NON SOLO NUTRIA: IL CANE DELLA PRATERIA

Nuovo articolo per la sezione “Non Solo Nutria”: dopo i furetti, ora è il momento di dare spazio ai cani della prateria.

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Si tratta di bellissimi roditori originari delle praterie americane, il cui nome è dovuto al suono, simile a un latrato, che emettono in caso di pericolo. A proposito dei loro vocalizzi, è estremamente interessante uno studio condotto dal professor Slobodchikoff: pare che dalla combinazione di diversi fonemi, i cani della prateria derivino una  forma di “linguaggio”. Sono inoltre eccellenti ingegneri: costruiscono gallerie fino a 6 metri di lunghezza e 3 di profondità. Vivono in grandi colonie, formate da un elevato numero di famiglie.

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Il loro habitat è oggi fortemente modificato dall’uomo a causa dell’estensione dell’uso delle praterie per il pascolo. Inoltre anche la caccia indiscriminata, spesso solo per “diletto”, ne sta mettendo a rischio la sopravvivenza.
I Cani della Prateria sono animali molto socievoli e simpatici e recentemente stanno prendendo piede come animali da compagnia. Questo, considerando il provvidenziale blocco al commercio internazionale, ne incentiva l’allevamento in cattività, proteggendo così la specie dall’estinzione.

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L’Associazione Italiana Cani della Prateria (AICDP) si occupa di fornire informazioni e assistenza su quanti vogliano conoscere meglio i cani della prateria e i citelli.
Abbiamo intervistato Vittorio Pisano, segretario di AICDP, per farci raccontare di più riguardo a questi bellissimi animali.

Ciao Vittorio, benvenuto sulle pagine del nostro blog. Come è nato il tuo amore per i cani della prateria?

È nato tutto per caso. Da sempre amante dei roditori esotici e non, era mia abitudine “cambiare” il tipo di animale quando quello avuto fino a quel momento attraversava il “ponte dell’arcobaleno”. Il nome cane della prateria mi incuriosì quando lessi un articolo su questo animaletto su una rivista veterinaria, un giorno che ero in sala d’attesa di uno studio veterinario appunto. Decisi quindi che sarebbe stato il prossimo roditore che avrei avuto a casa con me.

Come si adatta a vivere con l’uomo?

Non è corretto dire che si adatta a vivere con l’uomo, in quanto animale ancora a tutti gli effetti “selvatico”, da troppo poco tempo è entrato a fare parte dei cosiddetti PET, quindi mantiene intatte ancora tutte le sue caratteristiche di animale selvatico.
Diciamo che “accetta” di vivere con l’uomo non appena la famiglia dei cani della prateria presente in casa decide di allargarsi e accettare l’animale bipede come uno della loro famiglia. Avvenuto questo, il cane della prateria ha con l’uomo gli stessi atteggiamenti che ha in natura con i propri simili, sia in positivo che in negativo. Da quel momento in poi bisogna cercare di inserirsi nel punto più alto della loro gerarchia, in modo da essere considerato il capobranco se si vuole avere un controllo più adeguato possibile su di loro, e far sì che possano in qualche modo “prendere ordini” da chi considerano il capo.

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Servono particolari accorgimenti per tenerlo in casa?

Servono ben più che particolari accorgimenti, gestire una coppia di cani della prateria non è impossibile ma molto impegnativo, impegno che però viene ampiamente ripagato dall’amore e dalla simpatia che questi animali dimostrano di dare.
NON possono girare liberamente per tutta la casa, a meno che questa non sia stata messa in totale sicurezza (cosa impossibile) conviene perciò decidere in quali stanze/locali pensiamo di farli vivere con noi e mettere in sicurezza quella parte, di solito l’entrata e la cucina sono i luoghi più facili da “modificare” secondo le loro esigenze. Non devono avere a portata di denti fili elettrici o tubature in gomma o plastica, non devono infilarsi sotto i mobili e soprattutto NON DEVONO ARRAMPICARSI (si arrampicano anche sui muri se questi sono appena ruvidi) da nessuna parte, NON hanno il senso dell’altezza per cui una volta saliti su una sedia, sul tavolo, o peggio su un mobile, si butteranno giù pensando di essere sul pavimento.
Naturalmente devono essere sempre tenuti a vista e non possono essere lasciati liberi in nostra assenza, per questo è necessario comunque avere a disposizione una gabbia che abbia uno sviluppo di calpestabile di almeno 2 mq, e questa la si può ottenere con una gabbia di perimetro 100×50 alta 1,60 creando 4 piani e facendo attenzione che il pavimento ricopra l’intera area del piano con solo un foro di passaggio da un piano all’altro.
Altra cosa essenziale sarebbe una grossa scatola 100x50x50 piena di terra e con il coperchio, per dare modo ai cani della prateria di scavare, che è quello che amano di più.

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Consigli un cane della prateria anche chi non ha dimestichezza con gli animali?

Il cane della prateria NON è un animale adatto a bambini piccoli, proprio per la sua indole ancora selvatica potrebbe interpretare male un gesto del bambino, o viceversa il bambino potrebbe non capire l’atteggiamento che sta tenendo in quel momento il cane della prateria, per cui l’animale potrebbe attaccare e mordere, magari anche solo credendo di doversi difendere. Per lo stesso motivo è sconsigliato farlo convivere con altri animali, specialmente se con istinti predatori: potrebbe instaurarsi un rapporto conflittuale con un mammifero preda.

Qual’è la sua alimentazione?

Il CDP è strettamente erbivoro, mangia erba (fieno) in prevalenza assoluta, si può integrare giornalmente con un paio di foglie di verdure e in certi periodi (muta- calore- gravidanza-svezzamento- allattamento ecc.) si deve aumentare l’apporto proteico sia di natura vegetale, utilizzando una percentuale di erba medica, sia di natura animale, grilli- cavallette- camole della farina

Quali sono le malattie più comuni a cui si deve far fronte?

Questa è una fra le domande più difficili a cui rispondere sia perché , come d’altronde anche tutte le altre risposte che ho dato, si rischia di essere ben poco esaustivi e precisi e sia perché è inappropriato creare una lista di malattie più o meno comuni, il CDP soffre delle malattie di cui possono soffrire altri roditori e la cadenza/frequenza in cui i nostri beniamini si ammalano è variabilissima, quindi sarebbe troppo complicato anche solo fare delle statistiche.
Possiamo dire con certezza però quale è la malattia di cui, se ne vengono colpiti, è maggiore la difficoltà di cura e guarigione, che è l’odontoma, o il grande O come la chiamano in America. E’ un tumore benigno che si sviluppa alla radice degli incisivi (specialmente in quelli superiori) che ingrossandosi va ad occludere le vie respiratorie per cui, se non viene eliminato, il pelosetto morirà per asfissia. NON ci sono cure oltre all’operazione chirurgica che, nonostante si siano fatti passi importantissimi nel mettere a punto nuove tecniche che ad oggi portano ad una percentuale di successo fino a un paio di anni fa impensabili, rimane sempre un’operazione ad alto rischio: maggiore è la precocità in cui si scopre la malattia e maggiori possibilità ci sono di riuscita. Teniamo presente che il primo passo per combattere questa malattia è la prevenzione, far sì che tutte le cause o concause che possono portare allo sviluppo dell’odontoma non si vengano a creare. Il secondo importantissimo passo è il costante controllo radiografico: solo così si può scoprire la malattia allo stadio iniziale, perchè quando si hanno i primi sintomi visibili nell’animale, l’odontoma è sicuramente già in stato avanzato.


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E’ difficile trovare un veterinario che li curi?

Si è abbastanza difficile, ma non impossibile, ci sono alcune cose però da tenere presenti. Un veterinario che cura animali esotici NON è automatico che conosca i cani della prateria o i citelli, c’è da accertarsi che il veterinario abbia una conoscenza ed esperienza diretta su questo particolare tipo di animale. Quindi è meglio cercare un veterinario esperto in cdp e citelli PRIMA di quando se ne deve avere bisogno, magari anche per una emergenza: non si sarebbe lucidi per farlo al momento e si rischierebbe di affidare il pelosotto al “primo” veterinario che si trova a disposizione.
Sul sito dell’associazione si può trovare una lista di veterinari che sicuramente hanno competenza per curare i cani della prateria. Sul forum poi c’è una lista di veterinari “referenziati” da soci o almeno padroncini di cdp e citelli, che hanno avuto esperienze dirette con tali dottori. NON è detto poi che non ce ne siano altri che non conosciamo, ma consigliamo vivamente di accertarsi della conoscenza di questo animale da parte del medico a cui lo affideremo.
Meglio fare qualche km in più che non essere sicuri di dare le cure giuste al proprio piccolo.

Ci sono ulteriori precisazioni che ritieni doveroso fare?

Qualche precisazione per concludere e ringraziare il blog per questa opportunità: le risposte che ho dato, TUTTE, sono solo la minimissima parte di quello che si doveva in realtà rispondere, ma sarebbe stato veramente troppo lungo dare le risposte con le informazioni precise e circostanziate su ogni argomento trattato, per cui spero che nessuno dopo aver letto solo queste risposte si senta pronto per mettersi in casa una coppia di questi splendidi animaletti, NON SI PUO’ ESSERLO.
In caso ci si volesse avvicinare a questo mondo, vi consiglio di chiedere informazioni a chi ha o ha avuto esperienza diretta con i cani della prateria, ci sono poi siti specializzati, forum, gruppi facebook dove trovare tutte le informazioni necessarie, inoltre è uscito proprio ad inizio anno un libro/manuale sul cdp e citello di circa 400 pagine, scritto a cura dell’associazione italiana cani della prateria, ed è ad oggi il manuale più completo sul mercato.
NON prendete per oro colato ciò che vi consiglia il negoziante che vi vende il cucciolo, sono quasi inesistenti i negozianti che allegano alla vendita di un animale esotico una scheda informativa sull’animale in questione (mentre dovrebbe essere una regola). Spesso, vuoi per semplice ignoranza o per negligenza o addirittura per il proprio interesse, il negoziante vi darà informazioni insufficienti, incomplete, se non addirittura sbagliate.
La regola è: rivolgetevi a chi NON ha interesse a vendervi l’animale e quindi vi darà le informazioni SOLO nell’interesse dell’animale stesso.

Ringraziamo Vittorio Pisano per la disponibilità nel rispondere alle nostre domande e per averci concesso l’utilizzo delle foto tratte dal forum di AICDP.

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