THE INVASION A TORINO PER UN MERCOLEDì EXTRA-ORDINARIO

Locandina Mercoledì Extraordinari

Dopo una lunga pausa, la prossima proiezione del nostro The Invasion –  A Coypumentary sarà a Torino il 9 maggio, alle ore 22 in via Baltea 3.

Si tratta dell’ultimo appuntamento della stagione 2018 della serie dei Mercoledì eXtra-Ordinari, ciclo di incontri ideati da Arianna Abis ed Elisabetta Molinario, finalizzati ad offrire ai partecipanti opportunità di spunto e di approfondimento sul tema della Liberazione Animale, Umana e della Terra. Ciascuna serata consiste in una cena a base vegetale, con proposte diverse a seconda del tema, seguita da una post-cena culturale.

La cena del 9 maggio inizierà alle ore 20 e sarà dedicata alle erbe spontanee, da cui il titolo della serata “QUANDO SELVATICO FA RIMA CON ETICO, anno VI – L’utilizzo delle erbe selvatiche in cucina: gustosi piatti vegani per assaporare ciò che la terra spontaneamente ci offre.”

La seconda parte della serata, dal titolo “Invasiva a chi? Approfondimento sulla Nutria con il documentario “The Invasion – A Coypumentary” sarà ovviamente dedicata alla proiezione del nostro documentario, a partire dalle ore 22. Presente la regista Ilaria Marchini.

Per informazioni e prenotazioni: mercolediextraordinari@gmail.com o 3475423760
Oppure via facebook al seguente link: https://www.facebook.com/events/2002453563338140/

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UNA SERATA CON THE INVASION A FORLI’

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Altro appuntamento con il nostro The Invasion – A Coypumentary sabato 8 ottobre a Forlì (FC), in via Hercolani 5, alle ore 19:30.
“Nutrie: tutta un’altra storia” sarà il primo di un ciclo di incontri organizzati da Franco Lombini e Mario Tadiello, con l’intento di approfondire la conoscenza dell’essere umano e di altre specie animali. La serata sarà interamente dedicata alla nutria.
In apertura sarà offerto un piccolo rinfresco, dopodichè alle ore 20 avrà inizio la proiezione del documentario, preceduta da una breve presentazione di Ilaria Marchini.
Seguirà un intervento di Annalisa Donati, che grazie alla sua conoscenza diretta delle nutrie spiegherà alcune caratteristiche comportamentali e abitudini quotidiane di questi animali.
Infine il veterinario Fabio Dall’Osso illustrerà quali possono essere le strategie di convivenza e come risolvere eventuali problematiche di gestione della nutria.
A conclusione della serata, si aprirà un dibattito con il pubblico e gli ospiti presenti saranno a disposizione per rispondere ad ogni dubbio o curiosità.
Per maggiori informazioni potete contattare direttamente gli organizzatori tramite la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/128063754320461/

NUTRIA SPANK, SIAMO AMICI IO E TE

Dopo Willy, Cillo, Mariah, Céline, Myo, Maho, Kiwi… oggi vogliamo raccontarvi la storia di Vanessa e della sua amicizia speciale con Spank, una bellissima nutria albina. Si tratta di un’importante testimonianza di condivisione e di affetto, con un epilogo particolare.
Vi lasciamo alla lettura dell’intervista a Vanessa, che ringraziamo moltissimo per la disponibilità.

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Ciao Vanessa, grazie esserti resa disponibile a concederci questa intervista. Presentati pure ai nostri lettori.
Ciao a tutti, ho 45 anni, sono sposata e faccio l’impiegata amministrativa in una ditta che si occupa di recupero e lavorazione per il riutilizzo di rifiuti non pericolosi. Fin da piccola ho sempre avuto una passione smodata per gli animali, che con il passare degli anni si è trasformata in un vero e proprio stile di vita che mi ha portato ad averne tanti, circa una quarantina, la maggior parte roditori di cui sono innamorata, parecchi dei quali adottati da abbandoni o rinunce di proprietà.
Oltre al piacere di godere della loro compagnia e dell’immenso affetto che questi animali sanno dare, la mia è una vera e propria curiosità di capire come gestiscono il rapporto con noi, loro che sono definiti animali insoliti da compagnia, ma che non sono inferiori ai più classici cani e gatti. Tutto questo nel loro più assoluto rispetto e attenzione alle loro esigenze : proprio per questo loro vivono quasi sempre liberi in casa e in habitat che io e mio marito abbiamo creato per loro, proprio per il fatto che non riusciamo, se non in casi di necessità, a vederli rinchiusi in piccole gabbie.

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Come è stato il tuo primo incontro con Spank? Come ti sei convinta ad adottarlo? Era un cucciolo quando l’hai portato a casa?
La passione per le nutrie è nata anni fa, grazie a una coppia fantastica che voi conoscete molto meglio di me. Si tratta del famoso ‘castorologo’ Samuele Venturini e di Willy, la nutria che in seguito alla morte della sua mamma è stata allevata sin da piccolissima da Samuele ed è diventata a tutti gli effetti una nutria da compagnia. Ho quindi fatto diverse ricerche per anni sulle nutrie e tante domande a Samuele perché il mio sogno era di averne una, scoprendo diverse cose tra cui che in sudamerica sono molto diffuse nelle case delle persone come animali domestici. Così una volta sposati e trasferiti in campagna, mi sono messa alla ricerca della mia nutria!
Finché un bel giorno ho visto un post su Facebook di un allevatore di varie specie del centro Italia dove si vedeva una foto di un gruppetto di piccole nutrie in vendita: nonostante lo scetticismo di mio marito ho deciso di acquistarne una (tengo a precisare che allora non sapevo che ci sono associazioni che le danno in adozione). Ed è stato così che nel maggio del 2015, dopo un lungo viaggio da Roma a Piacenza, è arrivato Spank, cucciolo di due mesi e io ancora non ci credevo dalla felicità!

03 07Com’è stata l’esperienza di curare e veder crescere Spank? Era affettuoso?
I primi giorni con Spank sono stati un trauma sia per lui che per noi…… Era spaventatissimo e faceva dei suoni tipo lamenti e ringhi e soffi appena ci avvicinavano più del dovuto…. Dopo un po’ di tempo abbiamo scoperto il segreto per tranquillizzarlo….. Le carote! Così ha cominciato a prendere le carote dalle nostre mani e giorno dopo giorno la paura passava e si faceva un piccolo passo avanti… Non nascondo che i primi periodi sono stati duri… Ho passato tanto tempo con lui ma non mi sono mai pentita perché vedevo ogni giorno un piccolo miglioramento nel nostro percorso di socializzazione…. E sapevo che sarebbe diventato quello che adesso è: un intelligentissimo coccolone e giocherellone….

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So che hai anche altri animali. Spank andava d’accordo con loro?
Con tutti gli altri componenti della nostra numerosa famiglia non ha avuto nessun problema di socializzazione, non ha mai mostrato segni di aggressività verso nessuno, dal più piccolo al più grande. Le scene più dolci e che mi strappano ancora un sorriso erano vedere giocare Spank con la nostra cagnolina, Dafne, tra inseguimenti e corse a perdifiato…

 

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So che recentemente hai scelto di portare Spank in un’area protetta, dove può continuare la sua vita con altre nutrie, all’aperto e in semi-libertà. Per te è stata una scelta difficile e sofferta, però l’hai fatto per il suo bene. Puoi raccontarci qualcosa di più? Come sta ora Spank?
Con il passare dei mesi Spank è cresciuto fino a raggiungere quasi i 10 chili e diventando sempre più attaccato a me. Quando rientravo da una giornata in ufficio lui mi richiamava raspando con le zampe e mordendo il cancello della stanza dove lui stava rinchiuso quando noi eravamo fuori.. Così dovevo correre a portargli coccole e cibo! Con il passare del tempo, mi affezionavo sempre di più ma allo stesso tempo ho cominciato a chiedermi se stavo facendo la cosa giusta tenendolo rinchiuso tutto il giorno in una stanza e facendogli fare il bagno, di cui loro hanno un bisogno quotidiano, in una bacinella che diveniva sempre più piccola man mano che lui cresceva. Noi abbiamo un piccolo cortile con giardino, però io non mi sono mai fidata a costruirgli un habitat esterno, sia per paura che fuggisse dato che le nutrie sono abili scavatori e arrampicatori, sia per paura che qualcuno venisse volontariamente a fargli del male, vista l’opinione che la stragrande maggioranza delle persone ha di questi animali….
Così, quasi per curiosità e per nulla convinta di quello che stavo facendo, ho cominciato a fare ricerche su strutture idonee dove Spank avrebbe potuto vivere in uno stato di semilibertà, ma protetto da ogni pericolo e dalla cattiveria delle persone, anche nell’eventualità di portarlo in pensione nel caso in cui per qualsiasi motivo avessimo dovuto assentarci da casa. Così, dopo varie ricerche e dopo mesi, quasi per caso ho scoperto una fattoria didattica non troppo distante da casa nostra, dove ci sono tanti animali, tanto verde, ma soprattutto un laghetto fantastico dove vive un’altra numerosa famiglia di nutrie! E inoltre i proprietari di questo paradiso sono persone innamorate di questi fantastici animali, proprio come me. Già dal primo colloquio telefonico con loro e dal loro entusiasmo ho capito che poteva essere un luogo adatto a Spank. Abbiamo così deciso di andare la settimana dopo a vederlo personalmente, e sia io che mio marito ci siamo letteralmente innamorati del posto… Non vi dico le settimane successive che indecisione, che ansia e che dolore dovere prendere una decisione così importante…. Lo portiamo o lo teniamo con noi?

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C’è qualche episodio particolare della tua vita con Spank che desideri raccontarci?
C’è stato un episodio che mi ha fatto prendere in un istante la decisione definitiva…. Siccome abbiamo un’unica vasca da bagno con il piccolo lusso di essere anche idromassaggio e quindi piuttosto grande, un pomeriggio ho deciso di provare a fargli fare il consueto bagnetto nella nostra vasca (nella quale avevo il divieto assoluto da parte di mio marito di far nuotare Spank!). Osservandolo mi sono resa conto dal suo entusiasmo e dalla sua agilità in acqua, le nutrie sono animali nati per nuotare e non potevo continuare a fargli fare il bagno in una bacinella o in una piscinetta. Così la decisione è venuta da sé e appena dopo Pasqua abbiamo portato il nostro Spank in ‘villeggiatura’.
Mio marito non sa ancora come ho preso la decisione, ora lo leggerà e saranno guai! Vi confesso che dover tornare a casa senza di lui è stato un conflitto di sentimenti pazzesco: da una parte dolore come per la perdita di un familiare, dall’altra sollievo per avergli dato una vita migliore. Con i nuovi ‘genitori’ di Spank ci sentiamo regolarmente e dopo il primo periodo di normale spaesamento per il cambio di ambiente, ora mi dicono che ogni giorno si ambienta di più e si gode i bagni di acqua e di sole insieme ai suoi simili. Andrò a trovarlo presto, appena sarò in grado di rivederlo senza piangere, e poi lo faremo regolarmente come si fa con i parenti più stretti, perché lui è rimasto uno di famiglia!

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Vuoi lasciare un messaggio ai lettori del nostro blog?
Vorrei far capire a tutti i lettori e al resto del mondo che i pregiudizi che ci sono sulle nutrie sono tutti infondati. Non sono aggressive, non sono devastatrici, non sono portatrici di chissà quali malattie, al contrario sono animali straordinari, docili, intelligenti come pochi e possono essere ottimi animali domestici, ma solo se si ha un ambiente idoneo dove farli vivere che non siano solo ed esclusivamente le mura di una casa… Il flagello della natura non sono le nutrie, bensì l’inquinamento, la deforestazione, e tutti i disastri simili di cui solo l’uomo è responsabile, quindi difendiamole, proteggiamole e amiamole!
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THE INVASION CON “I WANT THE BEARS FREE”

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Venerdì sera 12 febbraio si è svolto l’evento “I WANT THE BEARS FREE”, organizzato da Oipa Verona.
Al Blocco Music Hall è stato tempo di musica nel nome dell’orsa Daniza con la band ILNERO, guidata da Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba dal 1999 al 2006.
Durante la serata, fatta di ottimo cibo vegano e di corroborante musica, la regista Ilaria Marchini è intervenuta parlando del documentario The Invasion – A Coypumentary al pubblico presente.

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Ringraziamo Alessandro, Susanna e gli altri volontari di Oipa Verona per lo spazio che ci hanno concesso e speriamo di essere ancora loro ospiti in futuro.
Ricordiamo che su Produzioni Dal Basso i ragazzi di “I Want the bears free” hanno aperto una raccolta fondi per l’organizzazione delle prossime serate. Se volete contribuire il link è il seguente: https://www.produzionidalbasso.com/project/i-want-the-bears-free

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A MANTOVA, SALA PIENA PER THE INVASION

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Una sala gremita di gente ha accolto, lo scorso mercoledì 10 febbraio al cinema Mignon di Mantova, la proiezione del nostro documentario The Invasion – A Coypumentary.
La serata, presentata dal giornalista Nicola Artoni, è iniziata con le relazioni di alcuni esponenti che quotidianamente si confrontano con i cittadini in cerca di risposte concrete ai problemi gestionali delle nutrie.
I consiglieri provinciale Franco Tiana e regionale Andrea Fiasconaro hanno esposto i dettami normativi ed amministrativi di riferimento, che in meno di due anni hanno registrato profondi cambiamenti. L’ultimo dei quali è stato l’approvazione del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, che ha riportato la gestione delle nutrie all’interno dei parametri fissati dalla normativa nazionale, dalla quale la nutria era stata esclusa a luglio 2014.
Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore Animali selvatici della Lav, ha delineato il quadro che ha portato alla presenza delle nutrie – animali alloctoni – sul territorio nazionale. Gli animali, di origine sudamericana, sono stati infatti importati in Italia allo scopo di utilizzarli nell’industria della pellicceria: se una responsabilità deve quindi essere individuata, è agli allevatori e ai pellicciai che ci si dovrebbe rivolgere, anche chiedendo che si facciano carico delle spese.
Infine il geologo Daniele De Togni ha illustrato la tecnologia delle reti di difesa arginale, quale sistema estremamente efficace per prevenire i danni provocati dalle nutrie lungo le sponde maggiormente esposte al rischio.

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E’ inziata poi la proiezione del documentario, cui il pubblico in sala ha assistito con vivo interesse, tanto che alla fine le domande si sono susseguite ben oltre l’orario previsto per la chiusura dell’evento. Molti gli agricoltori che, estremamente frustrati dall’incertezza determinata dalle altalenanti scelte politiche, hanno espresso il loro malcontento chiedendo concrete soluzioni ai problemi determinati dalla presenza delle nutrie. E’ emersa in particolare la necessità di costruire dei tavoli di confronto tra la politica ed i portatori di interesse, allo scopo di individuare soluzioni concrete e condivise. Molto interessante l’intervento in sala di un agricoltore che ha raccontato di aver individuato una soluzione incruenta ed efficace per garantire la solidità degli argini che fanno da confine ai suoi terreni: anzichè aspettare l’intervento degli enti preposti – ha raccontato – è sufficiente dotarsi di una pala meccanica e semplicemente riassettare le zone dove gli animali hanno scavato le loro tane. Questo garantisce l’allontanamento degli animali e la garanzia di non subire danni per un periodo di tre anni: una soluzione decisamente efficace ed economica.

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La Lav, in chiusura della serata, ha riportato il tema della gestione delle nutrie all’interno di un più complesso sistema di gestione delle popolazioni di animali selvatici. Un sistema che ancora oggi si basa su piani di abbattimento degli animali attuati dai cacciatori, ma che negli anni ha dimostrato tutta la sua inefficacia. “E’ ora che le amministrazioni cambino prospettiva – ha detto la Lav – i metodi  che si basano sull’incremento della mortalità degli animali hanno dimostrato chiaramente la loro inefficacia, è necessario ripensare il sistema basandolo sul contenimento della natalità”. Un approccio già utilizzato con successo da decenni nel nord degli Stati Uniti che, utilizzando uno specifico vaccino, consente di rendere sterili le femmine dei mammiferi per un periodo di tre-cinque anni.“E’ tempo che le amministrazioni contribuiscano concretamente allo sviluppo di metodologie analoghe – ha concluso la Lav – che consentirebbero finalmente di raggiungere una soluzione efficace, economica ed incruenta, a qualsiasi problema determinato dalle relazioni tra i normali processi eto-biologici degli animali selvatici e gli interessi economici di alcune categorie di cittadini”.
Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti, rendendo questa serata un’importante occasione di incontro e di scambio di opinioni. Un sentito ringraziamento anche a Lav Mantova per la preziosa collaborazione nell’organizzare l’evento e al Cinema Mignon per l’ospitalità.

ORSI, NUTRIE E ROCK’N’ROLL

12661811_783768345061906_8400731639236334617_nVenerdì 12 febbraio saremo ospiti dell’evento “I WANT THE BEARS FREE” che si svolgerà presso Il Blocco Music Hall di San Giovanni Lupatoto (VR).
Il programma prevede in apertura (ore 19:30) un rinfresco vegan a cura della veg chef e delegata di Oipa Verona Susanna Salaorni.
A seguire verrà proiettato il trailer del nostro “The Invasion – A Coypumentary”, che sarà presentato dalla regista Ilaria Marchini.
Infine, verso le 22, arriverà il grande rock’n’roll di Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba ed oggi alla guida della fantastica band Il Nero.
Durante la serata avremo un nostro piccolo spazio informativo, se siete in zona vi aspettiamo!

THE INVASION A MANTOVA

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Mercoledì 10 febbraio 2016, a partire dalle ore 20,30 presso il Cinema Mignon (via Benzoni 22, Mantova) si terrà una serata  interamente dedicata alla “questione nutria”.
Verrà presentato per la prima volta nella provincia mantovana il nostro The Invasion – A Coypumentary.
L’evento, che sarà ad ingresso gratuito, è organizzato da LAV Mantova in collaborazione con Silos Production, al fine di creare un’occasione di approfondimento e di dialogo sul tema in oggetto.
“The Invasion” è un documentario che introduce il tema delle specie alloctone, animali “alieni” che vivono vicino a noi: piccoli e grandi stranieri che si sono adattati a vivere lontano dal loro ambiente di origine, definiti “invasivi” anche se la loro presenza nel nostro territorio è stata causata dall’uomo. Quali sono le ripercussioni che queste specie possono avere sulla biodiversità e sugli ecosistemi? In che modo l’uomo le percepisce e vi si pone in relazione?
Il documentario, in modo imparziale ed analitico, cerca una risposta a queste domande andando ad approfondire proprio il caso della nutria (Myocastor Coypus): attraverso l’apporto degli esperti, “The Invasion” punta alla diffusione di una corretta conoscenza di questo animale. La nutria è infatti un animale odiato, temuto, talvolta anche amato, oggetto di infinite discussioni nonchè di fantasiose leggende metropolitane.
“The Invasion” è anche un’inchiesta che tratta le problematiche derivanti dall’elevato numero di nutrie presenti nel nostro territorio, le modalità di gestione applicate nel corso degli ultimi due decenni, i relativi costi, i risultati ottenuti e le possibili soluzioni ecologiche.
Saranno ospiti dell’evento:
Andrea Fiasconaro, Consigliere della Regione Lombardia, che fornirà uno sguardo sulla normativa regionale e situazione attuale.
Franco Tiana, Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Mantova, che parlerà degli interventi effettuati e delle proposte presentate in ambito provinciale.
Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale LAV settore Caccia e fauna selvatica, che parlerà di Specie alloctone e del caso della “nutria espiatoria”.
Daniele De Togni, geologo, esperto in problematiche di difesa del suolo,  che illustrerà l’applicazione della rete metallica a doppia torsione per il controllo della diffusione della nutria lungo le sponde arginali. Condurrà Nicola Artoni, giornalista.
Dopo la proiezione verrà dato spazio alle domande che il pubblico vorrà rivolgere alla regista del documentario e ai relatori.
Seguirà un piccolo rinfresco.

Per informazioni scriveteci a info@theinvasion.it

LA STORIA DI NATASCIA E DI KIWI LA NUTRIA

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Fino a non molti anni fa, chi mai avrebbe creduto che una nutria potesse diventare un animale da compagnia? Molti di voi già hanno conosciuto, anche attraverso il nostro sito e la nostra pagina facebook, le storie di Willy il castorino, di Mariah, di Cillo, di Myo, di Maho… e di altre nutrie che hanno vissuto a stretto contatto con coloro che le hanno salvate e che in seguito se ne sono presi cura. In Sardegna però ancora non era stato documentato alcun un caso di questo genere.
Oggi vogliamo raccontarvi la storia eccezionale della piccola nutria Kiwi e della sua salvatrice Natascia. Una storia che ha conquistato il web e che si è purtroppo conclusa il 9 dicembre scorso a causa di un tragico incidente.
Abbiamo intervistato Natascia, ed ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Natascia, grazie per averci dato la disponibilità a rispondere a questa intervista.
In quali circostanze hai trovato Kiwi?

Ho trovato Kiwi tramite la pagina facebook La Cricca di Molentargius… una ragazza l’aveva trovata abbandonata in un parcheggio, quindi l’aveva presa e portata a casa. L’ho contattata di lunedì, lei abita a Musei (vicino a Inglesias), mi ha detto che sarebbe potuta venire a Quartu per portarmi la piccola solo il sabato successivo. Alla fine non ho potuto aspettare e sono salita io da lei già il martedì.

Come è stato il tuo primo incontro con lei?

E’ stato amore a prima vista, era una piccola pallina di 10 cm al massimo, la ragazza che me l’ha consegnata la teneva dentro una scatola. Io l’ho presa dalla scatola ho pensato di chiamarla Kiwi.
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Si è adattata bene alla vita domestica? Andava d’accordo con gli altri animali?

Kiwi subito si è adattata alla vita domestica, mi seguiva sempre e sapeva come farsi capire. Mi tirava il pigiama per avere la sua colazione, quando voleva essere presa in braccio si metteva in piedi su due zampe. Poi l’ho inserita poco alla volta anche nella vita dei miei cani, non l’hanno accettata subito, ma piano piano si sono abituati alla sua presenza. Alla fine mangiavano anche assieme.

Com’è stato averla in famiglia? Era affettuosa?

Kiwi era un’amore, si faceva amare da tutti essendo la piccola e “la diversa” della famiglia. Era la mia ombra, difficile che io riuscissi a stare senza di lei: dormiva a fianco al mio letto, senza di me non andava da nessuna parte.

Kiwi era abituata anche a viaggiare con te?

Kiwi ha sempre amato la macchina, era curiosa nei confronti di tutto quello che non conosceva e non aveva per niente paura. In macchina stava sempre in braccio e voleva il finestrino aperto per tenere fuori la testa e guardare il paesaggio.

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Grazie alle foto sulla pagina facebook Kiwi la nutria di Quartu, hai avuto modo mostrare le nutrie in un’accezione positiva e diversa da ciò che si legge sui giornali. Ci sono stati problemi o la maggior parte delle persone hanno scritto commenti positivi?

Molta gente scettica, seguendo la pagina facebook di Kiwi si è ricreduta sulle nutrie. Almeno il 99% delle persone che seguono la pagina hanno cambiato idea. Prima vedevano le nutrie come topi giganti pericolosi e dannosi… con il passare del tempo si sono ricreduti e mi sono stati molto vicini anche quando Kiwi è venuta a mancare.

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C’è qualche episodio o qualche aneddoto della tua vita con Kiwi che desideri raccontarci?

Un giorno sono stata invitata in un pub. La padrona del locale seguiva sempre la pagina facebook di Kiwi e mi ha chiesto di fargliela conoscere: il marito di questa signora aveva la fobia, quasi sveniva al pensiero che avrei portato lì una nutria! Quando l’ha vista, ha iniziato subito a coccolarla e dopo 5 minuti che la teneva in braccio, non me la voleva più ridare! L’ha tenuta in braccio e lei poi si è addormentata… poi però quando si è svegliata mi cercava: Kiwi era e rimane la mia piccolina.
Quest’anno è stato un anno davvero brutto, ho perso i cuccioli del mio cane a causa della gastrointerite. Kiwi mi stava vicina quando facevo le notti in bianco per stare accanto ai cuccioli, non mi lasciava mai sola, sentiva che stavo soffrendo. La sua presenza mi è stata tanto di aiuto in quel momento.

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Ho visto che dopo la scomparsa di Kiwi, hai adottato un altro cucciolo. Vuoi dirci qualcosa di lui?

Dopo la perdita di Kiwi ero (e sono tutt’ora) veramente a pezzi. Io e il mio compagno avevamo già deciso di prendere un’altra nutria che facesse compagnia a Kiwi. Quando purtroppo è venuta a mancare, abbiamo chiesto un incontro con le persone che hanno trovato Minù… che poi si è rivelata essere un maschio e ora si chiama Leo. Quando l’ho visto sono scoppiata a piangere, mi ricordava tanto Kiwi e subito non lo volevo, il dolore era ed è troppo forte. Poi ho capito che aveva bisogno di qualcuno che potesse prendersene cura, avendo problemi alle zampe posteriori e alla spina dorsale. Ora vive con me a casa… non è Kiwi e non prenderà mai il suo posto, però mi sto affezionando a lui piano piano.

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C’è un messaggio che vorresti lasciare ai lettori del nostro blog?

Le nutrie sono animali fantastici. Se fanno danni è perché hanno bisogno anche loro di vivere. Se si mostrano aggressive è perché qualcuno le minaccia o minaccia i loro piccoli (tutte le mamme vedendo il proprio piccolo minacciato corrono a proteggerlo). In molte regioni è consentito l’abbattimento di questi animali … perché invece di farne una strage non mettono l’obbligo a tutti i contadini di recitare il proprio terreno? In questo modo le nutrie non entrerebbero e non farebbero danni. Rispettate ciò che madre natura ha creato! Il problema del mondo non sono gli animali, ricordiamo che noi uomini siamo ospiti qui, lasciamo in pace ciò che madre natura ha creato!

Ringraziamo Natascia per averci rilasciato questa intervista e vi invitiamo a continuare a seguire la pagina di Kiwi la nutria di Quartu.

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L’INVASIONE A BERGAMO: REPORT DELLA PRIMA

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La prima di “The Invasion” a Bergamo, organizzata dalla sezione LAV locale, è stata un successo sotto molti punti di vista: in primis per la buona affluenza di pubblico, che ha potuto gustarsi in prima visione il documentario e visitare l’interessante mostra “Gli Indesiderabili” di cui fa ovviamente parte anche la nutria. La serata è stata anche impreziosita dall’intervento di Massimo Vitturi (responsabile settore caccia e fauna selvatica LAV) che ha spiegato in modo semplice e comprensibile il perché dell’odio dell’uomo comune verso gli animali protagonisti della mostra, che risultano capri espiatori e pagano colpe non loro.

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Altre gradite ospiti sono state la nutria domestica Mariah con la sua accompagnatrice Angelica Benazzi: prima della visione del documentario Angelica ha raccontato la storia del ritrovamento e della cura di Mariah e dello splendido rapporto che si è creato fra loro.

La visione di “The Invasion – A Coypumentary” è stata seguita da un momento di incontro con la regista Ilaria Marchini: un ottimo piano di riscontro per la riuscita della serata, visto che i presenti hanno seguito prima con interesse il documentario e poi hanno rivolto alla regista domande pertinenti, che hanno dimostrato che la visione del documentario ha suscitato curiosità e aperto nuovi dubbi sull’intervento umano verso questo animale.

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Ringraziamo Donato Ceci, presidente di LAV Bergamo, per aver realizzato con i suoi collaboratori questa prima perfettamente riuscita: invitiamo voi che leggete a seguirci sempre qui sul blog e sulla pagina facebook in modo da restare informati su nuove proiezioni e su tutte le altre news targate “The Invasion”.

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LA PRIMA DI THE INVASION

Il nostro “The Invasion – A Coypumentary” è pronto a debuttare a Bergamo all’Auditorium di Lab80, in Piazza della Libertà 2, giovedì 26 novembre. L’ingresso sarà su offerta libera.

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Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente chi ha contribuito al crowdfunding. Un sincero e sentito GRAZIE ai più di 100 sostenitori che hanno reso possibile, mattone dopo mattone, la realizzazione di questo nostro importante progetto.

La proiezione del documentario avverrà all’interno della mostra itinerante della LAV “Gli Indesiderabili”, allestita da Lav Bergamo con la collaborazione di Lab80 film. L’esposizione, visitabile dal 23 al 29 novembre, si pone l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione comune presentando gli animali definiti “problematici” per quel che sono: esseri viventi con una serie di caratteristiche e necessità etologiche, non corpi a perdere da annientare. I soggetti fotografici, accompagnati da illustrazioni ironiche e dalla descrizione delle abitudini e dei comportamenti degli animali protagonisti, invitano i visitatori a riflettere su pregiudizi e false credenze, fornendo stimoli per nuovi punti di vista e promuovendo una reale conoscenza di questi animali.

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“ANDAR PER PENSIERI” CON LE NUTRIE

Gillipixel è un blogger poliedrico, in grado di colpire il lettore con riflessioni e ragionamenti che toccano, in maniera trasversale, vari aspetti della nostra vita.

Il blog Andar Per Pensieri è lo specchio, cristallino e limpido, in cui si specchiano i pensieri, le domande e le riflessioni di Gillipixel.
Noi di The Invasion l’abbiamo scoperto per le sue vignette dal titolo Ma robe da nutria, in cui il nostro Myocastor Coypus è utilizzato (insieme alla sempre tagliente arma dell’ironia) per farci riflettere su alcune storture del pensare comune.
Tutte le nutrie protagoniste delle strisce a fumetti di Gillipixel, a partire dal capostipite Nonno NutriUno (che sostiene di essere ancora uno dei vecchi castorini venuti dal Sud America), osservano la realtà stonata da cui sono circondate.

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Ecco come l’autore del blog ha risposto ad alcune domande che gli abbiamo posto:

Ciao Gillipixel, grazie innanzitutto per il tempo che ci concedi. Come è nata l’idea del blog Andar Per Pensieri?

Ciao ragazzi, grazie di cuore a voi (e in particolare a Ilaria) per il vostro interessamento ad Andarperpensieri. E grazie per le bellissime parole introduttive che avete voluto dedicare al mio blog. Il mio spazio web di “scribacchiamenti” assortiti festeggia giusto in questi giorni il suo settimo compleanno.
Di fatto, Andarperpensieri è nato grazie a un’amica blogger: Rosalucsemblog. Lei conosceva e apprezzava i miei scritti, e aveva esperienza nel mondo dei blog. Mi suggerì di provare e mi spiegò i passi tecnici fondamentali da fare. Fu una cosa molto estemporanea, nella pratica. In un pomeriggio di inizio estate del 2008, via chat, Rosa mi diede le direttive e io aprii il blog. Anche il nome lo improvvisai sul momento. Sembrerà strano, ma in tutto questo tempo non ho ancora capito se il titolo del mio blog mi piace o no. Però ormai il blog era associato a quel nome e così è rimasto. Come un tale che venga battezzato Genoveffo, e a forza di sentirsi chiamare così, un po’ ci si affeziona (…d’accordo, Andarperpensieri è molto meno terribile di Genoveffo…). Ci tengo invece tanto al mio nome da blogger, Gillipixel. Mi piace proprio un sacco. Quello lo coniò la stessa Rosalucsemblog e mi è molto caro. Perché condensa mille significati: Gillipixel infatti di base sono io, ma al tempo stesso è un “non-me”, un alter-ego letterario-narrante, a tratti surreale, che materializza la sua esistenza immateriale sull’onda evanescente dei pixel telematici.
Se mi giro indietro a guardare il tempo trascorso, non solo dall’inizio del blog, ma anche prima, fin dal periodo delle scuole (se non addirittura dell’asilo), mi accorgo che alla base di tutto c’è sempre stata la passione per le parole in generale e per la scrittura in particolare. Il punto è che ci ho messo un bel po’ di anni per rendermene conto. Che mi piacesse (e anche tanto) scrivere, l’ho capito piano piano, nel tempo. Il blog ha rappresentato una tappa importante nella conferma e nel rafforzamento di questa consapevolezza. Spero che simili affermazioni non suonino come delle banalità di facciata. Quando dico passione per la scrittura, non parlo di una specie di hobby o passatempo. Intendo proprio una dimensione che entra con grande intensità fra le componenti fondamentali della vita. Scrivere è tante cose: è una sorta di autoterapia mentale, è una forma di esplorazione interiore. E’ gioco, rito, meditazione, esplorazione, avventura, è libertà sconfinata. Nella scrittura sta celato un tipo di “sacralità” profondissima, forse la più profonda. E’ possibilità di ritirarsi in un proprio mondo fantastico, fatto di parole che al tempo stesso posseggono capacità vastissime di incidere sulla “realtà realizzata e realizzante”. La scrittura fornisce uno dei mezzi di trasporto più potenti che esistano: scrivendo puoi viaggiare laddove nessun altro veicolo ti potrà mai condurre. Scrivere tira fuori la bellezza che hai dentro. Quando scrivo provo gioia, mi commuovo, mi esalto, godo, provo un senso di espansione, di “ulteriorità”, di annullamento delle barriere e dei limiti. E, come mi piace dire spesso un po’ per scherzo, la cosa più bella è che tutti questi effetti li puoi ottenere senza drogarti e senza bere nemmeno un goccio: è sufficiente mettersi alla tastiera, o davanti a un foglio con la biro in mano, e partire a scrivere.

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Per te cosa rappresenta scrivere nel blog?

Come accennavo prima, nel blog ho trovato la possibilità di dare un tipo di coronamento particolare, alle tante idee, emozioni, suggestioni riguardanti la scrittura, che già da tempo nutrivo dentro. Il blog ha amplificato un po’ tutto, in un certo senso. Non credo molto a chi sostiene di scrivere solo per se stesso. In larga parte è anche così, ci mancherebbe, altrimenti mi contraddirei rispetto ai pregi della scrittura che ho elencato prima. Ma secondo me, in fondo in fondo, si scrive per arrivare agli altri. E anche per sentirsi dire che si è bravi a scrivere, non lo si può negare. O meglio, per sentirsi dire che qualcosa, nell’intimo del lettore, grazie a un nostro scritto, è stato sfiorato e messo in luce.
A mio avviso, la forza del blog sta nell’offrirti questa e altre possibilità del genere, in una forma potenziata. Scrivi un testo e pochi attimi dopo puoi arrivare ad un numero virtualmente elevato di lettori. Che poi nella realtà (almeno, nel mio caso) questo non accada quasi mai, è un altro discorso. Internet è un “mare magnum” indicibilmente dispersivo, non c’è bisogno che lo ricordi io. Ma l’importante è sapere che il tuo scritto non è stato messo a raccogliere polvere in un cassetto. Sai che potrà sempre passare di lì qualcuno che viene catturato dalla tua scrittura. E’ questa la “magia” del blog.
C’è da aggiungere che il mio modo di scrivere confligge alquanto con le regole di internet, le quali prevedono velocità, immediatezza, sintesi estrema, capacità di fare colpo in pochi attimi, semplificazione dei concetti ai fini di una loro maggiore “appetibilità” comunicativa. Di questi fattori, ho sempre tenuto conto solo in minima parte. In questa prospettiva, il mio è un blog molto anomalo. Scrivo sempre come se scrivessi nell’ottica di pubblicare su carta. E’ una sorta di piccolo “autoinganno” che mi infliggo volentieri, pur di non rinunciare al mio modo di intendere la scrittura. Quando scrivo, voglio divertirmi, nel senso più nobile del termine. Voglio che sia un’operazione gioiosa, il cui risultato, possibilmente, giunga a donare qualche scintilla di bellezza a chi leggerà. Tutto ciò si ottiene solo con la lentezza, con la sedimentazione dei concetti, con la riflessione che si prende il tempo necessario. Non mi importa, se così facendo, perdo per strada potenziali lettori. Tanto per dire: la metà di chi aveva iniziato a leggere queste mie risposte, sarà ormai seduta su una panchina ai giardinetti, col cane già “pisciato”; un altro quarto avrà acceso la tele su RaiGulp; buona parte dei rimanenti starà cercando un paio di infradito a nolo su “trading-fuffa-online.it”; ma è per quei tre che hanno avuto la pazienza di continuare ad ascoltarmi, che mi piace scrivere e mi piace pensare di continuare a scrivere.
Con questo, non intendo dipingermi come il martire dell’idealismo narrativo, e nemmeno dedicarmi a pratiche di snobismo applicato. Ogni volta che l’uomo si produce in una qualche forma di “espressione”, intendendo il concetto nel senso più vasto possibile (dal contadino che vanga un quadrato d’orto per seminare i peperoni, a Michelangelo che dipinge la volta della Sistina) il fine da perseguire deve essere sempre la bellezza (fatti salvi gli aspetti di utilità e convenienza del caso). Non scrivo come scrivo, dunque, per fare lo snob o l’originale a tutti i costi. Lo faccio solo perché sento che la mia via al raggiungimento di qualcosa di bello, passa per questi modi di fare. Magari sbaglierò; magari i risultati non saranno sempre lusinghieri; magari nel tempo cambierò idea e prospettiva. Ma per il momento, così mi sento di fare.
Di fatto, Andarperpensieri è sempre stato un blog seguito da pochi lettori, ma c’è un risultato di cui vado molto fiero: il gradimento maggiore l’ho sempre ricevuto da parte delle donne. Se uno si prende la briga di passare in rassegna i miei scritti, andando indietro sino a quelli più “remoti”, noterà che i commenti più lusinghieri sono stati lasciati da esponenti del lato femmineo del “corpo lettorale”. Questo fatto mi suscita curiose e buffe riflessioni. Da una parte, mi domando se ciò sia dovuto a una particolare sensibilità presente nelle cose che scrivo e nella forma in cui le scrivo (forse non sarà così, ma almeno mi piace pensarlo…). Per altri versi invece, non posso non constatare la singolarità del fenomeno: potete credermi se vi dico che nella realtà, sono tutt’altro che uno sciupafemmine. Così, mi ha sempre fatto un po’ sorridere questo interesse femminile che suscito, quando vesto i panni della mia “identità scritta”. Tanto che spesso mi viene da pensare: “…Ah…se le persone fossero fatte non di corpi, voci e movenze, ma solo di parole scritte…beh, che gran playboy che sarei!!!…”.

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Quali sono le tematiche che ti stanno più a cuore?

Se mi è concesso di sfoderare per un attimo il mio miglior tono da fanfarone, ti rispondo così: tutte. Non c’è una tematica che non mi stia a cuore, in teoria. Ma al di là delle intenzioni facete, credo che anche in questa battuta ci sia qualcosa di vero, e tra l’altro sta celato proprio nel nome del blog, Andarperpensieri. Nel senso: se “vai per pensieri” con mente aperta e atteggiamento di ascolto, ogni argomento che ti passa per la testa diventa buono per riflessioni e considerazioni in merito.
Parlavo prima del “divertimento”, che ritengo ingrediente necessario del mio scrivere, nell’auspicio di riuscire a trasmetterlo a chi legge. Non dimentichiamo che “divertire” da un punto di vista etimologico deriva da “di-vertere”, ossia “deviare”, “volgere altrove, a partire da”. In generale, dunque, per ogni argomento che mi capita di affrontare, è più l’atteggiamento di fondo a cui tengo: ossia, ogni volta mi sforzo di inseguire i pensieri che mi portano a osservare le cose del mondo e della vita da punti di vista non comuni.
Detto questo, per rispondere in modo più ortodosso alla domanda, aggiungo che anche il mio blog ha i suoi argomenti prediletti. Prima di tutto la letteratura; poi l’arte; e poi la filosofia. E non necessariamente in quest’ordine d’importanza. Molti dei miei scritti nascono da passi interessanti letti su libri. Chi nutre passione per la scrittura, è inevitabilmente anche un lettore accanito. Tendenzialmente, leggo tutto ciò che di scritto mi capita sotto gli occhi. Ho sempre fatto così, fin da piccolo. L’ho raccontato anche sul blog: essendo io campagnolo d’origine, ricordo ancora molto vivamente lo stupore che mi prendeva, in occasione delle rare spedizioni in città, sul sedile dietro della macchina di mio babbo. Questo stupore mi derivava dalla marea di scritte che vedevo in ogni strada: nomi di negozi, cartelloni, segnali…leggevo tutto come fossero frasi di un racconto, o di un romanzo, magari spesso anche senza capire il senso di quelle parole, il che ne amplificava probabilmente il fascino misterioso ai miei occhi di bimbo. La mia scrittura dunque si forma spesso come continuazione “naturale” delle mie letture.
Una categoria del blog alla quale sono stato abbastanza fedele nel tempo è quella da me individuata con l’etichetta “epifanie del lettore”. Con “epifanie” intendo quei momenti in cui, durante la lettura di un libro, rimani come folgorato da un concetto, da un’immagine, da un’idea, la quale finisce poi per mettersi in risonanza con altre tue riflessioni già fatte, altre considerazioni già visitate. E’ così che a mio parere si alimenta la nostra conoscenza e si forma in noi la nostra visione del mondo.
C’è poi una specie di regoletta che cerco di rispettare: in generale, tendo a evitare gli argomenti sui quali sento di non avere la necessaria competenza, o che ritengo eccessivamente complessi per le mie capacità di analisi (leggi in particolare le questioni politiche o i grandi temi d’attualità). E’ anche vero che l’Italia rimane pur sempre la patria dei milioni di commissari tecnici, e il diritto di prodursi in argomentazioni da bar non è negato a nessuno. Magari sarà successo anche a me di scrivere dei bei luoghi comuni con tutti i crismi, ma se appena posso, mi sforzo di mettere, in ogni scritto, almeno una mia riflessione personale, qualcosa che, anche se modesta, sento di poter dire solo io, evitando di fare l’eco ad affermazioni che si potrebbero sentire comunemente e banalmente al termine di una briscola con annesso bianchino d’ordinanza sul tavolo.
A volte, per via di questa “scelta”, temo di apparire al lettore una persona fuori dal mondo e indifferente alle cose che accadono intorno a me. Ma posso garantire che non è assolutamente così. Nel mio piccolo, sto attento all’attualità e m’interesso di politica, cerco di rimanere informato un po’ su tutto. Nessuno può permettersi di ignorare le dinamiche del mondo in cui vive. Tuttavia, diciamo che col mio blog, ricerco la “profondità” percorrendo altre strade.
Nel corso di sette anni di blog, ci sono stati anche momenti di forte calo dell’ispirazione, ho pensato più volte che la mia “vena narrativa” si fosse inaridita. Ma poi sono intervenute delle specie di “sorprese”, che mi hanno dato nuova linfa ed entusiasmo per continuare. Una di queste belle iniezioni di fiducia è venuta dalla collaborazione con Kika, curatrice del blog “Le muse di Kika”. Ci sono capitato su un giorno, non ricordo come, e subito mi ha affascinato un gioco proposto da Kika ogni venerdì: lei prende un quadro, di autore più o meno celebre, nel quale è ritratta una donna, si studia l’abbigliamento del soggetto e lo ripropone in chiave rivisitata, con tanti riferimenti anche all’ambientazione e all’atmosfera dell’opera. Mi è piaciuta così tanto questa cosa, che mi sono messo a commentare, proponendo un gioco nel gioco: ogni volta, suggerivo una possibile sosia della donna ritratta, pescata fra i volti famosi dello spettacolo, del cinema, ecc. Kika mi ha suggerito di farne un appuntamento fisso in parallelo sul mio blog, ed è così che è iniziata la rubrichetta del venerdì “Le muse di Kika van per pensieri”.

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Come è nata l’idea di “Ma robe da Nutria”? Hai sentito una spinta interiore per schierarti dalla parte delle nutrie?

Ecco, anche l’idea delle vignette dedicate alle nutrie mi ha fornito una buona dose di linfa creativa nuova per il blog. Più che schierarmi io dalla parte delle nutrie, sono state loro ad adottarmi. Nel senso che conoscevo questo animaletto più che altro per sentito dire e soltanto sulla base dei luoghi comuni che girano sul suo conto. Ma è da quando ho creato le prime vignette di “Ma robe da nutria”, che sono venuto a conoscenza di una realtà più ampia, riguardante questa “anomalia faunistica”.
Anche se mi piace mantenere in sospeso l’identità di Gillipixel, collocandolo nel suo ideale territorio denominato Gillipixiland, si sarà capito che vivo poco distante dal Grande Fiume, in una zona dove la fatidica bestiola abbonda. Non ci avevo mai riflettuto più di tanto, ma se abiti in questi posti, non puoi non accorgerti della presenza di questo animaletto. E’ una realtà che spesso ti viene spiattellata nei denti in modo drammatico, con le troppo frequenti carcasse di poveri esemplari investiti lungo le strade più trafficate. Oppure si manifesta in una sorta di anarchica esuberanza distorta e proliferante, quando capita di notare veri e propri reggimenti di questi toponi king-size, sulle rive dei fossi o di altri piccoli specchi d’acqua.
Se la si considera con attenzione, la storia della nutria irresponsabilmente introdotta dall’uomo in queste zone, è una fonte inesauribile di storture e contraddizioni. Che dietro questa storia si celasse un potenziale narrativo interessante, lo pensavo già da un po’. L’idea più “antica” di farne una vignetta, venne fuori fra le chiacchiere fatte con delle amiche, alcuni anni fa. La cosa rimase allora a livello di vago spunto, ma l’idea mi è ronzata in testa a lungo. Mi aveva sempre frenato la questione grafica: non ho abilità da disegnatore tali da permettermi di corredare le mie “sceneggiature” con immagini degne di questo nome. Alla fine però, ho pensato che questa mia “carenza” poteva essere in qualche modo ribaltata in una specie di pregio. Mi sono inventato questa forma grafica piuttosto ripetitiva e “burocratica”, che in qualche modo riflette come le nutrie vengono percepite nel distratto immaginario comune di chi le osserva senza sapere più di tanto sul loro conto, magari vedendole solo passando in macchina sulla provinciale o avendone sentito parlare in piazza, da qualcuno che ne sa ancora meno. La nutria nella pianura padana (che, non dimentichiamolo, insieme alla Ruhr tedesca, è il territorio più inquinato d’Europa) rappresenta a suo modo un frutto dell’industrializzazione, o per meglio dire, un suo effetto collaterale indesiderato. In questo senso, mi è parso di poter rendere bene questa nutria intesa come “prodotto industriale”, con la mia grafica standardizzata e monotona, in una forma di raffigurazione che in qualche modo riflette l’inquinamento mentale (oltre che fisico) connesso a tante realtà attuali del territorio padano.
Come accennavo prima, ho cominciato a fare le vignette, conoscendo solo poche generiche informazioni riguardo alle nutrie. Da questo punto di vista, sono state proprio le nutrie ad “adottarmi”, perché, soprattutto da quando ho deciso di trasportare le mie vignette su Facebook nella pagina “Ma robe da nutria” (che ora va di pari passo coi contenuti di Andarperpensieri), con mio stupore ho attirato l’attenzione di alcuni fan della pellicciosa bestiola (com’è successo con voi), e ho cominciato a imparare cose nuove in merito. La parte più sorprendente è stata quando ho saputo che le nutrie si possono addomesticare e ogni volta che ne vedo una in un video, mentre segue il “padrone” come un cagnetto o si fa fare i grattini come un micio, rimango sbalordito, pensando soprattutto a quanto poco ero informato su questa bestiola.

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Come mai la scelta della vignetta comica?

Un po’ tutto il blog è percorso da una vena di ironia di sottofondo, che mi viene abbastanza naturale quando scrivo. Se ci si guarda un po’ intorno e si considera la realtà in cui siamo immersi, possono venire in mentre tre diverse reazioni. La prima, sarebbe dotarsi di un arsenale di tutto rispetto e cominciare a far fuoco. La seconda, rivolgere le medesime armi contro se stessi e farla finita una volta per tutte. La terza, è armarsi invece di massicce dosi di ironia che aiutino a sopportare il non-senso straripante da cui siamo circondati. Siccome sono sempre stato una persona propensa alle soluzioni pacifiche, non ho fatto fatica a scegliere la terza alternativa. A parte le battute (il che è a sua volta una battuta, in una frase del genere…), considero l’ironia e l’umorismo come dimensioni fra le più nobili e alte esprimibili dall’animo umano. L’ironia è l’elemento costitutivo di una delle forme espressive più peculiari della modernità, “l’arte del romanzo”, che non a caso da molti critici viene fatta iniziare con il Don Chisciotte di Miguel De Cervantes.
Per tornare a noi: la vicenda delle nutrie nei nostri territori trabocca di insensatezza e quindi più che mai mi sembrava opportuno trattare il tema da un punto di vista ironico. La nutria è un animaletto maldestramente trapiantato in un territorio che non era il suo: qui viene perseguitato con ferocia, e tutto per l’irresponsabilità iniziale dell’uomo. Se si tiene in sospeso per un attimo la drammaticità del fatto che è in gioco la vita di un essere vivente, ne risulta una storia dai tratti davvero surreali.
La vignetta comica mi ha sempre affascinato, come forma espressiva. Nelle mani di grandi autori, ha raggiunto livelli geniali. Per me la vetta insuperata rimangono Charlie Brown, Linus Van Pelt, Snoopy e compagnia. Per certi aspetti, le mie nutrie (come sarà anche evidente) traggono indegna ispirazione proprio dai Peanuts. Se non per altro, almeno per la struttura a quattro riquadri, che mi sono accorto essere congeniale ad un modo di “sceneggiare” le storie, rapido e condensato con la giusta misura dei “tempi comici”. Le mie nutrie però sono lievemente più “cattive” dei Peanuts, e a volte si concedono battutacce alquanto ruvide. Questo credo sia dovuto all’altro mio grande modello di riferimento, per quel che riguarda l’umorismo fumettistico: Alan Ford e il Gruppo TNT, della mai troppo lodata ditta Magnus & Bunker. Ovviamente, guardo a questi grandi come a fari lontanissimi e irraggiungibili sul mio orizzonte. Ma anche se i miei risultati sono al confronto soltanto dei flebili e rozzi tentativi comici, ritengo importante in ogni caso fare riferimento sempre a modelli alti.
Accenno ancora solo ad un ultimo aspetto delle mie nutrie al quale tengo, e che forse rappresenta anche il loro tratto più originale. Fin dall’inizio, mi è piaciuta l’idea di renderle con un certo alone intellettualoide da strapazzo. In questo vedo una sorta di risposta al non-senso della loro condizione, emblematica di tanti altri non-sensi più generali, diffusi sul territorio in cui loro malgrado si sono ritrovate a vivere. Le mie nutrie si comportano come un tizio che, vedendosi circondato da pazzi, non trovi miglior soluzione se non rifugiandosi in una follia ulteriore, ma di qualità più raffinata e portatrice di valori molto più sottili. E’ come se, essendo nate e vissute da sempre in un mondo di matti, non potessero fare a meno di esserlo anche loro, perché non hanno mai avuto l’esempio di una creatura normale in vita loro.
Concludendo, è quasi superfluo dire che le mie nutrie non hanno “pretese animaliste”: non potrebbero nemmeno permetterselo, perché non ho le competenze necessarie per poter parlare con cognizione di causa di un simile problema ambientale, così complesso e sfaccettato. Però, spero che con il loro stile bizzarro, con la stramberia, con l’ingenuità spiazzante sprizzata da ogni pelo, contribuiscano nel loro piccolo a tener viva l’attenzione su questo animale fin troppo ingenerosamente bistrattato.
Con questo mi congedo e vi saluto, cari amici di The Invasion, ringraziandovi ancora tanto per la vostra gentile ospitalità. Mi scuso se sono stato “leggermente prolisso” (il virgolettato è da leggersi con intonazione Villaggesca-Fantozziana…) e do appuntamento a tutti con le nuove avventure in compagnia di Nutrifolato, NutriABS, NutriSteso e tutta l’allegra brigata di “Ma robe da nutria”.

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ONALIM E LA NUTRIA DI EXPOSONG

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Nel videoclip di “ExpoSong”, canzone molto ironica e sagace dedicata a Expo 2015, a fare da filo conduttore è una simpatica nutria-mascotte.
Abbiamo intervistato la blogger Isabella di Onalim, che ha scritto e ideato la canzone assieme al cantautore Pablo Ciallella.

Ciao Isabella! Sul tuo blog ami raccontare le tante anime di Milano: ironica, sentimentale, buffa, colorata, solidale e imperfetta. Quando è nato il blog? Per quale motivo le tue muse ispiratrici sono “le papere del naviglio che nuotano controcorrente”?

Il blog è nato quattro anni fa per raccontare una Milano al contrario che quasi non esisteva. Milano negli ultimi anni ha invertito rotta ed è diventata molto più accogliente e quindi oggi Onalim è più un racconto sereno della città. Proprio quando nasceva il blog avevo notato che le papere del naviglio nuotavano controcorrente, che seguivano la loro personalissima strada incuranti delle mode milanesi. Sono diventate subito le muse ispiratrici del blog.

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Lo scorso anno hai vinto la prima edizione di Explog, concorso indetto da Milano ODD, con il post “Expo 2015 sarà per Milano un’occasione straordinaria”. Ed è proprio da quel post e dall’incontro con il cantautore Pablo Ciallella che è nata “ExpoSong”. Raccontaci qualcosa di più…

Sì, un anno fa ancora nessuno parlava di Expo, era troppo presto. E così avevo deciso di scrivere un post composto solo da domande, alcune ispirate alla cronaca e altre surreali. Dopo qualche mese ho conosciuto Pablo. Eravamo in stazione centrale quando gli ho chiesto “Vuoi scrivere una canzone partendo da un mio testo?”. Pablo mi ha chiamato tre giorni dopo, l’aveva scritta. Me l’ha cantata ed era bellissima. Pablo aveva compreso lo spirito. Ero commossa. Poi ha posato la chitarra e guardandomi spaesato mi ha chiesto “Isabella, ma cos’è l’Expo?” Pablo ha talento, non avrei mai voluto fare questa canzone con un altro.

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Sei tu ad aver curato la realizzazione dei bellissimi disegni animati che si vedono nel videoclip della canzone? Perché è stata scelta proprio la nutria come mascotte?

Sì, li ho fatti io. Ho passato due mesi a disegnare giorno e notte. La nutria è un animale che vive a Milano, buffo, pacifico, poco conosciuto e ingiustamente maltrattato. Mi sembrava perfetto per il ruolo da protagonista.

Abbiamo letto che una tua foto con la nutria di “ExpoSong” è ora esposta alla mostra “People of Expo”. Ci sono state altre occasioni di celebrità per la nutria-mascotte?

Sì la nutria di ExpoSong dal naviglio della Martesana è approdata nel salotto buono di Milano. Le occasioni, se ci saranno, ci troveranno sull’attenti.

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Leggendo il tuo blog, abbiamo visto che le nutrie sono un soggetto che più volte ha animato la tua curiosità. Ne vedi molte lungo i navigli? Dove le hai incontrate per la prima volta?

E’ stato sul naviglio della Martesana. Ho visto una nutria nuotare usando una fetta di pane come una tavoletta da piscina e poco più avanti una colonia di nutrie lavarsi energicamente pancia e schiena mostrando i dentoni arancioni. Sono rimasta folgorata. La prima volta che ho visto le nutrie le ho scambiate per delle pantegane. Per farmi perdonare dovrò portarne almeno una fino al red carpet.

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Ringraziamo Isabella e vi lasciamo all’ascolto e alla visione del videoclip di Exposong:

 

Potete leggere il testo della canzone cliccando qui http://www.onalim.it/2015/01/20/exposong-cosa-succedera-a-milano-durante-lexpo/

UNA VIDEO DEDICA PER MAHO IL PIRATA

 

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Oggi vi proponiamo un video su Maho il Pirata, nutria di cui avevamo già parlato in precedenza in un’intervista alla sua salvatrice Moni, che potete rileggere qui: https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/2014/06/05/il-pirata-maho/
Nel documento filmato potete ammirare il Pirata che ancora oggi di tanto in tanto torna a salutare la sua umana preferita.
Buona visione!

LA NUTRIA IN UN CLICK: ECCO I VINCITORI!

Ed eccoci, come promesso, alla proclamazione dei vincitori del concorso fotografico “La Nutria In Un Click”. 

Prima di tutto grazie ai nostri giurati Deborah Spina, Massimiliano Mattioni, Massimo Laurenzi e Samuele Venturini per aver valutato con imparzialità e professionalità tutte e 114 le foto pervenuteci.

La votazione ha dato luogo a due ex-aequo: abbiamo infatti due vincitori assoluti e due fotografi al secondo posto. Per cui la decisione più logica è stata quella di premiare 5 partecipanti anzichè i classici tre.

Ecco le foto vincitrici:

1° classificati, con punteggio 34/40:
“Lotta” di Alessandro Silvestri

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“Che noia che barba!” di Stefano Zanetti
79 - Che noia che barba!2° classificati con punteggio 33/40:
“Le coccole” di Angelo Blasioli
14 - Le coccole“In posa” di Andrea Mattiuzzo
101 - In Posa
3° classificato con punteggio 32/40:
“Senza titolo” di Angelo Gabelli

21 - senza titolo

I vincitori verranno contattati in privato ad inizio 2015 per concordare la consegna dei rispettivi premi, che sono attualmente in fase di preparazione.
Ricordiamo che tutte le foto in concorso saranno pubblicate prossimamente in un apposito album sulla nostra pagina facebook, inoltre verranno inserite nel dvd del documentario.
Ancora complimenti ai vincitori e grazie a tutti i partecipanti!

 

BUONE FESTE… CON LE BELLE FOTO DI JULIANE MEYER

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Nell’augurarvi Buon Natale e felice anno nuovo, vi regaliamo l’ultimo articolo di blog del 2014: un’intervista alla bravissima fotografa Juliane Meyer.

Ciao Juliane, presentati ai lettori del nostro blog

Mi chiamo Juliane Meyer e vivo in Germania, nella bella landa di Luneburgo. Quando non sono in giro con i miei animali, mi dedico alle mie due professioni: sono un Ingegnere in idraulica e geotecnica e poi sono anche una fotografa naturalista.

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C’è un feeling particolare che ti lega a gatti, cavalli e nutrie? O sei legata a tutti gli animali in generale?

Mi piacciono tutti gli animali: i serpenti e i ragni mi attirano come i gatti, i cani oppure le nutrie. Ma i “pelosi” mi piacciono particolarmente.

 

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Chi ti ha trasmesso la passione per gli animali? Quanti ne hai?

Ho sempre amato gli animali. Fin da bambina li osservavo e trascorrevo il mio tempo nelle stalle delle fattorie oppure nei pascoli con cavalli, maiali e buoi. Per me una vita senza animali è impensabile! Viviamo con 3 cani, 2 gatti, 2 maialini nani e 2 nutrie. Usano l’intero spazio della nostra proprietà e si rispettano a vicenda.

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Le tue fotografie riescono a catturare appieno la sintonia fra animali e uomo. Cosa pensi che si possa fare per migliorare il rapporto uomo natura?

Con le mie foto cerco di esprimere alla gente l’ anima, la passione e l’ umore che è in ogni animale. Oltre alle nutrie, anche i maiali sono tra i miei animali preferiti. Quando si entra in relazione con gli animali, non si può non amarli.

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Come è nata l’idea di fare un calendario 2015 con le nutrie? Come si può ordinare?

E’ da tempo che ricevo richieste di calendari con nutrie, con maiali e pappagalli ara. Così li ho realizzati quest’anno attraverso la piattaforma Calvendo. Sono stati accettati e possono essere ordinati anche su Amazon.

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Cosa ci puoi dire della nutria Nuki? Come è entrata nella tua vita?

Dunque, Nuki è, per così dire, una vittima dell’alluvione del fiume Elbe dell’estate 2012. Fu portato al parco animale Nindorf e allevato da Tanja Askani (esperta di lupi). Nel giugno 2012 il piccolino venne da me perchè Tanja cercava un bel posto per lui. Fummo subito d’accordo: non poteva restare da solo. In agosto Tanja ricevette la nutria Mummel in un parco animale, che da allora è la compagna di Nuki. Nuki è stato sterilizzato e da allora i due vivono insieme nel nostro giardino con lago e con tutti gli altri. Ogni tanto vengono anche in casa per “spolverare” un po’ di pane secco e banane… sempre carote dietetiche e insalata sono noiose!

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Ringraziamo Juliane per la sua testimonianza, tesa a rimarcare come il rapporto uomo/nutria può essere proficuo per entrambe le specie. Per chi fosse interessato, il calendario è acquistabile su Amazon a questo link: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=Funny+Nutrias&rh=i%3Aaps%2Ck%3AFunny+Nutrias

Ringraziamo inoltre la nostra amica Pro Nutria per la traduzione dal tedesco.

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LA NUTRIA IN UN CLICK: ORA TOCCA ALLA GIURIA

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La prima fase del concorso fotografico “La Nutria In Un Click” si è conclusa, e siamo molto soddisfatti!!
Sono infatti più di 40 le persone che si sono iscritte al nostro concorso, anche con felici parentesi internazionali dalla Germania e dal Giappone.
A breve la giuria comincerà a vagliare gli scatti inviati, che sono stati ben 114!! Un’ottimo traguardo per un animale così poco conosciuto ed amato.
Ringraziamo ProgEco – Ambiente & Natura, GEKO Studio Fotografico e tutti coloro che ci supporteranno in quest’ultima fase.
Le foto del concorso saranno rese pubbliche, successivamente alla premiazione, sulla nostra pagina facebook e raccolte in un album con l’indicazione del partecipante in didascalia. Inoltre verranno inserite nei contenuti speciali del DVD di “The Invasion – A Coypumentary”!
Vi esortiamo a rimanere collegati per seguire gli sviluppi sia del concorso fotografico che del documentario.

LA NUTRIA DAMOCLE E LA CRICCA DI MOLENTARGIUS

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Abbiamo intervistato Michele The Sea, autore di divertenti strisce a fumetti con protagonisti gli abitanti del Parco Molentargius-Saline, in Sardegna. Il suo è uno stile che ricorda un po’ Lupo Alberto di Silver, troviamo infatti personaggi eterogenei: la nutria Damocle, l’anatra Germano, il fenicottero Pericle, il gongilo Maciste e molti altri.

Ciao Michele! Presentati ai lettori del nostro blog.

Innanzitutto un saluto a tutti gli amici di “The Invasion”. Io mi chiamo Michele Dessì, in arte Michele The Sea e cerco di occuparmi di illustrazione, uso il verbo “cerco” in quanto ho iniziato relativamente da poco a impegnarmici seriamente, e purtroppo ho notato che è un campo non molto facile, ma per fortuna sono abbastanza testardo e non demordo facilmente quando qualcosa mi piace. Finora mi sono ritrovato a fare diversi tipi di lavori e saltuariamente mi capitano anche lavoretti di grafica, che vanno dalle T-shirt alle stampe su tela, dalle illustrazioni scientifiche ai fumetti, insomma dove c’è da disegnare io ci sto a fagiolo! La mia formazione è autodidatta.

Da quanto tempo disegni? Come è nato questa tua passione?

Disegno da che ho memoria, e come tutti i bambini ho iniziato a scarabocchiare appena sono riuscito a tenere in mano un pastello, e da quel giorno non ho più smesso.
La passione per il disegno è nata probabilmente per merito dell’amore che provo per gli animali, infatti passavo molto tempo a copiare dalle enciclopedie animali di qualsiasi genere; carnivori o erbivori, pelosi o squamati, volanti o striscianti, viventi o estinti.

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Oltre al web, ci sono state pubblicazioni cartacee delle tue striscie a fumetti? I tuoi soggetti sono stampati anche su t-shirts?

Purtroppo ancora niente di cartaceo, come dicevo poc’anzi ho iniziato da poco, quindi chissà, magari in un futuro prossimo, e la cosa non mi dispiacerebbe affatto.
Per quanto riguarda le T-shirt invece ci sto lavorando, qualche grafica è già disponibile, ma per quanto riguarda i personaggi de “La cricca di Molentargius” bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

Il tuo fumetto “La cricca di Molentargius” da dove trae ispirazione? Come è nata l’idea? Di che cosa parla?

Il mio fumetto trae ispirazione dal Parco Naturale Regionale di Molentargius, ritenuto una delle aree umide più importanti d’Europa, e la mia fortuna è averlo a neanche 10 minuti da casa, quindi tra una passeggiata e l’altra, tra un fenicottero ed un germano reale la fantasia è continuamente stuzzicata e stimolata a rendere omaggio alla meraviglie del parco. L’idea quindi è quella di parlare del parco sia nel bene che nel male, e far notare le qualità ma anche le cose che non vanno, e trovo che, soprattutto queste ultime, se denunciate da un abitante del parco peloso, coi dentoni arancioni e alto una quarantina di centimetri rimanga più impresso.

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Quindi la nutria Damocle esiste realmente! L’hai davvero incontrata?

Sì, Damocle o Damy, come ormai tutti la chiamano, esiste davvero. Qualche tempo fa fu avvistato accanto ad una delle tante fermate dell’autobus che costeggiano il parco, e la cosa divertì tanto la gente che fu fotografato e postato sulla pagina facebook di Spotted Quartu, e da lì poco passò che fu battezzato e ritratto in un fumetto.

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Quindi deduco che anche in Sardegna sono presenti le nutrie. Sono numerose? Come sono percepite dalle persone?

A Molentargius le nutrie ci sono da circa 8 anni, ma ammetto che non ne ho mai vista una prima di un anno e mezzo fa circa, quindi credo che non ce ne siano tante, anche perché gli avvistamenti successivi sono stati abbastanza radi per quanto mi riguarda.
Purtroppo c’è chi le accusa di essere portatrici di malattie e devastatrici di habitat delle specie autoctone, ma per fortuna in tanti sembrano vederle di buon occhio e spero che Damocle aiuti a far apprezzare maggiormente questo animaletto, che già in passato ne ha viste abbastanza.

Come hai scoperto la pagina di Willy il Castorino? Cosa ne pensi?

Visto l’argomento del fumetto volevo saperne di più sulle nutrie, quindi cercando su youtube sono incappato in un video che aveva Willy come protagonista, e l’amore è nato praticamente a prima vista. Da lì ho scoperto la pagina facebook e non ho potuto che condividere il messaggio che vuole trasmettere.

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Ringraziamo Michele The Sea per il contributo e vi invitiamo a dare un’occhiata ai suoi recapiti web!
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/MTSs-stuff/534197330035033
Portfolio: http://michelethesea.daportfolio.com/
Canale youtube: https://www.youtube.com/channel/UCgtQkhnH_HMSWeIEPGdr2xQ

THE INVASION: CE L’ABBIAMO FATTA!

Cari sostenitori, cari amici e nutria-lovers: ce l’abbiamo fatta!

http://www.produzionidalbasso.com/pdb_3411.html

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Ieri si è chiusa la campagna di crowdfunding con il raggiungimento del budget di 5000 euro. Un grande traguardo per noi, che ci permette di dare il via alla fase finale della post-produzione!
E’ la fase più complessa di tutto il percorso perché ci porterà ad avere la versione definitiva del documentario, mettendo al lavoro altri professionisti che ci affiancheranno.

E tutto questo sarà possibile grazie all’aiuto, al supporto e all’affetto di tutti voi!

Contiamo di avere il documentario pronto entro fine anno: naturalmente continueremo a tenervi aggiornati sia su questo blog, sia attraverso la pagina facebook, sia sul nostro profilo twitter.

Continuate a seguirci!!!

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LE NUTRIE ALL’UNIVERSITA’

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Le nutrie del fiume Bisenzio sono state protagoniste di un video realizzato dagli studenti del Campus dell’Università del New Haven, nella città di Prato.

I ragazzi americani hanno scelto la nutria come soggetto del loro video per il test finale di lingua italiana. Il risultato è un documentario che mischia ironia a una buona osservazione dell’animale.

Abbiamo intervistato Jacob Nemec, uno degli autori, che nel film interpreta il Re Nutria. Buona lettura!

Come è nata l’idea di fare un video divertente su nutria?

L’idea di fare il video è venuta dalla mia classe di italiano. Per la nostra prova finale potevamo scegliere se parlare con il nostro professore di italiano oppure fare un video in lingua italiana, così io e due amici abbiamo deciso di fare un documentario-commedia sulla nutria. Dopo essere stati a Prato per ben tre mesi, ci siamo molto affezionati alle nutrie, perciò abbiamo pensato che sarebbe stato divertente fare un video su di loro.

Perché proprio le nutrie?

Abbiamo scelto le nutrie perché sono carine e adorabili. Ogni volta che avevamo del cibo in avanzo, andavamo in riva al fiume Bisenzio per portarlo a una colonia di nutrie. In America gli animali selvatici di solito scappano dagli esseri umani, quindi per noi era incredibile constatare come le nutrie non avessero paura di noi, addirittura si avvicinavano al punto che le potevo accarezzare.

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Come avete realizzato il video?

Abbiamo osservato le nutrie e abbiamo trascorso un po’ di tempo con loro. Quando portavo loro del pane da mangiare, restavo lungo il fiume per oltre un’ora. Spesso gli abitanti di Prato e i loro bambini venivano da me incuriositi, così io davo loro un po’ del pane che avevo portato, e anche loro lo davano da mangiare alle nutrie.
Sono anche le situazioni come questa che mi ha fatto sentire molto benvenuto a Prato, durante la mia avventura di studio all’estero! Abbiamo fatto tutte le riprese con mio iPhone 5S e il mio amico Tim ha fatto il montaggio del video, che è venuto molto bene!


Come è nata l’idea del “Re Nutria”?

L’idea del “Re Nutria” è stata mia. Questo documentario doveva essere comico, quindi ho pensato che sarebbe stato divertente se mi fossi vestito come una grande nutria: il “Re Nutria”. Per il mio costume ho usato il maglione di un amico, carote per i miei denti e una vecchia cintura per la mia coda.  

 

Vi lasciamo ora alla visione del simpaticissimo documentario realizzato dai ragazzi americani:

 

 

POETICAMENTE NUTRIA

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Pubblichiamo oggi due poesie inviate dai nostri lettori.
La prima poesia è di Silvia Cipollina, poetessa presente nella Grande antologia virtuale del Club degli autori. Silvia è un’amante degli animali, di tutti gli animali. Si è dedicata molto ai rospi, visto che la loro presenza negli anni si è ridotta. Per questo  ha pubblicato un libro di poesie intitolato Mondo Anfibio, per sensibilizzare le persone, ed in primis i bambini, alla scoperta del mondo degli animali anfibi. Silvia infatti ritiene che anche animali come rospi e tritoni vadano rispettati come tutti gli altri esseri viventi. Non è quindi un caso che Silvia abbia composto anche una poesia sulla nutria, che potete leggere qui di seguito:


INCONTRO CON LA NUTRIA

Andavo in gran fretta
in bicicletta, una mattina,
quando accadde una cosa
assai carina.
Lei era lì, di fronte a me,
di colpo frenai
e stupita la guardai!
La poverina aveva
un occhio bianco, cieco
e un’aria di paura,
allora chiesi a lei
qual strana creatura fosse
…lei mi rispose:
Sono una nutria
sfuggita al cacciatore,
or lasciami passare
per favore,
tu che riesci ad ascoltare
il mio cuore,
ho i cuccioli alla tana
che aspettano il mio latte
e grata ti sarò per essere mia amica!
Ella riprese la sua strada
e lieta mi lasciò d’averla conosciuta!
Spesso si teme ciò che non si conosce…
Ma vi assicuroche una nutria
è linda, gentile e dolce
e all’uomo non nuoce!

Silvia Cipollina

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Passiamo ora alla poesia di Nelson King Affuso, utente del Forum di Loggia Cricetale. Il sito, di taglio ironico e satirico, è basato sull’adorazione di criceti ed altri roditori affini (quindi anche le nutrie): idolo di questa community è “il sommo Affuso”, che è un cane della prateria bello paffuto. Il culto della Loggia Cricetale non si fa mancare nemmeno il fantomatico libro sacro chiamato “Multàd”. I non adoratori di questa “religione” sono definiti “non-cricètidi” o più semplicemente “pagani”.
Se siete spiritosi e volete farvi qualche arguta risata, vi invitiamo a visitare il sito della Loggia Cricetale. Vi lasciamo ora alla lettura della “Canzone folk della nutria”, ricordandovi che “La comicità è la percezione dell’opposto, del diverso; l’umorismo ne è il sentimento.” (Umberto Eco)

CANZONE FOLK DELLA NUTRIA

Fredda è la notte
le nutrie a frotte

vanno nel campo scuro
da dentro un buco nel muro

Allegre le nutrie fanno razzia
per scacciare la sorte ria

uno sparo, uno schioppo
la nutria scappa dietro al pioppo

uno fratello è stecchito
tra le spighe è spirato

hey contadino
brutto assassino
per una pannocchia
brutto pezzo di indrocchia

hey zoticone
ora sei contentone?
una nutria hai accoppato
uno fratello hai fernuto

per una pannocchia
figlio di indrocchia
figlio di indrocchia

ma le nutrie non ci stanno
domani ritorneranno
e svelte di mano
ti prenderanno tutti i sacchi di grano

Nelson King Affuso

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Ringraziamo Loggia Cricetale per le foto.

 

L’INVASIONE IN TV, IN RADIO E LIVE!

Maggio è stato un mese intenso per lo staff di “The Invasion – A Coypumentary”: nell’ultimo periodo si sono concentrate molte buone novità e occasioni per far conoscere il documentario a sempre più persone. La raccolta fondi prosegue in modo positivo e per questo vi ringraziamo!
Ma veniamo alle ultime news.

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Lo scorso 14 maggio Ilaria Marchini è stata intervistata da Radio Stonata durante la trasmissione “Crowdfunding”.
Qui potete ascoltare la registrazione https://www.mixcloud.com/radiostonata/radiostonatacrowdfunding14052014myzhartbottakeoffcrowdfundingsilosproductionpdb/
Ringraziamo Elisabetta Casarin per lo spazio che ci ha dedicato.  E’ importante che anche in radio si parli del fenomeno del crowdfunding, dando spazio ai progetti che scelgono di utilizzare questa modalità di finanziamento.

Sempre Ilaria Marchini, il 17 maggio scorso è stata ospite, assieme al biologo Samuele Venturini, della trasmissione “Cani, Gatti & Co.” di Telecolor, condotta da Barbara Fogazzi. Tra i vari argomenti trattati nel corso della puntata, il libro del dott. Venturini “Etobioevoluzione”, l’attività dell’associazione Progeco – Ambiente & Natura, il lavoro di ideazione e di realizzazione del documentario The Invasion – A Coypumentary, il Parco Faunistico La Torbiera e i relativi progetti di conservazione e riproduzione delle specie a rischio di estinzione.
Potete vedere qui l’intera puntata:

Sabato 24 maggio siamo stati a Montelupo Fiorentino (FI) ospiti del “Vivascienza Night”, evento dedicato agli animali notturni e organizzato da Vivascienza – Gruppo Toscano Scienze Naturali. All’interno della Galleria di Corso Garibaldi, negli spazi del Centro Didattico Terra Incognita e anche all’interno del Tesla Science Bar si sono ritrovate assieme varie realtà e associazioni, legate alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione circa la corretta gestione e il benessere degli animali non convenzionali.
Nel pomeriggio abbiamo tenuto una conferenza dal titolo “La nutria tra leggenda e realtà”, nel corso della quale abbiamo proiettato alcuni estratti del documentario. Si sono poi susseguite altre conferenze estremamente interessanti. Nel corso dell’evento si è svolto anche un Open Lab dedicato ai più piccoli: ciascun partecipante poteva fermarsi ad ogni postazione, ascoltare le storie di scienza e natura raccontate dagli esperti e ottenere infine il Diploma in Scienze Notturne.
E’ stato bello stare a contatto con così tante realtà diverse, tutte legate dalla voglia di informare in modo corretto e scientifico.
Un’esperienza da rifare, per la quale ringraziamo tutti i ragazzi dell’organizzazione!

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Ringraziamo per le foto l’Associazione Un furetto in famiglia e il Centro Didattico Terra incognita.

THE INVASION AL “VIVASCIENZA NIGHT”

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Sabato 24 maggio saremo a Montelupo Fiorentino (FI), ospiti del Vivascienza Night, una serata tutta dedicata alla natura e agli animali della notte.

L’evento, organizzato dal gruppo Vivascienza e dal Centro Didattico Terra Incognita, sarà un contenitore di open lab, seminari e giochi dedicati a grandi e piccini!

The Invasion sarà dedicata una conferenza sulla nutria e un banchetto informativo con raccolti fondi per il documentario.

Saranno presenti anche i ragazzi dell’associazione Un furetto in famiglia, persone competenti ed appassionate, pronte a farvi scoprire la bellezza della famiglia dei Mustelidi.

Non mancate!!!!!

UN INTENSO WEEKEND TARGATO THE INVASION

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Quello appena trascorso è stato un weekend impegnativo sul fronte della promozione! Venerdì 11 aprile Ilaria Marchini (insieme al biologo Samuele Venturini) è stata ospite della puntata “Ciack si gira!” sulla web tv C-100 di Cento (Fe). Nella trasmissione in diretta, della durata di un’ora, la conduttrice Antonella Cardone (direttore di Sulpanaro.net) ha dato ampio spazio a The Invasion e alla questione nutrie, con il faro puntato sulla recente alluvione nel modenese.
Ringraziamo Antonella e tutto lo staff di C-100 per averci invitato, nonchè per la professionalità e gentilezza dimostrati.

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Domenica 13 aprile, per la rassegna Mente Locale (documentari e incontri sul legame tra arte, vita e territorio), siamo stati al Teatro delle Ariette (loc. Castello di Serravalle – Valsamoggia BO) per presentare il trailer e parlare di The Invasion. E’ stata un’ottima opportunità poterci confrontare sia con il pubblico che con altri autori, oltre che un’occasione di crescita e di spunto per nuove idee. Ringraziamo l’organizzatrice Giorgia Boldrini e tutto il suo appassionato staff per l’accoglienza e lo spazio che ci hanno concesso.

“ALIENI SULLA PROPRIA TERRA”

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Venerdì 7 marzo si è svolto a Milano il convegno della LAV dal titolo Alieni sulla propria terra, incentrato sulla tematica delle specie provenienti da altri territori, definite appunto “aliene” o “alloctone”.

Nella mattinata è stato presentato un dossier realizzato da Barbara Bacci e Massimo Vitturi (responsabile LAV Caccia e Fauna selvatica), in cui sono elencati e descritti i casi più rilevanti di invasione da parte di “specie animali aliene”, seguiti da un’analisi circa le contromisure attivate per contrastare il proliferare di questi animali nei nuovi territori.

In coda alla presentazione del dossier, è stato proiettato il trailer di “The Invasion – A Coypumentary”: ne approfittiamo per ringraziare gli organizzatori per averci dato l’opportunità di parlare del nostro progetto in un contesto così prestigioso.

Il convegno ha visto successivamente la partecipazione di esperti di fama internazionale.

Il dottor Mauro Ferri del Servizio veterinario AUSL Modena, ha ripercorso la storia ultraventennale dell’introduzione della nicarbazina per il controllo della fertilità dei colombi. Si tratta di un metodo che, applicato parallelamente ad interventi di tipo ambientale, ha dato risultati positivi. Ciononostante, per la gestione dei colombi urbani si persevera nel raccomandare altri metodi tecnicamente inefficienti ed economicamente svantaggiosi.
Il dottor Ferri ha parlato altresì della problematica connessa alla presenza di una cospicua popolazione di daini nella Riserva Naturale del Gran Bosco della Mesola (Ferrara), che competono con i cervi autoctoni. Nell’arco degli ultimi vent’anni è stato messo in pratica un piano di abbattimento dei daini, con l’obbiettivo di eradicarli dalla zona. I daini sono però tutt’ora presenti, dunque sono state avanzate proposte per sostituire e/o integrare i metodi già applicati con un programma di immuno-contraccezione basato su un vaccino già collaudato in USA per i cervidi. Tali proposte non sono state però prese in considerazione nell’ambito delle linee guida.

La dott.ssa Giovanna Massei (York, UK), ricercatrice presso AHVLA (Animal Health and Veterinary Laboratories Agency), ha parlato dei recenti progressi nella ricerca sul controllo della fertilità degli animali selvatici. Mediante esempi tratti dai recenti studi condotti in Italia e in altri paesi, in particolare l’applicazione del vaccino GonaCon per la sterilizzazione dei cinghiali, ha spiegato i vantaggi e i limiti di tali metodi.

Il dottor Allen Rutberg (USA), del dipartimento di Scienze Biomediche della Facoltà di Medicina Veterinaria della Tufts-Cumming School (North Grafton, Massachussets) ha parlato dell’immunocontraccezione mediante il vaccino PZP, sperimentato a partire dal 1991 negli Stati Uniti su cavalli selvatici, cervi e bisonti. Può richiedere richiami o annuali oppure, per l’emulsione “a rilascio”, ogni 2-3 anni. Può inoltre essere somministrato anche a distanza con l’uso di dardi e funziona anche su cervi, pecore, capre, altri mammiferi ungulati, orsi, foche ed elefanti.

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Nel 2016 dovrebbe entrare in vigore la “Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio recante disposizioni volte a prevenire e a gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”. Tale proposta prende spunto dalla constatazione che l’immissione di piante e animali in un ambiente in cui non sono solitamente presenti è in costante aumento, anche a seguito dell’espansione degli scambi commerciali, dei flussi turistici nonché dei cambiamenti climatici.

Le disposizioni che dovranno essere approvate dal Parlamento Europeo, comprendono:

-il divieto totale di importazione, allevamento, vendita delle specie considerate più problematiche, definite “specie prioritarie”
-l’attivazione di un sistema di controllo e sorveglianza alle frontiere dei paesi dell’Unione Europea
-la predisposizione delle misure necessarie a tenere sotto controllo la diffusione delle specie invasive già presenti nei paesi dell’UE

E’ possibile visionare una cartina che illustra la distribuzione sul territorio italiano di nutrie, scoiattoli grigi, tartarughe Trachemys scripta, visoni americani e procioni a questo link: http://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/distribuzione%20principali%20specie%20aliene%20Italia%20ok.pdf

UN VIDEO TRIBUTO A WILLY IL CASTORINO

Pubblichiamo oggi un video dedicato a Willy il castorino.

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Lo abbiamo incontrato per la prima volta quando aveva quasi due anni, in seguito abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di seguirlo in più di un’occasione.
Nel video vediamo tante diverse situazioni: la fase di svezzamento, una passeggiata al parco, il bagno nella roggia, le coccole, l’esplorazione della casa, la sua inesauribile curiosità.
Vediamo anche il primo incontro con il castorino Myo e la loro successiva interazione, fino ad arrivare anche all’incontro con la nutria Mariah.
Willy è scomparso a luglio 2013 all’età di 5 anni, la sua vita è stata tutta un’inno alla possibile coesistenza pacifica fra uomo e nutria.

E’ doveroso precisare che la legge n. 157/92 non consente di prelevare animali selvatici e addomesticarli: Willy è un caso particolare perché è stato recuperato e salvato da cucciolo, in una circostanza che altrimenti lo avrebbe portato ad una morte sicura (trovate qui la sua storia). Lo stesso vale anche per le altre nutrie domestiche citate in precedenza: si tratta di animali recuperati, per i quali il veterinario ha stabilito che non avrebbero saputo adattarsi a sopravvivere una volta reimmessi in natura. Precisiamo inoltre che il nostro intento non è certamente quello di incoraggiare la domesticazione delle nutrie: un animale selvatico ha il diritto di stare nel proprio habitat.

Parlare di Willy serve però a far conoscere meglio e più da vicino questi animali, mostrandoli al contempo in una luce diversa.
Vi lasciamo ora alla visione del video, che vi invitiamo a commentare:

Il video tributo a Willy è stato presentato in anteprima alla trasmissione Su la zampa di TRC Modena.

THE INVASION IN TV E IN RADIO!

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La scorsa settimana il messaggio di “The Invasion – A Coypumentary” è arrivato in tv e in radio. Venerdì Ilaria Marchini, assieme al biologo Samuele Venturini, è stata ospite di TRC Modena nella trasmissione “Su La Zampa”, a cura di Elena Benassi. La trasmissione sarà mandata in onda domenica 09 marzo: chi non riceve TRC Modena potrà seguire la trasmissione in diretta streaming sul sito dell’emittente televisiva (http://www.trc.tv/mo/#.UxWwe_R5Pwp).
Domenica invece Ilaria Marchini e Fabio Rancati sono stati ospiti in diretta della trasmissione radiofonica Mystery Tour su Radio Onda D’Urto, condotta da Mickey E. Vil. E’ possibile riascoltare il podcast della puntata a questo indirizzo http://www.mixcloud.com/mysterytour/domenica-2-marzo-2014/

Rimanete sintonizzate per nuove news!

“ALIEN WARNING – GLI (ANIMALI) ALIENI SONO TRA NOI”

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Domenica 16 febbraio si è svolto, presso il Centro Didattico Terra Incognita a Montelupo Fiorentino (FI), il primo appuntamento di “Alien Warning – Gli (animali) alieni sono tra noi!“, serie di incontri per parlare delle cosiddette “specie aliene”, ovvero gli animali originari di altre parti del mondo e introdotti dall’uomo nel nostro ambiente.
La nutria, animale “alieno” tra i più rappresentativi, è stata scelta come protagonista della prima conferenza, ed è stato chiamato come esperto in materia il biologo Samuele Venturini. Naturalmente eravamo presenti anche noi con alcune anticipazioni tratte da “The Invasion – A Coypumentary”, scelte appositamente per integrarsi con l’intervento del dott. Venturini.
La giornata prevedeva anche un laboratorio didattico per i più piccoli, con attività creative finalizzate a far conoscere la nutria nella sua morfologia.

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L’evento ha visto la presenza di un folto pubblico di curiosi ma anche di esperti (tra i quali biologi e veterinari), che hanno seguito con molto interesse la conferenza. E’ comprovato che le nutrie possono causare danni ai sistemi ecologici e all’economia agricola: conoscerle meglio è il primo passo per arrivare ad elaborare e ad applicare le soluzioni adeguate (che non devono necessariamente essere le stesse in ogni contesto).
L’evento, patrocinato dal comune di Montelupo Fiorentino (FI), è stato organizzato dal gruppo Vivascienza, che ringraziamo sentitamente per la gentilezza e disponibilità.
Ci complimentiamo inoltre per il meraviglioso spazio del Centro Didattico Terra Incognita, una realtà nata con lo scopo di rendere fruibile a tutti quella scienza che non può essere esclusiva solo del mondo accademico. Il museo è una “Wunderkammer” contemporanea, suddivisa nelle tre aule Micro Titan Zoo, Insecta-Herbarium e Tempo & Pietra: si tratta di affascinanti cornici naturalistiche, che permettono l’uso di reperti reali a supporto di una didattica di tipo esperienziale.
Vi invitiamo a partecipare ai prossimi appuntamenti di “Alien Warning – Gli (animali) alieni sono tra noi!“:
Domenica 9 marzo > “Allarme Anfibi!!!!”, con la collaborazione di Legambiente Sesto Fiorentino
Domenica 6 aprile > “Testuggini e gamberi killer!”, con la collaborazione della Fondazione Paolo Malenotti

CONFERENZA: I DAINI E GLI ALTRI ANIMALI SELVATICI

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Sabato 1 febbraio si è tenuta a Ravenna la conferenza dal titolo “I Daini e gli altri animali selvatici”, organizzata da Essere Animali e Lav Forlì Cesena, con il patrocinio del Comune di Ravenna e della Provincia di Ravenna.
Molte persone (tra cui alcuni amministratori locali) hanno seguito con interesse e partecipazione gli interventi del veterinario Fabio Dall’Osso e del biologo Samuele Venturini.
I due relatori hanno portato la loro esperienza in modo da fornire, sia ai cittadini sia alla pubblica amministrazione, una corretta conoscenza della fauna selvatica, indispensabile per poter sviluppare comportamenti virtuosi e non cruenti per una corretta gestione faunistica.
A seguire abbiamo presentato una breve anticipazione da The Invasion – A Coypumentary, realizzata per l’occasione. Ringraziamo tutti i partecipanti che si sono intrattenuti con noi per chiedere informazioni riguardanti il documentario e il crowdfunding, che partirà a breve.

LA NUTRIA ESPIATORIA

A proposito dell’emergenza conseguente all’esondazione del Secchia, pubblichiamo un articolo tratto da Gli Appunto del Paz83:

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“A margine dell’argine, con la falla sul Secchia che in queste ore è stata tamponata (per ripristinarla totalmente credo ci vorrà ancora parecchio tempo) e con la conta enorme dei danni ancora da iniziare, fa riflettere la velocità con cui la colpa è stata scaricata su Nutrie e animali vari colpevoli, secondo glli esperti, di aver indebolito le sponde del fiume con i loro tunnel e tane. Ora, il sistema fluviale della pianura padana è vasto e complesso. Non è una novità, non sono una novità eventi di questo tipo come non è una novità la presenza degli animali lungo le sue sponde. Sono tutti elementi noti. Non si può cadere dalle nuvole. Altrettanto non si può, in tutta fretta e furia, addossare la responsabilità su un animale. Partendo da questi fattori mi chiedo allora perché chi dovrebbe monitorare il sistema fiumi e lavorare per la sua integrità sia stato sorpreso con le braghe calate. E infatti il dito puntato contro il simpatico topone castoro e i suoi amici pelosi non regge, tanto che la procura ha aperto un’inchiesta per determinare se ci siano responsabilità. Passo sul Secchia quasi tutti i giorni durante tutto l’anno, così come sul Panaro, e guardando giù, lungo gli argini mi son spesso detto: quel punto andrebbe pulito. Quelle erbacce forse andrebbero tolte. Penso anche molti di voi abbiamo posto nel loro cervello le stesse perplessità. E in parecchi si sono lamentati, hanno segnalato. Vai in un qualsiasi paese della zona e l’argomento esce una volta ogni dieci discorsi. Ci si campa sui fiumi da queste parti. Poi c’è la questione delle casse di espansione (sia del Secchia che del Panaro), del loro stato, dei controlli, collaudi o meno che vengono (o non vengono fatti) e che poi in un modo o nell’altro finiscono per incidere. Ci sono agenzie, come l’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), che sarebbe il vecchio Magistrato del PO,  a cui spetta il monitoraggio e soprattutto la manutenzione, tra cui quella del fiume Secchia, in quanto, da quel che so, i comuni non possono effettuare nessun intervento sulle arginature dei fiumi, figuriamoci i privati cittadini. Possiamo aggiungere l’inquinamento e la sporcizia di una zona parecchio industrializzata come la pianura, che finiscono nei fiumi destabilizzandone l’integrità (e questa è anche colpa nostra, non solo delle agenzie preposte). Poi c’è la politica, che, non per fare facili populismi, ma è peggio di un qualunque esercito di nutrie quando si tratta di minare il territorio su cui viviamo. Insomma, la catena delle responsabilità è lunga, e alla fine potenzialmente coinvolge tutti. E un po’ tutti dovremmo assumercele. La nutria però, davvero, non si meritava tutto questo.”

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Fonte: La nutria a margine dell’argine

CINZIA E LA NUTRIA WRITER

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Pare proprio che la nutria sia un soggetto amato da molti disegnatori!
Abbiamo intervistato Cinzia Carpene, che ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics a Firenze.
Cinzia ci ha parlato della sua esperienza e formazione e di un affresco che ha realizzato nel  2007… che ritrae una nutria writer!

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Come è nata la tua passione per il disegno? Riesci ora a metterla in pratica attraverso il tuo lavoro?

La passione per il disegno è nata per ammirazione verso gli anime giapponesi e anche un po’ come passatempo. Ho trascorso diversi pomeriggi estivi e diverse lezioni tra scarabocchi su quaderni. Per quel poco che ho fatto fino ad ora (sono ancora una novizia…) devo dire che sono riuscita ad applicare il disegno un po’ dappertutto. Ho fatto alcuni mesi ad animare spot, poi ho realizzato degli storyboards, qualche volantino e ho curato l’impaginazione di cataloghi. Chi fa il mio mestiere lo sa: bisogna prendere tutto quello che arriva! 

C’è qualcosa che ci puoi dire riguardo alle tecniche di animazione?

In questi anni l’animazione si è evoluta molto, dalla carta al digitale. Non discrimino i cartoni in 3D o flash, quando sono fatti bene meritano complimenti. Però con la semplificazione dei programmi a computer e la velocità acquisita, ho l’impressione che molta gente ne approfitti per vendere sempre più prodotti, anche ad una qualità scadente.
Avendo sempre visto fin da bambina anime giapponesi e cartoni animati della Disney… mi infastidisco un po’ nel vedere queste nuove animazioni, spesso troppo “sintetiche e pupazzose”.

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Quando hai iniziato a disegnare le nutrie come soggetti?

Le nutrie sono diventate i miei soggetti preferiti alle superiori, quando prendevo la corriera la mattina presto e le vedevo scorrazzare sull’argine e in riva ai fossi. Tutti le associano ai topi e fanno questo tipo di ragionamento: “nutria=topo=malattia=peste=pestilenza=morte per atroce sofferenza”… C’è un po’ di esagerazione! Sopratutto se pensiamo che porterebbero malattie solo per il fatto che abitano in una zona contaminata dall’inquinamento prodotto dall’uomo. Al tempo le stimavo molto, perchè per i contadini e i cacciatori era difficile prenderle o ucciderle e li sentivo spesso lamentarsi, mentre io ridevo sotto ai baffi. Spianare il terreno è facile, tagliare un albero pure… ma la nutria? Come la prendi?

Per quale ragione ti piaceva disegnarle?

Purtroppo abitiamo in una zona dove nel nome del progresso umano, abbiamo distrutto tutto a nostro piacimento. Quando i miei amici mi chiedono dove abito, rispondo “Nella terra di Mordor, dove c’è una grandissima desolazione e… manca solo la torre con l’occhio fiammeggiante sopra!”. Per questo motivo ho pensato che queste bestiole fossero una specie di “simbolo” della natura che sfida l’uomo.

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Cosa puoi raccontare a proposito del tuo affresco al Bar Plaza? Con quale tecnica è stato realizzato?

L’affresco al Plaza è stato realizzato nel 2007, era stato fatto un concorso per la scelta del soggetto da raffigurare sulla parete accanto ai biliardi. Io ho spedito due bozze, quella con la nutria era la principale. La tecnica è semplice vernice passata con il pennello: ho prima steso la vernice bianca, poi ho fatto la bozza a matita e infine ho colorato. Per concludere il lavoro ho impiegato circa un mese.

Quali sono stati i riscontri?

Nonostante quando si parla della nutria la gente usi un tono dispregiativo “da caccia alle streghe”, alla fine tutti hanno sorriso vedendola nel mio affresco. Nelle iconografie animali la gente prova simpatia per la nutria, poi si mette a gridare appena ne vede una. Misteri umani! 

Come sei venuta a conoscenza della storia di Willy?

Willy è stata una conoscenza casuale, gironzolavo su youtube alla ricerca di informazioni su alcune cose da disegnare e così l’ho trovato.
Ho visto alcune scene della sua vita con il suo tutore umano… non potevo credere che potesse vivere come un comune animale domestico e dormire ai piedi del letto. È stata per me una grande scoperta! Ed è stato bello soprattutto scoprire che ci sono persone si interessano e studiano le nutrie e perchè no, le amano pure.

Ringraziamo Cinzia Carpene per l’intervista e vi invitiamo a dare un’occhiata ai suoi disegni nella pagina facebook Ci-jins e nel suo portfolio su Carbonmade.

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VIVASCIENZA OPEN LAB

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Domenica 17 Novembre siamo stati ospiti alla Festa di Vivascienza, che si è svolta nella suggestiva cornice della Galleria di Corso Garibaldi, a Montelupo Fiorentino (FI).

Vivascienza è un gruppo di divulgazione scientifica che nasce all’interno dell’Associazione di Promozione Sociale Terra Incognita e ha la finalità di diffondere la conoscenza delle Scienze Naturali. Vuole raggiungere soprattutto la gente comune, trasmettendo, insieme alla conoscenza scientifica, una giusta sensibilità e una consapevolezza libera da pregiudizi, da luoghi comuni, e non condizionata dalla cattiva informazione.
Vuole inoltre essere un punto di riferimento per ogni evenienza a carattere pratico-operativo, fornendo tutte le informazioni utili in caso di incontri con “ospiti inattesi” (animali selvatici, insetti, etc) o anche per chiunque avesse l’intenzione di avvicinare o aiutare qualche animale (installazione di casette per uccellini o per scoiattoli, bat-box, etc), o ancora per segnalazioni di avvistamenti di animali insoliti o importanti, mettendo a disposizione le proprie competenze.
Vivascienza promuove anche le attività comunemente correlate con la passione per le Scienze Naturali, come la terrariofilia e l’acquariofilia, trasmettendo l’interesse e la passione verso un allevamento etico, consapevole e rispettoso delle esigenze biologiche ed ecologiche degli animali e delle leggi vigenti, finalizzato al miglioramento della conoscenza e della conservazione delle specie.
Vivascienza propone altresì progetti didattici per le scuole e si rende disponibile a collaborare con enti o con altre associazioni che vogliano condividere attività quali monitoraggio, conservazione e raccolta dati per la ricerca scientifica.

All’Open Lab hanno partecipato numerosi gruppi ed associazioni legati a tematiche riguardanti le Scienze Naturali e le attività ad esse correlate (astronomia, antropologia, paleontologia, botanica, etica veterinaria, terraristica, mineralogia, zoologia, erpetologia, micologia, speleologia, etc).
Il materiale divulgativo riguardante “The Invasion – A Coypumentary” è stato collocato in un apposito spazio espositivo, all’interno del quale sono stati inseriti alcuni pannelli inerenti le specie alloctone, un cranio di nutria (preso dalla collezione di Vivascienza) e un monitor che ha trasmesso a rotazione il trailer del documentario. E’ stata inoltre collocata nel medesiomo spazio una vasca con alcune tartarughe Trachemys Scripta (altra specie aliena di cui abbiamo parlato in un precedente articolo), recuperate dalla Fondazione Paolo Malenotti.
L’evento ha dato spazio inoltre all’esposizione di fotografie macro realizzate da Massimo Brizzi e di disegni naturalistici ad opera di Alessandro Sacchetti.
Il trailer di “The Invasion – A Coypumentary” è stato proiettato anche negli intervalli tra i filmati in programma nella sala proiezioni, che includevano documentari e reportages di spedizioni esplorative.
Nella giornata di domenica 17 è stato inoltre inaugurato il Tesla Science Bar, nuovo spazio sociale dell’Associazione Terra Incognita.
L’evento ha visto un ottimo afflusso di pubblico e si è venuta a creare una splendida atmosfera.

Ringraziamo gli organizzatori per la disponibilità e per averci offerto uno spazio in questa prestigiosa cornice.

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“LE MIRABOLANTI AVVENTURE DE NANE NUTRIA”

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Due nutrie che conversano amichevolmente in dialetto veneto, interrogandosi su questioni legate alla loro esistenza, quali ad esempio l’educazione dei numerosissimi figli e il rapporto con gli umani: stiamo parlando della simpaticissima serie animata Nane Nutria!

Abbiamo intervistato l’ideatore, il poliedrico Federico Dalla Rosa (in arte Fred). Padovano, dopo essersi laureato in psicologia del lavoro si è dedicato all’attività di vignettista e cabarettista. Per molti anni ha collaborato con Il Gazzettino, il Corriere del Veneto, Comix, Par Condicio, Economy e Series. Ha inoltre collaborato come vignettista a Cortina InConTra per 6 edizioni ed è stato più volte ospite del programma Porta a Porta. Scrive e interpreta trasmissioni e spettacoli di cabaret in dialetto veneto con il “Bepi e Maria Show”.

Ecco cosa ci ha raccontato…

Come è nata l’idea di realizzare la serie animata a puntate di Nane Nutria?

L’idea è nata per gioco: io e Andrea Benvegnù di ABaudio Produzioni volevamo provare a realizzare dei corti animati Made in Veneto. Ovviamente puntando più sulla simpatia che non su imponenti budget e tecnologie all’avanguardia (anche perché non avevamo nessun budget e nessuna tecnologia all’avanguardia).

In che modo l’idea si è in seguito concretizzata?

Visto che i protagonisti dei cartoni animati sono generalmente animali antropomorfi, si è deciso di puntare su un animale caratteristico del territorio: la nutria (anche se le origini della nutria sono latino americane ovviamente).

Su quale canale è andata in onda la serie per la prima volta? Quali sono stati i riscontri?

E’ andata in onda su Tv7 Triveneta ma adesso pensiamo di replicarla su Prima Free (canale 116 in Veneto). I dati di ascolto non li abbiamo, anche perché è difficile rilevare l’ascolto di una trasmissione che dura pochi secondi. Però su YouTube ha ottenuto un’attenzione che ci ha sorpreso piacevolmente e aspettiamo che la Pixar ci contatti per un lungometraggio in 3D!

Quali sono stati gli spunti per l’ideazione delle divertenti conversazioni tra Nane, Sbrisso e la Bissa Orbola?

Gli spunti delle conversazioni sono frutto della fantasia malata del sottoscritto (interprete di Nane) e dei colleghi Carlo Noventa (interprete di Sbrisso) e Davide Stefanato (interprete de la Bissa Orbola). Però ci tenevamo che nel corso della serie si conoscesse qualcosa di più di questo buffo animaletto e quindi ci siamo documentati!

Ci sono aneddoti o curiosità che ci puoi raccontare riguardanti il lavoro su Nane Nutria?

Era davvero divertente registrare le voci dei personaggi e spesso era necessario ripetere la scena perché ci scappava da ridere per l’assurdità della situazione: dare la voce a due nutrie significa davvero essere a un passo dal ricovero!

Ed ecco uno degli episodi:

Vi invitiamo alla visione di tutti i 23 episodi della serie, che potete trovare sul medesimo canale youtube!

CONFERENZA “NUTRIE ED ESSERI UMANI: INEVITABILE GUERRA O CONVIVENZA POSSIBILE?”

Crema

Venerdì 22 novembre si è svolta a Crema, presso la Sala Alessandrini, la conferenza dal titolo “Nutrie ed esseri umani: inevitabile guerra o convivenza possibile?” promossa dall’associazione Essere Animali e da ProgEco Ambiente e Natura.

L’intervento del biologo Samuele Venturini ha esplorato il tema della possibile convivenza pacifica fra il Myocastor Coypus e la razza umana: con dati alla mano, l’esperto ha dimostrato che esiste la possibilità di un intervento non cruento verso la nutria, eventualità che merita di essere presa in considerazione dagli amministratori pubblici e dalle altre categorie chiamate in causa quando si parla di questo roditore. Un vero peccato che nessuno di questi attori istituzionali sia stato presente all’incontro, altrimenti avremmo potuto assistere ad un dialogo costruttivo, che è uno dei capisaldi irrinunciabili quando si deve risolvere un problema.

In mezzo all’intervento del dott. Venturini abbiamo proiettato un filmato di 15 minuti con interessanti anticipazioni tratte dal documentario “The Invasion – A Coypumentary”, incentrato soprattutto sull’attuale gestione della nutria in Italia.

Ricordiamo a tutti che partiremo presto con una campagna di crowdfunding perchè ABBIAMO BISOGNO DI VOI per completare questo documentario unico in Italia su questa specie animale.

LE VARIETA’ DI COLORI DELLE NUTRIE

Come già detto in precedenza, la nutria (Myocastor coypus) era stata importata dal Sud America con lo scopo di ricavarne le rinomate pellicce di castorino, di gran moda fino agli anni ’60-’70 del secolo scorso. La denominazione nutria è stata infatti utilizzata solo in seguito, ed è bene precisare che si tratta di un errore storico di identificazione perchè è l’equivalente di lontra in spagnolo (il cui nome scientifico è Lutra lutra).
Esistono all’incirca ben 200 varietà di nutrie, selezionate dagli allevatori.
Ecco le principali:

zdj1 1) oro-marrone

zdj2 2) bruno

zdj3 3) nero

zdj4 4) ambra-oro

zdj5 5) bianco-albino

zdj6 6) mosaico

zdj7 7) bluastro

zdj8 8) pastello

zdj9 9) acciaio-oro

zdj10 10) groenlandia chiaro

zdj11 11) groenlandia scuro

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I tipi 1 – 2 – 5 – 10 sono tra le razze più facilmente osservabili in Italia, mentre il tipo 1 è il vero colore del castorino importato dal Sudamerica.

Si ringrazia per le foto il sito: http://nutria-myocastor.blogspot.it/

NUTRIAMAN: IL SUPEREROE DEL POLESINE

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La Taiant Pictures è nata negli anni ’90, fondata da Michele Pezzolato con un gruppo di appassionati di cinema. Il nome nasce dal paese di Taglio Di Po (RO), nel Polesine. Molti film sono stati realizzati con passione e divertimento da questi ragazzi, che dopo i primi film recitati italiano hanno deciso di tornare alle loro radici utilizzando il dialetto. Una scelta vincente, sebbene criticata, perchè ha permesso di intensificare il rapporto fra storie raccontate e territorio, riuscendo ad appassionare un elevato numero di persone. Una scelta che ha inoltre reso più spontanea la recitazione degli attori, che nei film mantengono anche i loro nomi reali.
Poi un giorno è nata l’idea del film Nutriaman, che racconta la nascita del nuovo supereroe del Polesine, impegnato nella difesa dei deboli. Nutriaman è divenuto in seguito una trilogia.
Ecco cosa ci ha raccontato Michele di questa avventura…

Da quale supereroe hai tratto ispirazione per Nutriaman?

Per la caratterizzazione di Nutriaman ho preso spunto da Spiderman della Marvel.

Per quale motivo è stata scelta la nutria come animale che ha dato origine alla mutazione?

E’ stata scelta la nutria perchè dalle nostre parte quest’animale non è sempre esistito. Un giorno sono apparsi pochi esemplari e poi c’è stata l’esplosione demografica. Qui è una specie che viene vista quasi come una leggenda, o forse come essere abbastanza misterioso. Qualcuno li scambia per castori ma non sono proprio come castori. Qualche danno lo creano, comunque si presenta come un animale simpatico.

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Chi ha creato i costumi?

Il primo costume l’ho fatto io, perchè lavoro nel settore dell’abbigliamento, quindi l’ho tagliato e cucito io, infatti si vede che il risultato è molto artigianale.
Nel secondo film c’è un “upgrade” del costume, grazie ai poteri del Maestro di Nutriaman. Per il costume del secondo film abbiamo chiamato Alessandro Marafante, ragazzo molto tecnico, fantasioso ed appassionato di creazione di costumi.
Anche nel terzo episodio abbiamo effettuato un piccolo restyling, sempre grazie al lavoro di Alessandro (che cura anche gli effetti visivi dei nostri film).
Il costume è di lycra ed è anche microforato, quindi consente alla pelle di traspirare anche se indossato per ore. L’unico problema è il fatto che è leggero: alcune le riprese si erano prolungate fino alla fine di ottobre e Manuel si era “congelato”. Sono i rischi del mestiere. 

Come è nato il grido di Nutriaman?

Il protagonista doveva avere qualcosa di caratteristico quando entrava in scena e anche nei momenti più “epici”. Quindi ho detto a Manuel di inventare qualcosa. Ha fatto un po’ di esperimenti finchè è uscito questo verso, che è carino. Manuel è bizzarro quindi il verso gli riusciva molto bene. Io cerco sempre di affidarmi all’estro degli attori.
Di solito scrivo tutti i dialoghi, però quando nella recitazione esce una battuta o qualcosa di diverso la tengo perchè mi piace di più. La spontaneità è un’ottima cosa.

Quali sono stati i riscontri alla trilogia di Nutriaman?

I riscontri della trilogia sono stati estremamente positivi. Quando abbiamo fatto le proiezioni di Nutriaman 3 c’era una coda lunghissima fuori, non me l’aspettavo anche perchè era passato molto tempo dal primo episodio, invece si era creato un piccolo gruppo di fans, tanto che sono accorse più di 3000 persone; abbiamo dovuto aumentare il numero di proiezioni da 6 a 8. Poi internet ha facilitato molto le cose, aumentando la conoscenza dei film successivi. Si è veramente creato un mito qui dalle nostre parti. Tutti nel Polesine hanno visto Nutriaman.
Il primo Nutriaman è quello che ci ha fatto conoscere ed è stato il più sorprendente, anche perchè è uscito prima ancora del boom di internet quindi la conoscenza del film è circolata attraverso il passaparola. Trovavamo gente che ci fermava per strada dicendo che avevano visto la vhs o che qualcuno aveva prestato loro il film. C’è chi ha ancora la videocassetta: è un reperto storico oramai, che ha del valore!
Un lato che ci ha sorpreso è che c’è chi si è preso la briga di sottotitolarlo. Ci sono stati emigranti veneti in Piemonte che mi hanno scritto perchè grazie al film si sono ricordati con affetto del dialetto polesano e di quando abitavano nel polesine e quindi del periodo della loro infanzia.
Addirittura una persona mi ha scritto da New Orleans e mi mandato un filmato di casa sua mentre guardava Nutriaman.
Le proiezioni sono sempre state fatte a Porto Viro, il primo film in una sala concessaci dal comune, gli altri due al cinema sempre nello stesso paese. Il comune ci ha sempre appoggiato: tende ad incoraggiare molto i giovani che provano a creare qualcosa di nuovo.
Ho avuto una risposta incredibile dai bambini: per loro Nutriaman esiste davvero e ad Halloween o a Carnevale vanno a cercare il costume di Nutriaman. Il negoziante qui in paese mi dice sempre che gli devo fare i costumi altrimenti i bambini piangono perchè lo vogliono! E io dico “Mi dispiace, ma di costume di Nutriaman ce n’è uno!”.
Manuel nei panni di Nutriaman era anche richiesto per le feste di compleanno, ora è da un po’ che non ci partecipa più. Nel terzo film la scena della festa in cui lui viene cacciato coi forconi non è stata ricreata, abbiamo colto l’occasione di una vera festa di compleanno e abbiamo chiesto ai partecipanti di recitare. È così che nascono le cose!

Come ti è venuta in mente l’idea del finale del secondo film?

L’idea del finale del secondo film, con la dedica alla nutria attraverso la canzone “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini, viene da un mio amico, un mio compagno di lavoro che ora sfortunatamente non c’è più. Aveva avuto l’idea vedendo le immagini. Era un ragazzo di cuore ed aveva molto intuito. È nelle cose semplici che le persone d’animo trovano degli spunti particolari. Infatti è un “Tributo alla nutria” che ci stà molto bene.
Tendo a non fare finali semplici buttati lì, cerco di “spiazzare” e tanti mi dicono che non si aspettavano un finale di un certo tipo. Per me è un complimento perchè vuol dire che sono riuscito nel mio intento, cioè fare una cosa non prevedibile, che il pubblico non si aspetta.

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Veniamo al mio personaggio preferito: il Maestro. Puoi raccontarci qualcosa circa la sua origine?

Dopo il successo di Nutriaman abbiamo realizzato il film S.F.I.G.A., che io non volevo girare, però ho accontentato la voglia di cambiamento degli altri.
In realtà stavo già “macinando” la storia del sequel perchè non volevo che Nutriaman finisse così: era troppo bello per farlo finire, bisognava creare una trilogia per dare un po’ di profondità al personaggio.
Abbiamo quindi giocato sul fatto che nel primo episodio Manuel viene morso, però non si vede da chi, quindi abbiamo inventato questa storia del maestro per mostrare che questi uomini nutria esistevano da anni nel Polesine.
In più abbiamo trovato Raffaele che ha il pregio di essere così come lo vedi, a lui il copione non lo dò neanche, gli spiego la scena e lui improvvisa. Devo riprendere due ore per avere 5 minuti buoni, ma ne vale la pena perchè è molto spontaneo e divertente. Bisognerebbe conoscerlo perchè è sicuramente il più bizzarro della compagnia!
La scena della morte, nel secondo film, siamo riusciti a registrala per un pelo! Raffaele continuava a fare battute e noi a fermarlo perchè stava arrivando il temporale. La scena così come si svolge nel film è stata inventata da lui al momento, era troppo bella per non lasciarla!
A Raffaele io tendo quindi a creare le situazioni, perchè lui è così anche in compagnia: quando usciamo assieme è sempre uno dalla battuta pronta. Avere di questi caratteristi è una fortuna!

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Le scene di combattimento sono state seguite da un esperto?

Per le scene di combattimento (in Nutriman 2 e 3) avevamo Manuele Priami, maestro di kung fu, figura indispensabile per rendere credibili le scene di combattimento.
Nel primo Nutriman la lotta l’hanno inventata Fabio (mio fratello) e Manuel in modo molto semplice: li ho portati sulla location e ho detto loro “Picchiatevi che vi riprendo”.
Dal secondo film in poi i combattimenti li ha sempre seguiti Priami e provati in pre-produzione per andare poi sicuri durante le riprese. Per gli attori non è stato tanto difficile, Fabio aveva fatto arti marziali quindi era avvantaggiato rispetto a Manuel, che nel terzo aveva la sua bella controfigura, come ogni buon attore che si rispetti! Anche perchè nel terzo le doveva prendere di santa ragione e ci voleva uno che sapesse incassare, meglio prevenire prima di trovarmi l’attore con le gambe spezzate! Nel secondo film qualche calcio l’ha preso e la scena è risultata ancora più realistica.

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Hai mai pensato di trasformare Nutriman in un fumetto?

Nutriaman in fumetto? Non ci avevo mai pensato, potrebbe essere un’idea che riscoute interesse!
Vedrei bene come disegnatore Alessandro Marafante (il creatore dei costumi) che potrebbe fare al caso. Quando ci siamo presentati per l’ideazione del secondo costume (perchè volevo un costume migliore di quello che avevo realizzato io) mi ha disegnato uno schizzo perfetto in 30 secondi.

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Il tuo essere regista è quindi solo un hobby oppure pensi un giorno di trasformarlo in lavoro?

Lo faccio per passione e basta. Temo che se diventasse una professione potrebbe perdere quel calore che riesco a dedicargli. E’ tutto nato per passione ed è giusto che rimanga così. Purtroppo i soldi complicano sempre tutto. In tutte le scene che giriamo chiedo un piacere a tutti, e vedo che la gente mi ha sempre aiutato e sono sempre stati disponibili, anche perchè è una cosa che si fa per divertire.
E’ ovvio che il cinema americano lo vediamo come irraggiungibile, ma al giorno d’oggi abbiamo la tecnologia che ci aiuta, poi sapendo scovare le persone giuste anche noi possiamo avere la nostra “piccola Hollywood”. Ci divertiamo così, restando coi piedi per terra, senza montarci la testa ma essendo contenti dei risultati ottenuti.

C’è qualche altra produzione di Taiant Pictures di cui ti va di parlarci?

L’ultimo film che abbiamo realizzato è stato Polesine Bastardo: è il tipo di film che ho sempre voluto fare, molto “tarantiniano”. È un mio esperimento perchè l’ho scritto, girato e montato come volevo per capire se era Nutriaman o la Taiant Pictures che funzionava e alle proiezioni abbiamo avuto la conferma che era la Taiant Pictures che funzionava.
Durante le proiezioni di Polesine Bastardo mi sono nascosto dietro i sedili per sentire i commenti di chi veniva al cinema e la gente era soddisfatta. Naturalmente la cosa ci ha fatto molto piacere, ci ha fatto capire che forse siamo “bravetti”.
Polesine Bastardo è una storia che si discosta molto dal solito canovaccio sui supereroi, visto che tratta di vita e problemi normali. E’ una storia che potrebbe benissimo essere vera, trattata con ironia.
La gente viene a vedere i nostri film per ridere, rilassarsi e divertirsi, poi se sono fatti bene tecnicamente tanto meglio. Il riscontro è stato quindi oltre le nostre aspettative.

Avete in programma altre produzioni?

Attualmente sto girando dei videoclip musicali, per tenermi rodato. Abbiamo cambiato la strumentazione tecnica, in vista della nuova produzione, per migliorare ancora di più la qualità video e audio. La nuova storia a cui stiamo lavorando è al momento al 50%, quindi non sono ancora sicuro della sua resa. Sarà una commedia italiana in stile Pieraccioni, ambientata nei nostri luoghi: vediamo cosa riusciamo a tirare fuori dal cappello.
Ho anche un’idea per una storia di fantascienza ma non siamo ancora pronti, dobbiamo ancora crescere tecnicamente. Comunque sarà sicuramente realizzata in prospettiva futura.

C’è qualcos’altro che desideri aggiungere a quanto detto?

Vi ringrazio per avermi dato questo spazio. Noi abbiamo trattato ironicamente il tema della nutria, però è una buona cosa che venga trattato anche in modo serio, come nel vostro documentario.
La nutria necessita di attenzione ed è un animale che a modo suo può risultare anche dolce.

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BIG (COYPU) IN JAPAN!

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Oggi parliamo di nutrie nel Sol Levante, e della Japan Coypu Interchange Association, associazione dedita a far conoscere meglio la nutria alla popolazione Giapponese.

Fondatore di questa associazione è Hiro Mon, animo sensibile e persona tenacemente convinta della natura docile ed innocua delle nutrie. Utilizzando mezzi pacifici quali tenacia e perseveranza, Hiro Mon attraverso l’associazione si prefigge lo scopo di contrastare l’idea del governo giapponese che definisce la nutria nociva.

In Giappone non esiste un censimento effettivo del coypu e l’indagine scientifica non è stata ancora completata: quindi da questo punto di vista l’avanzatissimo stato asiatico non si discosta di molto dalla nostra Italia. Uno dei pochi dati certi che si ha è che l’animale vive nei fiumi e nei laghetti dei parchi della parte ovest del paese.

L’opinione pubblica giapponese, così come i media locali, sono divisi nel giudizio sull’animale. Da questo punto di vista sono risultate importanti le due interviste tv che sono state fatte ad Hiro Mon su due reti televisive che coprono un quarto della popolazione.

Facciamo quindi gli auguri ad Hiro e alla sua associazione nella lunga e difficile strada intrapresa…

Vi invitiamo a visitare il sito web, ricco di immagini e di video molto simpatici, cui potete accedere cliccando qui:  http://japan-coypu.blogspot.jp/

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INTERNATIONAL RABBIT DAY & FRIENDS 2013

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Domenica 22 settembre siamo stati al Parco Spina Azzurra di Buccinasco (MI), ospiti dell’International Rabbit Day & Friends, iniziativa di sensibilizzazione incentrata sul mondo dei conigli e degli altri piccoli roditori, organizzata dall’Associazione Animali Esotici Onlus, in collaborazione con la Società Italiana Veterinari per Animali Esotici.

L’evento, patrocinato dal Comune di Buccinasco e dall’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano, è giunto quest’anno alla sua terza edizione e si è svolto in concomitanza con analoghe manifestazioni negli Stati Uniti (http://www.rabbit.org/hrsinfo/worldrabbitday.html).

La mattinata ha visto gli interventi di veterinari SIVAE ed esperti biologi. Un gruppo di volontari è rimasto inoltre a disposizione nell’arco dell’intera giornata per dare consigli ed informazioni in merito alla gestione e alla salute dei conigli e degli altri piccoli roditori.

Nel primo pomeriggio, dopo il buffet vegano, ha avuto luogo la “Sfilata Simpatia” condotta da Davide Cavalieri di RadioBau, cui hanno partecipato circa 37 fra conigli e cavie in braccio ai loro amici umani. La Giuria, composta da Francesca Donaggio di AAE Onlus, dal biologo e castorologo Samuele Venturini e da Stefano Ferro di “Nella Vecchia Fattoria”  ha premiato 10 partecipanti per il carattere e per la personalità.

E’ stato consegnato per la prima volta il “Premio Coniglio Bianco”, dedicato ed intitolato alla memoria del Dott. Massimo D’Acierno, medico veterinario molto vicino all’AAE Onlus e fondatore della Clinica Veterinaria Turro.

Sono stati inoltre premiati i vincitori del concorso fotografico dedicato all’International Rabbit Day 2012.

Per alcuni è stato possibile adottare direttamente animali abbandonati in carico all’associazione: conigli, cavie, criceti e anche tartarughe dalle orecchie rosse.

Ringraziamo gli organizzatori e tutti i partecipanti che si sono intrattenuti con noi per parlare di nutrie, di altre specie alloctone e di “The Invasion – A Coypumentary”.

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OPEN DAY DAGLI ZII DI WATSON

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Domenica 15 settembre abbiamo partecipato all’Open Day dagli zii di Watson, evento di presentazione del calendario 2014 dell’associazione La Voce Dei Conigli.

La manifestazione, che si è svolta a Vicenza all’interno di un bellissimo giardino privato, è stata una piacevole occasione di incontro tra appassionati di conigli e di altri piccoli roditori. Nell’arco del pomeriggio si è svolto il Mercatino Lapino Solidale ed è stato allestito un ricco buffet con merenda vegana preparata da CucinaVerde.

La voce dei conigli è un’associazione di volontariato no profit che opera principalmente in Veneto e in larga parte del nord Italia. Si occupa del recupero dei conigli abbandonati e si cura di trovare loro un’adeguata sistemazione presso nuove famiglie. Ha inoltre lo scopo di informare circa la corretta gestione del coniglio come animale da compangnia, anche mediante un sito web all’interno del quale è possibile reperire utili schede informative, corredate da foto e filmati. L’associazione si avvale altresì della collaborazione di veterinari specializzati in animali esotici.

Ringraziamo gli organizzatori e tutti i partecipanti che si sono intrattenuti con noi per parlare di nutrie, di altre specie alloctone e di “The Invasion – A Coypumentary”.

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ALICE ROSSI E IL SUO INUSUALE PERSONAGGIO ANIMATO

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Abbiamo intervistato Alice Rossi, creatrice del simpatico personaggio chiamato La Nutria.

Illustratrice ed animatrice, diplomata al Liceo Artistico Leon Battista Alberti di Firenze nel 1997 e alla Scuola Internazionale di Comics nel 1998, Alice Rossi ha alle spalle un bagaglio di esperienza di tutto rispetto.

Inizia a lavorare in uno studio d’animazione (lo Studio 4) nel 1998 e da allora collabora a lungometraggi e serie tv per vari studi, sia a Firenze che a Milano.

Tra i lungometraggi, il più conosciuto è senz’altro La Gabbianella e il Gatto, ma anche Aida degli alberi, Opopomoz e altri.

Tra le serie tv, le più note sono Winx Club, PopPixie, Corto Maltese, Cocco Bill, solo per citarne alcune, non ultima Bert & Ernie’s great adventures, interamente realizzata in plastilina.

Dal 2005 in poi si dedica anche all’illustrazione, sia in grafica digitale che utilizzando tecniche tradizionali, come ad esempio l’aerografo per immagini naturalistiche e di animali, l’acquerello, la tempera, l’acrilico.

Cura le illustrazioni di libri scolastici e di magazine per ragazzi, realizzando anche alcune strisce a fumetti.

Nel 2010 pubblica il suo primo libro autoriale San Galgano e la spada nella roccia, edito da Press e Archeos.

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Parallelamente al percorso professionale, ha partecipato a seminari di formazione ad orientamento psicoanalitico e ha svolto il Servizio Civile Volontario presso il Centro Salute Mentale Adulti della ASL 10 di Firenze. E’ stato grazie a queste esperienze che ha avuto l’occasione di progettare e condurre dei laboratori sperimentali di cartoni animati per bambini in ambito terapeutico, oltre ad altri laboratori di creatività per bambini di centri estivi e scuole elementari.

Attualmente collabora a libri per l’infanzia illustrati, a riviste per bambini nonchè alla progettazione di giochi e gadgets vari.

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Veniamo ora all’intervista, domandando ad Alice ciò che più ci preme conoscere, ovvero “la genesi” e il background del suo personaggio-nutria.

Puoi descriverci il tuo personaggio-nutria, da dove ha origine? Com’è caratterialmente?

La Nutria, solitamente disegnata con ghigno e occhiacci, nasce graficamente diversi anni fa ma era già un personaggio ricorrente nelle battute e nelle serate di un gruppo di amici, quasi un amico immaginario tramandato oralmente.

La Nutria rappresenta, in fondo, un animale simpatico nonostante le dicerie e le diffidenze generali, un “diverso” con tutto il suo fascino di discriminato, curioso quanto sconosciuto, basti pensare alla confusione che tanti facevano e fanno chiamandolo “pantegana”, “talpone” o “topone”. Così, ridendo e scherzando, era inevitabile che una sera come tante che avevo la matita in mano ci scappasse il “disegnino”.

Da lì in poi La Nutria (n.d. A. scritto proprio maiuscolo La Nutria) è stata protagonista di gag e vignette che la ritraggono apparentemente furba e malvagia ma che rivelano inevitabilmente un’indole sempliciotta e tontolona. Solitamente appare nei biglietti di compleanno di chi la conosce bene, detti banalmente Nutriauguri, e sono sempre vignette personalizzate al destinatario, solo nei casi di auguri generici come Natale, San Valentino ecc … La Nutria si presta a gag meno specifiche.

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Per realizzarlo La Nutria ti sei ispirata a qualche soggetto reale?

Inizialmente i primi disegni sono stati assolutamente di getto, senza nessun soggetto reale di riferimento.

Col tempo poi ho avuto modo di osservare spesso una famigliola di nutrie che abitavano dietro casa mia, in una tana nel Terzolle, un piccolo torrente fiorentino. Era un momento di relax per me e mio marito, succedeva spesso che uno dei due a fine giornata dicesse “Si va a vedere le nutrie?”. Per un momento avevamo anche preso in considerazione di realizzare un documentario sulle nutrie a Firenze!
Alla fine più che per il personaggio in sè, mi è stato utile osservarle per animarlo.

Quali disegni e animazioni hai realizzato con la nutria come protagonista? In quale contesto sono stati pubblicati?

La Nutria animata (se tralasciamo piccole cose non divulgate) è la protagonista del mio showreel, è lei che introduce i miei lavori con i suoi sketch.

In quanto a pubblicazioni cartacee e non, dalla sua prima apparizione in pubblico allo stadio sullo striscione “Nutrie Viola” è approdata nel 2010 al calendario dell’azienda DTM Technologies (ex Ferrari “Space Division”), che si occupa di progetti industriali e aerospaziali.

Penso che, se qualcuno arriva a volere una nutria nello spazio, le motivazioni siano da ricercare più che nel personaggio disegnato, nel fascino dell’animale in sè, che ispira quel misto di simpatia e curiosità di cui il mio personaggio costituisce una caricatura.

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Ringraziamo Alice Rossi per l’intervista e vi invitiamo a visitare il suo blog, cui potete accedere cliccando qui: http://muskatlab.blogspot.it/ e il sito web www.muskat.it

ALTRI EVENTI CON PROIEZIONE

Quest’ultima settimana il trailer è stato proiettato in due occasioni.

La prima di nuovo a Feltre (BL) la sera di lunedì 2 settembre, in occasione del 2° turno della LAVacanza 2013. Il trailer è stato proiettato in coda ad una serata informativa sulla specie nutria, tenuta dal dott. Samuele Venturini.

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Venerdì 6 settembre al Museo di Scienze Naturali di Brescia, si è svolto il convegno dal titolo “Animali Selvatici e Caccia: Leggi e Scienza per una svolta etica e civile”.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Brescia, dal Comune di Flero (BS) e dalle associazioni LAC, OIPA e ProGeco Ambiente & Natura.

Il dott. Samuele Venturini ha parlato di modalità di conservazione della biodiversità e di gestione della fauna selvatica, tenendo conto del riequilibrio fra le specie e gli habitat e fra le specie stesse. Infine ha parlato anche di specie alloctone e di metodi di contenimento, concludendo l’intervento con la proiezione del trailer di “The Invasion – A Coypumentary”.

Il secondo relatore presente era il dott. Edoardo Gandini, responsabile OIPA per i rapporti con le Istituzioni europee, nonché membro di “European Enforcement Network of Animal Welfare Lawyers and Commissioners” (network giuridico di legali europei che si occupano di benessere animale). Il dott. Gandini ha fornito una panoramica sulla legislazione europea in merito alle tematiche della tutela dell’ambiente, della caccia e della lotta al bracconaggio.

Al termine degli interventi è stato dato spazio alle domande poste dal pubblico. Non erano presenti rappresentanti dell’esercizio dell’attività venatoria, cosa che non ha reso possibile un costruttivo confronto tra le parti.

CONFERENZA ANDREA ZANONI: IL VIDEO ON-LINE

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Pubblichiamo il video della Conferenza organizzata il 5 Aprile scorso dall’europarlamentare Andrea Zanoni, dal titolo:  “Nutrie: simpatici roditori o calamità naturali?”.

Nel video trovate gli interventi dei seguenti relatori:

Andrea Zanoni – Deputato al Parlamento Europeo e vicepresidente Intergruppo per il benessere degli animali
Massimo Vitturi – Responsabile nazionale caccia e fauna LAV
Samuele Venturini – Biologo e Castorologo, esperto di Nutrie
Adriano Fragano – Responsabile di Ca (Campagne per gli animali)
Paolo Pizzati – Del CPV (Coordinamento Protezionista Veneto)

Al termine era stato proiettato in anteprima esclusiva il trailer ufficiale di “The Invasion – A Coypumentary”.

Ringraziamo nuovamente gli organizzatori e consigliamo la visione a chi volesse approfondire meglio l’argomento nutrie, in attesa dell’uscita del documentario.

WILLY, UN CASTORINO DAVVERO SPECIALE

Vi presentiamo Willy, fiero rappresentate delle nutrie di tutto il mondo:

Willy ha una storia molto particolare. La madre, gravemente ferita, era stata investita da un’auto e aveva raccolto le ultime forze per partorire. Willy è il solo sopravvissuto di un’intera cucciolata.
Quella notte di primavera una persona lo ha trovato, salvandolo così da una morte sicura. In seguito Willy è stato affidato alle cure del biologo e castorologo Samuele Venturini.
La particolare circostanza ha fatto sì che nel cucciolo di nutria si manifestasse l’imprinting verso l’uomo. Lo svezzamento si è inoltre protratto per un tempo più lungo del previsto, cosa che ha contribuito a rafforzare il legame affettivo tra Willy e Samuele. Per queste ragioni è stata presa la decisione di non immetterlo in natura, perché la sua etologia lo avrebbe esposto ad inutili rischi.
Willy è a proprio agio nell’ambiente domestico e lo scorso aprile ha compiuto 5 anni. E’ un vero pet: sa essere infatti molto affettuoso, docile, divertente e amorevole. E’ inoltre assai curioso e comunica mediante vocalizzi davvero particolari. Si nutre di ogni genere verdura, però ama anche i dolci e i biscotti secchi.
E’ da precisare che secondo la legge n. 157/92, la nutria è fauna selvatica naturalizzata quindi appartenente allo Stato Italiano, seppur di origine alloctona (proviene infatti dal Sud America). Non è consentito prelevare animali selvatici in natura, però è obbligatorio prestare recupero a individui in difficoltà: la situazione di Willy rientrava proprio in questa casistica.
Va ricordato però che le nutrie sono ritenute problematiche sia dalle Province che da molti CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), perciò il recupero di questi animali può terminare con una soppressione, talvolta ingiustificata.
Per saperne di più, continuate a seguirci!

IL TRAILER IN ANTEPRIMA

Raccogliamo in questo articolo le prime proiezioni del trailer.

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Venerdì 5 aprile si è svolta a Treviso la conferenza “Nutrie: simpatici roditori o calamità naturali?” organizzata dall’europarlamentare Andrea Zanoni.

I relatori hanno approfondito tutti gli aspetti conoscitivi, andando a ridimensionare i più diffusi luoghi comuni. Si è discusso inoltre circa le modalità di gestione della nutria ad opera delle amministrazioni pubbliche, andando anche ad illustrare nello specifico il caso della provincia di Treviso.

Al termine della conferenza è stato proiettato il trailer di “The Invasion”, con un favorevole coinvolgimento da parte del pubblico presente.

Oipa Milano 9 maggio 2013

Giovedì 9 maggio si è svolto a Milano il convegno dell’Oipa in collaborazione con il Comune di Milano dal titolo “Animali Esotici: Legislazione e Aspetti Sanitari”. E’ stata approfondita la tematica degli animali esotici e “non convenzionali”, con particolare attenzione alla normativa vigente in materia e alle corrette modalità di gestione di chi decide di ospitarne in ambito domestico. Il trailer è stato proiettato al termine dell’intervento di Samuele Venturini, biologo e castorologo, riscuotendo interesse sia tra i relatori che tra il pubblico.

Buccinasco 10 maggio 2013

Venerdì 10 maggio si è svolta a Buccinasco una conferenza organizzata dalla Banca del Tempo e dei Saperi in collaborazione con il Comune di Buccinasco e con il patrocinio della Regione Lombardia dal titolo “Il territorio, fauna e flora: Buccinasco tra terra e cielo”. Sono state analizzate le tematiche riguardanti la biodiversità, l’ecologia, le specie alloctone e la natura di Buccinasco in generale. Anche in questa occasione il trailer è stato proiettato al termine dell’intervento di Samuele Venturini, con un ottimo riscontro.

Lav Forlì Cesena 11 maggio 2013

Sabato 11 maggio siamo invece stati ospiti della LAV di Forlì-Cesena, che ha organizzato il seminario dal titolo “Impariamo a rispettare la fauna selvatica”. L’evento ci dato modo di comprendere meglio ed approfondire la conoscenza delle specie selvatiche (alloctone e non) e le normative sulla caccia. Il trailer è stato proiettato in chiusura, con attenta partecipazione e curiosità da parte del pubblico presente.

CONIGLIANDO A TUTTO PELO & FRIENDS

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Domenica 5 maggio si è svolta a Ferrara l’evento “Conigliando a tutto pelo & friends”, organizzato da AAE, associazione culturale Onlus nata con la finalità di promuovere il rispetto e l’adeguata cura di tutti gli animali esotici tenuti in cattività. Mediante l’apporto di medici veterinari iscritti alla SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici), l’AAE si adopera per fornire un’adeguata informazione ed educazione circa la tutela delle specie esotiche.

Il Conigliando, giunto alla sua undicesima edizione, è un evento di larga portata che ha come protagonisti conigli, cavie e altri piccoli roditori. Oltre ad essere una piacevole opportunità di incontro fra appassionati e curiosi provenienti da tutta Italia, il Conigliando è anche un’occasione per sensibilizzare e fornire la consulenza di veterinari specializzati.

La manifestazione ha dato spazio nella mattinata ad approfondimenti con alcuni interventi di esperti. Il pomeriggio ha invece avuto come momento principale la sfilata, un giocoso momento di aggregazione per i partecipanti e per gli animali presenti, premiati non per l’aspetto ma per il carattere e la simpatia.

Ringraziamo gli organizzatori per averci offerto l’opportunità di poter parlare di “The Invasion – A Coypumentary” in questa interessante cornice.