NUTRIA SPANK, SIAMO AMICI IO E TE

Dopo Willy, Cillo, Mariah, Céline, Myo, Maho, Kiwi… oggi vogliamo raccontarvi la storia di Vanessa e della sua amicizia speciale con Spank, una bellissima nutria albina. Si tratta di un’importante testimonianza di condivisione e di affetto, con un epilogo particolare.
Vi lasciamo alla lettura dell’intervista a Vanessa, che ringraziamo moltissimo per la disponibilità.

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Ciao Vanessa, grazie esserti resa disponibile a concederci questa intervista. Presentati pure ai nostri lettori.
Ciao a tutti, ho 45 anni, sono sposata e faccio l’impiegata amministrativa in una ditta che si occupa di recupero e lavorazione per il riutilizzo di rifiuti non pericolosi. Fin da piccola ho sempre avuto una passione smodata per gli animali, che con il passare degli anni si è trasformata in un vero e proprio stile di vita che mi ha portato ad averne tanti, circa una quarantina, la maggior parte roditori di cui sono innamorata, parecchi dei quali adottati da abbandoni o rinunce di proprietà.
Oltre al piacere di godere della loro compagnia e dell’immenso affetto che questi animali sanno dare, la mia è una vera e propria curiosità di capire come gestiscono il rapporto con noi, loro che sono definiti animali insoliti da compagnia, ma che non sono inferiori ai più classici cani e gatti. Tutto questo nel loro più assoluto rispetto e attenzione alle loro esigenze : proprio per questo loro vivono quasi sempre liberi in casa e in habitat che io e mio marito abbiamo creato per loro, proprio per il fatto che non riusciamo, se non in casi di necessità, a vederli rinchiusi in piccole gabbie.

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Come è stato il tuo primo incontro con Spank? Come ti sei convinta ad adottarlo? Era un cucciolo quando l’hai portato a casa?
La passione per le nutrie è nata anni fa, grazie a una coppia fantastica che voi conoscete molto meglio di me. Si tratta del famoso ‘castorologo’ Samuele Venturini e di Willy, la nutria che in seguito alla morte della sua mamma è stata allevata sin da piccolissima da Samuele ed è diventata a tutti gli effetti una nutria da compagnia. Ho quindi fatto diverse ricerche per anni sulle nutrie e tante domande a Samuele perché il mio sogno era di averne una, scoprendo diverse cose tra cui che in sudamerica sono molto diffuse nelle case delle persone come animali domestici. Così una volta sposati e trasferiti in campagna, mi sono messa alla ricerca della mia nutria!
Finché un bel giorno ho visto un post su Facebook di un allevatore di varie specie del centro Italia dove si vedeva una foto di un gruppetto di piccole nutrie in vendita: nonostante lo scetticismo di mio marito ho deciso di acquistarne una (tengo a precisare che allora non sapevo che ci sono associazioni che le danno in adozione). Ed è stato così che nel maggio del 2015, dopo un lungo viaggio da Roma a Piacenza, è arrivato Spank, cucciolo di due mesi e io ancora non ci credevo dalla felicità!

03 07Com’è stata l’esperienza di curare e veder crescere Spank? Era affettuoso?
I primi giorni con Spank sono stati un trauma sia per lui che per noi…… Era spaventatissimo e faceva dei suoni tipo lamenti e ringhi e soffi appena ci avvicinavano più del dovuto…. Dopo un po’ di tempo abbiamo scoperto il segreto per tranquillizzarlo….. Le carote! Così ha cominciato a prendere le carote dalle nostre mani e giorno dopo giorno la paura passava e si faceva un piccolo passo avanti… Non nascondo che i primi periodi sono stati duri… Ho passato tanto tempo con lui ma non mi sono mai pentita perché vedevo ogni giorno un piccolo miglioramento nel nostro percorso di socializzazione…. E sapevo che sarebbe diventato quello che adesso è: un intelligentissimo coccolone e giocherellone….

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So che hai anche altri animali. Spank andava d’accordo con loro?
Con tutti gli altri componenti della nostra numerosa famiglia non ha avuto nessun problema di socializzazione, non ha mai mostrato segni di aggressività verso nessuno, dal più piccolo al più grande. Le scene più dolci e che mi strappano ancora un sorriso erano vedere giocare Spank con la nostra cagnolina, Dafne, tra inseguimenti e corse a perdifiato…

 

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So che recentemente hai scelto di portare Spank in un’area protetta, dove può continuare la sua vita con altre nutrie, all’aperto e in semi-libertà. Per te è stata una scelta difficile e sofferta, però l’hai fatto per il suo bene. Puoi raccontarci qualcosa di più? Come sta ora Spank?
Con il passare dei mesi Spank è cresciuto fino a raggiungere quasi i 10 chili e diventando sempre più attaccato a me. Quando rientravo da una giornata in ufficio lui mi richiamava raspando con le zampe e mordendo il cancello della stanza dove lui stava rinchiuso quando noi eravamo fuori.. Così dovevo correre a portargli coccole e cibo! Con il passare del tempo, mi affezionavo sempre di più ma allo stesso tempo ho cominciato a chiedermi se stavo facendo la cosa giusta tenendolo rinchiuso tutto il giorno in una stanza e facendogli fare il bagno, di cui loro hanno un bisogno quotidiano, in una bacinella che diveniva sempre più piccola man mano che lui cresceva. Noi abbiamo un piccolo cortile con giardino, però io non mi sono mai fidata a costruirgli un habitat esterno, sia per paura che fuggisse dato che le nutrie sono abili scavatori e arrampicatori, sia per paura che qualcuno venisse volontariamente a fargli del male, vista l’opinione che la stragrande maggioranza delle persone ha di questi animali….
Così, quasi per curiosità e per nulla convinta di quello che stavo facendo, ho cominciato a fare ricerche su strutture idonee dove Spank avrebbe potuto vivere in uno stato di semilibertà, ma protetto da ogni pericolo e dalla cattiveria delle persone, anche nell’eventualità di portarlo in pensione nel caso in cui per qualsiasi motivo avessimo dovuto assentarci da casa. Così, dopo varie ricerche e dopo mesi, quasi per caso ho scoperto una fattoria didattica non troppo distante da casa nostra, dove ci sono tanti animali, tanto verde, ma soprattutto un laghetto fantastico dove vive un’altra numerosa famiglia di nutrie! E inoltre i proprietari di questo paradiso sono persone innamorate di questi fantastici animali, proprio come me. Già dal primo colloquio telefonico con loro e dal loro entusiasmo ho capito che poteva essere un luogo adatto a Spank. Abbiamo così deciso di andare la settimana dopo a vederlo personalmente, e sia io che mio marito ci siamo letteralmente innamorati del posto… Non vi dico le settimane successive che indecisione, che ansia e che dolore dovere prendere una decisione così importante…. Lo portiamo o lo teniamo con noi?

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C’è qualche episodio particolare della tua vita con Spank che desideri raccontarci?
C’è stato un episodio che mi ha fatto prendere in un istante la decisione definitiva…. Siccome abbiamo un’unica vasca da bagno con il piccolo lusso di essere anche idromassaggio e quindi piuttosto grande, un pomeriggio ho deciso di provare a fargli fare il consueto bagnetto nella nostra vasca (nella quale avevo il divieto assoluto da parte di mio marito di far nuotare Spank!). Osservandolo mi sono resa conto dal suo entusiasmo e dalla sua agilità in acqua, le nutrie sono animali nati per nuotare e non potevo continuare a fargli fare il bagno in una bacinella o in una piscinetta. Così la decisione è venuta da sé e appena dopo Pasqua abbiamo portato il nostro Spank in ‘villeggiatura’.
Mio marito non sa ancora come ho preso la decisione, ora lo leggerà e saranno guai! Vi confesso che dover tornare a casa senza di lui è stato un conflitto di sentimenti pazzesco: da una parte dolore come per la perdita di un familiare, dall’altra sollievo per avergli dato una vita migliore. Con i nuovi ‘genitori’ di Spank ci sentiamo regolarmente e dopo il primo periodo di normale spaesamento per il cambio di ambiente, ora mi dicono che ogni giorno si ambienta di più e si gode i bagni di acqua e di sole insieme ai suoi simili. Andrò a trovarlo presto, appena sarò in grado di rivederlo senza piangere, e poi lo faremo regolarmente come si fa con i parenti più stretti, perché lui è rimasto uno di famiglia!

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Vuoi lasciare un messaggio ai lettori del nostro blog?
Vorrei far capire a tutti i lettori e al resto del mondo che i pregiudizi che ci sono sulle nutrie sono tutti infondati. Non sono aggressive, non sono devastatrici, non sono portatrici di chissà quali malattie, al contrario sono animali straordinari, docili, intelligenti come pochi e possono essere ottimi animali domestici, ma solo se si ha un ambiente idoneo dove farli vivere che non siano solo ed esclusivamente le mura di una casa… Il flagello della natura non sono le nutrie, bensì l’inquinamento, la deforestazione, e tutti i disastri simili di cui solo l’uomo è responsabile, quindi difendiamole, proteggiamole e amiamole!
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LA STORIA DI NATASCIA E DI KIWI LA NUTRIA

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Fino a non molti anni fa, chi mai avrebbe creduto che una nutria potesse diventare un animale da compagnia? Molti di voi già hanno conosciuto, anche attraverso il nostro sito e la nostra pagina facebook, le storie di Willy il castorino, di Mariah, di Cillo, di Myo, di Maho… e di altre nutrie che hanno vissuto a stretto contatto con coloro che le hanno salvate e che in seguito se ne sono presi cura. In Sardegna però ancora non era stato documentato alcun un caso di questo genere.
Oggi vogliamo raccontarvi la storia eccezionale della piccola nutria Kiwi e della sua salvatrice Natascia. Una storia che ha conquistato il web e che si è purtroppo conclusa il 9 dicembre scorso a causa di un tragico incidente.
Abbiamo intervistato Natascia, ed ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Natascia, grazie per averci dato la disponibilità a rispondere a questa intervista.
In quali circostanze hai trovato Kiwi?

Ho trovato Kiwi tramite la pagina facebook La Cricca di Molentargius… una ragazza l’aveva trovata abbandonata in un parcheggio, quindi l’aveva presa e portata a casa. L’ho contattata di lunedì, lei abita a Musei (vicino a Inglesias), mi ha detto che sarebbe potuta venire a Quartu per portarmi la piccola solo il sabato successivo. Alla fine non ho potuto aspettare e sono salita io da lei già il martedì.

Come è stato il tuo primo incontro con lei?

E’ stato amore a prima vista, era una piccola pallina di 10 cm al massimo, la ragazza che me l’ha consegnata la teneva dentro una scatola. Io l’ho presa dalla scatola ho pensato di chiamarla Kiwi.
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Si è adattata bene alla vita domestica? Andava d’accordo con gli altri animali?

Kiwi subito si è adattata alla vita domestica, mi seguiva sempre e sapeva come farsi capire. Mi tirava il pigiama per avere la sua colazione, quando voleva essere presa in braccio si metteva in piedi su due zampe. Poi l’ho inserita poco alla volta anche nella vita dei miei cani, non l’hanno accettata subito, ma piano piano si sono abituati alla sua presenza. Alla fine mangiavano anche assieme.

Com’è stato averla in famiglia? Era affettuosa?

Kiwi era un’amore, si faceva amare da tutti essendo la piccola e “la diversa” della famiglia. Era la mia ombra, difficile che io riuscissi a stare senza di lei: dormiva a fianco al mio letto, senza di me non andava da nessuna parte.

Kiwi era abituata anche a viaggiare con te?

Kiwi ha sempre amato la macchina, era curiosa nei confronti di tutto quello che non conosceva e non aveva per niente paura. In macchina stava sempre in braccio e voleva il finestrino aperto per tenere fuori la testa e guardare il paesaggio.

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Grazie alle foto sulla pagina facebook Kiwi la nutria di Quartu, hai avuto modo mostrare le nutrie in un’accezione positiva e diversa da ciò che si legge sui giornali. Ci sono stati problemi o la maggior parte delle persone hanno scritto commenti positivi?

Molta gente scettica, seguendo la pagina facebook di Kiwi si è ricreduta sulle nutrie. Almeno il 99% delle persone che seguono la pagina hanno cambiato idea. Prima vedevano le nutrie come topi giganti pericolosi e dannosi… con il passare del tempo si sono ricreduti e mi sono stati molto vicini anche quando Kiwi è venuta a mancare.

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C’è qualche episodio o qualche aneddoto della tua vita con Kiwi che desideri raccontarci?

Un giorno sono stata invitata in un pub. La padrona del locale seguiva sempre la pagina facebook di Kiwi e mi ha chiesto di fargliela conoscere: il marito di questa signora aveva la fobia, quasi sveniva al pensiero che avrei portato lì una nutria! Quando l’ha vista, ha iniziato subito a coccolarla e dopo 5 minuti che la teneva in braccio, non me la voleva più ridare! L’ha tenuta in braccio e lei poi si è addormentata… poi però quando si è svegliata mi cercava: Kiwi era e rimane la mia piccolina.
Quest’anno è stato un anno davvero brutto, ho perso i cuccioli del mio cane a causa della gastrointerite. Kiwi mi stava vicina quando facevo le notti in bianco per stare accanto ai cuccioli, non mi lasciava mai sola, sentiva che stavo soffrendo. La sua presenza mi è stata tanto di aiuto in quel momento.

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Ho visto che dopo la scomparsa di Kiwi, hai adottato un altro cucciolo. Vuoi dirci qualcosa di lui?

Dopo la perdita di Kiwi ero (e sono tutt’ora) veramente a pezzi. Io e il mio compagno avevamo già deciso di prendere un’altra nutria che facesse compagnia a Kiwi. Quando purtroppo è venuta a mancare, abbiamo chiesto un incontro con le persone che hanno trovato Minù… che poi si è rivelata essere un maschio e ora si chiama Leo. Quando l’ho visto sono scoppiata a piangere, mi ricordava tanto Kiwi e subito non lo volevo, il dolore era ed è troppo forte. Poi ho capito che aveva bisogno di qualcuno che potesse prendersene cura, avendo problemi alle zampe posteriori e alla spina dorsale. Ora vive con me a casa… non è Kiwi e non prenderà mai il suo posto, però mi sto affezionando a lui piano piano.

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C’è un messaggio che vorresti lasciare ai lettori del nostro blog?

Le nutrie sono animali fantastici. Se fanno danni è perché hanno bisogno anche loro di vivere. Se si mostrano aggressive è perché qualcuno le minaccia o minaccia i loro piccoli (tutte le mamme vedendo il proprio piccolo minacciato corrono a proteggerlo). In molte regioni è consentito l’abbattimento di questi animali … perché invece di farne una strage non mettono l’obbligo a tutti i contadini di recitare il proprio terreno? In questo modo le nutrie non entrerebbero e non farebbero danni. Rispettate ciò che madre natura ha creato! Il problema del mondo non sono gli animali, ricordiamo che noi uomini siamo ospiti qui, lasciamo in pace ciò che madre natura ha creato!

Ringraziamo Natascia per averci rilasciato questa intervista e vi invitiamo a continuare a seguire la pagina di Kiwi la nutria di Quartu.

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UN VIDEO TRIBUTO A WILLY IL CASTORINO

Pubblichiamo oggi un video dedicato a Willy il castorino.

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Lo abbiamo incontrato per la prima volta quando aveva quasi due anni, in seguito abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di seguirlo in più di un’occasione.
Nel video vediamo tante diverse situazioni: la fase di svezzamento, una passeggiata al parco, il bagno nella roggia, le coccole, l’esplorazione della casa, la sua inesauribile curiosità.
Vediamo anche il primo incontro con il castorino Myo e la loro successiva interazione, fino ad arrivare anche all’incontro con la nutria Mariah.
Willy è scomparso a luglio 2013 all’età di 5 anni, la sua vita è stata tutta un’inno alla possibile coesistenza pacifica fra uomo e nutria.

E’ doveroso precisare che la legge n. 157/92 non consente di prelevare animali selvatici e addomesticarli: Willy è un caso particolare perché è stato recuperato e salvato da cucciolo, in una circostanza che altrimenti lo avrebbe portato ad una morte sicura (trovate qui la sua storia). Lo stesso vale anche per le altre nutrie domestiche citate in precedenza: si tratta di animali recuperati, per i quali il veterinario ha stabilito che non avrebbero saputo adattarsi a sopravvivere una volta reimmessi in natura. Precisiamo inoltre che il nostro intento non è certamente quello di incoraggiare la domesticazione delle nutrie: un animale selvatico ha il diritto di stare nel proprio habitat.

Parlare di Willy serve però a far conoscere meglio e più da vicino questi animali, mostrandoli al contempo in una luce diversa.
Vi lasciamo ora alla visione del video, che vi invitiamo a commentare:

Il video tributo a Willy è stato presentato in anteprima alla trasmissione Su la zampa di TRC Modena.

L’ARTE DI FRANCESCA LU’: UNA STRAORDINARIA EMPATIA

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Iniziamo da ora a parlarvi dei gadgets esclusivi dedicati a “The Invasion – A Coypumentary”, già presentati in anteprima ad alcuni eventi cui abbiamo partecipato.
Francesca Romana Luzi, conosciuta nel web come Francesca Lù, è la prima di una serie di giovani artiste che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, ed è l’autrice delle bellissime illustrazioni che hanno la nutria come soggetto, realizzate su shoppers, pochettes e piccoli portamonete.

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Francesca Lù è un’artista poliedrica, capace di spaziare tra le più diverse tecniche pittoriche, dal carboncino al pennello cinese, passando per gli acquerelli e i colori acrilici.
Creatrice del marchio registrato Fermenti Attivi, che ha come logo un bacillo, è anch’essa in continuo “fermento” artistico, pronta a lanciarsi in nuove sfide. Il suo percorso è infatti estremamente ricco e variegato.
Dopo il liceo classico e l’Università di lingue e letterature straniere a Roma, l’amore per l’arte, il disegno, la pittura e la grafica emerge in maniera prepotente. Frequenta quindi un corso di grafica visualizer e grafica di desktop publishing e un corso di web designer, iniziando successivamente a lavorare come art director di campagne pubblicitarie delle più note agenzie del settore: McCann, Leo Burnett e Publicis.
Dopo 7 anni però, incapace di mettere da parte la sua vera passione per il disegno, sceglie di rimettersi in gioco!
Frequenta la Scuola Romana del Fumetto e per due anni studia disegno dal vero, nudo e tecniche pittoriche. Comincia a dedicarsi al disegno a 360 gradi: illustra libri ed esegue lavori commissionati da privati, quali la realizzazione di magliette, disegni su carta e tela, personalizzazioni di borse e shopper, e mille altre espressioni della sua fantasia!

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I suoi soggetti preferiti sono gli animali, con una vera passione per i gatti, i cui ritratti variano dallo stile naif al realismo.
Passiamo ora la parola a lei, con l’intervista che ci ha rilasciato:

Come è nata la tua passione per il disegno?

La mia passione per il disegno è nata con me. Fin da piccola inseguivo la suora all’asilo e la maestra alle elementari (entrambe talenti con le matite) per cercare d’imitare la loro tecnica, la loro bravura e la loro capacità di riportare il mondo che vedevano, sulla carta. Ogni foglietto era colonizzato dalle mie matite e quando esplose la “anime mania” con Candy Candy, Lalabel, Bia ecc… mi ritrovai al settimo cielo nel copiare, reinterpretare e creare storie a fumetti di mia invenzione.
Ogni cosa era un’ispirazione, ma devo ammettere che la cultura giapponese coi suoi manga mi ha aperto il meraviglioso mondo delle matite e dei colori e nella prima fase della mia vita l’ha fatta da padrona. Crescendo i talenti italiani sono stati i miei ispiratori, tra tutti Milo Manara che considero una specie di alieno per il suo tratto. Adoro Renato Guttuso perchè mi lascia a bocca aperta la sua capacità di stare a suo agio tra mondi di tecniche diversissime tra loro e vado in estasi di fronte alla pittura raffinata rinascimentale e barocca italiana, dove le due dimensioni si trasformano e ti lasciano entrare nel quadro.

Come è avvenuto il tuo ritorno al disegno dopo i 7 anni di lavoro nelle agenzia di pubblicità?

La mia formazione è stata molto variegata, perchè da studi classici sono passata a corsi presso accademie specializzandomi nelle arti visive. Dopo sette anni nelle agenzie di pubblicità come art director, il richiamo del disegno e dell’arte assoluta è stato più forte. Il richiamo della foresta appunto, delle sensazioni di un linguaggio più alto.
Era destino che riprendessi in mano quelle matite che avevo accantonato per troppo tempo, digitando tasti e disegnando con strumenti digitali. E ne sono fiera e felice.

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Quali tecniche utilizzi e su quali supporti realizzi le tue creazioni?

Utilizzo diverse tecniche. Quando le scopri e le esplori o ne diventi ossessionato o le scarti subito. Sono sempre alla ricerca di quella che mi farà stare con il blocco in mano fino a tarda notte.
Mi sbizzarrisco tra i carboncini, le sanguigne, gli acquerelli, gli acrilici, gli olii e disegno su diversi supporti, non solo sulla classica carta di diverse grammature o tela. Dipingo su borse di ecopelle, su shopper e magliette di cotone perchè voglio fare in modo che tutto possa diventare una tela basculante, è un po’ come portarsi un’opera d’arte sempre appresso.

Riesci a raffigurare animali domestici realizzando dei veri e propri ritratti. E’ incredibile il modo in cui riesci a renderli somiglianti, cogliendone anche la personalità e il carattere! E’ un’abilità notevole: qual è il tuo segreto?

Innanzi tutto grazie! E poi… qui spiego quello di cui è fatta la mia persona, il mio cuore, la parte davvero vitale che è in me: l’amore per gli animali. Sento un legame con loro, un’empatia che mi sembra viaggi a livelli più alti di quelli del linguaggio umano tanto poco esplicito a volte. Certe vibrazioni non hanno bisogno di parole, sono pura sintesi. La loro intelligenza parallela alla nostra e per nulla inferiore mi fa sentire viva e quando li guardo negli occhi capisco il loro stato d’animo, o almeno spero. Ovviamente ho davanti agli occhi soprattutto i miei gatti, sia quelli che vivono a casa con me che i miei adorati mici di colonia, serviti e riveriti come se fossero di casa. Ma uno dei miei sogni è abbracciare un leone come Kevin Richardson, ho i brividi quando li vedo comunicare e viversi letteralmente. Un’altro grande sogno è quello di nuotare con un delfino e… beh, qua la “serie” potrebbe essere interminabile!
Il segreto per ritrarli così bene, così “vivi”? Li guardo e mi metto a loro disposizione, sento le loro vibrazioni e mi limito ad amarli da impazzire.

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Com’è stato il tuo primo impatto con le illustrazioni delle nutrie? Ti sono piaciute come soggetti?

Ho adorato disegnare le nutrie, fin dal primo momento, cosa che ho immediatamente comunicato alla simpatica Ilaria! Hanno un aspetto tenerissimo e molto dolce, e come tutti gli esseri viventi sono degne di vivere, anche se l’orrore antropocentrico dell’uomo riesce spessissimo a rovinare tutto.
Le nutrie hanno una linea del corpo bellissima, soprattutto quando si mettono quasi in piedi sulle zampe posteriori, creando una curva bellissima e massiccia, ma nello stesso tempo elegante perchè compatta, minimale. Una linea che svela un’eccellente muscolatura da grandi nuotatrici.

Da dove viene il tuo nome d’arte Francesca Lù?

Mi chiamo in arte Francesca Lù perchè 5 anni fa, quando scoprii facebook, ero molto titubante nell’esporre il mio vero nome per intero, ossia Francesca Romana Luzi, come molti altri temevo il “mostro” facebook. Allora mi registrai così in velocità, spinta da un collega che mi diceva che dovevo assolutamente conoscere facebook. Da allora è rimasto questo nome. Ho anche un marchio registrato che si chiama Fermenti Attivi.

Ho conosciuto Francesca sul web e sono rimasta conquistata non solo dalla sua squisita persona, ma dai suoi disegni che ho trovato fin da subito molto belli, in particolare per la loro straordinaria vivacità. La sua forza è, a mio avviso, la capacità di spaziare nei generi più diversi e nell’utilizzo delle tecniche più variegate. E anche nel suo spirito curioso, capace di dare forma alla richieste più diverse, con risultati sempre molto apprezzabili!
Si può immaginare un mestiere più bello che dare forma e colore ai sogni delle persone?

Se voleste vedere le sue creazioni andate sulla pagina Facebook Illustrazioni Francesca Lù oppure sul suo sito www.fermentiattivi.it
Se voleste contattarla alla sua mail è fra@fermentiattivi.it.

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CINZIA E LA NUTRIA WRITER

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Pare proprio che la nutria sia un soggetto amato da molti disegnatori!
Abbiamo intervistato Cinzia Carpene, che ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics a Firenze.
Cinzia ci ha parlato della sua esperienza e formazione e di un affresco che ha realizzato nel  2007… che ritrae una nutria writer!

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Come è nata la tua passione per il disegno? Riesci ora a metterla in pratica attraverso il tuo lavoro?

La passione per il disegno è nata per ammirazione verso gli anime giapponesi e anche un po’ come passatempo. Ho trascorso diversi pomeriggi estivi e diverse lezioni tra scarabocchi su quaderni. Per quel poco che ho fatto fino ad ora (sono ancora una novizia…) devo dire che sono riuscita ad applicare il disegno un po’ dappertutto. Ho fatto alcuni mesi ad animare spot, poi ho realizzato degli storyboards, qualche volantino e ho curato l’impaginazione di cataloghi. Chi fa il mio mestiere lo sa: bisogna prendere tutto quello che arriva! 

C’è qualcosa che ci puoi dire riguardo alle tecniche di animazione?

In questi anni l’animazione si è evoluta molto, dalla carta al digitale. Non discrimino i cartoni in 3D o flash, quando sono fatti bene meritano complimenti. Però con la semplificazione dei programmi a computer e la velocità acquisita, ho l’impressione che molta gente ne approfitti per vendere sempre più prodotti, anche ad una qualità scadente.
Avendo sempre visto fin da bambina anime giapponesi e cartoni animati della Disney… mi infastidisco un po’ nel vedere queste nuove animazioni, spesso troppo “sintetiche e pupazzose”.

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Quando hai iniziato a disegnare le nutrie come soggetti?

Le nutrie sono diventate i miei soggetti preferiti alle superiori, quando prendevo la corriera la mattina presto e le vedevo scorrazzare sull’argine e in riva ai fossi. Tutti le associano ai topi e fanno questo tipo di ragionamento: “nutria=topo=malattia=peste=pestilenza=morte per atroce sofferenza”… C’è un po’ di esagerazione! Sopratutto se pensiamo che porterebbero malattie solo per il fatto che abitano in una zona contaminata dall’inquinamento prodotto dall’uomo. Al tempo le stimavo molto, perchè per i contadini e i cacciatori era difficile prenderle o ucciderle e li sentivo spesso lamentarsi, mentre io ridevo sotto ai baffi. Spianare il terreno è facile, tagliare un albero pure… ma la nutria? Come la prendi?

Per quale ragione ti piaceva disegnarle?

Purtroppo abitiamo in una zona dove nel nome del progresso umano, abbiamo distrutto tutto a nostro piacimento. Quando i miei amici mi chiedono dove abito, rispondo “Nella terra di Mordor, dove c’è una grandissima desolazione e… manca solo la torre con l’occhio fiammeggiante sopra!”. Per questo motivo ho pensato che queste bestiole fossero una specie di “simbolo” della natura che sfida l’uomo.

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Cosa puoi raccontare a proposito del tuo affresco al Bar Plaza? Con quale tecnica è stato realizzato?

L’affresco al Plaza è stato realizzato nel 2007, era stato fatto un concorso per la scelta del soggetto da raffigurare sulla parete accanto ai biliardi. Io ho spedito due bozze, quella con la nutria era la principale. La tecnica è semplice vernice passata con il pennello: ho prima steso la vernice bianca, poi ho fatto la bozza a matita e infine ho colorato. Per concludere il lavoro ho impiegato circa un mese.

Quali sono stati i riscontri?

Nonostante quando si parla della nutria la gente usi un tono dispregiativo “da caccia alle streghe”, alla fine tutti hanno sorriso vedendola nel mio affresco. Nelle iconografie animali la gente prova simpatia per la nutria, poi si mette a gridare appena ne vede una. Misteri umani! 

Come sei venuta a conoscenza della storia di Willy?

Willy è stata una conoscenza casuale, gironzolavo su youtube alla ricerca di informazioni su alcune cose da disegnare e così l’ho trovato.
Ho visto alcune scene della sua vita con il suo tutore umano… non potevo credere che potesse vivere come un comune animale domestico e dormire ai piedi del letto. È stata per me una grande scoperta! Ed è stato bello soprattutto scoprire che ci sono persone si interessano e studiano le nutrie e perchè no, le amano pure.

Ringraziamo Cinzia Carpene per l’intervista e vi invitiamo a dare un’occhiata ai suoi disegni nella pagina facebook Ci-jins e nel suo portfolio su Carbonmade.

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WILLY, UN CASTORINO DAVVERO SPECIALE

Vi presentiamo Willy, fiero rappresentate delle nutrie di tutto il mondo:

Willy ha una storia molto particolare. La madre, gravemente ferita, era stata investita da un’auto e aveva raccolto le ultime forze per partorire. Willy è il solo sopravvissuto di un’intera cucciolata.
Quella notte di primavera una persona lo ha trovato, salvandolo così da una morte sicura. In seguito Willy è stato affidato alle cure del biologo e castorologo Samuele Venturini.
La particolare circostanza ha fatto sì che nel cucciolo di nutria si manifestasse l’imprinting verso l’uomo. Lo svezzamento si è inoltre protratto per un tempo più lungo del previsto, cosa che ha contribuito a rafforzare il legame affettivo tra Willy e Samuele. Per queste ragioni è stata presa la decisione di non immetterlo in natura, perché la sua etologia lo avrebbe esposto ad inutili rischi.
Willy è a proprio agio nell’ambiente domestico e lo scorso aprile ha compiuto 5 anni. E’ un vero pet: sa essere infatti molto affettuoso, docile, divertente e amorevole. E’ inoltre assai curioso e comunica mediante vocalizzi davvero particolari. Si nutre di ogni genere verdura, però ama anche i dolci e i biscotti secchi.
E’ da precisare che secondo la legge n. 157/92, la nutria è fauna selvatica naturalizzata quindi appartenente allo Stato Italiano, seppur di origine alloctona (proviene infatti dal Sud America). Non è consentito prelevare animali selvatici in natura, però è obbligatorio prestare recupero a individui in difficoltà: la situazione di Willy rientrava proprio in questa casistica.
Va ricordato però che le nutrie sono ritenute problematiche sia dalle Province che da molti CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), perciò il recupero di questi animali può terminare con una soppressione, talvolta ingiustificata.
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