520923468075576_4519829133155594569_o

Mercoledì 10 febbraio 2016, a partire dalle ore 20,30 presso il Cinema Mignon (via Benzoni 22, Mantova) si terrà una serata  interamente dedicata alla “questione nutria”.
Verrà presentato per la prima volta nella provincia mantovana il nostro The Invasion – A Coypumentary.
L’evento, che sarà ad ingresso gratuito, è organizzato da LAV Mantova in collaborazione con Silos Production, al fine di creare un’occasione di approfondimento e di dialogo sul tema in oggetto.
“The Invasion” è un documentario che introduce il tema delle specie alloctone, animali “alieni” che vivono vicino a noi: piccoli e grandi stranieri che si sono adattati a vivere lontano dal loro ambiente di origine, definiti “invasivi” anche se la loro presenza nel nostro territorio è stata causata dall’uomo. Quali sono le ripercussioni che queste specie possono avere sulla biodiversità e sugli ecosistemi? In che modo l’uomo le percepisce e vi si pone in relazione?
Il documentario, in modo imparziale ed analitico, cerca una risposta a queste domande andando ad approfondire proprio il caso della nutria (Myocastor Coypus): attraverso l’apporto degli esperti, “The Invasion” punta alla diffusione di una corretta conoscenza di questo animale. La nutria è infatti un animale odiato, temuto, talvolta anche amato, oggetto di infinite discussioni nonchè di fantasiose leggende metropolitane.
“The Invasion” è anche un’inchiesta che tratta le problematiche derivanti dall’elevato numero di nutrie presenti nel nostro territorio, le modalità di gestione applicate nel corso degli ultimi due decenni, i relativi costi, i risultati ottenuti e le possibili soluzioni ecologiche.
Saranno ospiti dell’evento:
Andrea Fiasconaro, Consigliere della Regione Lombardia, che fornirà uno sguardo sulla normativa regionale e situazione attuale.
Franco Tiana, Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Mantova, che parlerà degli interventi effettuati e delle proposte presentate in ambito provinciale.
Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale LAV settore Caccia e fauna selvatica, che parlerà di Specie alloctone e del caso della “nutria espiatoria”.
Daniele De Togni, geologo, esperto in problematiche di difesa del suolo,  che illustrerà l’applicazione della rete metallica a doppia torsione per il controllo della diffusione della nutria lungo le sponde arginali. Condurrà Nicola Artoni, giornalista.
Dopo la proiezione verrà dato spazio alle domande che il pubblico vorrà rivolgere alla regista del documentario e ai relatori.
Seguirà un piccolo rinfresco.

Per informazioni scriveteci a info@theinvasion.it

THE INVASION SBARCA SU “DISTRIBUZIONI DAL BASSO”

A partire da lunedì 18 gennaio 2016 il nostro documentario è disponibile on demand su Distribuzioni dal basso, il portale nato per la distribuzione dei documentari e dei film indipendenti.
Tutte le opere pubblicate sul sito sono registrate secondo la licenza libera del Creative Commons e sono state finanziate grazie al crowdfunding.
Potete richiedere la vostra copia in digitale o in dvd cliccando qui: http://www.distribuzionidalbasso.com/the-invasion/
E’ possibile inoltre organizzare una proiezione mediante l’apposito form che trovate nella nuova sezione del nostro sito dedicata alla Distribuzione.
Ringraziamo nuovamente tutti coloro che hanno contribuito e reso possibile la realizzazione di questo nostro progetto.
Un sentito grazie anche tutti gli utenti che ci seguono con regolarità sulla nostra pagina facebook.

Schermata 2016-01-20 a 17.00.46

 

 

 

 

 

NUTRIAUGURI DI BUONE FESTE!

Carissimi,

questo 2015 pieno di impegno e di soddisfazioni è quasi giunto al termine. Prima degli auguri di rito è giusto tracciare un resoconto di questi intensi mesi:

–       Il documentario è finito ed è stato presentato a Bergamo lo scorso 26 novembre. Potete leggere il report alla serata qui: https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/2015/11/28/linvasione-a-bergamo-report-della-prima/

–       A tutti i sostenitori sono stati spediti i dvd ed i rewards previsti dalla campagna di crowdfunding

–       Stiamo vagliando un paio di ipotesi di distribuzione, che speriamo di definire nell’arco di qualche settimana: intanto se volete fare vostra una copia del dvd potete contattarci a info@theinvasion.it

–       Le date per le prossime proiezioni e presentazioni del documentario si stanno man mano delineando: per rimanere sempre aggiornati seguiteci sulla pagina facebook e sul sito

–       E’ notizia di poche ore fa che la legislazione sulla nutria è cambiata di nuovo, andando a complicare un quadro di per sé già complesso. Come sempre vi terremo informati passo passo sugli sviluppi, continuate a seguirci sulla nostra pagina facebook

 

Vi auguriamo Buon Natale e Felice 2016 con la bellissima gif animata realizzata da AliceMuskat, creatrice di tutte le animazioni del nostro documentario: una nutria TRAVOLTA dal Natale 🙂

 

 

LA STORIA DI NATASCIA E DI KIWI LA NUTRIA

12189078_1038418446210665_4149377601328458332_n

Fino a non molti anni fa, chi mai avrebbe creduto che una nutria potesse diventare un animale da compagnia? Molti di voi già hanno conosciuto, anche attraverso il nostro sito e la nostra pagina facebook, le storie di Willy il castorino, di Mariah, di Cillo, di Myo, di Maho… e di altre nutrie che hanno vissuto a stretto contatto con coloro che le hanno salvate e che in seguito se ne sono presi cura. In Sardegna però ancora non era stato documentato alcun un caso di questo genere.
Oggi vogliamo raccontarvi la storia eccezionale della piccola nutria Kiwi e della sua salvatrice Natascia. Una storia che ha conquistato il web e che si è purtroppo conclusa il 9 dicembre scorso a causa di un tragico incidente.
Abbiamo intervistato Natascia, ed ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Natascia, grazie per averci dato la disponibilità a rispondere a questa intervista.
In quali circostanze hai trovato Kiwi?

Ho trovato Kiwi tramite la pagina facebook La Cricca di Molentargius… una ragazza l’aveva trovata abbandonata in un parcheggio, quindi l’aveva presa e portata a casa. L’ho contattata di lunedì, lei abita a Musei (vicino a Inglesias), mi ha detto che sarebbe potuta venire a Quartu per portarmi la piccola solo il sabato successivo. Alla fine non ho potuto aspettare e sono salita io da lei già il martedì.

Come è stato il tuo primo incontro con lei?

E’ stato amore a prima vista, era una piccola pallina di 10 cm al massimo, la ragazza che me l’ha consegnata la teneva dentro una scatola. Io l’ho presa dalla scatola ho pensato di chiamarla Kiwi.
10401580_1058530990866077_5792169770192613708_n 12341082_1059046267481216_4645568425115191014_n11018093_982844111768099_8349546039645958546_n

 

 

 

 

 

 

 

 

Si è adattata bene alla vita domestica? Andava d’accordo con gli altri animali?

Kiwi subito si è adattata alla vita domestica, mi seguiva sempre e sapeva come farsi capire. Mi tirava il pigiama per avere la sua colazione, quando voleva essere presa in braccio si metteva in piedi su due zampe. Poi l’ho inserita poco alla volta anche nella vita dei miei cani, non l’hanno accettata subito, ma piano piano si sono abituati alla sua presenza. Alla fine mangiavano anche assieme.

Com’è stato averla in famiglia? Era affettuosa?

Kiwi era un’amore, si faceva amare da tutti essendo la piccola e “la diversa” della famiglia. Era la mia ombra, difficile che io riuscissi a stare senza di lei: dormiva a fianco al mio letto, senza di me non andava da nessuna parte.

Kiwi era abituata anche a viaggiare con te?

Kiwi ha sempre amato la macchina, era curiosa nei confronti di tutto quello che non conosceva e non aveva per niente paura. In macchina stava sempre in braccio e voleva il finestrino aperto per tenere fuori la testa e guardare il paesaggio.

11737876_988055034580340_7420407184018952895_n 12369142_1055995261119650_8802157283138259652_n 12373230_1057152321003944_3121033323460765148_n

 

 

 

 

 

 

 

Grazie alle foto sulla pagina facebook Kiwi la nutria di Quartu, hai avuto modo mostrare le nutrie in un’accezione positiva e diversa da ciò che si legge sui giornali. Ci sono stati problemi o la maggior parte delle persone hanno scritto commenti positivi?

Molta gente scettica, seguendo la pagina facebook di Kiwi si è ricreduta sulle nutrie. Almeno il 99% delle persone che seguono la pagina hanno cambiato idea. Prima vedevano le nutrie come topi giganti pericolosi e dannosi… con il passare del tempo si sono ricreduti e mi sono stati molto vicini anche quando Kiwi è venuta a mancare.

12377884_1060895070629669_4911479463963872496_o

C’è qualche episodio o qualche aneddoto della tua vita con Kiwi che desideri raccontarci?

Un giorno sono stata invitata in un pub. La padrona del locale seguiva sempre la pagina facebook di Kiwi e mi ha chiesto di fargliela conoscere: il marito di questa signora aveva la fobia, quasi sveniva al pensiero che avrei portato lì una nutria! Quando l’ha vista, ha iniziato subito a coccolarla e dopo 5 minuti che la teneva in braccio, non me la voleva più ridare! L’ha tenuta in braccio e lei poi si è addormentata… poi però quando si è svegliata mi cercava: Kiwi era e rimane la mia piccolina.
Quest’anno è stato un anno davvero brutto, ho perso i cuccioli del mio cane a causa della gastrointerite. Kiwi mi stava vicina quando facevo le notti in bianco per stare accanto ai cuccioli, non mi lasciava mai sola, sentiva che stavo soffrendo. La sua presenza mi è stata tanto di aiuto in quel momento.

12375969_1060895003963009_5441966721037451541_n

Ho visto che dopo la scomparsa di Kiwi, hai adottato un altro cucciolo. Vuoi dirci qualcosa di lui?

Dopo la perdita di Kiwi ero (e sono tutt’ora) veramente a pezzi. Io e il mio compagno avevamo già deciso di prendere un’altra nutria che facesse compagnia a Kiwi. Quando purtroppo è venuta a mancare, abbiamo chiesto un incontro con le persone che hanno trovato Minù… che poi si è rivelata essere un maschio e ora si chiama Leo. Quando l’ho visto sono scoppiata a piangere, mi ricordava tanto Kiwi e subito non lo volevo, il dolore era ed è troppo forte. Poi ho capito che aveva bisogno di qualcuno che potesse prendersene cura, avendo problemi alle zampe posteriori e alla spina dorsale. Ora vive con me a casa… non è Kiwi e non prenderà mai il suo posto, però mi sto affezionando a lui piano piano.

12346464_1052608838124959_8008373844433289528_n

C’è un messaggio che vorresti lasciare ai lettori del nostro blog?

Le nutrie sono animali fantastici. Se fanno danni è perché hanno bisogno anche loro di vivere. Se si mostrano aggressive è perché qualcuno le minaccia o minaccia i loro piccoli (tutte le mamme vedendo il proprio piccolo minacciato corrono a proteggerlo). In molte regioni è consentito l’abbattimento di questi animali … perché invece di farne una strage non mettono l’obbligo a tutti i contadini di recitare il proprio terreno? In questo modo le nutrie non entrerebbero e non farebbero danni. Rispettate ciò che madre natura ha creato! Il problema del mondo non sono gli animali, ricordiamo che noi uomini siamo ospiti qui, lasciamo in pace ciò che madre natura ha creato!

Ringraziamo Natascia per averci rilasciato questa intervista e vi invitiamo a continuare a seguire la pagina di Kiwi la nutria di Quartu.

12345503_1056037321115444_2905827698901162165_n

L’INVASIONE A BERGAMO: REPORT DELLA PRIMA

IMG_2640 IMG_2634

 

 

 

 

 

La prima di “The Invasion” a Bergamo, organizzata dalla sezione LAV locale, è stata un successo sotto molti punti di vista: in primis per la buona affluenza di pubblico, che ha potuto gustarsi in prima visione il documentario e visitare l’interessante mostra “Gli Indesiderabili” di cui fa ovviamente parte anche la nutria. La serata è stata anche impreziosita dall’intervento di Massimo Vitturi (responsabile settore caccia e fauna selvatica LAV) che ha spiegato in modo semplice e comprensibile il perché dell’odio dell’uomo comune verso gli animali protagonisti della mostra, che risultano capri espiatori e pagano colpe non loro.

IMG_2659 IMG_2643

 

 

 

 

 

Altre gradite ospiti sono state la nutria domestica Mariah con la sua accompagnatrice Angelica Benazzi: prima della visione del documentario Angelica ha raccontato la storia del ritrovamento e della cura di Mariah e dello splendido rapporto che si è creato fra loro.

La visione di “The Invasion – A Coypumentary” è stata seguita da un momento di incontro con la regista Ilaria Marchini: un ottimo piano di riscontro per la riuscita della serata, visto che i presenti hanno seguito prima con interesse il documentario e poi hanno rivolto alla regista domande pertinenti, che hanno dimostrato che la visione del documentario ha suscitato curiosità e aperto nuovi dubbi sull’intervento umano verso questo animale.

IMG_2652 IMG_2662

 

 

 

 

 

Ringraziamo Donato Ceci, presidente di LAV Bergamo, per aver realizzato con i suoi collaboratori questa prima perfettamente riuscita: invitiamo voi che leggete a seguirci sempre qui sul blog e sulla pagina facebook in modo da restare informati su nuove proiezioni e su tutte le altre news targate “The Invasion”.

IMG_2644 IMG_2647

LA PRIMA DI THE INVASION

Il nostro “The Invasion – A Coypumentary” è pronto a debuttare a Bergamo all’Auditorium di Lab80, in Piazza della Libertà 2, giovedì 26 novembre. L’ingresso sarà su offerta libera.

post fb

Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente chi ha contribuito al crowdfunding. Un sincero e sentito GRAZIE ai più di 100 sostenitori che hanno reso possibile, mattone dopo mattone, la realizzazione di questo nostro importante progetto.

La proiezione del documentario avverrà all’interno della mostra itinerante della LAV “Gli Indesiderabili”, allestita da Lav Bergamo con la collaborazione di Lab80 film. L’esposizione, visitabile dal 23 al 29 novembre, si pone l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione comune presentando gli animali definiti “problematici” per quel che sono: esseri viventi con una serie di caratteristiche e necessità etologiche, non corpi a perdere da annientare. I soggetti fotografici, accompagnati da illustrazioni ironiche e dalla descrizione delle abitudini e dei comportamenti degli animali protagonisti, invitano i visitatori a riflettere su pregiudizi e false credenze, fornendo stimoli per nuovi punti di vista e promuovendo una reale conoscenza di questi animali.

cover FB mostra gli indesiderabili

 

 

“ANDAR PER PENSIERI” CON LE NUTRIE

Gillipixel è un blogger poliedrico, in grado di colpire il lettore con riflessioni e ragionamenti che toccano, in maniera trasversale, vari aspetti della nostra vita.

Il blog Andar Per Pensieri è lo specchio, cristallino e limpido, in cui si specchiano i pensieri, le domande e le riflessioni di Gillipixel.
Noi di The Invasion l’abbiamo scoperto per le sue vignette dal titolo Ma robe da nutria, in cui il nostro Myocastor Coypus è utilizzato (insieme alla sempre tagliente arma dell’ironia) per farci riflettere su alcune storture del pensare comune.
Tutte le nutrie protagoniste delle strisce a fumetti di Gillipixel, a partire dal capostipite Nonno NutriUno (che sostiene di essere ancora uno dei vecchi castorini venuti dal Sud America), osservano la realtà stonata da cui sono circondate.

10872958_1383793975254043_1904815413582995543_o

1559374_1383793948587379_3833905731781491328_o 1403060_1383793958587378_8996196897439081194_o

10872851_1383793968587377_815745523172822975_o

 

 

 

 

 

 

Ecco come l’autore del blog ha risposto ad alcune domande che gli abbiamo posto:

Ciao Gillipixel, grazie innanzitutto per il tempo che ci concedi. Come è nata l’idea del blog Andar Per Pensieri?

Ciao ragazzi, grazie di cuore a voi (e in particolare a Ilaria) per il vostro interessamento ad Andarperpensieri. E grazie per le bellissime parole introduttive che avete voluto dedicare al mio blog. Il mio spazio web di “scribacchiamenti” assortiti festeggia giusto in questi giorni il suo settimo compleanno.
Di fatto, Andarperpensieri è nato grazie a un’amica blogger: Rosalucsemblog. Lei conosceva e apprezzava i miei scritti, e aveva esperienza nel mondo dei blog. Mi suggerì di provare e mi spiegò i passi tecnici fondamentali da fare. Fu una cosa molto estemporanea, nella pratica. In un pomeriggio di inizio estate del 2008, via chat, Rosa mi diede le direttive e io aprii il blog. Anche il nome lo improvvisai sul momento. Sembrerà strano, ma in tutto questo tempo non ho ancora capito se il titolo del mio blog mi piace o no. Però ormai il blog era associato a quel nome e così è rimasto. Come un tale che venga battezzato Genoveffo, e a forza di sentirsi chiamare così, un po’ ci si affeziona (…d’accordo, Andarperpensieri è molto meno terribile di Genoveffo…). Ci tengo invece tanto al mio nome da blogger, Gillipixel. Mi piace proprio un sacco. Quello lo coniò la stessa Rosalucsemblog e mi è molto caro. Perché condensa mille significati: Gillipixel infatti di base sono io, ma al tempo stesso è un “non-me”, un alter-ego letterario-narrante, a tratti surreale, che materializza la sua esistenza immateriale sull’onda evanescente dei pixel telematici.
Se mi giro indietro a guardare il tempo trascorso, non solo dall’inizio del blog, ma anche prima, fin dal periodo delle scuole (se non addirittura dell’asilo), mi accorgo che alla base di tutto c’è sempre stata la passione per le parole in generale e per la scrittura in particolare. Il punto è che ci ho messo un bel po’ di anni per rendermene conto. Che mi piacesse (e anche tanto) scrivere, l’ho capito piano piano, nel tempo. Il blog ha rappresentato una tappa importante nella conferma e nel rafforzamento di questa consapevolezza. Spero che simili affermazioni non suonino come delle banalità di facciata. Quando dico passione per la scrittura, non parlo di una specie di hobby o passatempo. Intendo proprio una dimensione che entra con grande intensità fra le componenti fondamentali della vita. Scrivere è tante cose: è una sorta di autoterapia mentale, è una forma di esplorazione interiore. E’ gioco, rito, meditazione, esplorazione, avventura, è libertà sconfinata. Nella scrittura sta celato un tipo di “sacralità” profondissima, forse la più profonda. E’ possibilità di ritirarsi in un proprio mondo fantastico, fatto di parole che al tempo stesso posseggono capacità vastissime di incidere sulla “realtà realizzata e realizzante”. La scrittura fornisce uno dei mezzi di trasporto più potenti che esistano: scrivendo puoi viaggiare laddove nessun altro veicolo ti potrà mai condurre. Scrivere tira fuori la bellezza che hai dentro. Quando scrivo provo gioia, mi commuovo, mi esalto, godo, provo un senso di espansione, di “ulteriorità”, di annullamento delle barriere e dei limiti. E, come mi piace dire spesso un po’ per scherzo, la cosa più bella è che tutti questi effetti li puoi ottenere senza drogarti e senza bere nemmeno un goccio: è sufficiente mettersi alla tastiera, o davanti a un foglio con la biro in mano, e partire a scrivere.

11083805_1426399077660199_5839907385945337227_o10991643_1426399070993533_7725849050728374582_o11083988_1426399064326867_4139573697084462772_o10623369_1426399080993532_4611887291680037921_o

 

 

 

 

 

 

Per te cosa rappresenta scrivere nel blog?

Come accennavo prima, nel blog ho trovato la possibilità di dare un tipo di coronamento particolare, alle tante idee, emozioni, suggestioni riguardanti la scrittura, che già da tempo nutrivo dentro. Il blog ha amplificato un po’ tutto, in un certo senso. Non credo molto a chi sostiene di scrivere solo per se stesso. In larga parte è anche così, ci mancherebbe, altrimenti mi contraddirei rispetto ai pregi della scrittura che ho elencato prima. Ma secondo me, in fondo in fondo, si scrive per arrivare agli altri. E anche per sentirsi dire che si è bravi a scrivere, non lo si può negare. O meglio, per sentirsi dire che qualcosa, nell’intimo del lettore, grazie a un nostro scritto, è stato sfiorato e messo in luce.
A mio avviso, la forza del blog sta nell’offrirti questa e altre possibilità del genere, in una forma potenziata. Scrivi un testo e pochi attimi dopo puoi arrivare ad un numero virtualmente elevato di lettori. Che poi nella realtà (almeno, nel mio caso) questo non accada quasi mai, è un altro discorso. Internet è un “mare magnum” indicibilmente dispersivo, non c’è bisogno che lo ricordi io. Ma l’importante è sapere che il tuo scritto non è stato messo a raccogliere polvere in un cassetto. Sai che potrà sempre passare di lì qualcuno che viene catturato dalla tua scrittura. E’ questa la “magia” del blog.
C’è da aggiungere che il mio modo di scrivere confligge alquanto con le regole di internet, le quali prevedono velocità, immediatezza, sintesi estrema, capacità di fare colpo in pochi attimi, semplificazione dei concetti ai fini di una loro maggiore “appetibilità” comunicativa. Di questi fattori, ho sempre tenuto conto solo in minima parte. In questa prospettiva, il mio è un blog molto anomalo. Scrivo sempre come se scrivessi nell’ottica di pubblicare su carta. E’ una sorta di piccolo “autoinganno” che mi infliggo volentieri, pur di non rinunciare al mio modo di intendere la scrittura. Quando scrivo, voglio divertirmi, nel senso più nobile del termine. Voglio che sia un’operazione gioiosa, il cui risultato, possibilmente, giunga a donare qualche scintilla di bellezza a chi leggerà. Tutto ciò si ottiene solo con la lentezza, con la sedimentazione dei concetti, con la riflessione che si prende il tempo necessario. Non mi importa, se così facendo, perdo per strada potenziali lettori. Tanto per dire: la metà di chi aveva iniziato a leggere queste mie risposte, sarà ormai seduta su una panchina ai giardinetti, col cane già “pisciato”; un altro quarto avrà acceso la tele su RaiGulp; buona parte dei rimanenti starà cercando un paio di infradito a nolo su “trading-fuffa-online.it”; ma è per quei tre che hanno avuto la pazienza di continuare ad ascoltarmi, che mi piace scrivere e mi piace pensare di continuare a scrivere.
Con questo, non intendo dipingermi come il martire dell’idealismo narrativo, e nemmeno dedicarmi a pratiche di snobismo applicato. Ogni volta che l’uomo si produce in una qualche forma di “espressione”, intendendo il concetto nel senso più vasto possibile (dal contadino che vanga un quadrato d’orto per seminare i peperoni, a Michelangelo che dipinge la volta della Sistina) il fine da perseguire deve essere sempre la bellezza (fatti salvi gli aspetti di utilità e convenienza del caso). Non scrivo come scrivo, dunque, per fare lo snob o l’originale a tutti i costi. Lo faccio solo perché sento che la mia via al raggiungimento di qualcosa di bello, passa per questi modi di fare. Magari sbaglierò; magari i risultati non saranno sempre lusinghieri; magari nel tempo cambierò idea e prospettiva. Ma per il momento, così mi sento di fare.
Di fatto, Andarperpensieri è sempre stato un blog seguito da pochi lettori, ma c’è un risultato di cui vado molto fiero: il gradimento maggiore l’ho sempre ricevuto da parte delle donne. Se uno si prende la briga di passare in rassegna i miei scritti, andando indietro sino a quelli più “remoti”, noterà che i commenti più lusinghieri sono stati lasciati da esponenti del lato femmineo del “corpo lettorale”. Questo fatto mi suscita curiose e buffe riflessioni. Da una parte, mi domando se ciò sia dovuto a una particolare sensibilità presente nelle cose che scrivo e nella forma in cui le scrivo (forse non sarà così, ma almeno mi piace pensarlo…). Per altri versi invece, non posso non constatare la singolarità del fenomeno: potete credermi se vi dico che nella realtà, sono tutt’altro che uno sciupafemmine. Così, mi ha sempre fatto un po’ sorridere questo interesse femminile che suscito, quando vesto i panni della mia “identità scritta”. Tanto che spesso mi viene da pensare: “…Ah…se le persone fossero fatte non di corpi, voci e movenze, ma solo di parole scritte…beh, che gran playboy che sarei!!!…”.

10472249_1410040299296077_5539610746069114488_o10982170_1410040422629398_596990913463821519_o10856693_1410040562629384_1784748224208041992_o10945063_1410040649296042_846845218763448137_o

 

 

 

 

 

 

Quali sono le tematiche che ti stanno più a cuore?

Se mi è concesso di sfoderare per un attimo il mio miglior tono da fanfarone, ti rispondo così: tutte. Non c’è una tematica che non mi stia a cuore, in teoria. Ma al di là delle intenzioni facete, credo che anche in questa battuta ci sia qualcosa di vero, e tra l’altro sta celato proprio nel nome del blog, Andarperpensieri. Nel senso: se “vai per pensieri” con mente aperta e atteggiamento di ascolto, ogni argomento che ti passa per la testa diventa buono per riflessioni e considerazioni in merito.
Parlavo prima del “divertimento”, che ritengo ingrediente necessario del mio scrivere, nell’auspicio di riuscire a trasmetterlo a chi legge. Non dimentichiamo che “divertire” da un punto di vista etimologico deriva da “di-vertere”, ossia “deviare”, “volgere altrove, a partire da”. In generale, dunque, per ogni argomento che mi capita di affrontare, è più l’atteggiamento di fondo a cui tengo: ossia, ogni volta mi sforzo di inseguire i pensieri che mi portano a osservare le cose del mondo e della vita da punti di vista non comuni.
Detto questo, per rispondere in modo più ortodosso alla domanda, aggiungo che anche il mio blog ha i suoi argomenti prediletti. Prima di tutto la letteratura; poi l’arte; e poi la filosofia. E non necessariamente in quest’ordine d’importanza. Molti dei miei scritti nascono da passi interessanti letti su libri. Chi nutre passione per la scrittura, è inevitabilmente anche un lettore accanito. Tendenzialmente, leggo tutto ciò che di scritto mi capita sotto gli occhi. Ho sempre fatto così, fin da piccolo. L’ho raccontato anche sul blog: essendo io campagnolo d’origine, ricordo ancora molto vivamente lo stupore che mi prendeva, in occasione delle rare spedizioni in città, sul sedile dietro della macchina di mio babbo. Questo stupore mi derivava dalla marea di scritte che vedevo in ogni strada: nomi di negozi, cartelloni, segnali…leggevo tutto come fossero frasi di un racconto, o di un romanzo, magari spesso anche senza capire il senso di quelle parole, il che ne amplificava probabilmente il fascino misterioso ai miei occhi di bimbo. La mia scrittura dunque si forma spesso come continuazione “naturale” delle mie letture.
Una categoria del blog alla quale sono stato abbastanza fedele nel tempo è quella da me individuata con l’etichetta “epifanie del lettore”. Con “epifanie” intendo quei momenti in cui, durante la lettura di un libro, rimani come folgorato da un concetto, da un’immagine, da un’idea, la quale finisce poi per mettersi in risonanza con altre tue riflessioni già fatte, altre considerazioni già visitate. E’ così che a mio parere si alimenta la nostra conoscenza e si forma in noi la nostra visione del mondo.
C’è poi una specie di regoletta che cerco di rispettare: in generale, tendo a evitare gli argomenti sui quali sento di non avere la necessaria competenza, o che ritengo eccessivamente complessi per le mie capacità di analisi (leggi in particolare le questioni politiche o i grandi temi d’attualità). E’ anche vero che l’Italia rimane pur sempre la patria dei milioni di commissari tecnici, e il diritto di prodursi in argomentazioni da bar non è negato a nessuno. Magari sarà successo anche a me di scrivere dei bei luoghi comuni con tutti i crismi, ma se appena posso, mi sforzo di mettere, in ogni scritto, almeno una mia riflessione personale, qualcosa che, anche se modesta, sento di poter dire solo io, evitando di fare l’eco ad affermazioni che si potrebbero sentire comunemente e banalmente al termine di una briscola con annesso bianchino d’ordinanza sul tavolo.
A volte, per via di questa “scelta”, temo di apparire al lettore una persona fuori dal mondo e indifferente alle cose che accadono intorno a me. Ma posso garantire che non è assolutamente così. Nel mio piccolo, sto attento all’attualità e m’interesso di politica, cerco di rimanere informato un po’ su tutto. Nessuno può permettersi di ignorare le dinamiche del mondo in cui vive. Tuttavia, diciamo che col mio blog, ricerco la “profondità” percorrendo altre strade.
Nel corso di sette anni di blog, ci sono stati anche momenti di forte calo dell’ispirazione, ho pensato più volte che la mia “vena narrativa” si fosse inaridita. Ma poi sono intervenute delle specie di “sorprese”, che mi hanno dato nuova linfa ed entusiasmo per continuare. Una di queste belle iniezioni di fiducia è venuta dalla collaborazione con Kika, curatrice del blog “Le muse di Kika”. Ci sono capitato su un giorno, non ricordo come, e subito mi ha affascinato un gioco proposto da Kika ogni venerdì: lei prende un quadro, di autore più o meno celebre, nel quale è ritratta una donna, si studia l’abbigliamento del soggetto e lo ripropone in chiave rivisitata, con tanti riferimenti anche all’ambientazione e all’atmosfera dell’opera. Mi è piaciuta così tanto questa cosa, che mi sono messo a commentare, proponendo un gioco nel gioco: ogni volta, suggerivo una possibile sosia della donna ritratta, pescata fra i volti famosi dello spettacolo, del cinema, ecc. Kika mi ha suggerito di farne un appuntamento fisso in parallelo sul mio blog, ed è così che è iniziata la rubrichetta del venerdì “Le muse di Kika van per pensieri”.

11221502_1453182111648562_5263475106539679146_o11411906_1453182208315219_8258808021813083424_o11336939_1453182211648552_1515631091551898419_o11426225_1453182204981886_78680029639276731_o

 

 

 

 

 

 

Come è nata l’idea di “Ma robe da Nutria”? Hai sentito una spinta interiore per schierarti dalla parte delle nutrie?

Ecco, anche l’idea delle vignette dedicate alle nutrie mi ha fornito una buona dose di linfa creativa nuova per il blog. Più che schierarmi io dalla parte delle nutrie, sono state loro ad adottarmi. Nel senso che conoscevo questo animaletto più che altro per sentito dire e soltanto sulla base dei luoghi comuni che girano sul suo conto. Ma è da quando ho creato le prime vignette di “Ma robe da nutria”, che sono venuto a conoscenza di una realtà più ampia, riguardante questa “anomalia faunistica”.
Anche se mi piace mantenere in sospeso l’identità di Gillipixel, collocandolo nel suo ideale territorio denominato Gillipixiland, si sarà capito che vivo poco distante dal Grande Fiume, in una zona dove la fatidica bestiola abbonda. Non ci avevo mai riflettuto più di tanto, ma se abiti in questi posti, non puoi non accorgerti della presenza di questo animaletto. E’ una realtà che spesso ti viene spiattellata nei denti in modo drammatico, con le troppo frequenti carcasse di poveri esemplari investiti lungo le strade più trafficate. Oppure si manifesta in una sorta di anarchica esuberanza distorta e proliferante, quando capita di notare veri e propri reggimenti di questi toponi king-size, sulle rive dei fossi o di altri piccoli specchi d’acqua.
Se la si considera con attenzione, la storia della nutria irresponsabilmente introdotta dall’uomo in queste zone, è una fonte inesauribile di storture e contraddizioni. Che dietro questa storia si celasse un potenziale narrativo interessante, lo pensavo già da un po’. L’idea più “antica” di farne una vignetta, venne fuori fra le chiacchiere fatte con delle amiche, alcuni anni fa. La cosa rimase allora a livello di vago spunto, ma l’idea mi è ronzata in testa a lungo. Mi aveva sempre frenato la questione grafica: non ho abilità da disegnatore tali da permettermi di corredare le mie “sceneggiature” con immagini degne di questo nome. Alla fine però, ho pensato che questa mia “carenza” poteva essere in qualche modo ribaltata in una specie di pregio. Mi sono inventato questa forma grafica piuttosto ripetitiva e “burocratica”, che in qualche modo riflette come le nutrie vengono percepite nel distratto immaginario comune di chi le osserva senza sapere più di tanto sul loro conto, magari vedendole solo passando in macchina sulla provinciale o avendone sentito parlare in piazza, da qualcuno che ne sa ancora meno. La nutria nella pianura padana (che, non dimentichiamolo, insieme alla Ruhr tedesca, è il territorio più inquinato d’Europa) rappresenta a suo modo un frutto dell’industrializzazione, o per meglio dire, un suo effetto collaterale indesiderato. In questo senso, mi è parso di poter rendere bene questa nutria intesa come “prodotto industriale”, con la mia grafica standardizzata e monotona, in una forma di raffigurazione che in qualche modo riflette l’inquinamento mentale (oltre che fisico) connesso a tante realtà attuali del territorio padano.
Come accennavo prima, ho cominciato a fare le vignette, conoscendo solo poche generiche informazioni riguardo alle nutrie. Da questo punto di vista, sono state proprio le nutrie ad “adottarmi”, perché, soprattutto da quando ho deciso di trasportare le mie vignette su Facebook nella pagina “Ma robe da nutria” (che ora va di pari passo coi contenuti di Andarperpensieri), con mio stupore ho attirato l’attenzione di alcuni fan della pellicciosa bestiola (com’è successo con voi), e ho cominciato a imparare cose nuove in merito. La parte più sorprendente è stata quando ho saputo che le nutrie si possono addomesticare e ogni volta che ne vedo una in un video, mentre segue il “padrone” come un cagnetto o si fa fare i grattini come un micio, rimango sbalordito, pensando soprattutto a quanto poco ero informato su questa bestiola.

10658654_1442240656076041_7782023246951115796_o11206636_1442240669409373_8739239686204080937_o11194413_1442240672742706_3854698651486899785_o11174412_1442240679409372_7153161525452695036_o

 

 

 

 

 

 

Come mai la scelta della vignetta comica?

Un po’ tutto il blog è percorso da una vena di ironia di sottofondo, che mi viene abbastanza naturale quando scrivo. Se ci si guarda un po’ intorno e si considera la realtà in cui siamo immersi, possono venire in mentre tre diverse reazioni. La prima, sarebbe dotarsi di un arsenale di tutto rispetto e cominciare a far fuoco. La seconda, rivolgere le medesime armi contro se stessi e farla finita una volta per tutte. La terza, è armarsi invece di massicce dosi di ironia che aiutino a sopportare il non-senso straripante da cui siamo circondati. Siccome sono sempre stato una persona propensa alle soluzioni pacifiche, non ho fatto fatica a scegliere la terza alternativa. A parte le battute (il che è a sua volta una battuta, in una frase del genere…), considero l’ironia e l’umorismo come dimensioni fra le più nobili e alte esprimibili dall’animo umano. L’ironia è l’elemento costitutivo di una delle forme espressive più peculiari della modernità, “l’arte del romanzo”, che non a caso da molti critici viene fatta iniziare con il Don Chisciotte di Miguel De Cervantes.
Per tornare a noi: la vicenda delle nutrie nei nostri territori trabocca di insensatezza e quindi più che mai mi sembrava opportuno trattare il tema da un punto di vista ironico. La nutria è un animaletto maldestramente trapiantato in un territorio che non era il suo: qui viene perseguitato con ferocia, e tutto per l’irresponsabilità iniziale dell’uomo. Se si tiene in sospeso per un attimo la drammaticità del fatto che è in gioco la vita di un essere vivente, ne risulta una storia dai tratti davvero surreali.
La vignetta comica mi ha sempre affascinato, come forma espressiva. Nelle mani di grandi autori, ha raggiunto livelli geniali. Per me la vetta insuperata rimangono Charlie Brown, Linus Van Pelt, Snoopy e compagnia. Per certi aspetti, le mie nutrie (come sarà anche evidente) traggono indegna ispirazione proprio dai Peanuts. Se non per altro, almeno per la struttura a quattro riquadri, che mi sono accorto essere congeniale ad un modo di “sceneggiare” le storie, rapido e condensato con la giusta misura dei “tempi comici”. Le mie nutrie però sono lievemente più “cattive” dei Peanuts, e a volte si concedono battutacce alquanto ruvide. Questo credo sia dovuto all’altro mio grande modello di riferimento, per quel che riguarda l’umorismo fumettistico: Alan Ford e il Gruppo TNT, della mai troppo lodata ditta Magnus & Bunker. Ovviamente, guardo a questi grandi come a fari lontanissimi e irraggiungibili sul mio orizzonte. Ma anche se i miei risultati sono al confronto soltanto dei flebili e rozzi tentativi comici, ritengo importante in ogni caso fare riferimento sempre a modelli alti.
Accenno ancora solo ad un ultimo aspetto delle mie nutrie al quale tengo, e che forse rappresenta anche il loro tratto più originale. Fin dall’inizio, mi è piaciuta l’idea di renderle con un certo alone intellettualoide da strapazzo. In questo vedo una sorta di risposta al non-senso della loro condizione, emblematica di tanti altri non-sensi più generali, diffusi sul territorio in cui loro malgrado si sono ritrovate a vivere. Le mie nutrie si comportano come un tizio che, vedendosi circondato da pazzi, non trovi miglior soluzione se non rifugiandosi in una follia ulteriore, ma di qualità più raffinata e portatrice di valori molto più sottili. E’ come se, essendo nate e vissute da sempre in un mondo di matti, non potessero fare a meno di esserlo anche loro, perché non hanno mai avuto l’esempio di una creatura normale in vita loro.
Concludendo, è quasi superfluo dire che le mie nutrie non hanno “pretese animaliste”: non potrebbero nemmeno permetterselo, perché non ho le competenze necessarie per poter parlare con cognizione di causa di un simile problema ambientale, così complesso e sfaccettato. Però, spero che con il loro stile bizzarro, con la stramberia, con l’ingenuità spiazzante sprizzata da ogni pelo, contribuiscano nel loro piccolo a tener viva l’attenzione su questo animale fin troppo ingenerosamente bistrattato.
Con questo mi congedo e vi saluto, cari amici di The Invasion, ringraziandovi ancora tanto per la vostra gentile ospitalità. Mi scuso se sono stato “leggermente prolisso” (il virgolettato è da leggersi con intonazione Villaggesca-Fantozziana…) e do appuntamento a tutti con le nuove avventure in compagnia di Nutrifolato, NutriABS, NutriSteso e tutta l’allegra brigata di “Ma robe da nutria”.

11422253_1455579851408788_1954299515_o11248764_1455579864742120_1354137029_o11542581_1455579914742115_1232914445_o11416440_1455579858075454_1961813177_o

 

 

 

 

UNA VIDEO DEDICA PER MAHO IL PIRATA

 

10092013422

Oggi vi proponiamo un video su Maho il Pirata, nutria di cui avevamo già parlato in precedenza in un’intervista alla sua salvatrice Moni, che potete rileggere qui: https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/2014/06/05/il-pirata-maho/
Nel documento filmato potete ammirare il Pirata che ancora oggi di tanto in tanto torna a salutare la sua umana preferita.
Buona visione!

BUONE FESTE… CON LE BELLE FOTO DI JULIANE MEYER

10475225_10203854062173252_7724477144397897671_n

Nell’augurarvi Buon Natale e felice anno nuovo, vi regaliamo l’ultimo articolo di blog del 2014: un’intervista alla bravissima fotografa Juliane Meyer.

Ciao Juliane, presentati ai lettori del nostro blog

Mi chiamo Juliane Meyer e vivo in Germania, nella bella landa di Luneburgo. Quando non sono in giro con i miei animali, mi dedico alle mie due professioni: sono un Ingegnere in idraulica e geotecnica e poi sono anche una fotografa naturalista.

10399423_10204887875897949_8791889748106611341_n

C’è un feeling particolare che ti lega a gatti, cavalli e nutrie? O sei legata a tutti gli animali in generale?

Mi piacciono tutti gli animali: i serpenti e i ragni mi attirano come i gatti, i cani oppure le nutrie. Ma i “pelosi” mi piacciono particolarmente.

 

10155753_10152930549452490_4235749864314143521_n


Chi ti ha trasmesso la passione per gli animali? Quanti ne hai?

Ho sempre amato gli animali. Fin da bambina li osservavo e trascorrevo il mio tempo nelle stalle delle fattorie oppure nei pascoli con cavalli, maiali e buoi. Per me una vita senza animali è impensabile! Viviamo con 3 cani, 2 gatti, 2 maialini nani e 2 nutrie. Usano l’intero spazio della nostra proprietà e si rispettano a vicenda.

10690208_10205034788810680_8782937305487833968_n

Le tue fotografie riescono a catturare appieno la sintonia fra animali e uomo. Cosa pensi che si possa fare per migliorare il rapporto uomo natura?

Con le mie foto cerco di esprimere alla gente l’ anima, la passione e l’ umore che è in ogni animale. Oltre alle nutrie, anche i maiali sono tra i miei animali preferiti. Quando si entra in relazione con gli animali, non si può non amarli.

10306471_10152865561817490_4002746869729080881_n

Come è nata l’idea di fare un calendario 2015 con le nutrie? Come si può ordinare?

E’ da tempo che ricevo richieste di calendari con nutrie, con maiali e pappagalli ara. Così li ho realizzati quest’anno attraverso la piattaforma Calvendo. Sono stati accettati e possono essere ordinati anche su Amazon.

10257001_10203377745785640_5780308956549518524_n

Cosa ci puoi dire della nutria Nuki? Come è entrata nella tua vita?

Dunque, Nuki è, per così dire, una vittima dell’alluvione del fiume Elbe dell’estate 2012. Fu portato al parco animale Nindorf e allevato da Tanja Askani (esperta di lupi). Nel giugno 2012 il piccolino venne da me perchè Tanja cercava un bel posto per lui. Fummo subito d’accordo: non poteva restare da solo. In agosto Tanja ricevette la nutria Mummel in un parco animale, che da allora è la compagna di Nuki. Nuki è stato sterilizzato e da allora i due vivono insieme nel nostro giardino con lago e con tutti gli altri. Ogni tanto vengono anche in casa per “spolverare” un po’ di pane secco e banane… sempre carote dietetiche e insalata sono noiose!

10671377_10205035336424370_3543499624030801957_n

Ringraziamo Juliane per la sua testimonianza, tesa a rimarcare come il rapporto uomo/nutria può essere proficuo per entrambe le specie. Per chi fosse interessato, il calendario è acquistabile su Amazon a questo link: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=Funny+Nutrias&rh=i%3Aaps%2Ck%3AFunny+Nutrias

Ringraziamo inoltre la nostra amica Pro Nutria per la traduzione dal tedesco.

1476332_10202501480479555_109404220_n

LA NUTRIA IN UN CLICK: ORA TOCCA ALLA GIURIA

IMG_1742

La prima fase del concorso fotografico “La Nutria In Un Click” si è conclusa, e siamo molto soddisfatti!!
Sono infatti più di 40 le persone che si sono iscritte al nostro concorso, anche con felici parentesi internazionali dalla Germania e dal Giappone.
A breve la giuria comincerà a vagliare gli scatti inviati, che sono stati ben 114!! Un’ottimo traguardo per un animale così poco conosciuto ed amato.
Ringraziamo ProgEco – Ambiente & Natura, GEKO Studio Fotografico e tutti coloro che ci supporteranno in quest’ultima fase.
Le foto del concorso saranno rese pubbliche, successivamente alla premiazione, sulla nostra pagina facebook e raccolte in un album con l’indicazione del partecipante in didascalia. Inoltre verranno inserite nei contenuti speciali del DVD di “The Invasion – A Coypumentary”!
Vi esortiamo a rimanere collegati per seguire gli sviluppi sia del concorso fotografico che del documentario.

CONCORSO FOTOGRAFICO “LA NUTRIA IN UN CLICK”

fotografo copyp

 

Ci siamo!

Per supportare l’uscita del documentario “The Invasion – A Coypumentary” abbiamo deciso di promuovere un concorso fotografico sulla nutria.

“LA NUTRIA IN UN CLICK” si propone lo scopo di puntare l’attenzione sul Myocastor Coypus come soggetto fotografico per i fotografi, professionisti e non, che amano la natura e gli animali.

Qui di seguito trovate il regolamento del concorso. Cosa aspettate? Non vediamo l’ora di ammirare le vostre fotografie.

SCARICA QUI IL REGOLAMENTO -> Concorso Fotografico La Nutria In Un Click

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE -> [NIUC] – SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

 

CONCORSO FOTOGRAFICO: “LA NUTRIA IN UN CLICK”

Art. 1: ORGANIZZAZIONE
Il concorso è organizzato dallo staff creativo di Silos Production in collaborazione con l’Associazione ProgEco – Ambiente & Natura e GEKO Studio Fotografico di Roncoferraro (Mn) e rientra fra le iniziative collegate a “The Invasion – A Coypumentary”.

Art. 2: TEMA E OBBIETTIVI DEL CONCORSO
Il tema proposto è “LA NUTRIA IN UN CLICK” ed è riferito alle fotografie di animali della specie Myocastor Coypus.
Il concorso vuole essere soprattutto un modo per attrarre l’attenzione dei partecipanti verso questa specie, nei confronti della quale c’è ancora poca conoscenza: si tratta dunque di un incentivo ad avvicinare questi animali mediante la fotografia.
Verranno premiati i primi tre classificati.
Tutte le foto partecipanti saranno rese pubbliche, successivamente alla premiazione, sulla pagina facebook “The Invasion – A Coypumentary” e raccolte in un album con l’indicazione del partecipante in didascalia, inoltre verranno inserite nei contenuti speciali del DVD del documentario “The Invasion – A Coypumentary”.

Art. 3: PARTECIPANTI
Il presente concorso è aperto a tutti, appassionati o professionisti di tutte le età senza vincolo di nazionalità, previa compilazione del modulo di partecipazione in ogni sua parte e nel rispetto di tutte le regole sotto presentate.
Ogni partecipante può presentare da 1 a un massimo di 3 scatti.

Art. 4: CARATTERISTICHE DELLE FOTO
Le foto dovranno rigorosamente ritrarre nutrie viventi.
Non sono ammesse foto con evidenti ritocchi, fotomontaggi, o con scritte grafiche.
La risoluzione è libera ma con dimensione non inferiore a 1024x768px.
La fotografia può essere candidata soltanto da parte dell’autore, il quale dovrà dichiarare e garantire:
-di possedere tutti i diritti sull’opera;
-che l’opera non lede alcun diritto di terzi;
-che l’opera non viola alcuna legge vigente;
-di essere titolare di ogni diritto morale e patrimoniale d’autore.
In ogni caso, l’autore solleva gli organizzatori da tutte le responsabilità.
La Giuria si riserva il diritto, a sua discrezione, di escludere ogni immagine pervenuta che non sia in linea con i requisiti indicati nel regolamento. Il giudizio della Giuria è insindacabile ed inappellabile.

Art. 5: REGOLAMENTO
Inviare il modulo compitato in ogni sua parte, e le foto (al massimo 3 per ciascun partecipante), all’indirizzo info@theinvasion.it, entro e non oltre il 31 ottobre 2014.
La comunicazione dei vincitori sarà fatta sulla pagina facebook “The Invasion – A Coypumentary” entro e non oltre il 31 dicembre 2014.
Eventuali indicazioni e informazioni sul concorso fotografico e sul presente regolamento potranno essere richiesti a info@theinvasion.it

Art. 6: RISULTATI GENERALI E PREMI
Ogni foto sarà valutata dalla Giuria di fotografi, biologi e naturalisti. La Giuria sarà composta da almeno tre membri.
I primi tre vincitori saranno coloro che otterranno i punteggi migliori ed avranno rispettato tutte le regole del concorso.
Ogni giurato voterà in modo privato, senza consultazioni con gli altri membri, fino al termine del concorso.
Tutte i premi in palio saranno spediti per mezzo di raccomandata con l’inoltro in privato del codice di rintracciabilità.
Le decisioni della Giuria sono definitive e insindacabili.
La comunicazione dei vincitori sarà fatta sulla pagina facebook “The Invasion – A Coypumentary” entro e non oltre il 31 dicembre 2014.
Verranno premiati i primi tre classificati.
La Giuria si riserva la possibilità di aggiudicare altri premi speciali, a suo insindacabile giudizio.

Art. 7: PRIVACY E RESPONSABILITA’ MATERIALE INVIATO
Ogni autore autorizza ad usare le immagini per scopi promozionali ed anche redazionali, con il vincolo di indicare nella pubblicazione il nome dello stesso.
I candidati autorizzano espressamente l’organizzazione al trattamento dei propri dati ai sensi del D. Lgs.196/2003 e successive modificazioni e integrazioni. Il conferimento dei dati ed il consenso al relativo trattamento sono condizioni necessarie per la partecipazione al concorso.

THE INVASION: CE L’ABBIAMO FATTA!

Cari sostenitori, cari amici e nutria-lovers: ce l’abbiamo fatta!

http://www.produzionidalbasso.com/pdb_3411.html

Schermata 07-2456854 alle 12.59.40

Ieri si è chiusa la campagna di crowdfunding con il raggiungimento del budget di 5000 euro. Un grande traguardo per noi, che ci permette di dare il via alla fase finale della post-produzione!
E’ la fase più complessa di tutto il percorso perché ci porterà ad avere la versione definitiva del documentario, mettendo al lavoro altri professionisti che ci affiancheranno.

E tutto questo sarà possibile grazie all’aiuto, al supporto e all’affetto di tutti voi!

Contiamo di avere il documentario pronto entro fine anno: naturalmente continueremo a tenervi aggiornati sia su questo blog, sia attraverso la pagina facebook, sia sul nostro profilo twitter.

Continuate a seguirci!!!

ringraziamenti-1

LE NUTRIE ALL’UNIVERSITA’

Re nutria2

Le nutrie del fiume Bisenzio sono state protagoniste di un video realizzato dagli studenti del Campus dell’Università del New Haven, nella città di Prato.

I ragazzi americani hanno scelto la nutria come soggetto del loro video per il test finale di lingua italiana. Il risultato è un documentario che mischia ironia a una buona osservazione dell’animale.

Abbiamo intervistato Jacob Nemec, uno degli autori, che nel film interpreta il Re Nutria. Buona lettura!

Come è nata l’idea di fare un video divertente su nutria?

L’idea di fare il video è venuta dalla mia classe di italiano. Per la nostra prova finale potevamo scegliere se parlare con il nostro professore di italiano oppure fare un video in lingua italiana, così io e due amici abbiamo deciso di fare un documentario-commedia sulla nutria. Dopo essere stati a Prato per ben tre mesi, ci siamo molto affezionati alle nutrie, perciò abbiamo pensato che sarebbe stato divertente fare un video su di loro.

Perché proprio le nutrie?

Abbiamo scelto le nutrie perché sono carine e adorabili. Ogni volta che avevamo del cibo in avanzo, andavamo in riva al fiume Bisenzio per portarlo a una colonia di nutrie. In America gli animali selvatici di solito scappano dagli esseri umani, quindi per noi era incredibile constatare come le nutrie non avessero paura di noi, addirittura si avvicinavano al punto che le potevo accarezzare.

Re nutria

Come avete realizzato il video?

Abbiamo osservato le nutrie e abbiamo trascorso un po’ di tempo con loro. Quando portavo loro del pane da mangiare, restavo lungo il fiume per oltre un’ora. Spesso gli abitanti di Prato e i loro bambini venivano da me incuriositi, così io davo loro un po’ del pane che avevo portato, e anche loro lo davano da mangiare alle nutrie.
Sono anche le situazioni come questa che mi ha fatto sentire molto benvenuto a Prato, durante la mia avventura di studio all’estero! Abbiamo fatto tutte le riprese con mio iPhone 5S e il mio amico Tim ha fatto il montaggio del video, che è venuto molto bene!


Come è nata l’idea del “Re Nutria”?

L’idea del “Re Nutria” è stata mia. Questo documentario doveva essere comico, quindi ho pensato che sarebbe stato divertente se mi fossi vestito come una grande nutria: il “Re Nutria”. Per il mio costume ho usato il maglione di un amico, carote per i miei denti e una vecchia cintura per la mia coda.  

 

Vi lasciamo ora alla visione del simpaticissimo documentario realizzato dai ragazzi americani:

 

 

POETICAMENTE NUTRIA

10371499_774754072548478_4529610160058480568_n
Pubblichiamo oggi due poesie inviate dai nostri lettori.
La prima poesia è di Silvia Cipollina, poetessa presente nella Grande antologia virtuale del Club degli autori. Silvia è un’amante degli animali, di tutti gli animali. Si è dedicata molto ai rospi, visto che la loro presenza negli anni si è ridotta. Per questo  ha pubblicato un libro di poesie intitolato Mondo Anfibio, per sensibilizzare le persone, ed in primis i bambini, alla scoperta del mondo degli animali anfibi. Silvia infatti ritiene che anche animali come rospi e tritoni vadano rispettati come tutti gli altri esseri viventi. Non è quindi un caso che Silvia abbia composto anche una poesia sulla nutria, che potete leggere qui di seguito:


INCONTRO CON LA NUTRIA

Andavo in gran fretta
in bicicletta, una mattina,
quando accadde una cosa
assai carina.
Lei era lì, di fronte a me,
di colpo frenai
e stupita la guardai!
La poverina aveva
un occhio bianco, cieco
e un’aria di paura,
allora chiesi a lei
qual strana creatura fosse
…lei mi rispose:
Sono una nutria
sfuggita al cacciatore,
or lasciami passare
per favore,
tu che riesci ad ascoltare
il mio cuore,
ho i cuccioli alla tana
che aspettano il mio latte
e grata ti sarò per essere mia amica!
Ella riprese la sua strada
e lieta mi lasciò d’averla conosciuta!
Spesso si teme ciò che non si conosce…
Ma vi assicuroche una nutria
è linda, gentile e dolce
e all’uomo non nuoce!

Silvia Cipollina

affusoanticotti19nb

Passiamo ora alla poesia di Nelson King Affuso, utente del Forum di Loggia Cricetale. Il sito, di taglio ironico e satirico, è basato sull’adorazione di criceti ed altri roditori affini (quindi anche le nutrie): idolo di questa community è “il sommo Affuso”, che è un cane della prateria bello paffuto. Il culto della Loggia Cricetale non si fa mancare nemmeno il fantomatico libro sacro chiamato “Multàd”. I non adoratori di questa “religione” sono definiti “non-cricètidi” o più semplicemente “pagani”.
Se siete spiritosi e volete farvi qualche arguta risata, vi invitiamo a visitare il sito della Loggia Cricetale. Vi lasciamo ora alla lettura della “Canzone folk della nutria”, ricordandovi che “La comicità è la percezione dell’opposto, del diverso; l’umorismo ne è il sentimento.” (Umberto Eco)

CANZONE FOLK DELLA NUTRIA

Fredda è la notte
le nutrie a frotte

vanno nel campo scuro
da dentro un buco nel muro

Allegre le nutrie fanno razzia
per scacciare la sorte ria

uno sparo, uno schioppo
la nutria scappa dietro al pioppo

uno fratello è stecchito
tra le spighe è spirato

hey contadino
brutto assassino
per una pannocchia
brutto pezzo di indrocchia

hey zoticone
ora sei contentone?
una nutria hai accoppato
uno fratello hai fernuto

per una pannocchia
figlio di indrocchia
figlio di indrocchia

ma le nutrie non ci stanno
domani ritorneranno
e svelte di mano
ti prenderanno tutti i sacchi di grano

Nelson King Affuso

10176174_751340088223210_955005987759105951_n

Ringraziamo Loggia Cricetale per le foto.

 

LE NUTRIE IN UN FUMETTO

illustrazione

Si intitola “Spine” ed è un fumetto del collettivo Manticora Autoproduzioni, uscito nel 2013.

La travagliata e rocambolesca giornata di un istrice, costellata di incontri non proprio piacevoli, diviene l’occasione per riflettere sulle “spinose” problematiche della natura e dei suoi abitanti, compresi anche quegli “animali stranieri” che ben conosciamo, fra i quali le nutrie.

Abbiamo intervistato Ivan Lodi e Anna Ferrari, autori dei testi e dei disegni.

Ciao Ivan e Anna, benvenuti sulle pagine del nostro blog. Vi va di presentarvi ai nostri lettori?

Ivan: Ciao a tutti! Provengo Da un piccolo paesino romagnolo, Lugo, e sostanzialmente disegno sin da quando ero piccino; ora sono un energumeno di un metro e novantacinque ma ho conservato il desiderio di imbrattare fogli di carta con disegni di animali (estinti e non). Ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna e sono molto attratto dal mondo della grafica, dell’illustrazione e del fumetto.

Anna: Ciao a tutti. Anch’io vengo da un microscopico paesino, però sperduto tra le montagne trentine. Ho studiato grafica pubblicitaria prima, e frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna poi. Da sempre ho due grandissime passioni che mi accompagnano, quella per il disegno e quella per gli animali. Mi piacciono moltissimo gli insetti, gli animali “brutti” e adoro disegnare alberi.

bosco_1_zps5031dc02

Vi siete uniti in questo “contenitore” chiamato Manticora Autoproduzioni: come è nato? Di cosa si occupa?

Anna: Manticora è un progetto nato tra i corridoi dell’Accademia di Belle Arti dove io, Ivan e gli altri ragazzi che fanno parte del gruppo ci siamo conosciuti. Il gruppo è legato da un denominatore comune: volevamo disegnare, volevamo raccontare e volevamo farlo a modo nostro.
Così nel 2012 nasce “Sindrome”, il nostro primo esperimento di fumetto autoprodotto, seguito poi nel 2013 da “Instrumenta”, “Tenebre” e “Spine”. Attraverso la narrazione disegnata Manticora si occupa di raccontare le nostre storie, le nostre suggestioni e, come nel caso di “Spine”, trasmettere anche qualcosa di prettamente realistico come possono essere le tematiche ambientali.

SPINE preview blog3

Ho letto Spine e lo trovo molto arguto e al contempo profondo, frutto di studio sulle problematiche ambientali. Come è nata l’idea di questo fumetto?

Ivan: Tutto è nato dalla ricerca di una parola chiave attorno alla quale sarebbe stata costruita l’idea di fondo del volume; dopo aver compilato una lista, abbiamo optato per “Spine”. Dato che entrambi nutriamo un forte interesse per la natura e gli animali, abbiamo deciso di lavorare su questi argomenti, scegliendo nello specifico di affrontare alcune tematiche “pungenti” sulle quali siamo molto sensibili, come bracconaggio e importazione di animali alloctoni. Per rendere più completa la storia Anna ha pensato di raccontare nella seconda metà dell’albo i cruenti retroscena dei personaggi, con l’intento di creare un forte contrasto con la prima parte di storia, realizzata da me e decisamente più “frivola”.

Anna: si, la mia parte di storia è sicuramente meno divertente ma volevo parlare di tematiche delicate, spesso ignorate o sconosciute, e volevo farlo in maniera chiara, senza retorica.

TAV ISTRICE 300

E’ molto bello che la storia sia narrata dal punto di vista di un istrice e di una pulce. La pulce saggia ricorda un po’ l’anime Inuyasha. Come è nata l’idea dei protagonisti?

Anna: Inizialmente, durante la fase di brainstorming, avevamo deciso di sviluppare il progetto basandoci su un’unica parola, “spine” appunto. Di conseguenza, Ivan propose di utilizzare come protagonista un istrice, dai vistosi e caratteristici aculei.
L’idea della pulce è stata successiva. Avevamo già imbastito la struttura della storia quando si è affacciato il problema di dover affiancare all’istrice un personaggio spalla, magari anche ironico per smorzare un po’ i toni del racconto. In realtà non sapevamo proprio che animale scegliere. Tutte le soluzioni ci sembravano forzate finchè non ci venne in mente l’unico animale che avrebbe avuto un valido motivo per seguire l’istrice nel suo pellegrinaggio: una pulce!

SPINEpreviewblog2_zps5218e026

Ci sarà un seguito di Spine? Magari incentrato su uno degli animali incontrati, per raccontare meglio la follia dell’uomo perpetrata sugli animali?

Ivan: Sinceramente non abbiamo mai pensato ad un seguito anche se, come dici tu, si potrebbe partire dai singoli personaggi per creare delle nuove storie. Probabilmente punterei maggiormente alla comicità pur senza trascurare la visione “ecologista” che caratterizza Spine.
Ad ogni modo, al quartier generale di Manticora stiamo lavorando a un nuovo progetto in cui, seppur in maniera diversa, si parla comunque del triangolo uomo-natura-animali.

particolare anna 1

Ringraziamo Ivan e Anna per averci concesso questa intervista.

Vi invitiamo a visitare le pagine dei tre autori del fumetto:

Francesca Piscitelli (colorista del volume): http://francescapiscitelli.blogspot.it/

Vi invitiamo inoltre a visitare anche il blog di Manticora Autoproduzioni:
http://gruppo-manticora.blogspot.it/

spineicona_zps28af0a13

 

THE INVASION A PARMA ETICA

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

Sabato 7 giugno abbiamo partecipato alla prima edizione del Parma Etica Festival, dedicato alle tematiche della salute, degli animali e dell’ambiente.

L’evento si è svolto all’interno del Parco Ex Eridania nell’arco del fine settimana dal 6 all’8 giugno, con numerosi stand provenienti da tutta Italia e un ampio spazio dedicato alle associazioni.

Si sono inoltre susseguite conferenze, mostre, laboratori, corsi e spettacoli, finalizzati a sensibilizzare verso un approccio diverso alla Vita e alla salute.

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

Nell’arco della giornata di sabato, grazie al supporto e alla disponibilità di ENPA Parma, abbiamo allestito un nostro stand assieme all’associazione ProgEco – Ambiente & Natura.

Abbiamo avuto così l’opportunità di poter informare molte persone riguardo alla nutria, alle specie alloctone e alla tutela della biodiversità. E’ stata un’esperienza molto utile e costruttiva.

Ringraziamo tutte le persone che si sono intrattenute per dialogare con noi e per guardare il trailer e le anticipazioni tratte da The Invasion – A Coypumentary.

Uno speciale ringraziamento ai ragazzi di ENPA Parma per la perfetta organizzazione, per l’accoglienza e per la gentilezza.

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

L’INVASIONE IN TV, IN RADIO E LIVE!

Maggio è stato un mese intenso per lo staff di “The Invasion – A Coypumentary”: nell’ultimo periodo si sono concentrate molte buone novità e occasioni per far conoscere il documentario a sempre più persone. La raccolta fondi prosegue in modo positivo e per questo vi ringraziamo!
Ma veniamo alle ultime news.

05

Lo scorso 14 maggio Ilaria Marchini è stata intervistata da Radio Stonata durante la trasmissione “Crowdfunding”.
Qui potete ascoltare la registrazione https://www.mixcloud.com/radiostonata/radiostonatacrowdfunding14052014myzhartbottakeoffcrowdfundingsilosproductionpdb/
Ringraziamo Elisabetta Casarin per lo spazio che ci ha dedicato.  E’ importante che anche in radio si parli del fenomeno del crowdfunding, dando spazio ai progetti che scelgono di utilizzare questa modalità di finanziamento.

Sempre Ilaria Marchini, il 17 maggio scorso è stata ospite, assieme al biologo Samuele Venturini, della trasmissione “Cani, Gatti & Co.” di Telecolor, condotta da Barbara Fogazzi. Tra i vari argomenti trattati nel corso della puntata, il libro del dott. Venturini “Etobioevoluzione”, l’attività dell’associazione Progeco – Ambiente & Natura, il lavoro di ideazione e di realizzazione del documentario The Invasion – A Coypumentary, il Parco Faunistico La Torbiera e i relativi progetti di conservazione e riproduzione delle specie a rischio di estinzione.
Potete vedere qui l’intera puntata:

Sabato 24 maggio siamo stati a Montelupo Fiorentino (FI) ospiti del “Vivascienza Night”, evento dedicato agli animali notturni e organizzato da Vivascienza – Gruppo Toscano Scienze Naturali. All’interno della Galleria di Corso Garibaldi, negli spazi del Centro Didattico Terra Incognita e anche all’interno del Tesla Science Bar si sono ritrovate assieme varie realtà e associazioni, legate alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione circa la corretta gestione e il benessere degli animali non convenzionali.
Nel pomeriggio abbiamo tenuto una conferenza dal titolo “La nutria tra leggenda e realtà”, nel corso della quale abbiamo proiettato alcuni estratti del documentario. Si sono poi susseguite altre conferenze estremamente interessanti. Nel corso dell’evento si è svolto anche un Open Lab dedicato ai più piccoli: ciascun partecipante poteva fermarsi ad ogni postazione, ascoltare le storie di scienza e natura raccontate dagli esperti e ottenere infine il Diploma in Scienze Notturne.
E’ stato bello stare a contatto con così tante realtà diverse, tutte legate dalla voglia di informare in modo corretto e scientifico.
Un’esperienza da rifare, per la quale ringraziamo tutti i ragazzi dell’organizzazione!

02 10175044_712034332195374_9126709447981266964_n

 

 

 

 

 

 

SAMSUNG DIGITAL CAMERA 10259097_711759522222855_4770083479762872619_o

 

 

 

 

 

 

 

Ringraziamo per le foto l’Associazione Un furetto in famiglia e il Centro Didattico Terra incognita.

THE INVASION AL “VIVASCIENZA NIGHT”

Vivascienza Night

Sabato 24 maggio saremo a Montelupo Fiorentino (FI), ospiti del Vivascienza Night, una serata tutta dedicata alla natura e agli animali della notte.

L’evento, organizzato dal gruppo Vivascienza e dal Centro Didattico Terra Incognita, sarà un contenitore di open lab, seminari e giochi dedicati a grandi e piccini!

The Invasion sarà dedicata una conferenza sulla nutria e un banchetto informativo con raccolti fondi per il documentario.

Saranno presenti anche i ragazzi dell’associazione Un furetto in famiglia, persone competenti ed appassionate, pronte a farvi scoprire la bellezza della famiglia dei Mustelidi.

Non mancate!!!!!

L’INVASIONE DELLE PAPER-NUTRIE

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

A Pasqua i fans di The Invasion hanno ricevuto in regalo la “Paper-Nutria”, creata esclusivamente per noi da Cinzia Carpene. Un modo simpatico e carino per fare gli auguri e al contempo vedere l’animale da un altro punto di vista.

Vi siete persi il Paper Model? Niente paura!

Ecco i link per scaricare la Paper-Nutria del colore che più vi piace:

img_ico_pdf nutria bianca

img_ico_pdf nutria grigia

img_ico_pdf nutria marrone

Ed ecco il video-tutorial per realizzarla:

A questo punto, aspettiamo solo i vostri riscontri e le foto delle vostre Paper-Nutrie, che pubblicheremo su facebook insieme a quelle già arrivate…

Quindi, armatevi di pazienza e… buon Paper-Lavoro!

Mandateci le vostre foto a info@theinvasion.it

 

UN INTENSO WEEKEND TARGATO THE INVASION

c-100

Quello appena trascorso è stato un weekend impegnativo sul fronte della promozione! Venerdì 11 aprile Ilaria Marchini (insieme al biologo Samuele Venturini) è stata ospite della puntata “Ciack si gira!” sulla web tv C-100 di Cento (Fe). Nella trasmissione in diretta, della durata di un’ora, la conduttrice Antonella Cardone (direttore di Sulpanaro.net) ha dato ampio spazio a The Invasion e alla questione nutrie, con il faro puntato sulla recente alluvione nel modenese.
Ringraziamo Antonella e tutto lo staff di C-100 per averci invitato, nonchè per la professionalità e gentilezza dimostrati.

ATNC2014-mentelocale

Domenica 13 aprile, per la rassegna Mente Locale (documentari e incontri sul legame tra arte, vita e territorio), siamo stati al Teatro delle Ariette (loc. Castello di Serravalle – Valsamoggia BO) per presentare il trailer e parlare di The Invasion. E’ stata un’ottima opportunità poterci confrontare sia con il pubblico che con altri autori, oltre che un’occasione di crescita e di spunto per nuove idee. Ringraziamo l’organizzatrice Giorgia Boldrini e tutto il suo appassionato staff per l’accoglienza e lo spazio che ci hanno concesso.

NON SOLO NUTRIA: IL FURETTO

Con questo articolo inauguriamo la sezione “Non Solo Nutria”, un piccolo spazio dedicato ad altri animali poco conosciuti. Oggi nello specifico parleremo di furetti (Mustela putorius furo).

Hiro Dom Marcus

Il blog dell’Associazione “Un Furetto In Famiglia” è molto utile per chi ha (o magari vorrebbe) un furetto: infatti al suo interno sono presenti articoli nati dall’esperienza dei vari membri dei team. Una risorsa così importante su questi animali, ricca di ottime informazioni e gestita da appassionati, non è facile da trovare. Abbiamo quindi deciso di rivolgere alcune domande alla Vicepresidente dell’associazione Federica Repossi, per saperne di più su questi animali simpatici e particolari.

Puoi raccontarci quando e come è nato il blog?

Il blog nasce da un gruppo di appassionati, che si sono resi conto che mancava una vera e propria informazione sul furetto e sulle sue caratteristiche che andasse al di là delle brevi guide di gestione che si possono trovare comunemente in rete. Avevamo voglia di condividere le nostre esperienze sia dal punto di vista della gestione, sia anche per quanto riguarda tutti quei momenti più difficili della vita del furetto, con particolare riguardo alla salute. E’ per questa ragione che sin dall’inizio abbiamo coinvolto nei nostri progetti i veterinari esperti in furetti e abbiamo richiesto l’appoggio costante del dott. Marco Salvadori, medico veterinario che da anni cura i nostri piccoli amici che è quindi diventato il nostro veterinario ufficiale, il nostro “veterinario in famiglia”.

Da quanto tempo siete anche associazione?

Dopo la nascita del blog abbiamo avuto la grande opportunità di partecipare ad un grande evento fieristico di Verona. Abbiamo deciso quindi di organizzare un concorso di bellezza per furetti, poiché all’interno del gruppo potevamo vantare l’esperienza di 4 giudici, due dei quali con qualifica ed esperienza internazionale. La partecipazione all’evento è stata altissima, con 86 furetti iscritti, e ci siamo resi conto che il nostro blog, benché fosse attivo da soli 3 mesi, era sulla strada giusta per l’obiettivo che ci eravamo prefissati: fare tanta informazione. Per continuare il nostro lavoro in maniera efficace, contattando le autorità per essere davvero incisivi sulla questione “furetto” in Italia, abbiamo avvertito la necessità di costituirci associazione. A giugno 2013 abbiamo quindi completato le pratiche e siamo diventati a tutti gli effetti Associazione senza scopo di lucro, regolarmente registrata all’Agenzia delle Entrate.

Tu personalmente da quanto hai un furetto? Hai anche altri animali in casa?

Io ho furetti dal novembre 2008, quando arrivò il nostro primo piccolo amico, Marcus. Si dice che i furetti sono come le ciliegie, e per consentirgli di potersi rapportare quotidianamente con i suoi simili, (parte molto importante nella vita di un furetto) nel giro di otto mesi sono arrivati tre suoi fratelli e compagni di gioco, Dom, Ororo e Hiro. La squadra è quindi sin da subito stata composta da 4 furetti. Ad agosto 2011 è arrivato Artù, un meticcio proveniente dal Rifugio Fratelli Minori della LIDA di Olbia. La scelta di prendere anche un cane è stata ben ponderata, poiché il timore che anche solo per gioco potesse ferire i furetti era alto.

Ci puoi descrivere come è addomesticare un furetto?

Innanzitutto bisogna precisare che il furetto è un animale domestico, riconosciuto come tale dall’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica nel 2003. La sua addomesticazione risale a 2000 anni fa, quando la puzzola europea iniziò ad essere utilizzata dall’uomo per la caccia in tana. Il furetto entra nelle case italiane come pet a partire dalla metà degli anni ’90.

Come è visto il furetto in Italia?

Ci sono ancora tanti luoghi comuni sul furetto in Italia: molti non sanno che si tratta di un animale domestico che in natura non esiste e non vi riesce a sopravvivere. Spesso viene scambiato con i suoi cugini mustelidi quali donnole, puzzole, faine, ecc., con il retaggio di animali aggressivi che si portano dietro. Viene talvolta definito come animale puzzolente e mordace: per quanto riguarda l’odore è indubbio che un furetto intero in calore emani un forte odore pungente, che dipende dalle ghiandole sebacee che ricoprono la sua cute (e non come si credeva fino a qualche anno fa dal liquido secreto dalle ghiandole perianali, che venivano spesso asportate per diminuirne l’odore, con gravi conseguenze sulla sua salute). Però se sterilizzato questo forte odore svanisce completamente. Per quanto riguarda la mordacità, bisogna considerare che si tratta di animali strettamente carnivori, con una dentatura atta a dilaniare le prede: questo fa sì che il morso di un furetto possa essere davvero doloroso, ma un furetto allevato e cresciuto (o rieducato) in maniera corretta imparerà a controllare il morso, che utilizza spesso come “arma” di gioco.

Credi che il vostro blog possa aiutare la gente a conoscere meglio questo animale?

Noi questo ce lo auguriamo! Devo dire che il blog è molto seguito, e tanta gente si sta avvicinando a questo mondo anche grazie a noi e ai nostri eventi nei quali l’informazione fa da regina. Partecipando ad eventi che contano fino a 25.000 ingressi, come il Pets Festival 2013, abbiamo modo di far conoscere da vicino questi animali, aumentando sempre di più la consapevolezza su di loro, ma anche aiutando chi ne possiede già a prendersene cura nel miglior modo possibile.

798271_433729860029514_523128033_o

Ha caratteristiche comuni con altri pet? Possono vivere insieme ad altri animali domestici?

Il furetto è un animale che vive benissimo in casa e impara a sporcare nella cassettina come il gatto (anche se non è così preciso). Può inoltre essere portato tranquillamente a spasso con il guinzaglio come il cane e viaggia senza problemi adattandosi ai nuovi ambienti (con gli opportuni accorgimenti che possano rendere ogni ambiente sicuro per i furetti).
La convivenza con gli altri animali va sempre ben ponderata. Con cani e gatti, e la dovuta sorveglianza, riesce a convivere bene, a patto che si tenga sempre conto del fatto che si tratta di animali il cui istinto a volte ha la meglio. Per questa ragione è bene, anche in convivenze super collaudate, non lasciare mai da soli il furetto con cani e gatti.
Essendo un predatore è invece a rischio la convivenza con altri piccoli animali (conigli, cavie, ratti, criceti, uccellini, ecc) che si possono trasformare in facili prede o che avvertendo la presenza del predatore domestico possono esserne disturbati.

Sono animali molto delicati?

Diciamo che sono animali molto robusti, con una capacità incredibile di adattamento e di ripresa in seguito ad interventi o malattie, ma allo stesso tempo soffrono di alcune patologie tipiche della loro specie (linfomi, tumori delle ghiandole surrenali e del pancreas), che vanno affrontate nella maniera migliore sotto la guida di un veterinario esperto in animali esotici.

Quali sono i consigli fondamentali che daresti ad una persona alle prese con il suo primo furetto?

Innanzitutto prima di prendere il furetto bisogna informarsi per ponderare bene la decisione, sono animali che richiedono parecchie attenzioni che bisogna mettere in conto. Non sono animali da gabbia e hanno bisogno di poter girare liberi per casa (o in una stanza sicura) per molte ore durante la giornata. Sicuramente cercare di conoscere qualcuno che ha già furetti può essere un buon modo per capire se l’animale fa al caso nostro oppure no.
Se effettivamente il furetto è l’animale che si desidera, io consiglio principalmente due cose: un’ottima alimentazione e un ottimo veterinario esperto in furetti (anche se saremo costretti a fare un po’ di strada per raggiungerlo): in questa maniera possiamo garantire il miglior tenore di vita ai nostri piccoli amici.

Ringraziamo Federica per la gentilezza e vi invitiamo a visitare il sito web dell’associazione: http://unfurettoinfamiglia.wordpress.com/

1625554_618575751544923_111629964_n

CASTORO O NON CASTORO? QUESTO E’ IL DILEMMA!

nutria e castoro

Ebbene sì, è un vero dilemma! Circa la presunta “parentela” tra nutria e castoro sono nate svariate controversie, che auspichiamo di poter chiarire in questo articolo.

La nutria (Myocastor coypus) è attualmente ascritta alla famiglia monofiletica Myocastoridae. In passato è stata classificata sotto varie nomee come Myopotamus coypus, Hydrimys coypus, Mus castorides, Mus coypus, Mastonotus, Potamys.

Nel territorio di provenienza la nutria è denominata “coypu”, termine che deriva dalla lingua mapuche, antico idioma tutt’ora parlato in Cile e in piccole porzioni dell’Argentina. La nutria è conosciuta anche con il nome di “castorino”, “castoro sudamericano” o “castoro di palude”. A prima vista infatti nutrie e castori sono molto simili tra loro, sia da un punto di vista anatomico che fisiologico e comportamentale.

American_Beaver  nutria

La differenza fondamentale tra le specie risiede nel numero di cromosomi: la nutria ne possiede 42 (2n), il castoro canadese ne ha 40 (2n) e quello europeo 48 (2n).

I castori propriamente detti vivono in regioni biogeografiche con climi più rigidi e di conseguenza le loro dimensioni sono maggiori rispetto alla nutria. Castori e coypu costruiscono zattere galleggianti e tane lungo le sponde dei corsi d’acqua. I castori però, vivendo lungo fiumi anche piuttosto grandi, costruiscono le famose dighe.

Le due differenze morfologiche tra coypu e castori riguardano la coda e la palmatura delle zampe posteriori.

I castori hanno una coda piatta che funge da timone e facilita il nuoto dove le correnti fluviali sono forti. Diversamente, la coda della nutria è cilindrica, adatta al nuoto in corsi d’acqua, stagni, paludi, dove le correnti sono più deboli.

Il castoro presenta le 5 dita delle zampe posteriori tutte unite da una membrana interdigitale. Le zampe della nutria hanno invece 4 dita legate dalla membrana interdigitale e il quinto dito libero.

Lo schema seguente illustra le differenze tra castoro, nutria e topo muschiato:

beavernutriamuskrat

In conclusione, nutrie e castori sono, biologicamente parlando, specie molto affini, che hanno sviluppato adattamenti specifici per l’habitat in cui vivono. In passato le nutrie erano considerate a livello filogenetico come facenti parte della famiglia dei castori. In effetti, considerate le caratteristiche, potrebbero essere raggruppate nel medesimo sottordine “Castorimorpha”, anche se a tutt’oggi le troviamo ascritte al sottordine “Hystricomorpha”.

Va comunque puntualizzato che la sistematica è una disciplina in continua evoluzione, la cui indiscussa utilità è quella di “fare ordine” nel mondo dei viventi, in modo da facilitare lo studio e la gestione della natura.

UN VIDEO TRIBUTO A WILLY IL CASTORINO

Pubblichiamo oggi un video dedicato a Willy il castorino.

Willy nutria

Lo abbiamo incontrato per la prima volta quando aveva quasi due anni, in seguito abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di seguirlo in più di un’occasione.
Nel video vediamo tante diverse situazioni: la fase di svezzamento, una passeggiata al parco, il bagno nella roggia, le coccole, l’esplorazione della casa, la sua inesauribile curiosità.
Vediamo anche il primo incontro con il castorino Myo e la loro successiva interazione, fino ad arrivare anche all’incontro con la nutria Mariah.
Willy è scomparso a luglio 2013 all’età di 5 anni, la sua vita è stata tutta un’inno alla possibile coesistenza pacifica fra uomo e nutria.

E’ doveroso precisare che la legge n. 157/92 non consente di prelevare animali selvatici e addomesticarli: Willy è un caso particolare perché è stato recuperato e salvato da cucciolo, in una circostanza che altrimenti lo avrebbe portato ad una morte sicura (trovate qui la sua storia). Lo stesso vale anche per le altre nutrie domestiche citate in precedenza: si tratta di animali recuperati, per i quali il veterinario ha stabilito che non avrebbero saputo adattarsi a sopravvivere una volta reimmessi in natura. Precisiamo inoltre che il nostro intento non è certamente quello di incoraggiare la domesticazione delle nutrie: un animale selvatico ha il diritto di stare nel proprio habitat.

Parlare di Willy serve però a far conoscere meglio e più da vicino questi animali, mostrandoli al contempo in una luce diversa.
Vi lasciamo ora alla visione del video, che vi invitiamo a commentare:

Il video tributo a Willy è stato presentato in anteprima alla trasmissione Su la zampa di TRC Modena.

THE INVASION IN TV E IN RADIO!

radio2

La scorsa settimana il messaggio di “The Invasion – A Coypumentary” è arrivato in tv e in radio. Venerdì Ilaria Marchini, assieme al biologo Samuele Venturini, è stata ospite di TRC Modena nella trasmissione “Su La Zampa”, a cura di Elena Benassi. La trasmissione sarà mandata in onda domenica 09 marzo: chi non riceve TRC Modena potrà seguire la trasmissione in diretta streaming sul sito dell’emittente televisiva (http://www.trc.tv/mo/#.UxWwe_R5Pwp).
Domenica invece Ilaria Marchini e Fabio Rancati sono stati ospiti in diretta della trasmissione radiofonica Mystery Tour su Radio Onda D’Urto, condotta da Mickey E. Vil. E’ possibile riascoltare il podcast della puntata a questo indirizzo http://www.mixcloud.com/mysterytour/domenica-2-marzo-2014/

Rimanete sintonizzate per nuove news!

“ALIEN WARNING – GLI (ANIMALI) ALIENI SONO TRA NOI”

Alien Warning

Domenica 16 febbraio si è svolto, presso il Centro Didattico Terra Incognita a Montelupo Fiorentino (FI), il primo appuntamento di “Alien Warning – Gli (animali) alieni sono tra noi!“, serie di incontri per parlare delle cosiddette “specie aliene”, ovvero gli animali originari di altre parti del mondo e introdotti dall’uomo nel nostro ambiente.
La nutria, animale “alieno” tra i più rappresentativi, è stata scelta come protagonista della prima conferenza, ed è stato chiamato come esperto in materia il biologo Samuele Venturini. Naturalmente eravamo presenti anche noi con alcune anticipazioni tratte da “The Invasion – A Coypumentary”, scelte appositamente per integrarsi con l’intervento del dott. Venturini.
La giornata prevedeva anche un laboratorio didattico per i più piccoli, con attività creative finalizzate a far conoscere la nutria nella sua morfologia.

1614265_435333559930760_387178886_o copy 1780194_435333813264068_465817624_o copy
L’evento ha visto la presenza di un folto pubblico di curiosi ma anche di esperti (tra i quali biologi e veterinari), che hanno seguito con molto interesse la conferenza. E’ comprovato che le nutrie possono causare danni ai sistemi ecologici e all’economia agricola: conoscerle meglio è il primo passo per arrivare ad elaborare e ad applicare le soluzioni adeguate (che non devono necessariamente essere le stesse in ogni contesto).
L’evento, patrocinato dal comune di Montelupo Fiorentino (FI), è stato organizzato dal gruppo Vivascienza, che ringraziamo sentitamente per la gentilezza e disponibilità.
Ci complimentiamo inoltre per il meraviglioso spazio del Centro Didattico Terra Incognita, una realtà nata con lo scopo di rendere fruibile a tutti quella scienza che non può essere esclusiva solo del mondo accademico. Il museo è una “Wunderkammer” contemporanea, suddivisa nelle tre aule Micro Titan Zoo, Insecta-Herbarium e Tempo & Pietra: si tratta di affascinanti cornici naturalistiche, che permettono l’uso di reperti reali a supporto di una didattica di tipo esperienziale.
Vi invitiamo a partecipare ai prossimi appuntamenti di “Alien Warning – Gli (animali) alieni sono tra noi!“:
Domenica 9 marzo > “Allarme Anfibi!!!!”, con la collaborazione di Legambiente Sesto Fiorentino
Domenica 6 aprile > “Testuggini e gamberi killer!”, con la collaborazione della Fondazione Paolo Malenotti

CONFERENZA: I DAINI E GLI ALTRI ANIMALI SELVATICI

Conferenza daini Ravenna

Sabato 1 febbraio si è tenuta a Ravenna la conferenza dal titolo “I Daini e gli altri animali selvatici”, organizzata da Essere Animali e Lav Forlì Cesena, con il patrocinio del Comune di Ravenna e della Provincia di Ravenna.
Molte persone (tra cui alcuni amministratori locali) hanno seguito con interesse e partecipazione gli interventi del veterinario Fabio Dall’Osso e del biologo Samuele Venturini.
I due relatori hanno portato la loro esperienza in modo da fornire, sia ai cittadini sia alla pubblica amministrazione, una corretta conoscenza della fauna selvatica, indispensabile per poter sviluppare comportamenti virtuosi e non cruenti per una corretta gestione faunistica.
A seguire abbiamo presentato una breve anticipazione da The Invasion – A Coypumentary, realizzata per l’occasione. Ringraziamo tutti i partecipanti che si sono intrattenuti con noi per chiedere informazioni riguardanti il documentario e il crowdfunding, che partirà a breve.

LA NUTRIA ESPIATORIA

A proposito dell’emergenza conseguente all’esondazione del Secchia, pubblichiamo un articolo tratto da Gli Appunto del Paz83:

nutria-big-beta-2

“A margine dell’argine, con la falla sul Secchia che in queste ore è stata tamponata (per ripristinarla totalmente credo ci vorrà ancora parecchio tempo) e con la conta enorme dei danni ancora da iniziare, fa riflettere la velocità con cui la colpa è stata scaricata su Nutrie e animali vari colpevoli, secondo glli esperti, di aver indebolito le sponde del fiume con i loro tunnel e tane. Ora, il sistema fluviale della pianura padana è vasto e complesso. Non è una novità, non sono una novità eventi di questo tipo come non è una novità la presenza degli animali lungo le sue sponde. Sono tutti elementi noti. Non si può cadere dalle nuvole. Altrettanto non si può, in tutta fretta e furia, addossare la responsabilità su un animale. Partendo da questi fattori mi chiedo allora perché chi dovrebbe monitorare il sistema fiumi e lavorare per la sua integrità sia stato sorpreso con le braghe calate. E infatti il dito puntato contro il simpatico topone castoro e i suoi amici pelosi non regge, tanto che la procura ha aperto un’inchiesta per determinare se ci siano responsabilità. Passo sul Secchia quasi tutti i giorni durante tutto l’anno, così come sul Panaro, e guardando giù, lungo gli argini mi son spesso detto: quel punto andrebbe pulito. Quelle erbacce forse andrebbero tolte. Penso anche molti di voi abbiamo posto nel loro cervello le stesse perplessità. E in parecchi si sono lamentati, hanno segnalato. Vai in un qualsiasi paese della zona e l’argomento esce una volta ogni dieci discorsi. Ci si campa sui fiumi da queste parti. Poi c’è la questione delle casse di espansione (sia del Secchia che del Panaro), del loro stato, dei controlli, collaudi o meno che vengono (o non vengono fatti) e che poi in un modo o nell’altro finiscono per incidere. Ci sono agenzie, come l’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), che sarebbe il vecchio Magistrato del PO,  a cui spetta il monitoraggio e soprattutto la manutenzione, tra cui quella del fiume Secchia, in quanto, da quel che so, i comuni non possono effettuare nessun intervento sulle arginature dei fiumi, figuriamoci i privati cittadini. Possiamo aggiungere l’inquinamento e la sporcizia di una zona parecchio industrializzata come la pianura, che finiscono nei fiumi destabilizzandone l’integrità (e questa è anche colpa nostra, non solo delle agenzie preposte). Poi c’è la politica, che, non per fare facili populismi, ma è peggio di un qualunque esercito di nutrie quando si tratta di minare il territorio su cui viviamo. Insomma, la catena delle responsabilità è lunga, e alla fine potenzialmente coinvolge tutti. E un po’ tutti dovremmo assumercele. La nutria però, davvero, non si meritava tutto questo.”

alluvione-sorbara-bastiglia

Fonte: La nutria a margine dell’argine

CINZIA E LA NUTRIA WRITER

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

Pare proprio che la nutria sia un soggetto amato da molti disegnatori!
Abbiamo intervistato Cinzia Carpene, che ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics a Firenze.
Cinzia ci ha parlato della sua esperienza e formazione e di un affresco che ha realizzato nel  2007… che ritrae una nutria writer!

io-asia e il frigo copia     nut02

Come è nata la tua passione per il disegno? Riesci ora a metterla in pratica attraverso il tuo lavoro?

La passione per il disegno è nata per ammirazione verso gli anime giapponesi e anche un po’ come passatempo. Ho trascorso diversi pomeriggi estivi e diverse lezioni tra scarabocchi su quaderni. Per quel poco che ho fatto fino ad ora (sono ancora una novizia…) devo dire che sono riuscita ad applicare il disegno un po’ dappertutto. Ho fatto alcuni mesi ad animare spot, poi ho realizzato degli storyboards, qualche volantino e ho curato l’impaginazione di cataloghi. Chi fa il mio mestiere lo sa: bisogna prendere tutto quello che arriva! 

C’è qualcosa che ci puoi dire riguardo alle tecniche di animazione?

In questi anni l’animazione si è evoluta molto, dalla carta al digitale. Non discrimino i cartoni in 3D o flash, quando sono fatti bene meritano complimenti. Però con la semplificazione dei programmi a computer e la velocità acquisita, ho l’impressione che molta gente ne approfitti per vendere sempre più prodotti, anche ad una qualità scadente.
Avendo sempre visto fin da bambina anime giapponesi e cartoni animati della Disney… mi infastidisco un po’ nel vedere queste nuove animazioni, spesso troppo “sintetiche e pupazzose”.

elephant copia     1040568_331576593647963_2044149652_o

Quando hai iniziato a disegnare le nutrie come soggetti?

Le nutrie sono diventate i miei soggetti preferiti alle superiori, quando prendevo la corriera la mattina presto e le vedevo scorrazzare sull’argine e in riva ai fossi. Tutti le associano ai topi e fanno questo tipo di ragionamento: “nutria=topo=malattia=peste=pestilenza=morte per atroce sofferenza”… C’è un po’ di esagerazione! Sopratutto se pensiamo che porterebbero malattie solo per il fatto che abitano in una zona contaminata dall’inquinamento prodotto dall’uomo. Al tempo le stimavo molto, perchè per i contadini e i cacciatori era difficile prenderle o ucciderle e li sentivo spesso lamentarsi, mentre io ridevo sotto ai baffi. Spianare il terreno è facile, tagliare un albero pure… ma la nutria? Come la prendi?

Per quale ragione ti piaceva disegnarle?

Purtroppo abitiamo in una zona dove nel nome del progresso umano, abbiamo distrutto tutto a nostro piacimento. Quando i miei amici mi chiedono dove abito, rispondo “Nella terra di Mordor, dove c’è una grandissima desolazione e… manca solo la torre con l’occhio fiammeggiante sopra!”. Per questo motivo ho pensato che queste bestiole fossero una specie di “simbolo” della natura che sfida l’uomo.

SAMSUNG DIGITAL CAMERA   SAMSUNG DIGITAL CAMERA

Cosa puoi raccontare a proposito del tuo affresco al Bar Plaza? Con quale tecnica è stato realizzato?

L’affresco al Plaza è stato realizzato nel 2007, era stato fatto un concorso per la scelta del soggetto da raffigurare sulla parete accanto ai biliardi. Io ho spedito due bozze, quella con la nutria era la principale. La tecnica è semplice vernice passata con il pennello: ho prima steso la vernice bianca, poi ho fatto la bozza a matita e infine ho colorato. Per concludere il lavoro ho impiegato circa un mese.

Quali sono stati i riscontri?

Nonostante quando si parla della nutria la gente usi un tono dispregiativo “da caccia alle streghe”, alla fine tutti hanno sorriso vedendola nel mio affresco. Nelle iconografie animali la gente prova simpatia per la nutria, poi si mette a gridare appena ne vede una. Misteri umani! 

Come sei venuta a conoscenza della storia di Willy?

Willy è stata una conoscenza casuale, gironzolavo su youtube alla ricerca di informazioni su alcune cose da disegnare e così l’ho trovato.
Ho visto alcune scene della sua vita con il suo tutore umano… non potevo credere che potesse vivere come un comune animale domestico e dormire ai piedi del letto. È stata per me una grande scoperta! Ed è stato bello soprattutto scoprire che ci sono persone si interessano e studiano le nutrie e perchè no, le amano pure.

Ringraziamo Cinzia Carpene per l’intervista e vi invitiamo a dare un’occhiata ai suoi disegni nella pagina facebook Ci-jins e nel suo portfolio su Carbonmade.

nutrie

VIVASCIENZA OPEN LAB

1452459_396587347138715_1953384368_n

Domenica 17 Novembre siamo stati ospiti alla Festa di Vivascienza, che si è svolta nella suggestiva cornice della Galleria di Corso Garibaldi, a Montelupo Fiorentino (FI).

Vivascienza è un gruppo di divulgazione scientifica che nasce all’interno dell’Associazione di Promozione Sociale Terra Incognita e ha la finalità di diffondere la conoscenza delle Scienze Naturali. Vuole raggiungere soprattutto la gente comune, trasmettendo, insieme alla conoscenza scientifica, una giusta sensibilità e una consapevolezza libera da pregiudizi, da luoghi comuni, e non condizionata dalla cattiva informazione.
Vuole inoltre essere un punto di riferimento per ogni evenienza a carattere pratico-operativo, fornendo tutte le informazioni utili in caso di incontri con “ospiti inattesi” (animali selvatici, insetti, etc) o anche per chiunque avesse l’intenzione di avvicinare o aiutare qualche animale (installazione di casette per uccellini o per scoiattoli, bat-box, etc), o ancora per segnalazioni di avvistamenti di animali insoliti o importanti, mettendo a disposizione le proprie competenze.
Vivascienza promuove anche le attività comunemente correlate con la passione per le Scienze Naturali, come la terrariofilia e l’acquariofilia, trasmettendo l’interesse e la passione verso un allevamento etico, consapevole e rispettoso delle esigenze biologiche ed ecologiche degli animali e delle leggi vigenti, finalizzato al miglioramento della conoscenza e della conservazione delle specie.
Vivascienza propone altresì progetti didattici per le scuole e si rende disponibile a collaborare con enti o con altre associazioni che vogliano condividere attività quali monitoraggio, conservazione e raccolta dati per la ricerca scientifica.

All’Open Lab hanno partecipato numerosi gruppi ed associazioni legati a tematiche riguardanti le Scienze Naturali e le attività ad esse correlate (astronomia, antropologia, paleontologia, botanica, etica veterinaria, terraristica, mineralogia, zoologia, erpetologia, micologia, speleologia, etc).
Il materiale divulgativo riguardante “The Invasion – A Coypumentary” è stato collocato in un apposito spazio espositivo, all’interno del quale sono stati inseriti alcuni pannelli inerenti le specie alloctone, un cranio di nutria (preso dalla collezione di Vivascienza) e un monitor che ha trasmesso a rotazione il trailer del documentario. E’ stata inoltre collocata nel medesiomo spazio una vasca con alcune tartarughe Trachemys Scripta (altra specie aliena di cui abbiamo parlato in un precedente articolo), recuperate dalla Fondazione Paolo Malenotti.
L’evento ha dato spazio inoltre all’esposizione di fotografie macro realizzate da Massimo Brizzi e di disegni naturalistici ad opera di Alessandro Sacchetti.
Il trailer di “The Invasion – A Coypumentary” è stato proiettato anche negli intervalli tra i filmati in programma nella sala proiezioni, che includevano documentari e reportages di spedizioni esplorative.
Nella giornata di domenica 17 è stato inoltre inaugurato il Tesla Science Bar, nuovo spazio sociale dell’Associazione Terra Incognita.
L’evento ha visto un ottimo afflusso di pubblico e si è venuta a creare una splendida atmosfera.

Ringraziamo gli organizzatori per la disponibilità e per averci offerto uno spazio in questa prestigiosa cornice.

1393694_394968450633938_1510099931_n

“LE MIRABOLANTI AVVENTURE DE NANE NUTRIA”

23450_108462589185567_5982507_n

Due nutrie che conversano amichevolmente in dialetto veneto, interrogandosi su questioni legate alla loro esistenza, quali ad esempio l’educazione dei numerosissimi figli e il rapporto con gli umani: stiamo parlando della simpaticissima serie animata Nane Nutria!

Abbiamo intervistato l’ideatore, il poliedrico Federico Dalla Rosa (in arte Fred). Padovano, dopo essersi laureato in psicologia del lavoro si è dedicato all’attività di vignettista e cabarettista. Per molti anni ha collaborato con Il Gazzettino, il Corriere del Veneto, Comix, Par Condicio, Economy e Series. Ha inoltre collaborato come vignettista a Cortina InConTra per 6 edizioni ed è stato più volte ospite del programma Porta a Porta. Scrive e interpreta trasmissioni e spettacoli di cabaret in dialetto veneto con il “Bepi e Maria Show”.

Ecco cosa ci ha raccontato…

Come è nata l’idea di realizzare la serie animata a puntate di Nane Nutria?

L’idea è nata per gioco: io e Andrea Benvegnù di ABaudio Produzioni volevamo provare a realizzare dei corti animati Made in Veneto. Ovviamente puntando più sulla simpatia che non su imponenti budget e tecnologie all’avanguardia (anche perché non avevamo nessun budget e nessuna tecnologia all’avanguardia).

In che modo l’idea si è in seguito concretizzata?

Visto che i protagonisti dei cartoni animati sono generalmente animali antropomorfi, si è deciso di puntare su un animale caratteristico del territorio: la nutria (anche se le origini della nutria sono latino americane ovviamente).

Su quale canale è andata in onda la serie per la prima volta? Quali sono stati i riscontri?

E’ andata in onda su Tv7 Triveneta ma adesso pensiamo di replicarla su Prima Free (canale 116 in Veneto). I dati di ascolto non li abbiamo, anche perché è difficile rilevare l’ascolto di una trasmissione che dura pochi secondi. Però su YouTube ha ottenuto un’attenzione che ci ha sorpreso piacevolmente e aspettiamo che la Pixar ci contatti per un lungometraggio in 3D!

Quali sono stati gli spunti per l’ideazione delle divertenti conversazioni tra Nane, Sbrisso e la Bissa Orbola?

Gli spunti delle conversazioni sono frutto della fantasia malata del sottoscritto (interprete di Nane) e dei colleghi Carlo Noventa (interprete di Sbrisso) e Davide Stefanato (interprete de la Bissa Orbola). Però ci tenevamo che nel corso della serie si conoscesse qualcosa di più di questo buffo animaletto e quindi ci siamo documentati!

Ci sono aneddoti o curiosità che ci puoi raccontare riguardanti il lavoro su Nane Nutria?

Era davvero divertente registrare le voci dei personaggi e spesso era necessario ripetere la scena perché ci scappava da ridere per l’assurdità della situazione: dare la voce a due nutrie significa davvero essere a un passo dal ricovero!

Ed ecco uno degli episodi:

Vi invitiamo alla visione di tutti i 23 episodi della serie, che potete trovare sul medesimo canale youtube!

CONFERENZA “NUTRIE ED ESSERI UMANI: INEVITABILE GUERRA O CONVIVENZA POSSIBILE?”

Crema

Venerdì 22 novembre si è svolta a Crema, presso la Sala Alessandrini, la conferenza dal titolo “Nutrie ed esseri umani: inevitabile guerra o convivenza possibile?” promossa dall’associazione Essere Animali e da ProgEco Ambiente e Natura.

L’intervento del biologo Samuele Venturini ha esplorato il tema della possibile convivenza pacifica fra il Myocastor Coypus e la razza umana: con dati alla mano, l’esperto ha dimostrato che esiste la possibilità di un intervento non cruento verso la nutria, eventualità che merita di essere presa in considerazione dagli amministratori pubblici e dalle altre categorie chiamate in causa quando si parla di questo roditore. Un vero peccato che nessuno di questi attori istituzionali sia stato presente all’incontro, altrimenti avremmo potuto assistere ad un dialogo costruttivo, che è uno dei capisaldi irrinunciabili quando si deve risolvere un problema.

In mezzo all’intervento del dott. Venturini abbiamo proiettato un filmato di 15 minuti con interessanti anticipazioni tratte dal documentario “The Invasion – A Coypumentary”, incentrato soprattutto sull’attuale gestione della nutria in Italia.

Ricordiamo a tutti che partiremo presto con una campagna di crowdfunding perchè ABBIAMO BISOGNO DI VOI per completare questo documentario unico in Italia su questa specie animale.

HOPE: SOCCORSA E ORA LIBERA

Hope5
Hope è una nutria maschio adulta, trovata ferita sul ciglio della strada. E’ stata soccorsa, portata dal veterinario, curata, riabilitata ed infine liberata nuovamente in campagna, lontana dalla strada.
L’autore del salvataggio è Nicolò, responsabile della sezione Criceti di AAE Onlus.
Questa è la sua testimonianza:
Lavoro come guardia e faccio i turni. La scorsa settimana finivo a mezzanotte e stavo rientrando a casa. Abito a San Giuliano Milanese, in zona Milano sud e dietro casa mia c’è una strada stretta a senso unico, con ai lati campi e corsi d’acqua. Purtroppo mi capita quasi ogni giorno di trovare animali morti investiti in mezzo alla strada. La maggior parte delle volte, se non sono visibilmente ed inconfutabilmente morti, mi fermo sempre a controllare se siano vivi e feriti.
Mercoledì scorso sul ciglio della strada ho visto questa nutria adulta… la posizione mi suggeriva fosse viva, anche se la testa era china sull’asfalto e c’era sangue sia sul suo muso che per terra. Mi sono fermato e ho visto che era viva, ed era molto impaurita. Non avevo con me guanti per prenderla né nulla dove metterla, perciò l’ho fatta spostare leggermente togliendola del tutto dalla strada, sono risalito in auto e son corso a casa. Ho fatto scendere mia moglie con uno scatolone e ho preso un paio di guanti nel box. Nel frattempo ho chiamato un’amica che un anno fa ha adottato una nutria e le ho chiesto consigli riguardo a come prenderla e cosa darle da mangiare. Tornato di corsa dov’era l’animale l’ho trovata ancora lì… immobile, ferita e terrorizzata. Non è stato facile farla entrare nello scatolone, era piuttosto grande, poi ringhiava e cercavi di mordermi. Probabilmente a causa delle ferite non era del tutto reattiva, perciò sono riuscito a sollevarla da dietro, tenendola sotto le zampe anteriori: le nutrie non hanno il collo abbastanza lungo da potersi girare e mordere.
Sono riuscito a metterla dentro allo scatolone e l’ho portata a piedi fino a casa… è stata dura: pesava e si agitava, quindi ci ho messo un po’ nonostante io sia grosso ed abituato ai pesi.
Arrivati a casa l’ho messa in una gabbia x cavie ed ho provato pian piano ad avvicinarla per gradi. Le ho medicato le ferite con acqua e disinfettante, poi ho sciacquato l’occhio ferito con acqua fisiologica. Poco alla volta, capendo che non volevo farle del male, si è lasciata curare.
Io e mia moglie siamo rimasti a curarla fin quasi alle 3. Le abbiamo lasciato da mangiare un po’ di fette biscottate e una carota. La mattina seguente aveva mangiato ben poco, ma per fortuna era ancora viva.
L’ho portata alla clinica veterinaria, il dottore le ha fatto una lastra: non aveva ossa rotte o lesioni alla colonnna vertebrale. Sospettava potesse aver subito un trauma celebrale, con danni neurologici a causa della botta presa. In tal caso sarebbe stato necessario seguirla a vita… come è accaduto ad un riccio che abbiamo in casa da quest’estate, che non può essere reimmesso in natura in quanto non sarebbe autonomo e non sopravviverebbe.
Il veterinario le han fatto 2 punture: un antinfiammatorio e un antidolorifico. E’ rimasta per qualche giorno in ambulatorio per ulteriori accertamenti. Sabato mattina ci hanno detto che stava bene e non vi erano traumi celebrali evidenti. Avremmo dovuto tenerla ancora per un po’ di tempo in osservazione, dopodiché avremmo dovuto provare a reimmetterla in natura.
E’ stata tutto il giorno con noi, le abbiamo dato da mangiare e l’abbiamo accudita. Le ho pure fatto fare il bagno nella vasca (anche se mia moglie non era molto d’accordo).
Hope stava bene, si muoveva bene, si lavava. Ha mangiato parecchio: le abbiamo dato l’uva e le carote.
Domenica mattina l’abbiamo portata tra i campi, nelle vicinanze di un corso d’acqua con tanti altri suoi simili.
Abbiamo aperto la gabbia e lei timidamente è uscita. Ha vagato un po’ nell’erba per poi dirigersi verso il corso d’acqua, in cui piano piano si è immersa ed è andata via nuotando… senza voltarsi indietro né salutarci.

Hope8

Ma è giusto così, è un animale nato e cresciuto in natura, selvaggio… ma buono. Sapeva che non volevamo farle del male, anche se a volte ringhiava e dovevamo fare attenzione ad accarezzarla.
E’ stata con noi poco, però è stata un’esperienza bellissima. Ho visto da vicino un animale che da tempo mi affascinava e sapevo non essere pericoloso nè cattivo, contrariamente alle dicerie e alle paure della gente.
Lo stesso animale che quand’ero ragazzino avevo più volte purtroppo investito senza volerlo, pure io in macchina e senza fermarmi… perché pensavo che “tanto era solo uno schifoso topo”.
Poi per fortuna si cresce… si guarda la realtà con occhi diversi e ci si rende conto che questi animali, così particolari, sono esseri viventi come tanti!
E’ bene però precisare che si tratta di animali selvatici, non abituati al contatto con l’uomo e quindi molto timorosi. In situazioni analoghe a quella di Hope, occorre estrema prudenza nell’avvicinarli.
La vicenda della nutria Hope può far discutere: sono in molti a ritenere inopportuno prestare soccorso ad un animale ritenuto specie invasiva. Ricordiamo però che con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 217 del 9 ottobre 2012 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 12 dicembre 2012) è obbligatorio per ciascun automobilista che dovesse investire un cane, un gatto o qualunque altro animale selvatico, fermarsi ed assicurare un tempestivo soccorso. L’obbligo vale anche per chi assiste all’incidente pur non avendolo causato. In caso di inadempienza, il responsabile può rischiare una sanzione amministrativa da 389 a 1559 euro.
Per saperne di più vi invitiamo a consultare le faq sul soccorso agli animali dal sito della LAV.
 

LE VARIETA’ DI COLORI DELLE NUTRIE

Come già detto in precedenza, la nutria (Myocastor coypus) era stata importata dal Sud America con lo scopo di ricavarne le rinomate pellicce di castorino, di gran moda fino agli anni ’60-’70 del secolo scorso. La denominazione nutria è stata infatti utilizzata solo in seguito, ed è bene precisare che si tratta di un errore storico di identificazione perchè è l’equivalente di lontra in spagnolo (il cui nome scientifico è Lutra lutra).
Esistono all’incirca ben 200 varietà di nutrie, selezionate dagli allevatori.
Ecco le principali:

zdj1 1) oro-marrone

zdj2 2) bruno

zdj3 3) nero

zdj4 4) ambra-oro

zdj5 5) bianco-albino

zdj6 6) mosaico

zdj7 7) bluastro

zdj8 8) pastello

zdj9 9) acciaio-oro

zdj10 10) groenlandia chiaro

zdj11 11) groenlandia scuro

zdj12 12) perla

I tipi 1 – 2 – 5 – 10 sono tra le razze più facilmente osservabili in Italia, mentre il tipo 1 è il vero colore del castorino importato dal Sudamerica.

Si ringrazia per le foto il sito: http://nutria-myocastor.blogspot.it/

NUTRIAMAN: IL SUPEREROE DEL POLESINE

Nutriaman3-3  Nutriaman3-4

La Taiant Pictures è nata negli anni ’90, fondata da Michele Pezzolato con un gruppo di appassionati di cinema. Il nome nasce dal paese di Taglio Di Po (RO), nel Polesine. Molti film sono stati realizzati con passione e divertimento da questi ragazzi, che dopo i primi film recitati italiano hanno deciso di tornare alle loro radici utilizzando il dialetto. Una scelta vincente, sebbene criticata, perchè ha permesso di intensificare il rapporto fra storie raccontate e territorio, riuscendo ad appassionare un elevato numero di persone. Una scelta che ha inoltre reso più spontanea la recitazione degli attori, che nei film mantengono anche i loro nomi reali.
Poi un giorno è nata l’idea del film Nutriaman, che racconta la nascita del nuovo supereroe del Polesine, impegnato nella difesa dei deboli. Nutriaman è divenuto in seguito una trilogia.
Ecco cosa ci ha raccontato Michele di questa avventura…

Da quale supereroe hai tratto ispirazione per Nutriaman?

Per la caratterizzazione di Nutriaman ho preso spunto da Spiderman della Marvel.

Per quale motivo è stata scelta la nutria come animale che ha dato origine alla mutazione?

E’ stata scelta la nutria perchè dalle nostre parte quest’animale non è sempre esistito. Un giorno sono apparsi pochi esemplari e poi c’è stata l’esplosione demografica. Qui è una specie che viene vista quasi come una leggenda, o forse come essere abbastanza misterioso. Qualcuno li scambia per castori ma non sono proprio come castori. Qualche danno lo creano, comunque si presenta come un animale simpatico.

nutriaman-1  nutriaman

Chi ha creato i costumi?

Il primo costume l’ho fatto io, perchè lavoro nel settore dell’abbigliamento, quindi l’ho tagliato e cucito io, infatti si vede che il risultato è molto artigianale.
Nel secondo film c’è un “upgrade” del costume, grazie ai poteri del Maestro di Nutriaman. Per il costume del secondo film abbiamo chiamato Alessandro Marafante, ragazzo molto tecnico, fantasioso ed appassionato di creazione di costumi.
Anche nel terzo episodio abbiamo effettuato un piccolo restyling, sempre grazie al lavoro di Alessandro (che cura anche gli effetti visivi dei nostri film).
Il costume è di lycra ed è anche microforato, quindi consente alla pelle di traspirare anche se indossato per ore. L’unico problema è il fatto che è leggero: alcune le riprese si erano prolungate fino alla fine di ottobre e Manuel si era “congelato”. Sono i rischi del mestiere. 

Come è nato il grido di Nutriaman?

Il protagonista doveva avere qualcosa di caratteristico quando entrava in scena e anche nei momenti più “epici”. Quindi ho detto a Manuel di inventare qualcosa. Ha fatto un po’ di esperimenti finchè è uscito questo verso, che è carino. Manuel è bizzarro quindi il verso gli riusciva molto bene. Io cerco sempre di affidarmi all’estro degli attori.
Di solito scrivo tutti i dialoghi, però quando nella recitazione esce una battuta o qualcosa di diverso la tengo perchè mi piace di più. La spontaneità è un’ottima cosa.

Quali sono stati i riscontri alla trilogia di Nutriaman?

I riscontri della trilogia sono stati estremamente positivi. Quando abbiamo fatto le proiezioni di Nutriaman 3 c’era una coda lunghissima fuori, non me l’aspettavo anche perchè era passato molto tempo dal primo episodio, invece si era creato un piccolo gruppo di fans, tanto che sono accorse più di 3000 persone; abbiamo dovuto aumentare il numero di proiezioni da 6 a 8. Poi internet ha facilitato molto le cose, aumentando la conoscenza dei film successivi. Si è veramente creato un mito qui dalle nostre parti. Tutti nel Polesine hanno visto Nutriaman.
Il primo Nutriaman è quello che ci ha fatto conoscere ed è stato il più sorprendente, anche perchè è uscito prima ancora del boom di internet quindi la conoscenza del film è circolata attraverso il passaparola. Trovavamo gente che ci fermava per strada dicendo che avevano visto la vhs o che qualcuno aveva prestato loro il film. C’è chi ha ancora la videocassetta: è un reperto storico oramai, che ha del valore!
Un lato che ci ha sorpreso è che c’è chi si è preso la briga di sottotitolarlo. Ci sono stati emigranti veneti in Piemonte che mi hanno scritto perchè grazie al film si sono ricordati con affetto del dialetto polesano e di quando abitavano nel polesine e quindi del periodo della loro infanzia.
Addirittura una persona mi ha scritto da New Orleans e mi mandato un filmato di casa sua mentre guardava Nutriaman.
Le proiezioni sono sempre state fatte a Porto Viro, il primo film in una sala concessaci dal comune, gli altri due al cinema sempre nello stesso paese. Il comune ci ha sempre appoggiato: tende ad incoraggiare molto i giovani che provano a creare qualcosa di nuovo.
Ho avuto una risposta incredibile dai bambini: per loro Nutriaman esiste davvero e ad Halloween o a Carnevale vanno a cercare il costume di Nutriaman. Il negoziante qui in paese mi dice sempre che gli devo fare i costumi altrimenti i bambini piangono perchè lo vogliono! E io dico “Mi dispiace, ma di costume di Nutriaman ce n’è uno!”.
Manuel nei panni di Nutriaman era anche richiesto per le feste di compleanno, ora è da un po’ che non ci partecipa più. Nel terzo film la scena della festa in cui lui viene cacciato coi forconi non è stata ricreata, abbiamo colto l’occasione di una vera festa di compleanno e abbiamo chiesto ai partecipanti di recitare. È così che nascono le cose!

Come ti è venuta in mente l’idea del finale del secondo film?

L’idea del finale del secondo film, con la dedica alla nutria attraverso la canzone “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini, viene da un mio amico, un mio compagno di lavoro che ora sfortunatamente non c’è più. Aveva avuto l’idea vedendo le immagini. Era un ragazzo di cuore ed aveva molto intuito. È nelle cose semplici che le persone d’animo trovano degli spunti particolari. Infatti è un “Tributo alla nutria” che ci stà molto bene.
Tendo a non fare finali semplici buttati lì, cerco di “spiazzare” e tanti mi dicono che non si aspettavano un finale di un certo tipo. Per me è un complimento perchè vuol dire che sono riuscito nel mio intento, cioè fare una cosa non prevedibile, che il pubblico non si aspetta.

Nutriaman2-3

Veniamo al mio personaggio preferito: il Maestro. Puoi raccontarci qualcosa circa la sua origine?

Dopo il successo di Nutriaman abbiamo realizzato il film S.F.I.G.A., che io non volevo girare, però ho accontentato la voglia di cambiamento degli altri.
In realtà stavo già “macinando” la storia del sequel perchè non volevo che Nutriaman finisse così: era troppo bello per farlo finire, bisognava creare una trilogia per dare un po’ di profondità al personaggio.
Abbiamo quindi giocato sul fatto che nel primo episodio Manuel viene morso, però non si vede da chi, quindi abbiamo inventato questa storia del maestro per mostrare che questi uomini nutria esistevano da anni nel Polesine.
In più abbiamo trovato Raffaele che ha il pregio di essere così come lo vedi, a lui il copione non lo dò neanche, gli spiego la scena e lui improvvisa. Devo riprendere due ore per avere 5 minuti buoni, ma ne vale la pena perchè è molto spontaneo e divertente. Bisognerebbe conoscerlo perchè è sicuramente il più bizzarro della compagnia!
La scena della morte, nel secondo film, siamo riusciti a registrala per un pelo! Raffaele continuava a fare battute e noi a fermarlo perchè stava arrivando il temporale. La scena così come si svolge nel film è stata inventata da lui al momento, era troppo bella per non lasciarla!
A Raffaele io tendo quindi a creare le situazioni, perchè lui è così anche in compagnia: quando usciamo assieme è sempre uno dalla battuta pronta. Avere di questi caratteristi è una fortuna!

Nutriaman2-2  Nutriaman2-1

Le scene di combattimento sono state seguite da un esperto?

Per le scene di combattimento (in Nutriman 2 e 3) avevamo Manuele Priami, maestro di kung fu, figura indispensabile per rendere credibili le scene di combattimento.
Nel primo Nutriman la lotta l’hanno inventata Fabio (mio fratello) e Manuel in modo molto semplice: li ho portati sulla location e ho detto loro “Picchiatevi che vi riprendo”.
Dal secondo film in poi i combattimenti li ha sempre seguiti Priami e provati in pre-produzione per andare poi sicuri durante le riprese. Per gli attori non è stato tanto difficile, Fabio aveva fatto arti marziali quindi era avvantaggiato rispetto a Manuel, che nel terzo aveva la sua bella controfigura, come ogni buon attore che si rispetti! Anche perchè nel terzo le doveva prendere di santa ragione e ci voleva uno che sapesse incassare, meglio prevenire prima di trovarmi l’attore con le gambe spezzate! Nel secondo film qualche calcio l’ha preso e la scena è risultata ancora più realistica.

Nutriaman2-5

Hai mai pensato di trasformare Nutriman in un fumetto?

Nutriaman in fumetto? Non ci avevo mai pensato, potrebbe essere un’idea che riscoute interesse!
Vedrei bene come disegnatore Alessandro Marafante (il creatore dei costumi) che potrebbe fare al caso. Quando ci siamo presentati per l’ideazione del secondo costume (perchè volevo un costume migliore di quello che avevo realizzato io) mi ha disegnato uno schizzo perfetto in 30 secondi.

Nutriaman3  Nutriaman3-1

Il tuo essere regista è quindi solo un hobby oppure pensi un giorno di trasformarlo in lavoro?

Lo faccio per passione e basta. Temo che se diventasse una professione potrebbe perdere quel calore che riesco a dedicargli. E’ tutto nato per passione ed è giusto che rimanga così. Purtroppo i soldi complicano sempre tutto. In tutte le scene che giriamo chiedo un piacere a tutti, e vedo che la gente mi ha sempre aiutato e sono sempre stati disponibili, anche perchè è una cosa che si fa per divertire.
E’ ovvio che il cinema americano lo vediamo come irraggiungibile, ma al giorno d’oggi abbiamo la tecnologia che ci aiuta, poi sapendo scovare le persone giuste anche noi possiamo avere la nostra “piccola Hollywood”. Ci divertiamo così, restando coi piedi per terra, senza montarci la testa ma essendo contenti dei risultati ottenuti.

C’è qualche altra produzione di Taiant Pictures di cui ti va di parlarci?

L’ultimo film che abbiamo realizzato è stato Polesine Bastardo: è il tipo di film che ho sempre voluto fare, molto “tarantiniano”. È un mio esperimento perchè l’ho scritto, girato e montato come volevo per capire se era Nutriaman o la Taiant Pictures che funzionava e alle proiezioni abbiamo avuto la conferma che era la Taiant Pictures che funzionava.
Durante le proiezioni di Polesine Bastardo mi sono nascosto dietro i sedili per sentire i commenti di chi veniva al cinema e la gente era soddisfatta. Naturalmente la cosa ci ha fatto molto piacere, ci ha fatto capire che forse siamo “bravetti”.
Polesine Bastardo è una storia che si discosta molto dal solito canovaccio sui supereroi, visto che tratta di vita e problemi normali. E’ una storia che potrebbe benissimo essere vera, trattata con ironia.
La gente viene a vedere i nostri film per ridere, rilassarsi e divertirsi, poi se sono fatti bene tecnicamente tanto meglio. Il riscontro è stato quindi oltre le nostre aspettative.

Avete in programma altre produzioni?

Attualmente sto girando dei videoclip musicali, per tenermi rodato. Abbiamo cambiato la strumentazione tecnica, in vista della nuova produzione, per migliorare ancora di più la qualità video e audio. La nuova storia a cui stiamo lavorando è al momento al 50%, quindi non sono ancora sicuro della sua resa. Sarà una commedia italiana in stile Pieraccioni, ambientata nei nostri luoghi: vediamo cosa riusciamo a tirare fuori dal cappello.
Ho anche un’idea per una storia di fantascienza ma non siamo ancora pronti, dobbiamo ancora crescere tecnicamente. Comunque sarà sicuramente realizzata in prospettiva futura.

C’è qualcos’altro che desideri aggiungere a quanto detto?

Vi ringrazio per avermi dato questo spazio. Noi abbiamo trattato ironicamente il tema della nutria, però è una buona cosa che venga trattato anche in modo serio, come nel vostro documentario.
La nutria necessita di attenzione ed è un animale che a modo suo può risultare anche dolce.

foto1

 

BIG (COYPU) IN JAPAN!

100

Oggi parliamo di nutrie nel Sol Levante, e della Japan Coypu Interchange Association, associazione dedita a far conoscere meglio la nutria alla popolazione Giapponese.

Fondatore di questa associazione è Hiro Mon, animo sensibile e persona tenacemente convinta della natura docile ed innocua delle nutrie. Utilizzando mezzi pacifici quali tenacia e perseveranza, Hiro Mon attraverso l’associazione si prefigge lo scopo di contrastare l’idea del governo giapponese che definisce la nutria nociva.

In Giappone non esiste un censimento effettivo del coypu e l’indagine scientifica non è stata ancora completata: quindi da questo punto di vista l’avanzatissimo stato asiatico non si discosta di molto dalla nostra Italia. Uno dei pochi dati certi che si ha è che l’animale vive nei fiumi e nei laghetti dei parchi della parte ovest del paese.

L’opinione pubblica giapponese, così come i media locali, sono divisi nel giudizio sull’animale. Da questo punto di vista sono risultate importanti le due interviste tv che sono state fatte ad Hiro Mon su due reti televisive che coprono un quarto della popolazione.

Facciamo quindi gli auguri ad Hiro e alla sua associazione nella lunga e difficile strada intrapresa…

Vi invitiamo a visitare il sito web, ricco di immagini e di video molto simpatici, cui potete accedere cliccando qui:  http://japan-coypu.blogspot.jp/

919049_547009502003857_1357824826_o

INTERNATIONAL RABBIT DAY & FRIENDS 2013

Cattura

Domenica 22 settembre siamo stati al Parco Spina Azzurra di Buccinasco (MI), ospiti dell’International Rabbit Day & Friends, iniziativa di sensibilizzazione incentrata sul mondo dei conigli e degli altri piccoli roditori, organizzata dall’Associazione Animali Esotici Onlus, in collaborazione con la Società Italiana Veterinari per Animali Esotici.

L’evento, patrocinato dal Comune di Buccinasco e dall’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano, è giunto quest’anno alla sua terza edizione e si è svolto in concomitanza con analoghe manifestazioni negli Stati Uniti (http://www.rabbit.org/hrsinfo/worldrabbitday.html).

La mattinata ha visto gli interventi di veterinari SIVAE ed esperti biologi. Un gruppo di volontari è rimasto inoltre a disposizione nell’arco dell’intera giornata per dare consigli ed informazioni in merito alla gestione e alla salute dei conigli e degli altri piccoli roditori.

Nel primo pomeriggio, dopo il buffet vegano, ha avuto luogo la “Sfilata Simpatia” condotta da Davide Cavalieri di RadioBau, cui hanno partecipato circa 37 fra conigli e cavie in braccio ai loro amici umani. La Giuria, composta da Francesca Donaggio di AAE Onlus, dal biologo e castorologo Samuele Venturini e da Stefano Ferro di “Nella Vecchia Fattoria”  ha premiato 10 partecipanti per il carattere e per la personalità.

E’ stato consegnato per la prima volta il “Premio Coniglio Bianco”, dedicato ed intitolato alla memoria del Dott. Massimo D’Acierno, medico veterinario molto vicino all’AAE Onlus e fondatore della Clinica Veterinaria Turro.

Sono stati inoltre premiati i vincitori del concorso fotografico dedicato all’International Rabbit Day 2012.

Per alcuni è stato possibile adottare direttamente animali abbandonati in carico all’associazione: conigli, cavie, criceti e anche tartarughe dalle orecchie rosse.

Ringraziamo gli organizzatori e tutti i partecipanti che si sono intrattenuti con noi per parlare di nutrie, di altre specie alloctone e di “The Invasion – A Coypumentary”.

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

OPEN DAY DAGLI ZII DI WATSON

999728_655118311173234_56293469_n

Domenica 15 settembre abbiamo partecipato all’Open Day dagli zii di Watson, evento di presentazione del calendario 2014 dell’associazione La Voce Dei Conigli.

La manifestazione, che si è svolta a Vicenza all’interno di un bellissimo giardino privato, è stata una piacevole occasione di incontro tra appassionati di conigli e di altri piccoli roditori. Nell’arco del pomeriggio si è svolto il Mercatino Lapino Solidale ed è stato allestito un ricco buffet con merenda vegana preparata da CucinaVerde.

La voce dei conigli è un’associazione di volontariato no profit che opera principalmente in Veneto e in larga parte del nord Italia. Si occupa del recupero dei conigli abbandonati e si cura di trovare loro un’adeguata sistemazione presso nuove famiglie. Ha inoltre lo scopo di informare circa la corretta gestione del coniglio come animale da compangnia, anche mediante un sito web all’interno del quale è possibile reperire utili schede informative, corredate da foto e filmati. L’associazione si avvale altresì della collaborazione di veterinari specializzati in animali esotici.

Ringraziamo gli organizzatori e tutti i partecipanti che si sono intrattenuti con noi per parlare di nutrie, di altre specie alloctone e di “The Invasion – A Coypumentary”.

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

ALICE ROSSI E IL SUO INUSUALE PERSONAGGIO ANIMATO

La Nutria Alice Rossi

Abbiamo intervistato Alice Rossi, creatrice del simpatico personaggio chiamato La Nutria.

Illustratrice ed animatrice, diplomata al Liceo Artistico Leon Battista Alberti di Firenze nel 1997 e alla Scuola Internazionale di Comics nel 1998, Alice Rossi ha alle spalle un bagaglio di esperienza di tutto rispetto.

Inizia a lavorare in uno studio d’animazione (lo Studio 4) nel 1998 e da allora collabora a lungometraggi e serie tv per vari studi, sia a Firenze che a Milano.

Tra i lungometraggi, il più conosciuto è senz’altro La Gabbianella e il Gatto, ma anche Aida degli alberi, Opopomoz e altri.

Tra le serie tv, le più note sono Winx Club, PopPixie, Corto Maltese, Cocco Bill, solo per citarne alcune, non ultima Bert & Ernie’s great adventures, interamente realizzata in plastilina.

Dal 2005 in poi si dedica anche all’illustrazione, sia in grafica digitale che utilizzando tecniche tradizionali, come ad esempio l’aerografo per immagini naturalistiche e di animali, l’acquerello, la tempera, l’acrilico.

Cura le illustrazioni di libri scolastici e di magazine per ragazzi, realizzando anche alcune strisce a fumetti.

Nel 2010 pubblica il suo primo libro autoriale San Galgano e la spada nella roccia, edito da Press e Archeos.

SANGALGANOELASPADA_S.Michele SANGALGANOELASPADA_Investitura

Parallelamente al percorso professionale, ha partecipato a seminari di formazione ad orientamento psicoanalitico e ha svolto il Servizio Civile Volontario presso il Centro Salute Mentale Adulti della ASL 10 di Firenze. E’ stato grazie a queste esperienze che ha avuto l’occasione di progettare e condurre dei laboratori sperimentali di cartoni animati per bambini in ambito terapeutico, oltre ad altri laboratori di creatività per bambini di centri estivi e scuole elementari.

Attualmente collabora a libri per l’infanzia illustrati, a riviste per bambini nonchè alla progettazione di giochi e gadgets vari.

biglietto laurea alessia

Veniamo ora all’intervista, domandando ad Alice ciò che più ci preme conoscere, ovvero “la genesi” e il background del suo personaggio-nutria.

Puoi descriverci il tuo personaggio-nutria, da dove ha origine? Com’è caratterialmente?

La Nutria, solitamente disegnata con ghigno e occhiacci, nasce graficamente diversi anni fa ma era già un personaggio ricorrente nelle battute e nelle serate di un gruppo di amici, quasi un amico immaginario tramandato oralmente.

La Nutria rappresenta, in fondo, un animale simpatico nonostante le dicerie e le diffidenze generali, un “diverso” con tutto il suo fascino di discriminato, curioso quanto sconosciuto, basti pensare alla confusione che tanti facevano e fanno chiamandolo “pantegana”, “talpone” o “topone”. Così, ridendo e scherzando, era inevitabile che una sera come tante che avevo la matita in mano ci scappasse il “disegnino”.

Da lì in poi La Nutria (n.d. A. scritto proprio maiuscolo La Nutria) è stata protagonista di gag e vignette che la ritraggono apparentemente furba e malvagia ma che rivelano inevitabilmente un’indole sempliciotta e tontolona. Solitamente appare nei biglietti di compleanno di chi la conosce bene, detti banalmente Nutriauguri, e sono sempre vignette personalizzate al destinatario, solo nei casi di auguri generici come Natale, San Valentino ecc … La Nutria si presta a gag meno specifiche.

27gennaio2011_rtk2

Per realizzarlo La Nutria ti sei ispirata a qualche soggetto reale?

Inizialmente i primi disegni sono stati assolutamente di getto, senza nessun soggetto reale di riferimento.

Col tempo poi ho avuto modo di osservare spesso una famigliola di nutrie che abitavano dietro casa mia, in una tana nel Terzolle, un piccolo torrente fiorentino. Era un momento di relax per me e mio marito, succedeva spesso che uno dei due a fine giornata dicesse “Si va a vedere le nutrie?”. Per un momento avevamo anche preso in considerazione di realizzare un documentario sulle nutrie a Firenze!
Alla fine più che per il personaggio in sè, mi è stato utile osservarle per animarlo.

Quali disegni e animazioni hai realizzato con la nutria come protagonista? In quale contesto sono stati pubblicati?

La Nutria animata (se tralasciamo piccole cose non divulgate) è la protagonista del mio showreel, è lei che introduce i miei lavori con i suoi sketch.

In quanto a pubblicazioni cartacee e non, dalla sua prima apparizione in pubblico allo stadio sullo striscione “Nutrie Viola” è approdata nel 2010 al calendario dell’azienda DTM Technologies (ex Ferrari “Space Division”), che si occupa di progetti industriali e aerospaziali.

Penso che, se qualcuno arriva a volere una nutria nello spazio, le motivazioni siano da ricercare più che nel personaggio disegnato, nel fascino dell’animale in sè, che ispira quel misto di simpatia e curiosità di cui il mio personaggio costituisce una caricatura.

Nutria-Pig Quellobianco

Ringraziamo Alice Rossi per l’intervista e vi invitiamo a visitare il suo blog, cui potete accedere cliccando qui: http://muskatlab.blogspot.it/ e il sito web www.muskat.it

ALTRI EVENTI CON PROIEZIONE

Quest’ultima settimana il trailer è stato proiettato in due occasioni.

La prima di nuovo a Feltre (BL) la sera di lunedì 2 settembre, in occasione del 2° turno della LAVacanza 2013. Il trailer è stato proiettato in coda ad una serata informativa sulla specie nutria, tenuta dal dott. Samuele Venturini.

caccia con loghi

Venerdì 6 settembre al Museo di Scienze Naturali di Brescia, si è svolto il convegno dal titolo “Animali Selvatici e Caccia: Leggi e Scienza per una svolta etica e civile”.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Brescia, dal Comune di Flero (BS) e dalle associazioni LAC, OIPA e ProGeco Ambiente & Natura.

Il dott. Samuele Venturini ha parlato di modalità di conservazione della biodiversità e di gestione della fauna selvatica, tenendo conto del riequilibrio fra le specie e gli habitat e fra le specie stesse. Infine ha parlato anche di specie alloctone e di metodi di contenimento, concludendo l’intervento con la proiezione del trailer di “The Invasion – A Coypumentary”.

Il secondo relatore presente era il dott. Edoardo Gandini, responsabile OIPA per i rapporti con le Istituzioni europee, nonché membro di “European Enforcement Network of Animal Welfare Lawyers and Commissioners” (network giuridico di legali europei che si occupano di benessere animale). Il dott. Gandini ha fornito una panoramica sulla legislazione europea in merito alle tematiche della tutela dell’ambiente, della caccia e della lotta al bracconaggio.

Al termine degli interventi è stato dato spazio alle domande poste dal pubblico. Non erano presenti rappresentanti dell’esercizio dell’attività venatoria, cosa che non ha reso possibile un costruttivo confronto tra le parti.

CONFERENZA ANDREA ZANONI: IL VIDEO ON-LINE

nutrie-treviso-5-aprile-2013

Pubblichiamo il video della Conferenza organizzata il 5 Aprile scorso dall’europarlamentare Andrea Zanoni, dal titolo:  “Nutrie: simpatici roditori o calamità naturali?”.

Nel video trovate gli interventi dei seguenti relatori:

Andrea Zanoni – Deputato al Parlamento Europeo e vicepresidente Intergruppo per il benessere degli animali
Massimo Vitturi – Responsabile nazionale caccia e fauna LAV
Samuele Venturini – Biologo e Castorologo, esperto di Nutrie
Adriano Fragano – Responsabile di Ca (Campagne per gli animali)
Paolo Pizzati – Del CPV (Coordinamento Protezionista Veneto)

Al termine era stato proiettato in anteprima esclusiva il trailer ufficiale di “The Invasion – A Coypumentary”.

Ringraziamo nuovamente gli organizzatori e consigliamo la visione a chi volesse approfondire meglio l’argomento nutrie, in attesa dell’uscita del documentario.

ALTRE ANTEPRIME DEL TRAILER

La scorsa settimana il trailer ufficiale di The Invasion – A Coypumentary è stato proiettato in tre occasioni.

LAVacanza

Lunedì 24/06/13 si è tenuta una serata di informazione e divulgazione sulla specie nutria (Myocastor coypus) a Feltre, in provincia di Belluno, a ben 1100 metri di altezza. Questo evento è stato incluso nei corsi appartenenti alla settimana organizzata dalla LAV e denominata LAVacanza. La serata informativa, che è durata circa un’ora, ha visto la sala al completo. Presenti naturalmente tutti gli iscritti a LAVacanza, fortemente motivati ad apprendere più nozioni riguardanti l’argomento in questione. Il trailer del documentario “The Invasion – A Coypumentary” è stato mostrato in chiusura ed ha avuto un buon riscontro, sia come applausi che come apprezzamenti.

OIPA 26 GIUGNO2013

Mercoledì 26/06/13 la delegazione OIPA per Ferrara e Provincia ha organizzato un Tavolo Partecipato dal titolo “Perché fermare i piani d’abbattimento – Impatto ambientale, costi, alternative”. All’evento, svoltosi presso la sala degli Arazzi del Municipio di Ferrara, erano presenti circa una trentina di persone, tra cui esponenti di OIPA, LAV, ENPA, ANLC, FIDC e Guardie Venatorie Volontarie di Confagricoltura.
Massimo Comparotto, presidente dell’OIPA Italia, ha introdotto il Tavolo Partecipato.
L’Assessore Provinciale Stefano Calderoni ha illustrato la situazione attuale nella Provincia di Ferrara, spiegando le ragioni per cui in determinati casi viene presa la decisione di attuare i piani di abbattimento.
Il biologo Gianni Tamino ha spiegato l’inefficacia e i danni ecologici provocati da questi procedimenti.
Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Gabriella Meo ha parlato degli elevati costi sia dei piani di abbattimento che degli indennizzi per i danni da fauna selvatica.
Il biologo e castorologo Samuele Venturini ha fornito una panoramica storica nazionale ed internazionale sulla gestione dei predatori, citando alcuni metodi ecologici alternativi all’abbattimento.
Il consigliere regionale Mauro Malaguti ha infine presentato alcune proposte di modifica all’attuale quadro normativo della Regione Emilia Romagna, ponendo l’esigenza di incrementare i controlli sui coadiutori addetti all’attuazione dei piani.
Ha seguito un dibattito in cui sono intervenuti l’Assessore Calderoni, Marino Bersanetti (presidente di Federcaccia), Barbara Vignoli (esponente dell’ENPA di Cento).
Il trailer è stato mostrato in coda all’intervento del dott. Samuele Venturini.

NutrieFlero
Venerdì 28 giugno si è svolto presso Villa Grasseni, a Flero (BS), un incontro pubblico dal titolo “Nutrie: come affrontare il problema?”. L’evento è stato organizzato dalla LAV di Brescia e dall’ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente), con il patrocinio del comune.
Il biologo e castorologo Samuele Venturini ha parlato delle origini e delle caratteristiche etologiche della nutria, dell’attuale situazione del contenimento e dei metodi alternativi per cercare di risolvere il problema.
Il comune di Flero è infatti il primo della provincia ad aver preso in considerazione l’idea di attuare un progetto di contenimento della nutria di tipo incruento.
A seguire è stato proiettato il trailer: i momenti che hanno suscitato nei presenti le emozioni più forti sono stati la scena in cui si vede un addetto in procinto di abbattere una nutria e le interviste alla gente comune.
Il dibattito che è seguito all’incontro è stato molto acceso però anche costruttivo, vista la presenza di punti di vista molto diversi ma comunque tesi a perseguire la medesima finalità.

DA DOVE ARRIVANO LE NUTRIE?

P1140552

L’immagine che vedete qua sopra è presa da un trattato riguardante l’allevamento del castorino.

Circa la provenienza e la successiva massiccia diffusione delle nutrie, in sede di intervista abbiamo raccolto le risposte più fantasiose: mutazioni genetiche, immissioni volontarie ad opera di animalisti fanatici, bizzarri incroci fra le specie più improbabili.

La verità, sebbene ancora poco conosciuta, è molto semplice: a partire dagli anni ’20 del secolo scorso, le nutrie sono state importate in Italia dal Sud America (così come in tutta Europa e nel resto del mondo) per la produzione di pellicce.

Ben adattabili al nostro clima, relativamente economiche da mantenere e tali da fornire pellicce di particolare pregio, le nutrie per gli allevatori hanno rappresentato un’incredibile opportunità di guadagno nell’arco di decenni.

La moda però, si sa, è destinata modificarsi nel tempo: a partire dagli anni ’60 e ’70 del secolo scorso le pellicce di castorino non erano più così in voga. I primi nuclei naturalizzati di questa specie furono perciò costituiti da animali liberati volontariamente dagli imprenditori, i quali per disfarsene finirono per scegliere questo tipo di soluzione.

A riprova di quanto sostenuto, pubblichiamo alcune importanti testimonianze tratte dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce.

Questo incredibile Cinegiornale del 04/11/1948 mostra il Centro di Allevamento Nazionale di castorini di Pelliccia, con sede a Roma. Nella sequenza, vediamo uomini, donne e bambini che si recano in visita presso il Centro per vedere gli animali e dar loro da mangiare. Vediamo inoltre intere ceste di castorini vivi che vengono rovesciate nell’acqua di una piscina. Notevole l’ironia del commentatore “…nell’ora del bagno nemmeno un capriccio: e pensare che potrebbero permetterselo, ci portano una ricchezza! Le loro pellicce splendide daranno all’Italia un primato nelle mostre zootecniche straniere e nei mercati internazionali”:

Altro Cinegiornale del 21/02/1941 che mostra un allevamento con sede a Tortona. L’immagine iniziale mostra un paesaggio innevato con alcuni addetti che spostano le nutrie prendendole per la coda. Dopodichè vediamo altre sequenze in cui gli animali vengono accarezzati e viene preparato loro un pasto a base di verdure. Anche in questo caso il commento è molto interessante, in particolare nel passaggio in cui afferma “… all’industria dei cappelli fornisce il suo primo pelo, ai pellicciai procura con la sua pelliccia il cosiddetto castorino e la sua carne è eccellente e saporita come quella del capretto”:

Questo documento risale invece al 1934 e in esso vediamo illustrata la vita dei castorini all’interno di un allevamento:

WILLY, UN CASTORINO DAVVERO SPECIALE

Vi presentiamo Willy, fiero rappresentate delle nutrie di tutto il mondo:

Willy ha una storia molto particolare. La madre, gravemente ferita, era stata investita da un’auto e aveva raccolto le ultime forze per partorire. Willy è il solo sopravvissuto di un’intera cucciolata.
Quella notte di primavera una persona lo ha trovato, salvandolo così da una morte sicura. In seguito Willy è stato affidato alle cure del biologo e castorologo Samuele Venturini.
La particolare circostanza ha fatto sì che nel cucciolo di nutria si manifestasse l’imprinting verso l’uomo. Lo svezzamento si è inoltre protratto per un tempo più lungo del previsto, cosa che ha contribuito a rafforzare il legame affettivo tra Willy e Samuele. Per queste ragioni è stata presa la decisione di non immetterlo in natura, perché la sua etologia lo avrebbe esposto ad inutili rischi.
Willy è a proprio agio nell’ambiente domestico e lo scorso aprile ha compiuto 5 anni. E’ un vero pet: sa essere infatti molto affettuoso, docile, divertente e amorevole. E’ inoltre assai curioso e comunica mediante vocalizzi davvero particolari. Si nutre di ogni genere verdura, però ama anche i dolci e i biscotti secchi.
E’ da precisare che secondo la legge n. 157/92, la nutria è fauna selvatica naturalizzata quindi appartenente allo Stato Italiano, seppur di origine alloctona (proviene infatti dal Sud America). Non è consentito prelevare animali selvatici in natura, però è obbligatorio prestare recupero a individui in difficoltà: la situazione di Willy rientrava proprio in questa casistica.
Va ricordato però che le nutrie sono ritenute problematiche sia dalle Province che da molti CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), perciò il recupero di questi animali può terminare con una soppressione, talvolta ingiustificata.
Per saperne di più, continuate a seguirci!