UNA SERATA CON THE INVASION A FORLI’

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Altro appuntamento con il nostro The Invasion – A Coypumentary sabato 8 ottobre a Forlì (FC), in via Hercolani 5, alle ore 19:30.
“Nutrie: tutta un’altra storia” sarà il primo di un ciclo di incontri organizzati da Franco Lombini e Mario Tadiello, con l’intento di approfondire la conoscenza dell’essere umano e di altre specie animali. La serata sarà interamente dedicata alla nutria.
In apertura sarà offerto un piccolo rinfresco, dopodichè alle ore 20 avrà inizio la proiezione del documentario, preceduta da una breve presentazione di Ilaria Marchini.
Seguirà un intervento di Annalisa Donati, che grazie alla sua conoscenza diretta delle nutrie spiegherà alcune caratteristiche comportamentali e abitudini quotidiane di questi animali.
Infine il veterinario Fabio Dall’Osso illustrerà quali possono essere le strategie di convivenza e come risolvere eventuali problematiche di gestione della nutria.
A conclusione della serata, si aprirà un dibattito con il pubblico e gli ospiti presenti saranno a disposizione per rispondere ad ogni dubbio o curiosità.
Per maggiori informazioni potete contattare direttamente gli organizzatori tramite la pagina facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/128063754320461/
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NUTRIA SPANK, SIAMO AMICI IO E TE

Dopo Willy, Cillo, Mariah, Céline, Myo, Maho, Kiwi… oggi vogliamo raccontarvi la storia di Vanessa e della sua amicizia speciale con Spank, una bellissima nutria albina. Si tratta di un’importante testimonianza di condivisione e di affetto, con un epilogo particolare.
Vi lasciamo alla lettura dell’intervista a Vanessa, che ringraziamo moltissimo per la disponibilità.

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Ciao Vanessa, grazie esserti resa disponibile a concederci questa intervista. Presentati pure ai nostri lettori.
Ciao a tutti, ho 45 anni, sono sposata e faccio l’impiegata amministrativa in una ditta che si occupa di recupero e lavorazione per il riutilizzo di rifiuti non pericolosi. Fin da piccola ho sempre avuto una passione smodata per gli animali, che con il passare degli anni si è trasformata in un vero e proprio stile di vita che mi ha portato ad averne tanti, circa una quarantina, la maggior parte roditori di cui sono innamorata, parecchi dei quali adottati da abbandoni o rinunce di proprietà.
Oltre al piacere di godere della loro compagnia e dell’immenso affetto che questi animali sanno dare, la mia è una vera e propria curiosità di capire come gestiscono il rapporto con noi, loro che sono definiti animali insoliti da compagnia, ma che non sono inferiori ai più classici cani e gatti. Tutto questo nel loro più assoluto rispetto e attenzione alle loro esigenze : proprio per questo loro vivono quasi sempre liberi in casa e in habitat che io e mio marito abbiamo creato per loro, proprio per il fatto che non riusciamo, se non in casi di necessità, a vederli rinchiusi in piccole gabbie.

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Come è stato il tuo primo incontro con Spank? Come ti sei convinta ad adottarlo? Era un cucciolo quando l’hai portato a casa?
La passione per le nutrie è nata anni fa, grazie a una coppia fantastica che voi conoscete molto meglio di me. Si tratta del famoso ‘castorologo’ Samuele Venturini e di Willy, la nutria che in seguito alla morte della sua mamma è stata allevata sin da piccolissima da Samuele ed è diventata a tutti gli effetti una nutria da compagnia. Ho quindi fatto diverse ricerche per anni sulle nutrie e tante domande a Samuele perché il mio sogno era di averne una, scoprendo diverse cose tra cui che in sudamerica sono molto diffuse nelle case delle persone come animali domestici. Così una volta sposati e trasferiti in campagna, mi sono messa alla ricerca della mia nutria!
Finché un bel giorno ho visto un post su Facebook di un allevatore di varie specie del centro Italia dove si vedeva una foto di un gruppetto di piccole nutrie in vendita: nonostante lo scetticismo di mio marito ho deciso di acquistarne una (tengo a precisare che allora non sapevo che ci sono associazioni che le danno in adozione). Ed è stato così che nel maggio del 2015, dopo un lungo viaggio da Roma a Piacenza, è arrivato Spank, cucciolo di due mesi e io ancora non ci credevo dalla felicità!

03 07Com’è stata l’esperienza di curare e veder crescere Spank? Era affettuoso?
I primi giorni con Spank sono stati un trauma sia per lui che per noi…… Era spaventatissimo e faceva dei suoni tipo lamenti e ringhi e soffi appena ci avvicinavano più del dovuto…. Dopo un po’ di tempo abbiamo scoperto il segreto per tranquillizzarlo….. Le carote! Così ha cominciato a prendere le carote dalle nostre mani e giorno dopo giorno la paura passava e si faceva un piccolo passo avanti… Non nascondo che i primi periodi sono stati duri… Ho passato tanto tempo con lui ma non mi sono mai pentita perché vedevo ogni giorno un piccolo miglioramento nel nostro percorso di socializzazione…. E sapevo che sarebbe diventato quello che adesso è: un intelligentissimo coccolone e giocherellone….

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So che hai anche altri animali. Spank andava d’accordo con loro?
Con tutti gli altri componenti della nostra numerosa famiglia non ha avuto nessun problema di socializzazione, non ha mai mostrato segni di aggressività verso nessuno, dal più piccolo al più grande. Le scene più dolci e che mi strappano ancora un sorriso erano vedere giocare Spank con la nostra cagnolina, Dafne, tra inseguimenti e corse a perdifiato…

 

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So che recentemente hai scelto di portare Spank in un’area protetta, dove può continuare la sua vita con altre nutrie, all’aperto e in semi-libertà. Per te è stata una scelta difficile e sofferta, però l’hai fatto per il suo bene. Puoi raccontarci qualcosa di più? Come sta ora Spank?
Con il passare dei mesi Spank è cresciuto fino a raggiungere quasi i 10 chili e diventando sempre più attaccato a me. Quando rientravo da una giornata in ufficio lui mi richiamava raspando con le zampe e mordendo il cancello della stanza dove lui stava rinchiuso quando noi eravamo fuori.. Così dovevo correre a portargli coccole e cibo! Con il passare del tempo, mi affezionavo sempre di più ma allo stesso tempo ho cominciato a chiedermi se stavo facendo la cosa giusta tenendolo rinchiuso tutto il giorno in una stanza e facendogli fare il bagno, di cui loro hanno un bisogno quotidiano, in una bacinella che diveniva sempre più piccola man mano che lui cresceva. Noi abbiamo un piccolo cortile con giardino, però io non mi sono mai fidata a costruirgli un habitat esterno, sia per paura che fuggisse dato che le nutrie sono abili scavatori e arrampicatori, sia per paura che qualcuno venisse volontariamente a fargli del male, vista l’opinione che la stragrande maggioranza delle persone ha di questi animali….
Così, quasi per curiosità e per nulla convinta di quello che stavo facendo, ho cominciato a fare ricerche su strutture idonee dove Spank avrebbe potuto vivere in uno stato di semilibertà, ma protetto da ogni pericolo e dalla cattiveria delle persone, anche nell’eventualità di portarlo in pensione nel caso in cui per qualsiasi motivo avessimo dovuto assentarci da casa. Così, dopo varie ricerche e dopo mesi, quasi per caso ho scoperto una fattoria didattica non troppo distante da casa nostra, dove ci sono tanti animali, tanto verde, ma soprattutto un laghetto fantastico dove vive un’altra numerosa famiglia di nutrie! E inoltre i proprietari di questo paradiso sono persone innamorate di questi fantastici animali, proprio come me. Già dal primo colloquio telefonico con loro e dal loro entusiasmo ho capito che poteva essere un luogo adatto a Spank. Abbiamo così deciso di andare la settimana dopo a vederlo personalmente, e sia io che mio marito ci siamo letteralmente innamorati del posto… Non vi dico le settimane successive che indecisione, che ansia e che dolore dovere prendere una decisione così importante…. Lo portiamo o lo teniamo con noi?

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C’è qualche episodio particolare della tua vita con Spank che desideri raccontarci?
C’è stato un episodio che mi ha fatto prendere in un istante la decisione definitiva…. Siccome abbiamo un’unica vasca da bagno con il piccolo lusso di essere anche idromassaggio e quindi piuttosto grande, un pomeriggio ho deciso di provare a fargli fare il consueto bagnetto nella nostra vasca (nella quale avevo il divieto assoluto da parte di mio marito di far nuotare Spank!). Osservandolo mi sono resa conto dal suo entusiasmo e dalla sua agilità in acqua, le nutrie sono animali nati per nuotare e non potevo continuare a fargli fare il bagno in una bacinella o in una piscinetta. Così la decisione è venuta da sé e appena dopo Pasqua abbiamo portato il nostro Spank in ‘villeggiatura’.
Mio marito non sa ancora come ho preso la decisione, ora lo leggerà e saranno guai! Vi confesso che dover tornare a casa senza di lui è stato un conflitto di sentimenti pazzesco: da una parte dolore come per la perdita di un familiare, dall’altra sollievo per avergli dato una vita migliore. Con i nuovi ‘genitori’ di Spank ci sentiamo regolarmente e dopo il primo periodo di normale spaesamento per il cambio di ambiente, ora mi dicono che ogni giorno si ambienta di più e si gode i bagni di acqua e di sole insieme ai suoi simili. Andrò a trovarlo presto, appena sarò in grado di rivederlo senza piangere, e poi lo faremo regolarmente come si fa con i parenti più stretti, perché lui è rimasto uno di famiglia!

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Vuoi lasciare un messaggio ai lettori del nostro blog?
Vorrei far capire a tutti i lettori e al resto del mondo che i pregiudizi che ci sono sulle nutrie sono tutti infondati. Non sono aggressive, non sono devastatrici, non sono portatrici di chissà quali malattie, al contrario sono animali straordinari, docili, intelligenti come pochi e possono essere ottimi animali domestici, ma solo se si ha un ambiente idoneo dove farli vivere che non siano solo ed esclusivamente le mura di una casa… Il flagello della natura non sono le nutrie, bensì l’inquinamento, la deforestazione, e tutti i disastri simili di cui solo l’uomo è responsabile, quindi difendiamole, proteggiamole e amiamole!
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THE INVASION CON “I WANT THE BEARS FREE”

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Venerdì sera 12 febbraio si è svolto l’evento “I WANT THE BEARS FREE”, organizzato da Oipa Verona.
Al Blocco Music Hall è stato tempo di musica nel nome dell’orsa Daniza con la band ILNERO, guidata da Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba dal 1999 al 2006.
Durante la serata, fatta di ottimo cibo vegano e di corroborante musica, la regista Ilaria Marchini è intervenuta parlando del documentario The Invasion – A Coypumentary al pubblico presente.

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Ringraziamo Alessandro, Susanna e gli altri volontari di Oipa Verona per lo spazio che ci hanno concesso e speriamo di essere ancora loro ospiti in futuro.
Ricordiamo che su Produzioni Dal Basso i ragazzi di “I Want the bears free” hanno aperto una raccolta fondi per l’organizzazione delle prossime serate. Se volete contribuire il link è il seguente: https://www.produzionidalbasso.com/project/i-want-the-bears-free

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A MANTOVA, SALA PIENA PER THE INVASION

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Una sala gremita di gente ha accolto, lo scorso mercoledì 10 febbraio al cinema Mignon di Mantova, la proiezione del nostro documentario The Invasion – A Coypumentary.
La serata, presentata dal giornalista Nicola Artoni, è iniziata con le relazioni di alcuni esponenti che quotidianamente si confrontano con i cittadini in cerca di risposte concrete ai problemi gestionali delle nutrie.
I consiglieri provinciale Franco Tiana e regionale Andrea Fiasconaro hanno esposto i dettami normativi ed amministrativi di riferimento, che in meno di due anni hanno registrato profondi cambiamenti. L’ultimo dei quali è stato l’approvazione del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità, che ha riportato la gestione delle nutrie all’interno dei parametri fissati dalla normativa nazionale, dalla quale la nutria era stata esclusa a luglio 2014.
Massimo Vitturi, responsabile nazionale del settore Animali selvatici della Lav, ha delineato il quadro che ha portato alla presenza delle nutrie – animali alloctoni – sul territorio nazionale. Gli animali, di origine sudamericana, sono stati infatti importati in Italia allo scopo di utilizzarli nell’industria della pellicceria: se una responsabilità deve quindi essere individuata, è agli allevatori e ai pellicciai che ci si dovrebbe rivolgere, anche chiedendo che si facciano carico delle spese.
Infine il geologo Daniele De Togni ha illustrato la tecnologia delle reti di difesa arginale, quale sistema estremamente efficace per prevenire i danni provocati dalle nutrie lungo le sponde maggiormente esposte al rischio.

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E’ inziata poi la proiezione del documentario, cui il pubblico in sala ha assistito con vivo interesse, tanto che alla fine le domande si sono susseguite ben oltre l’orario previsto per la chiusura dell’evento. Molti gli agricoltori che, estremamente frustrati dall’incertezza determinata dalle altalenanti scelte politiche, hanno espresso il loro malcontento chiedendo concrete soluzioni ai problemi determinati dalla presenza delle nutrie. E’ emersa in particolare la necessità di costruire dei tavoli di confronto tra la politica ed i portatori di interesse, allo scopo di individuare soluzioni concrete e condivise. Molto interessante l’intervento in sala di un agricoltore che ha raccontato di aver individuato una soluzione incruenta ed efficace per garantire la solidità degli argini che fanno da confine ai suoi terreni: anzichè aspettare l’intervento degli enti preposti – ha raccontato – è sufficiente dotarsi di una pala meccanica e semplicemente riassettare le zone dove gli animali hanno scavato le loro tane. Questo garantisce l’allontanamento degli animali e la garanzia di non subire danni per un periodo di tre anni: una soluzione decisamente efficace ed economica.

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La Lav, in chiusura della serata, ha riportato il tema della gestione delle nutrie all’interno di un più complesso sistema di gestione delle popolazioni di animali selvatici. Un sistema che ancora oggi si basa su piani di abbattimento degli animali attuati dai cacciatori, ma che negli anni ha dimostrato tutta la sua inefficacia. “E’ ora che le amministrazioni cambino prospettiva – ha detto la Lav – i metodi  che si basano sull’incremento della mortalità degli animali hanno dimostrato chiaramente la loro inefficacia, è necessario ripensare il sistema basandolo sul contenimento della natalità”. Un approccio già utilizzato con successo da decenni nel nord degli Stati Uniti che, utilizzando uno specifico vaccino, consente di rendere sterili le femmine dei mammiferi per un periodo di tre-cinque anni.“E’ tempo che le amministrazioni contribuiscano concretamente allo sviluppo di metodologie analoghe – ha concluso la Lav – che consentirebbero finalmente di raggiungere una soluzione efficace, economica ed incruenta, a qualsiasi problema determinato dalle relazioni tra i normali processi eto-biologici degli animali selvatici e gli interessi economici di alcune categorie di cittadini”.
Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti, rendendo questa serata un’importante occasione di incontro e di scambio di opinioni. Un sentito ringraziamento anche a Lav Mantova per la preziosa collaborazione nell’organizzare l’evento e al Cinema Mignon per l’ospitalità.

ORSI, NUTRIE E ROCK’N’ROLL

12661811_783768345061906_8400731639236334617_nVenerdì 12 febbraio saremo ospiti dell’evento “I WANT THE BEARS FREE” che si svolgerà presso Il Blocco Music Hall di San Giovanni Lupatoto (VR).
Il programma prevede in apertura (ore 19:30) un rinfresco vegan a cura della veg chef e delegata di Oipa Verona Susanna Salaorni.
A seguire verrà proiettato il trailer del nostro “The Invasion – A Coypumentary”, che sarà presentato dalla regista Ilaria Marchini.
Infine, verso le 22, arriverà il grande rock’n’roll di Cabo (Gianluigi Cavallo), ex cantante dei Litfiba ed oggi alla guida della fantastica band Il Nero.
Durante la serata avremo un nostro piccolo spazio informativo, se siete in zona vi aspettiamo!

THE INVASION A MANTOVA

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Mercoledì 10 febbraio 2016, a partire dalle ore 20,30 presso il Cinema Mignon (via Benzoni 22, Mantova) si terrà una serata  interamente dedicata alla “questione nutria”.
Verrà presentato per la prima volta nella provincia mantovana il nostro The Invasion – A Coypumentary.
L’evento, che sarà ad ingresso gratuito, è organizzato da LAV Mantova in collaborazione con Silos Production, al fine di creare un’occasione di approfondimento e di dialogo sul tema in oggetto.
“The Invasion” è un documentario che introduce il tema delle specie alloctone, animali “alieni” che vivono vicino a noi: piccoli e grandi stranieri che si sono adattati a vivere lontano dal loro ambiente di origine, definiti “invasivi” anche se la loro presenza nel nostro territorio è stata causata dall’uomo. Quali sono le ripercussioni che queste specie possono avere sulla biodiversità e sugli ecosistemi? In che modo l’uomo le percepisce e vi si pone in relazione?
Il documentario, in modo imparziale ed analitico, cerca una risposta a queste domande andando ad approfondire proprio il caso della nutria (Myocastor Coypus): attraverso l’apporto degli esperti, “The Invasion” punta alla diffusione di una corretta conoscenza di questo animale. La nutria è infatti un animale odiato, temuto, talvolta anche amato, oggetto di infinite discussioni nonchè di fantasiose leggende metropolitane.
“The Invasion” è anche un’inchiesta che tratta le problematiche derivanti dall’elevato numero di nutrie presenti nel nostro territorio, le modalità di gestione applicate nel corso degli ultimi due decenni, i relativi costi, i risultati ottenuti e le possibili soluzioni ecologiche.
Saranno ospiti dell’evento:
Andrea Fiasconaro, Consigliere della Regione Lombardia, che fornirà uno sguardo sulla normativa regionale e situazione attuale.
Franco Tiana, Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Mantova, che parlerà degli interventi effettuati e delle proposte presentate in ambito provinciale.
Massimo Vitturi, Responsabile Nazionale LAV settore Caccia e fauna selvatica, che parlerà di Specie alloctone e del caso della “nutria espiatoria”.
Daniele De Togni, geologo, esperto in problematiche di difesa del suolo,  che illustrerà l’applicazione della rete metallica a doppia torsione per il controllo della diffusione della nutria lungo le sponde arginali. Condurrà Nicola Artoni, giornalista.
Dopo la proiezione verrà dato spazio alle domande che il pubblico vorrà rivolgere alla regista del documentario e ai relatori.
Seguirà un piccolo rinfresco.

Per informazioni scriveteci a info@theinvasion.it

LA STORIA DI NATASCIA E DI KIWI LA NUTRIA

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Fino a non molti anni fa, chi mai avrebbe creduto che una nutria potesse diventare un animale da compagnia? Molti di voi già hanno conosciuto, anche attraverso il nostro sito e la nostra pagina facebook, le storie di Willy il castorino, di Mariah, di Cillo, di Myo, di Maho… e di altre nutrie che hanno vissuto a stretto contatto con coloro che le hanno salvate e che in seguito se ne sono presi cura. In Sardegna però ancora non era stato documentato alcun un caso di questo genere.
Oggi vogliamo raccontarvi la storia eccezionale della piccola nutria Kiwi e della sua salvatrice Natascia. Una storia che ha conquistato il web e che si è purtroppo conclusa il 9 dicembre scorso a causa di un tragico incidente.
Abbiamo intervistato Natascia, ed ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Natascia, grazie per averci dato la disponibilità a rispondere a questa intervista.
In quali circostanze hai trovato Kiwi?

Ho trovato Kiwi tramite la pagina facebook La Cricca di Molentargius… una ragazza l’aveva trovata abbandonata in un parcheggio, quindi l’aveva presa e portata a casa. L’ho contattata di lunedì, lei abita a Musei (vicino a Inglesias), mi ha detto che sarebbe potuta venire a Quartu per portarmi la piccola solo il sabato successivo. Alla fine non ho potuto aspettare e sono salita io da lei già il martedì.

Come è stato il tuo primo incontro con lei?

E’ stato amore a prima vista, era una piccola pallina di 10 cm al massimo, la ragazza che me l’ha consegnata la teneva dentro una scatola. Io l’ho presa dalla scatola ho pensato di chiamarla Kiwi.
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Si è adattata bene alla vita domestica? Andava d’accordo con gli altri animali?

Kiwi subito si è adattata alla vita domestica, mi seguiva sempre e sapeva come farsi capire. Mi tirava il pigiama per avere la sua colazione, quando voleva essere presa in braccio si metteva in piedi su due zampe. Poi l’ho inserita poco alla volta anche nella vita dei miei cani, non l’hanno accettata subito, ma piano piano si sono abituati alla sua presenza. Alla fine mangiavano anche assieme.

Com’è stato averla in famiglia? Era affettuosa?

Kiwi era un’amore, si faceva amare da tutti essendo la piccola e “la diversa” della famiglia. Era la mia ombra, difficile che io riuscissi a stare senza di lei: dormiva a fianco al mio letto, senza di me non andava da nessuna parte.

Kiwi era abituata anche a viaggiare con te?

Kiwi ha sempre amato la macchina, era curiosa nei confronti di tutto quello che non conosceva e non aveva per niente paura. In macchina stava sempre in braccio e voleva il finestrino aperto per tenere fuori la testa e guardare il paesaggio.

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Grazie alle foto sulla pagina facebook Kiwi la nutria di Quartu, hai avuto modo mostrare le nutrie in un’accezione positiva e diversa da ciò che si legge sui giornali. Ci sono stati problemi o la maggior parte delle persone hanno scritto commenti positivi?

Molta gente scettica, seguendo la pagina facebook di Kiwi si è ricreduta sulle nutrie. Almeno il 99% delle persone che seguono la pagina hanno cambiato idea. Prima vedevano le nutrie come topi giganti pericolosi e dannosi… con il passare del tempo si sono ricreduti e mi sono stati molto vicini anche quando Kiwi è venuta a mancare.

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C’è qualche episodio o qualche aneddoto della tua vita con Kiwi che desideri raccontarci?

Un giorno sono stata invitata in un pub. La padrona del locale seguiva sempre la pagina facebook di Kiwi e mi ha chiesto di fargliela conoscere: il marito di questa signora aveva la fobia, quasi sveniva al pensiero che avrei portato lì una nutria! Quando l’ha vista, ha iniziato subito a coccolarla e dopo 5 minuti che la teneva in braccio, non me la voleva più ridare! L’ha tenuta in braccio e lei poi si è addormentata… poi però quando si è svegliata mi cercava: Kiwi era e rimane la mia piccolina.
Quest’anno è stato un anno davvero brutto, ho perso i cuccioli del mio cane a causa della gastrointerite. Kiwi mi stava vicina quando facevo le notti in bianco per stare accanto ai cuccioli, non mi lasciava mai sola, sentiva che stavo soffrendo. La sua presenza mi è stata tanto di aiuto in quel momento.

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Ho visto che dopo la scomparsa di Kiwi, hai adottato un altro cucciolo. Vuoi dirci qualcosa di lui?

Dopo la perdita di Kiwi ero (e sono tutt’ora) veramente a pezzi. Io e il mio compagno avevamo già deciso di prendere un’altra nutria che facesse compagnia a Kiwi. Quando purtroppo è venuta a mancare, abbiamo chiesto un incontro con le persone che hanno trovato Minù… che poi si è rivelata essere un maschio e ora si chiama Leo. Quando l’ho visto sono scoppiata a piangere, mi ricordava tanto Kiwi e subito non lo volevo, il dolore era ed è troppo forte. Poi ho capito che aveva bisogno di qualcuno che potesse prendersene cura, avendo problemi alle zampe posteriori e alla spina dorsale. Ora vive con me a casa… non è Kiwi e non prenderà mai il suo posto, però mi sto affezionando a lui piano piano.

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C’è un messaggio che vorresti lasciare ai lettori del nostro blog?

Le nutrie sono animali fantastici. Se fanno danni è perché hanno bisogno anche loro di vivere. Se si mostrano aggressive è perché qualcuno le minaccia o minaccia i loro piccoli (tutte le mamme vedendo il proprio piccolo minacciato corrono a proteggerlo). In molte regioni è consentito l’abbattimento di questi animali … perché invece di farne una strage non mettono l’obbligo a tutti i contadini di recitare il proprio terreno? In questo modo le nutrie non entrerebbero e non farebbero danni. Rispettate ciò che madre natura ha creato! Il problema del mondo non sono gli animali, ricordiamo che noi uomini siamo ospiti qui, lasciamo in pace ciò che madre natura ha creato!

Ringraziamo Natascia per averci rilasciato questa intervista e vi invitiamo a continuare a seguire la pagina di Kiwi la nutria di Quartu.

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